Gen 26 2015

osservazioni di un associato-quarantotto 26 01 2015

Published by at 12:40 pm under cronaca cremonese,Striscia La Provincia

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – QUARANTOTTO
Per me la saga della Serva, già Libera, ha dell’incredibile: i conti sono sotto gli occhi dei soci che vogliano leggerli, in primis i 36 consiglieri che hanno il dovere, altro che il volere; e del Collegio sindacale, che probabilmente s’è assopito; i rimedi, chiarissimi, dovevano essere presi da tempo; eppure la maggioranza dei pivantonini, condotta da damigel Filippini, accucciato, va avanti come se l’obiettivo, in nome e per conto dei 3mila soci, fosse togliere spazio e fin la voce all’opposizione!
E anch’io sto godendo della loro attenzione: non devo scrivere!
In puro stile Pivantonio/Pennadoro: parlano solo gli autorizzati!
Ripeto fino alla noia: i guai della Serva nascono principalmente (non solo, la volta che qualcuno va a spulciare le faccende del Consorzio, magari Paolo Voltini, Coldiretti, dopo il 25 aprile, giorno della Liberazione, ci sarà da ridere!) dal disastro della Provincia fin che c’è, che crolla sia nelle copie che nella pubblicità. Ed è una conseguenza naturale, non della crisi, il quasi gemello Libertà di Piacenza guadagna non dico a palate ma guadagna, ma della gestione Zanolli Pennadoro Vittoriano, ispirata da Pivantonio, che ha tolto piacevolezza e credibilità al giornale, teso solo a costruire l’immagine del Padrone e a distruggere i nemici. Come il galantuomo Umberto Lonardi, seppellito sotto 130 centotrenta pezzi di scherno critiche e accuse per non aver permesso al Padrone di acquistare Palazzo Fodri. La querela, è noto, se l’è presa Zanolli, ma che figura fa la Libera, editore del giornale?
Un giornale, un qualsiasi mezzo di comunicazione, dev’essere autorevole, se ci tiene ai lettori, specie oggi che internet dilaga e le notizie giungono come funghi, in ogni forma. L’ultima di Pennadoro, che con tutte le sue forze, senza risparmio di occasioni, sempre più spesso si impegna a perdere lettori: venerdì santifica il centro sociale Dordoni, perché stiano calmi nell’imminenza del corteo di sabato. Poveretto, magari le intenzioni erano buone, se al Dordoni lo leggessero e, soprattutto, gli credessero. Il Dordoni diventa addirittura “soggetto politico”, e le amministrazioni, dal 1985, han fatto bene a trattare coi suoi leader; non solo, la rissa di domenica che ha portato Emilio Visigalli in fin di vita, è “un’aggressione ingiustificabile compiuta dai militanti di Casa Pound”. Le cose sono andate come si sa, ed ecco domenica, prontissima, la giravolta: “Il pesante bilancio di guerriglia urbana riserva almeno due note positive: Cremona si libera di Casa Pound e del Centro sociale Dordoni.”
In due giorni il Dordoni, da soggetto politico che dal 1985 tratta con le Amministrazioni pubbliche, deve sparire: bel colpo Pennadoro, in due giorni hai perso prima i lettori moderati, poi i sinistri spinti. Ma non solo, preso alla foga del convertito, sempre domenica scrive: “compensano queste negatività lo sfratto dei fascisti”. Altri lettori persi, e magari una querela, se gli amici di Casa Pound non accettano l’esser chiamati fascisti.
E a uno Zanolli del genere damigel Filippini, accucciato, affida oggi il piano editoriale di riorganizzazione del giornale: damigello, ma ti rendi conto che tra poco il giornale non ha più lettori da perdere?
E sono io a danneggiare la Serva perché, dopo! scrivo quel che han combinato prima?

Cremona 26 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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