Dic 11 2014

osservazioni di un associato-tre

Published by at 10:27 am under cronaca cremonese

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – TRE
Mi riferisco in particolare alle recenti elezioni che hanno visto un’ accesa contrapposizione tra una “corrente” a favore del Presidente uscente Antonio Piva e altri associati ed anche ex consiglieri che hanno presentato le candidature in “opposizione” alla Lista Piva. L’esito è noto a tutti. La democrazia detta le regole e i fatti avvenuti dovrebbero far riflettere l’intero consiglio richiamandola (richiamandola è riferito al presidente Filippini, n.d.r) ad un atto di grande responsabilità per ricompattare il consiglio e creare una “nuova coesione” che permetta di lavorare con lucidità e responsabilità trasmettendo anche all’esterno un’immagine positiva e coesa.——————————————– Scambiati i saluti e le cortesie, l’associato, con molto savoir faire, infila i guantoni da boxe, e, non so se per caso o voluta, basta leggerlo per capire: l’associato è persona di grande intelligenza, piazza a damigel Filippini un’allusione pari a un gancio da Ko: la democrazia detta le regole, la frase preferita di Pivantonio quando ha ramazzato i voti, e a mo’ di scena anche dopo la legnata del 16 ottobre, e la prima è: chi ha vinto ha vinto, chi ha perso si accomodi fuori. Mentre al 18 novembre, data della lettera, Pivantonio è ancora ben saldo nelle stanze del Quarto Lato di piazza Duomo. Anche se la contrapposizione in campagna elettorale è stata accesa, sia Pivantonio che Filippini devono trarne le conseguenze. Pivantonio come persona che ha creato la frattura e devastato le finanze del Gruppo deve sparire, Filippini deve prima di tutto contare i danni, poi vedere di por riparo al possibile, salvo, ignorandoli, risponderne lui col suo patrimonio personale. L’associato, se ho capito bene anche le parole che non ha scritto, invita il nuovo presidente a spingere il Consiglio verso l’unica strada, lavorare assieme e bene, perché l’eredità di Pivantonio è da far tremare i polsi, per “tramettere anche all’esterno un’immagine positiva e coesa”. Per i damigelli di Pivantonio che non avessero capito o facessero finta, “all’esterno” soprattutto ci sono le banche, che si aspettano dal nuovo Consiglio una ristrutturazione seria del Gruppo e segnali certi che intenda onorare i debiti, oltre averne la capacità; coi sistemi e gli uomini vecchi, quelli dei debiti, non c’è rapporto che possa tenere. La delicatezza dell’associato è ammirabile: ma con certi consiglieri non era più efficace fare anche i disegni?
Cremona 11 12 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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