Feb 25 2015

dagli a feroldi 25 02 2015

Published by at 5:15 pm under cronaca cremonese,Giudici

DAGLI A FEROLDI Non lo conosco come il caso come Iori e posso ripetere l’unico giudizio che ho sempre dato: strano, a dir poco, si processi solo un impiegato per 160mila euro; si noti che mancano sei milioni, e ci si limiti a concludere: una versione dei fatti non credibile, gestione scriteriata. Senza nemmeno cercare di chi. Qui sotto la nota di Sara Pizzorni, di www.cremonaoggi.it, il miglior informatore cittadino. —Una versione dei fatti non credibile. Questo, in sostanza, emerge dalle 19 pagine di motivazione della sentenza Apic depositata dal collegio dei giudici (presidente Maria Stella Leone, a latere Francesco Sora e Cristina Pavarani) nei confronti di Franco Feroldi, ex coordinatore e dirigente del settore cultura Apic, ex braccio culturale dell’amministrazione provinciale travolto da un debito accertato di tre milioni di euro verso fornitori e creditori, e di altri tre milioni di crediti inesigibili. La sentenza, emessa il primo luglio dell’anno scorso, ha visto la condanna di Feroldi per peculato a tre anni e sei mesi di reclusione e al risarcimento del danno con una provvisionale di 10mila euro. La procura accusava l’imputato, difeso dall’avvocato Massimiliano Cortellazzi, di essersi intascato, tra il 2005 e il 2007, 168.334 euro, denaro ricavato dal 50 per cento dei biglietti relativi al museo civico e alla sala dei violini in base ad una convenzione secondo la quale metà dell’incasso andava all’Apic e l’altra metà al Comune. Per i giudici, ci si trova di fronte ad una “gestione scriteriata” e priva di “adeguati controlli” sull’operato dell’imputato, che ha gestito “la contabilità dell’associazione come se fosse cosa propria”.—
Cremona 25 02 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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