Nov 26 2014

j’accuse-trecentodieci 26 11 2014

Published by at 11:16 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTODIECI
O tu che leggi, udirai nuovo ludo, Inferno XXII 118
Ludo maggiore di spiegare come Maurizio Iori abbia rifilato le 95 credo sia impossibile nell’intera giurisprudenza italiana degli ultimi decenni, terremoto dell’Aquila compreso, ma anche nel capitolo del gas ne leggeremo delle belle, come già in Massa Pio di Cremona. Qual è il problema? Il medesimo delle 95, voler spiegare l’inspiegabile, nonostante l’aiuto degli autoptici: la scienza non ci spiega come le due siano morte a causa dell’azione combinata di Xanax/gas; sono morte e questo è l’unico punto certo. Che avrebbe dovuto far capire ai giudici l’improbabilità, a dir poco, che fosse un medico del valore di Maurizio Iori a tentare un sistema del genere. In parole povere: le 4 bombolette non saturano la stanza e non riescono di conseguenza ad asfissiare; l’unica possibilità è metterle sotto il naso delle vittime, che così muoiono in pochi minuti; ma così facendo il gas non si diffonde in tutto il corpo, come invece è avvenuto; e allora bisogna ripetere i salti mortali delle 95.
Da pagina 153:
“In particolare, è stata accertata una elevatissima concentrazione degli idrocarburi del butano e propano nella madre e ancor più nella bambina.”
Ne avessero avuto voglia, sia a Cremona che a Brescia, già da qui i signori in toga forte e giusta avrebbero potuto capire parecchio, da che sembra strano, credo, che l’assassino dia più gas alla bambina che all’adulta; ed è successo per un motivo evidente, se si fosse osservata la stanza prima di farsi una convinzione: la madre era in uno spazio aperto, sul grande letto, la bimba nella culla con almeno tre sponde alzate a trattenere il gas, che più pesante dell’aria plana a terra, successione di fatti che esclude l’intervento umano; ma bisognava condannare Iori, ed ecco l’anticipo dell’idea madre, matrigna magari, sempre a pagina 153.
“E’ stato poi pacificamente acclarato che nella maggioranza dei casi il suicidio avviene approntando un meccanismo di confinamento con la fonte dei gas (ad esempio coprendosi il capo con un sacchetto e lasciando libero accesso all’entrata dei gas), in modo da inalarne una quantità maggiore.”
E Maurizio Iori ha fatto senz’altro così, perché trattandosi di un medico non sapeva che a persone già addormentate bastava il sacchetto per asfissiare, a colpo sicuro, senza correre il rischio di andare in giro a comprare bombole da campeggio, per farsi identificare meglio! Ma la fortuna, si dice, aiuta gli audaci, ed ecco il soccorso:
“Orbene, i consulenti dott. Verzeletti e dott.sa Bernini hanno rilevato che nessuna delle quattro cartucce di gas rinvenute nella camera da letto fosse stata posizionata nelle immediate vicinanze delle vie aeree della Ornesi e che, pertanto: ‘qualora ulteriori accertamenti dimostrassero una insufficiente concentrazione ambientale dei gas a seguito della loro liberazione dalle quattro cartucce, si potrebbe concretamente ipotizzare che un terzo soggetto abbia determinato l’inalazione dei gas da parte della Ornesi ponendo le cartucce in prossimità delle prime vie aeree della donna, ipotesi ovviamente in contrasto con una modalità lesiva di tipo suicidiario.’ Questa obiezione non pare facilmente superabile, tenuto conto innanzitutto che i fornelletti, 3 dei quali ubicati in terra e uno su una sedia accanto al letto matrimoniale, ma non certo vicino al viso di Claudia siccome collocata nel centro di tale letto, erano effettivamente posizionati lontano dalle vie aeree delle vittime.”
Come vedremo, l’ipotesi dei medici diventa la certezza dei giudici.

Cremona 26 11 2014 www.flaminiocozzaglio.info

No responses yet

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.