Dic 03 2014

j’accuse-trecentodiciassette 03 12 2014

Published by at 10:01 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTODICIASSETTE
“In definitiva, da tutte le superiori considerazioni svolte sul tema dell’inalazione del gas, emergono ulteriori evidenze probatorie, che, apprezzate all’interno di quello stesso quadro sinergico composto dagli altri plurimi indizi afferenti principalmente lo scenario dell’accaduto, le modalità di assunzione del farmaco Xanax e la presenza nel corpo di Claudia dello diazepam, conducono univocamente ad escludere l’ipotesi del suicidio allargato, così inevitabilmente confermando una ricostruzione del fatto che vede agire l’imputato quale autore del duplice omicidio.”
Così a pagina 159 Fischetti&Vacchiano concludono il capitolo dell’inalazione del gas. Bene, se non vi fidate di me, se non vi fidate della copia della motivazione che vi spedisco via mail, andate a controllare dove preferite, alla ricerca della pagina che descrive con precisione “le modalità di assunzione del farmaco Xanax”, sia da Massa, che se l’è cavata col giocherellesco “sfera di cristallo”, sia dai due che non usano la parola ma la lasciano intendere. E’ il principio del sistema chiuso, non permeabile dall’esterno: chi è più forte detta le regole, che fuori non sarebbero neppure immaginate. Un normale condominio di quattro piani non resiste un mese, poggiato sulle sfere di cristallo, e il giudice condannerebbe il responsabile, come in Appello il capo della Protezione civile dell’Aquila per non aver preveduto il terremoto. E’ la legge di chi può, ben oltre l’assennato volere. Uno dei tanti avvocati che legge le mie cronache, cui ho spedito le motivazioni, ride: Flaminio, come fai a pretendere che spieghino con le regole della logica un delitto impossibile da commettere, da chiunque?
Non l’ultimo appunto; le righe citate sopra danno la certezza che Iori è l’assassino, e compendiano le pagine da 130 a 159: perché allora scriverne altre 70, visto l’obbligo del 544cpp: è redatta una concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la sentenza è fondata.
Ovvio, poiché mancano le righe decisive: come Iori ha dato le 95 pastiglie eccetera, è d’uopo aggiungere il necessario a farle dimenticare, strategia tipica di chi deve difendere una tesi che non sta in piedi, parlare d’altro.
E la prova, una delle tante, in fondo a pagina 159, dove inizia il capitolo: I temi prospettati a discarico dell’imputato. Per chi non è pratico di processi, una sfumatura: è l’Accusa a dimostrare la colpa, non certo l’imputato a farsi avanti per primo.
“I difensori dell’appellante, oltre a formulare specifiche censure all’impugnata sentenza con riferimento alle tematiche principali della vicenda (censure che questa Corte ha vagliato nei paragrafi precedenti) (come, l’abbiam visto fino adesso, n.d.r.), dalle quali i giudici di primo grado hanno principalmente desunto la prova della personale responsabilità dell’imputato (elementi mancanti dalla scena dell’accaduto, assunzione di Xanax, presenza di diazepam nel corpo di Claudia, inalazione del gas), ha opposto a tale prova alcune obiezioni che traggono la loro fonte essenzialmente da questi tre argomenti:
-il possesso delle chiavi dell’appartamento di via Dogali;
-il cellulare dimenticato;
-il movente.
Posto che questa Corte, nei paragrafi precedenti, ha motivato le ragioni per le quali debbano essere confutate le censure che attingono ai temi essenziali della vicenda, non resta che verificare la fondatezza dei rilievi che la difesa di Iori ha prospettato con riferimento ai suddetti residui argomenti.”
“Obiezioni”, se le fa la Difesa, non prove! Anche qui vi prometto stupore e risa!

Cremona 03 12 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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