Dic 20 2014

j’accuse-trecentotrentaquattro-20 12 2014

Published by at 12:15 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOTRENTAQUATTRO
Coraggio, siamo solo alla terza delle quattordici pagine che spiegano il movente, e pensare che nel ’68 parigino gli studenti in rivolta si permisero di apostrofare così nientepopodimeno che Sartre: sii breve e chiaro!
E il mistero più grande per me resta sempre quello: in primo piano Stasi, Amanda eccetera, ma qui da Iori i giudici ne han fatte di tante, a partire dalla sfera di cristallo in sentenza, da convincere senza sforzo tutti gli italiani di ciò che potrebbe capitare anche a loro, visto il diritto a scoprire l’America a ogni pagina!
Eccoli entrare nella mente di Maurizio Iori, da pagina 173:
“Claudia e Livia, una volta eliminate, non sarebbero più state un problema e Livia non sarebbe più entrata nella famiglia allargata, cosicché la vita quotidiana, pur dopo qualche prevedibile iniziale turbamento per la notizia del suicidio da parte della madre Caroselli Paola, sarebbe tranquillamente proseguita sostanzialmente come prima.”
Ma non solo nella mente di Iori, anche in quelle mai esaminate della moglie, dei figli, del suo ambiente prima moglie compresa: i giudici italiani sono onnipotenti, alcuni anche onniscienti, sanno senza nemmeno sapere! Ricordo come hanno scomposto la mente di Iori: non voleva si sapesse dell’esistenza delle due; non voleva prendersi in casa Livia.
“E la riprova che la vita quotidiana sarebbe tranquillamente proseguita come prima viene dalle stesse parole di Iori, intercettate durante la nota conversazione dell’8.9.2011, ore 13.53, intercorsa con l’amica Barbaro Maddalena, detta Magda. Alla domanda di quest’ultima “e tua mamma come l’ha presa”, Iori rispondeva “eh mia mamma adesso è tranquilla perché….è abbastanza tranquilla sì.” Da qui, la gracilità dell’obiezione dei difensori dell’appellante diretta a confutare la tesi dell’omicidio in quanto esso avrebbe provocato l’effetto opposto a quello che Iori avrebbe voluto scongiurare.”
Ecco come il giudice italiano, in nome del popolo, accerta la tranquillità degli altri! Ma subito dopo Fischetti&Vacchiano tornano sul loro terreno, il diritto, che, come noto, quando è trattato in un certo modo può essere definito: il contrario del rovescio!
“In definitiva, il motivo di tenere segreta sia la relazione con Claudia, sia l’esistenza di Livia, non era tanto quello di non recare un dispiacere alla madre, quanto piuttosto quello di evitare che, in conseguenza della pubblicizzazione di quei fatti, egli fosse stato poi costretto a fare il padre anche con Livia e a trattare questa come gli altri figli.”
Se questo passo non è l’ennesima sfera di cristallo dell’intero procedimento, solo Massa Pio ha avuto il coraggio di chiamarla per nome, le sfere di cristallo non esistono nel creato.
Quasi l’unica persona a non sapere della relazione era la madre Paola Caroselli, e il cognome Iori stava sul campanello e la cassetta delle lettere di Claudia, tant’è vero che nel processo di Cremona han piantato subito con la storia del segreto; ma la sfera trova il motivo profondo nell’obbligo che discenderebbe a Iori dalla legge: quale legge? Va bene che i due si occupano di penale, ma una sfogliatina al codice civile o una domanda ai colleghi potevano farla; e la sfera è sempre più divertente quando concludono, se ho capito bene, che l’obbligo di Iori non nasce dalla filiazione naturale, ma dal fatto che diventi nota!

Cremona 20 12 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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