Feb 09 2015

j’accuse-trecentottantacinque 09 02 2015

Published by at 12:02 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOTTANTACINQUE
Naturalmente il dottor Gip mica si accontenta delle dichiarazioni del falegname: le rielabora, altrimenti non sarebbe un giudice:
“Ornesi Claudia quindi, nelle ore immediatamente precedenti il suo presunto suicidio, ordina una libreria, la progetta assieme al falegname, si accorda per la consegna nel mese di settembre, si rivela smaniosa di sistemare definitivamente l’arredamento della casa e avvisa il falegname che sta per andare in vacanza con la bambina, con la quale si dimostra allegra, premurosa e piena di vita. Tutto ciò sembra non avere alcun senso logico e non pare proprio il quadro di una donna talmente depressa da decidere di lì a poche ore di togliersi la vita in maniera così assurda.”
Perfetto; togliersi la vita in maniera così assurda; manca il senso logico; il quadro non c’è. Emanuele Lasker, grandissimo campione di scacchi, vecchio e ricoverato in ospedale, quando si accorge che è finita rifiuta il cibo dicendo: è inutile. Il suicida vero fa così, altrimenti l’ha uccisa Maurizio Iori. Ma non basta, il dottor Gip è giudice coscienzioso, non lascia inesplorata alcuna possibilità:
“Anche Magella Teresa e Cremonesi Maria Grazia, colleghe di lavoro di Ornesi Claudia, sentite nel prosieguo delle indagini, hanno riferito circostanze determinanti ai fini delle indagini se non confermare la tranquillità e serenità ostentata dalla defunta sul luogo di lavoro.”
Spettacolare, soprattutto perché il dottor Gip la riporta come determinante, la testimonianza di Teresa Magella:
“Tra noi non c’è mai stato un rapporto di amicizia poiché, come detto, non avevamo modo di frequentarci…..Claudia infatti, era una persona molto tranquilla, dal carattere e dalla personalità mite. Non si arrabbiava mai,, non l’ho mai vista alzare il tono di voce o arrabbiarsi, era sempre felice e solare, amava la vita e la figlia Livia più di se stessa e non le avrebbe mai atto del male. Non sono al corrente di ulteriori risvolti o condizioni sulla sua vita privata poiché, come ho anticipato, le nostre frequentazioni si limitavano allo scambio dei saluti o di qualche breve considerazione quando ci incontravamo durante le ore di ufficio.”
Più lunga Maria Grazia Cremonesi, ma credo basti la frase finale:
“Non sono a conoscenza di ulteriori particolari circa la sua vita privata perché tra noi si parlava sempre dei figli, della loro crescita e del loro benessere. Ribadisco che Claudia era totalmente presa ed innamorata della figlia e ripeto, non le avrebbe mai fatto alcun male.”
Se un appunto devo muovere al dottor Gip, è non aver raccolto la testimonianza del vigile di quartiere. Che però rimedia col suggello finale di Francesca Giusto:
“Claudia commentando il fatto concordava con me nel dire che il suicidio, qualunque sia il motivo era per noi inconcepibile e da sempre per come l’ho conosciuta mostrava agli altri di avere voglia di vivere ed un affetto ed un amore grandissimo nei confronti della figlia Livia; era sempre attenta e minuziosa nei confronti della sua bimba e non ha mai manifestato alcuna tristezza o dolore alcuno nelle sue esternazioni; Claudia era una donna che manifestava in modo quasi esagerato le sue esperienze ed i suoi stati d’animo, era un libro aperto con chiunque la conoscesse.”
Cercare il modo con cui Maurizio Iori ha rifilato le 95 pastiglie di Xanax? Ma è solo una mia fissazione, definitivamente contrastata da:
“Più venivano raccolte testimonianze sulla vita di Claudia Ornesi, più appariva quasi impossibile che ella avesse potuto togliersi la vita e soprattutto in quella maniera incomprensibile.”
E’ quasi impossibile per lei il suicidio; è quasi normale per Iori ucciderla.

Cremona 09 02 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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