Gen 07 2015

j’accuse-trecentocinquantuno 06 01 2015

Published by at 7:33 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOCINQUANTUNO
Claudia Ornesi, continuano Fischetti&Vacchiano, non può essersi uccisa, e per motivi pratici, e per motivi religiosi. Sentiamoli, da pagina 186:
“Qui, invero, Claudia si sarebbe volontariamente assoggettata alla necessità di dover disbrigare una pluralità di incombenze psicologicamente e materialmente sovrastanti la forza d’animo del suicida, tanto più inutili, quanto più ostative all’immediatezza indispensabile affinché la medesima, potesse mantenere, in tutto quell’apprezzabile arco di tempo, la ferma e irrevocabile intenzione di sopprimere la propria figlia, cui, per di più, aveva recentemente e solennemente manifestato di accrescere i propri sforzi per farla vivere con gli affetti che avrebbe meritato.”
Ancora una volta ripeto: i due lascino perdere la psicologia, che evidentemente non è la loro specialità, dimostrino i fatti materiali che la legge chiede soprattutto in caso di condanna; se c’è un omicidio come ha proceduto l’assassino, in parole povere sempre la stessa storia delle 95 pasticche rifilate di nascosto; ma se proprio insistono, la legge praticata dai signori giudici italiani non prevede limiti al loro potere, l’animo del suicida non è quello che dicono loro, ne esistono infinite qualità, e comunque mandar giù un po’ di pastiglie e aprire quattro bombole non è sto grande impegno per un suicida. Ma i due in nota, la 253, toccano un altro apice:
“Si è trascurato dalla difesa dell’appellante che Claudia, peraltro, avrebbe dovuto soffocare anche quella contraria pulsione determinata dalle proprie convinzioni religiose. In verità, neppure tale pulsione può essere banalizzata, a meno di disattendere quei precisi e concordi riferimenti testimoniali che hanno dato conto del particolare sentimento religioso che ispirava l’agire della donna. Si vedano, ad esempio, le dichiarazioni rese da Ornesi Gianstefano, il quale ha riferito come Claudia ascoltasse assiduamente Radio Maria; da Giusto Francesca, la quale ha riferito che Claudia le aveva detto che non poteva assolutamente concepire il suicidio, definendolo una cosa assurda; da Ornesi Paola, la quale ha confermato come Claudia avesse sempre detto di essere per la vita e di non aver mai potuto concepire che una persona potesse togliersela.”
Perché la Difesa avrebbe dovuto fare un qualcosa che la legge affida all’Accusa, è una delle tante ispirazioni dei giudici che si sono occupati del procedimento, ma soprattutto è l’ennesimo colpo di zappa che i signori in toga forte e giusta si infliggono non solo sui piedi: a regola di ciò che sostengono, un cattolico convinto non si suicida mai!
Due: ma che religiosità cattolica pratica una che secondo il padre ascolta assiduamente radio Maria e a trentanove anni resta incinta al secondo incontro con uno che sta separandosi dalla moglie e ha due bimbi; che secondo le testimonianze rese dai parenti in Aula a Cremona continua a far sesso aperto, senza precauzioni, con uno che di lei non ne vuole sapere perché vive con un’altra con cui ha un’altra figlia? Che sono poi, nonostante i due si dimentichino, le opposizioni che la Difesa ha sempre presentato con la massima evidenza? Se i fatti mancano, li si interpreta, se ci sono ma dan fastidio, si dimenticano.

Cremona 06 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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