Dic 17 2014

j’accuse-trecentotrentuno 17 12 2014

Published by at 7:09 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOTRENTUNO
Naturalmente la Difesa non ci sta a trattare come irrilevante la ricerca dei motivi per cui Maurizio Iori avrebbe ucciso, sia perché il processo è uno dei più indiziari che sia possibile e quindi il movente indirizza la ricerca delle prove, sia perché, se la Corte vuole aprioristicamente considerare Iori colpevole, bisogna pur che gli trovi una ragione. La Corte non era obbligata dalla legge a spiegare un movente ma si vede che ha preferito convincerci d’aver trovato tutto. Vediamola, da pagina 171:
“I difensori dell’appellante hanno contestato la fondatezza di questa affermazione, evidenziando come l’inutilità della ricerca del movente riguarderebbe i processi in cui la prova della commissione dell’omicidio fosse evidente, non già i processi indiziari, ove l’attribuzione o la non attribuzione del delitto all’imputato sarebbe il frutto di una complessa e articolata valutazione di gravità e di convergenza di prove indirette che, di per sé, non avrebbero idoneità a dimostrare la realizzazione del fatto da parte del soggetto accusato.”
E ci credo bene, quando le prove certe per la Corte sono che Iori ha ripulito la stanza degli avanzi della cena che invece la Polizia ha trovato nelle pattumiere di casa!
“Ad avviso di questa Corte, deve sicuramente convenirsi con la tesi sostenuta dai primi giudici, secondo la quale anche nei processi indiziari l’accertamento del movente sarebbe irrilevante, qualora sia stato con certezza individuato l’autore del reato e la sua colpevolezza.”
Allora perché sia a Cremona che a Brescia le Corti si son date tanto da fare per il movente, se il colpevole è certo? Non sarà un lapsus freudiano, non possiamo smentire le prove che abbiamo incoronato prove ma non convincono nemmeno noi?
Invece della sfera di cristallo, la Corte di Brescia chiama in soccorso la Cassazione:
“Peraltro, una tale interpretazione ha ottenuto l’avallo della Corte di legittimità, la quale ha chiarito che anche in un processo indiziario l’accertamento della causale può non essere essenziale qualora dagli elementi indiziari, accertati mediante una corretta valutazione delle risultanze processuali, emerga in modo certo la responsabilità dell’imputato in ordine al fatto criminoso attribuitogli e che in presenza di elementi indiziari univoci stringenti non è necessario, ai fini dell’affermazione di responsabilità, l’accertamento preciso della causale.”
Quando chiamano in soccorso la Cassazione “mediante una corretta valutazione delle risultanze processuali” e ho appena riportato uno svarione enorme, avanzi della cena no, avanzi della cena sì, senza tornare al maggiore, nel complesso delle 200 duecento pagine della motivazione di entrambe le Corti non in una si legge come l’assassino avrebbe rifilato lo Xanax, si resta sgomenti: ma vi rileggete, signori giudici? Le vostre parole cambiano significato dopo una riga?
Anche nella ricerca del movente esplode la vacuità dell’intero procedimento: a meno di tenere Iori per pazzo furioso non ha alcun motivo per uccidere, e la conferma si è avuta proprio nei processi, nel primo si è partiti dal: non voleva si sapesse Livia era sua figlia ma lo sapevano tutti, per arrivare a Brescia: aveva paura che Claudia gliela ficcasse in casa assieme agli altri figli come ci fosse una legge che avrebbe potuto obbligarlo!
E allora si capisce bene perché subito dopo il principio della Cassazione appaia l’ennesimo è così perché lo diciamo noi:
“Parimenti, non vi è dubbio che nel caso in esame i numerosi indizi a carico dell’imputato, all’esito del loro apprezzamento analitico e nel quadro di una valutazione globale di insieme, si siano effettivamente presentati, come questa Corte ha già avuto modo di illustrare, chiari, precisi e convergenti per la loro univoca significazione.”
L’inutilità del processo formale: si conduca l’imputato davanti al giudice, che lo guarda negli occhi e sentenzia!

Cremona 17 12 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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