Nov 25 2014

carta canta 25 11 2014

Published by at 7:36 am under cronaca cremonese,Striscia La Provincia

CARTA CANTA: PAGA PIVANTONIO?
Quando ci tocca leggere sulle pagine della relazione Sel, il centro stampa della Provincia fin che c’è, che in soli sei mesi Mauro Begatti, agricoltore capace e intelligente sì, ma completamente estraneo al mondo della stampa, ha risparmiato 860mila euro sull’acquisto della carta e dell’inchiostro eccetera, c’è poco da andare per quattro strade; prima domanda: ha scritto esatto o no?
La risposta è semplice, basta contare i soldi in cassa!
Seconda domanda: è un caso, successo solo da marzo a settembre 2014, o è meglio controllare dal 2008, quando Pivantonio spodestò Maestroni e prese il comando della Libera? Comando che poi si è rivelato potere assoluto. Senza dimenticare che nel 2008 la Provincia fin che c’è godeva ancora della ricca eredità del direttore Enrico Pirondini, che l’aveva portata al massimo storico delle vendite, quindi almeno il doppio degli acquisti di carta inchiostro eccetera, acquisti ridimensionati negli anni successivi dalla disastrosa direzione Zanolli!
Terza domanda: acquisti e spese tanto disastrosi in Sel esistono anche in Sec e PubliA, e già che siamo in pieno controllo delle gestioni Pivantonio, anche al Consorzio, CremonaFiere, e struttura burocratica della Libera?
Poi altri buchi certi, imputabili al solo Pivantonio, sono i risarcimenti pagati per evitare cause di lavoro perse, e proprio in questi giorni se ne sta concludendo un’altra, cause di lavoro sorte per conflitti personali e non altro: devono pagare i tremila soci della Libera, non chi ha creato i conflitti personali? E risarcimenti non da 10mila euro, si badi bene.
Perché la leva che deve muovere chi ha a cuore, spero tutti i tremila soci, la sorte della Libera, oggi carica di debiti come mai nella sua storia, nel 2008 alla fine della gestione Maestroni sprizzava soldi da ogni parte, è una sola: se Mauro Begatti è riuscito a risparmiare in sei mesi, su una sola società del Gruppo, 860mila euro, è indispensabile fare un controllo accurato su tutte le società, dal 2008, inizio dell’era Pivantonio, a oggi, perché se il passivo di molti milioni, e l’umiliazione di tutti gli immobili ipotecati, è sorto solo a causa di un’amministrazione disinvolta di chi era presidente di tutto o quasi, bene, il presidente di tutto o quasi paghi quanto addebitabile a lui, sia in forma transattiva, sia in giudizio nel caso non accettasse.
Riassumo e condenso. Se al 31 12 2013, solo le tre società editoriali della Libera, avevano un debito ufficiale di 9 620 000 euro, e non si promuove un’azione di responsabilità verso chi l’avesse creato per sua eventuale negligenza o imperizia, la conseguenza è una sola, il debito se lo dividono i tremila soci, cioè 3200 euro a testa: e però i nuovi amministratori, damigel Filippini in testa, prendano carta e penna e lo comunichino ai tremila, altro che nascondere la relazione e togliere l’incarico a Mauro Begatti.
E non è un caso che la settimana scorsa, al momento di nominare il nuovo consiglio Sec, Ernesto Folli abbia immediatamente rifiutato: amico di Pivantonio sì, ma siccome è un uomo sveglio, correre il rischio di rispondere dei disastri, proprio no!
Infine una curiosità: non so cos’abbiano fatto sindaci e revisori delle tre società nei sei anni di Pivantonio, ma oggi che la relazione Begatti ha aperto gli occhi anche ai sordi e ai ciechi, che intendono fare? Non hanno anch’essi obblighi di legge a cui rispondere, anche fuori dalle stanze del Quarto Lato di piazza Duomo, magari facendo quei trecento metri verso via dei Tribunali, per comunicare i fatti a loro conoscenza?

Cremona 25 11 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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