Gen 17 2015

j’accuse-trecentosessantadue 17 01 2015

Published by at 10:40 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOSESSANTADUE
Dopo l’ergastolo, la demolizione morale del povero Maurizio Iori: il compito dev’essere eseguito alla perfezione! Da pagina 193:
“E non vi è alcun dubbio che l’ignobile motivo che ebbe ad ispirare Iori nel premeditare e attuare la condotta omicidiaria ai danni di una giovane donna di quarantadue anni e di una bambina di appena due anni e mezzo provochi, nel sentimento umano di chiunque, totale ribrezzo, talmente vile appare il fine avuto di mira dall’imputato.”
Fischetti&Vacchiano possono, hanno la toga forte e giusta, usare le parole più dure verso i cittadini; io non posso, se non in privato, usare le parole che vorrei verso due Corti che han rifilato l’ergastolo senza spiegare mai nelle duecento pagine complessive di motivazioni come sia possibile rifilare la quantità di Xanax che sarebbe riuscita a Iori. Nel senso fossi io cittadino, e lo stesso l’avvocato nel processo, dovrei ricostruire la scena: Iori, mentre Claudia gli girava le spalle, le mise quattro flaconcini nell’aperitivo eccetera; alle Corti, anche senza abbassarsi alla sfera di cristallo, è sufficiente scrivere, come hanno fatto: l’avrà messo nel cibo o nelle bevande e lei, che quattro giorni prima aveva distinto poche gocce di Valium nell’insalata di riso e l’aveva mangiata lo stesso, non si accorge quattro giorni dopo, quasi a digiuno, di altrettanto Valium più la dose di Xanax che la spedisce immediatamente in stato di intossicazione acuta.
C’è chi può e chi non può, volgarizzato da Alberto Sordi nel Marchese del Grillo: perché io so’ io, e voi ‘n siete un cazzo.
“Un fine, la cui abnormità palesemente risiede nel pervicace, quanto malvagio, desiderio di non voler soddisfare un’esigenza, non soltanto assolutamente giusta, ma pure commovente, in quanto riconducibile alla sofferta aspirazione affettiva nutrita da Claudia nei confronti della propria innocente bambina.”
Gli artifici retorici da quattro soldi: fosse anche figlia di Stalin o Hitler, vorrei vedere una bambina di due anni e mezzo che non fosse innocente! Ma è la ripetizione in parole della scena del processo di primo grado a Cremona, durante le udienze esposte le foto della povera bimba morta……
“Quanto alla doglianza inerente l’entità della pena, formulata sul presupposto che i primi giudici avrebbero dovuto concedere all’imputato le circostanze attenuanti generiche, si deve rilevare come a fondamento di essa i difensori dell’appellante abbiano evocato il fatto che Iori avrebbe tenuto, durante tutto il processo, un corretto e rispettoso comportamento.”
E qui prepariamoci; è in arrivo, usando padre Dante, Inferno, XXII, 118: O tu che leggi, udirai nuovo ludo, il solito divertimento. Che vi anticipo: Iori è cattivo e non merita pietà non solo per non aver confessato, ma per aver cercato di difendersi! Ecco la partenza:
“Ritiene questa Corte come anche il motivo posto a sostegno di tale doglianza sia chiaramente privo di pregio. Se è vero, come condivisibilmente affermato dalla difesa dell’appellante, che il ‘buon comportamento processuale’, per essere ravvisato, non può ridursi alla sola confessione di colpevolezza, è anche vero però che tutta la condotta post delictum tenuta dal prevenuto, oltre che costantemente mancante di qualsivoglia segnale di resipiscenza per l’efferato delitto commesso, è risultata pure connotata da una mantenuta finalità simulatoria.”
Capito i due signori in toga forte e giusta? Maurizio Iori non ha il dovere di confessare, però per tutto il processo non ha dato segnale di resipiscenza per l’efferato delitto commesso! E poi si parla male dei gesuiti!

Cremona 17 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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