Feb 19 2015

osservazioni di un associato-settantadue 19 02 2015

Published by at 9:52 am under cronaca cremonese,Striscia La Provincia

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – SETTANTADUE
Il Gran Consiglio di martedì; preso atto, in realtà l’atto i pivantonini l’avevan preso da un pezzo, mancava solo il coraggio di comunicarlo, almeno in Consiglio, che la Libera contribuisce coi suoi cinque milioni a far superare alla grande i venti milioni di debiti del Gruppo, consultati gli esperti, il primo di tutti: Pivantonio! la decisione: bisogna tranquillizzare i soci e i creditori, ricapitalizzazione è una brutta parola che tra persone perbene non si usa; molto più adatto: contributo volontario!
Interpretato alla lettera: chi vuole consegna ancora dei soldi, frutto del suo lavoro, non delle cariche, per farli amministrare a chi li ha dilapidati prima. E si passi pure sui risparmi dei soci, quando ci sono, è urgente tranquillizzare le banche, che pretendono almeno un segno di buona volontà, ma il segno, travestito col nome di contributo volontario, è 200mila euro a fronte di un debito di oltre venti milioni!
Il creditore più fiducioso si sentirebbe preso in giro; quando voi, amici agricoltori, vendete 100mila euro di mais, vi dicono: mille euro te li do adesso, poi con calma parleremo degli altri. E’ qui che Davide Balestreri ha chiesto, a nome dei tremila colleghi che lavorano e rischiano, spiegazioni più precise; è qui che la Reverberi, in evidente grandepausa e ispirata dal Granduomo, s’è messa a urlare e insultare, com’è suo dovere di vicepresidente!
Allora qualche numero ve lo do io, cari agricoltori che dovete far vedere d’essere padroni, non soci da pelare, prima che damigel&Criniera ve ne diano un’edizione corretta e riveduta. Il cancro che sta distruggendo l’eredità dei vostri padri è, lo sapete, il Gruppo editoriale, con la Provincia diretta da Zanolli Pennadoro Vittoriano, che dovrebbe avere il potere di fermare il tempo, perché ogni giorno che passa è un calo di copie e pubblicità: bilancio 2013 debiti per 9,6 milioni; nel corso del 2014 Begatti&Antonelli spulciano i conti e le fatture, scoprono che carta e inchiostro eccetera si comprano a prezzi largamente inferiori, per farla breve l’esercizio si chiuderebbe, invece che a meno tre milioni come il 2013, a meno uno; purtroppo bisogna ripulire lo stato patrimoniale di qualche, come posso dire senza urtare la suscettibilità dei signori del Collegio sindacale? ecco, inesattezza, per cui anche l’esercizio 2014 si chiuderà a meno tre milioni. Totale gruppo, meno quasi 13 milioni. La Libera quasi meno cinque; leasing su Palazzo Spitti meno quattro; giochini coi crediti/debiti tra le varie società, meno due/quattro. Fate voi, a fronte di un patrimonio immobiliare tutto ipotecato e, fosse indispensabile vendere, provateci di questi tempi.
E in mezzo a una situazione da Titanic i furbazzi suggeriscono un contributo volontario di 200mila euro!
Il Vangelo è pieno di: abbiate fede! ma dubitando dei suoi poteri, durante il Consiglio di martedì, Pivantonio ha seguito dal suo Studio i fedeli via Sms; è stato visto prenderne accuratamente nota Folli Ernesto, quello che vorrebbe mostrarsi alla città, se non confermato al Consorzio, presidente di CremonaFiere, una carica insomma che mostri le sue capacità manageriali. Dietro suggerimenti.
Con dirigenti del genere, caro Presidente Mario Guidi, non si stupisca che alla manifestazione di ieri a Brescia i tre pullman partiti da Cremona Crema Casalmaggiore abbiano raccolto venti agricoltori ciascuno: gli atti, per chi li voglia intendere, valgono molto più delle parole.
Atti. Ieri una signora del Consiglio, non pivantonina, mi ha telefonato, cortese, per spiegarmi i motivi per cui era rimasta nonostante la chiassata della Reverberi; ha trovato eccessivo il mio giudizio: poca dignità. Ciascuno ha i propri motivi ed è giusto prima di tutto battersi per essi; nel caso io ne ho anteposti tre: un ambiente, anche di forti contrapposizioni, deve restare civile, non lo fosse, o escono gli uni o escono gli altri; un collega di idee va sempre sostenuto; disunirsi di fronte all’avversario vuol dire, sempre, renderlo più forte. Questi sono i miei principi, libero, chiunque, di non condividerli.

Cremona 19 02 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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