Gen 25 2015

galimba torna a scuola 25 01 2015

Published by at 10:27 am under cronaca cremonese

GALIMBA TORNA A SCUOLA
Ma sui banchi: perché dalle tue parole, immediate e sotto la spinta dell’emozione fin che si vuole, lasci ai cremonesi il sospetto di non aver capito che ieri non s’è trattato delle onde blu di corso Garibaldi, dove, se ti si vuol dare torto, hai speso male 20mila euro in un bilancio che supera i cento milioni. E ti do subito, prima dello shampoo, un’altra attenuante: per noi è un fatto gravissimo perché la prima volta, ma è la norma in altri luoghi. Evidentemente, è un problema italiano.
Ciò che stona e ti condanna sono le parole: un sindaco degno di questo nome, specie se come te predica ogni giorno, non scarica sugli altri una responsabilità che invece ha l’obbligo di dividere:
—Nessuno, ribadiamo nessuno, ha permesso questo corteo pieno di violenza. L’autorizzazione di tale manifestazione non rientra giuridicamente tra le competenze del Comune di Cremona. Ciò che abbiamo potuto fare è stato, in accordo totale con le altre istituzioni e le forze dell’ordine, lavorare per limitare il più possibile i danni.—
Non vorrei averlo permesso io, il corteo. Caro Galimba, è il Prefetto, certo, ma non sta bene fare tavole rotonde, quadrate eccetera per dividere i meriti e poi scappare se i meriti non compaiono. Poi, ti ricordo ancora, non stai parlando delle onde blu, non promettere:
—La risposta sarà immediata, durissima e i colpevoli dovranno assumersi le proprie responsabilità.—
Fai solo ridere……..
Ma la frase peggiore del tuo comunicato è l’ultima:
—Avvoltoi e sciacalli smettano in questo momento di speculare e, come abbiamo fatto noi, giorno e notte negli ultimi giorni, e anche oggi, accanto alle istituzioni democratiche e alle forze dell’ordine della città rimettiamoci tutti insieme a lavorare per un città democratica, città della pace.— Capisco, tu ti senti professore e non sta agli altri darti il voto, ma spiegami perché ogni giorno tutto ciò che non va in Comune è colpa dell’eredità di Perri, e se invece oggi uno ti ricorda che il disastro del corteo è quando il sindaco sei tu, è avvoltoio e sciacallo: hai preso dal Papa, che promette pugni a chi parla male di sua mamma mentre legge il Vangelo? E mentre ci chiami avvoltoi e sciacalli ci inviti a lavorare insieme? E andiamo sui fatti, per quel che possiamo a Cremona, cioè poco, perché problema generale di cultura: in Italia chi profuma di sinistra può tutto, anche organizzare un corteo come ieri, con il fior fiore dell’intelligenza della sinistra locale alla testa, con oltre 2mila manifestanti pacifici, che ce l’hanno solo col fascismo smesso 70 settant’anni fa, e sostenere che il disastro l’han provocato 150 teppisti venuti da fuori, di cui nessuno s’era accorto, che han combattuto alla pari contro 600 seicento agenti in tenuta antisommossa. A un tuo allievo, a scuola, daresti un quattro meno, Galimba. Comunque è successo, e succede in qualsiasi parte d’Italia, se i 150 vogliono, protetti dalla cultura generale. Il che non impedisce alle amministrazioni del posto di tentare il proprio dovere. Chiudere i centri sociali è la scelta peggiore, per tanti motivi, il primo è che si nega il fondamento della nostra civiltà, il pensiero libero e diverso; ma per altrettanti motivi i centri devono essere considerati alla pari delle moschee: indispensabile controllare cosa fanno. Dentro. E soprattutto fuori. Dalle piccole cose, piccole per chi abita lontano, come la musica di notte a tutto volume, che va considerata come il non rompere i vetri del famoso sindaco di New York Giuliani. Alle più fastidiose: far finta di non vedere chi sporca continuamente i muri della città. Alle più grandi, che poi portano a quel bel tipo di cortei: lasciar credere siano essi, al posto delle Istituzioni, a decidere chi abbia il diritto di far politica. Primi passi, unici e indispensabili, ma falli Galimba, se vuoi evitare che prima o poi i signori in rosso ti considerino un loro collega, con voto minore, ovviamente.
Cremona 25 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

Eravamo con l’Unità di crisi del Comune di Cremona alla centrale operativa della polizia locale quando vigliacchi delinquenti hanno portato un attacco al comando, dopo aver riversato la loro violenza stupida in altri luoghi della nostra città e aver riempito di fumo di odio le case dei nostri cittadini, parenti e amici. Nessuno, ribadiamo nessuno, ha permesso questo corteo pieno di violenza. L’autorizzazione di tale manifestazione non rientra giuridicamente tra le competenze del Comune di Cremona. Ciò che abbiamo potuto fare è stato, in accordo totale con le altre istituzioni e le forze dell’ordine, lavorare per limitare il più possibile i danni. Ringraziamo il questore, il prefetto, i comandanti di carabinieri e finanza, il nostro comandante della polizia locale e tutti gli agenti e i militari che con alta competenza ed enorme spirito di servizio hanno svolto oggi un grandissimo e faticosissimo lavoro. La risposta sarà immediata, durissima e i colpevoli dovranno assumersi le proprie responsabilità. Ora pensiamo a risolvere i danni provocati e soprattutto riprendiamo con forza il cammino intrapreso per il rilancio della città. Avvoltoi e sciacalli smettano in questo momento di speculare e, come abbiamo fatto noi, giorno e notte negli ultimi giorni, e anche oggi, accanto alle istituzioni democratiche e alle forze dell’ordine della città rimettiamoci tutti insieme a lavorare per un città democratica, città della pace”.

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