Gen 13 2015

j’accuse-trecentocinquantotto 13 01 2015

Published by at 11:25 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOCINQUANTOTTO
La sentenza giustifica i mezzi, ha lasciato in eredità Machiavelli: facciamo un passo indietro, prima del gran finale; Fischetti&Vacchiano han messo a carico di Maurizio Iori, ricorderete, pure questo, pagina 190:
“la circostanza che gli acquisti effettuati da Iori, in particolare i fornelletti e le bombolette, siano sintomaticamente avvenuti in supermercati lontani da Crema (e comunque non frequentati da almeno sei mesi), finanche allontanandosi dall’ospedale senza preventivamente timbrare il cartellino in uscita.”
Sintomaticamente! un avverbio ch’è già una condanna! a Carugate, ben trenta Km, dove non andava da almeno sei mesi, e senza stimbrare: che si vuole di più?
I due, certi della loro prova, concedono la parola alla Difesa, nota 263 pagina 190:
“L’obiezione dei difensori dell’appellante, secondo la quale l’imputato, se avesse voluto davvero depistare gli inquirenti, avrebbe evitato di portare con sé il proprio cellulare e di passare in autostrada attraverso il telepass, non è decisiva, volta che si consideri come gli acquisti in quei lontani luoghi, nell’ottica accusatoria, si sarebbero coniugati a quella bonifica del luogo del delitto, sicché il prevenuto non avrebbe potuto temere più specifiche indagini nei suoi confronti. Non si dimentichi che se l’Arcaini (la moglie di Iori, n.d.r.) non avesse sollecitato il Milanesi (vicino di pianerottolo, n.d.r) ad entrare in casa dell’imputato, l’assenza di Iori dal proprio appartamento non sarebbe stata scoperta.”
Questa nota 263 non è solo una nota, è un capolavoro che condensa il processo secondo la linea Machiavelli che ho ricordato sopra, a cominciare dal tremendo “nell’ottica accusatoria”: signori Fischetti&Vacchiano, vi siete dimenticati d’essere la Corte, e non l’Accusa?
E’ ovvio che la Difesa ha ragione, avesse deciso di nascondersi, Iori non solo avrebbe preso fornelletti e bombole su una bancarella e non al supermercato, senza usare telepass e telefonino, ma avrebbe anche limato i numeri di matricola su quegli aggeggi. Ma questo è niente, stiamo ancora parlando di strumenti, non di idee: se c’è un processo dove l’imputato respira, dunque è colpevole, è questo; figuriamoci, e siamo aiutati anche dal senno del poi, con gli Ornesi a urlare dal minuto dopo: è stato lui, se Giudiziaria e Procura non si sarebbero impegnate a cercar “prove”, vista la “facilità” con cui le hanno “trovate”.
La bonifica del luogo del “delitto” è la farsa che persino la Cassazione ha deriso: dove non ci sono le tracce, Iori le ha cancellate; dove ci sono, s’è dimenticato; soprattutto, ha portato via gli avanzi della cena che la Giudiziaria ha trovato nelle pattumiere di casa, descritti a verbale, ricordati in motivazione da Fischetti&Vacchiano, tanto per cambiare.
Ma non è finita, un passo carico di esplosivo come il più gran martire islamico non sarebbe riuscito: se la moglie non avesse sollecitato il vicino a entrare in casa, “l’assenza di Iori dal proprio appartamento non sarebbe stata scoperta”.
Cazzo!! ma se per tutte le carte dell’intero procedimento, dai primi verbali del 21 luglio stesso, giorno della scoperta dei poveri corpi, gli Ornesi in coro non han fatto che ripetere: Iori era a cena qui, ieri sera, e gli Ornesi, l’han scritto quasi pestandosi i piedi tutti i giudici che a qualsiasi titolo si siano occupati dei processi, gli Ornesi dicono sempre la verità, solo la verità, tutta la verità, al di là di ogni ragionevole dubbio, come fanno Fischetti&Vacchiano a scrivere che l’assenza di Iori dal proprio appartamento non sarebbe stata scoperta?

Cremona 13 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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