Feb 13 2015

j’accuse-trecentottantanove 13 02 2015

Published by at 12:30 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOTTANTANOVE
Maurizio Iori si infila nella tela del ragno, un po’ per colpa sua, ma i suoi “ragni” son tanto prevenuti!
“Ma perché? E dove era andato?”
E’ solo una mia supposizione, magari il clan Ornesi convinceva egualmente investigatori e giudici, certo la bugia da bambino di Iori ha dato corda. Torniamo alla prima scena. Claudia e Livia vengon trovate morte a causa del gas e delle 95 pastiglie di Xanax ch’eran nei blister sul tavolo; evidente il suicidio, solo gli artifici successivi riusciranno a trasformare le 95 in poche gocce in due bocconi o nel bicchiere. Iori era lì la sera prima, di nascosto alla moglie in ferie, avrà pensato l’ovvio: tanto lo chiudono per quel che è, suicidio, perché devo ficcarmi in grane inutili, e nega addirittura d’aver comprato lui le bombole, leggerezza ancor più grave. Per chi non si fida della mia interpretazione: Iori ha a che fare con gli Ornesi da quattro anni, sa chi sono, ha detto giorni prima che avrebbe cenato con Claudia il 20, solo un folle non pensa che Claudia, racconta tutto a madre e sorella che abitano vicino, non glielo dica! Negli artifici cui accennavo sopra, si stabilisce invece che lui non sapeva che loro si raccontavano eccetera: come spesso, chi ha il potere sa tutto.
Altra conferma, letta i giorni scorsi: avrebbe tutto l’interesse, da assassino, a dire alla Polizia che Claudia era suonata, si impegna invece a dire il contrario!
“Ma perché? E dove era andato? Atteso che le circostanze sopra indicate risultavano molto strane ed il cellulare poteva essere stato lasciato apposta acceso in casa per far credere che egli non si fosse mai mosso dalla sua abitazione in caso di un tracciamento dell’utenza cellulare attraverso la richiesta di tabulati, occorreva verificare bene le dichiarazioni dallo stesso rese e approfondire il suo “alibi”. A riscontro delle sue dichiarazioni venivano quindi effettuati accertamenti presso la locale Multisala Portanova ove l’uomo diceva di essersi recato intorno alle 21.00 per visionare il film “Le signore del 6° piano”. In effetti tale film, in quella data, era effettivamente in programmazione con orario d’inizio alle ore 21.30.”
Da notare la differenza tra lavoro privato e pubblico. Prima ancora di sentire Iori la stessa Giudiziaria aveva ascoltato la madre di Claudia, Pasqua Facchi, che aveva informato, pagina 6 dell’ordinanza del dottor Gip:
“Claudia mi ha riferito che ieri sera Maurizio sarebbe andato da lei per cena e che avrebbero mangiato del sushi che lui stesso avrebbe preparato a casa.”
Bene, nel privato avrebbero contestato subito a Iori: guarda che gli Ornesi dicono che tu ieri sera eccetera, qui invece:
“Personale del Commissariato di Crema aveva effettuato gli opportuni accertamenti volti a verificare l’effettiva presenza in loco di Iori Maurizio all’orario dichiarato. Scrive l’ispettore capo Ferrari: al fine di verificare quanto dichiarato da Iori Maurizio, gli scriventi alle ore 17 00 del 21 07 2011 (per via che Iori non era indagato, pochi minuti dopo le sue parole!! n.d.r.) si portavano presso il Multisala Portanova sito in questa via Indipendenza, dove prendevano contatti con il vice direttore eccetera eccetera, (una pagina intera di descrizioni per concludere, n.d.r.): non si rileva in ingresso ed in uscita dalla sala nr 2 ove è stata proiettata, con inizio alle ore 21 30 e termine alle ore 23 16 la pellicola “Le donne del sesto piano” la presenza di Iori Maurizio, persona conosciuta dagli operanti.”
Dimenticavo: nel privato nessuno naturalmente crederebbe a un alibi fornito dal telefonino, e prima ancora nessuno penserebbe a tentar di spacciarlo, per ragioni che sarebbe insultante spiegare……

Cremona 13 02 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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