Feb 12 2015

j’accuse-trecentottantotto 12 05 2015

Published by at 1:50 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOTTANTOTTO
Ogni tanto lo ricordo ai lettori: morisse in modo strano una persona con cui non siete in rapporti perfetti, “al di là di ogni ragionevole dubbio”, seguite il consiglio di Salvemini: se mi accusano d’aver violentato la Madonnina del Duomo di Milano, prima scappo in Svizzera, poi penso a difendermi! Ecco i dubbi che fan sorgere le indagini che portano in galera anche voi, se non rispettate la Madonnina; da pagina 25 dell’ordinanza del dottor Gip:
“Arcaini Laura sente il marito telefonicamente in prima serata. Secondo quanto riferito da Milanesi Agostino, Iori Maurizio si sarebbe impegnato a richiamare la moglie per salutarla affermando di essere stanco e di voler andare a letto. Non solo l’uomo non contatterà più la moglie ma deciderà, secondo la sua versione, di uscire e recarsi al cinema e passeggiare fino alle 01.00 del mattino. In realtà poi lui ricontatterà la sala operativa del Commissariato solo alle 02.05 affermando di essere rientrato a casa da poco e non quindi alle 01.00 come dichiarato.”
Se dovessi finir sotto la lente per le volte che sbaglio a indicare l’ora, non oso pensare alle conseguenze; e voi ricordatevi sempre l’avviso là sopra.
“La moglie preoccupata l’aveva cercato, si era allarmata perché non rispondeva più al telefono e chiedeva aiuto al Milanesi che allertava poi il 113 che, dopo l’ingresso in casa si accorgeva che l’uomo era assente ma il suo cellulare, lasciato acceso e con inserita la modalità vibrazione, era stato lasciato sul bancone della cucina di fianco ad alcuni effetti personali e ad una lettera manoscritta. Dal tenore dei pochi passi letti dal Milanesi e confermati sostanzialmente dall’equipaggio della Volante si intuisce che quella lettera potrebbe essere proprio la famosa lettera manoscritta che Ornesi Claudia aveva scritto in duplice copia, una delle quali consegnata all’uomo pochi giorni prima. Cominciavano a sorgere molti dubbi sul racconto dell’uomo. In prima analisi, se lo Iori aveva affermato di aver ricevuto la lettera da Ornesi Claudia e di averla poi distrutta perché la riteneva poco importante, cosa ci faceva la sera del 20 luglio quella che pareva proprio essere una copia di quella lettera sul banco della cucina vicino al telefono cellulare acceso ed ai mazzi di chiavi? La presenza di quella lettera in quel momento ed in quel luogo non indica certo una lettera, dal contenuto per certi versi scottante, ricevuta diversi giorni prima e che certamente qualsiasi persona avrebbe o distrutto o quantomeno nascosto. Ammettendo che egli avesse realmente distrutto la sua copia tutto farebbe pensare che quella notata dal Milanesi e dalla pattuglia della Volante fosse la copia della lettera che Ornesi Claudia aveva tenuto per sé e che, infatti, non è mai stata rinvenuta all’interno dell’appartamento, nonostante la madre della vittima abbia dichiarato di essere sicura che la figlia ne custodisse in casa una copia. Se quella era la copia della lettera che Ornesi Claudia aveva in casa allora poteva voler dire che Iori Maurizio, quella sera, era stato effettivamente a casa della donna, particolare negato dall’uomo, così come dichiarato dalla madre Facchi Pasqua e, dopo esser rientrato a casa ed aver appoggiato la lettera vicino al cellulare ed alle chiavi, era nuovamente uscito.”
Perché questo lungo e tutto sommato noioso passo, cari lettori? Per confermare la centesima volta come han ragionato e agito, occhio alla Madonnina del Duomo, inquirenti e giudici. Tutto il loro cogito ergo sum poggia sulla carta, che Iori trafuga, maldestramente, e dimentica distruggere; dimenticanza grave, perché nella lettera è racchiuso il movente, confermano anche in Appello a Brescia. Loro invece dimenticano d’aver scritto e acquisito agli atti del processo che Iori lo stesso 21 luglio aveva spiattellato il contenuto della lettera alla Polizia; proprio come fino a oggi han dimenticato di indicare, con la precisione che accompagna la carta della lettera, come Iori abbia rifilato alle “vittime” di nascosto in pochi minuti quasi a digiuno, tanto Xanax da spedirle in stato di intossicazione acuta!

Cremona 12 02 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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