Nov 24 2014

j’accuse-trecentootto 24 11 2014

Published by at 8:54 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOOTTO
Si sente netto: passate le Forche Caudine delle 95 pastiglie, Fischetti&Vacchiano viaggiano in discesa, senza casco, il 90% è fatto. Passate quelle, si può dimostrare tutto, e grandeggiare anche! Tanto per cominciare, pagina 152:
“Tanto si evidenzia, al fine di precisare che, essendo stata acquisita la prova della somministrazione del farmaco da parte di Iori alle due vittime, la rivisitazione del tema afferente le modalità con le quali le due vittime avrebbero inalato il gas, comunque venga ricostruita, non potrebbe certo da sola assumere la rilevanza per sostenere l’ipotesi suicidaria.”
Non è proprio così, e lo vedremo assieme nei prossimi giorni, ma capisco bene che l’entusiasmo a volte faccia perdere di vista la realtà; molto meglio per i due sarebbe stato fermarsi alla dichiarazione di sopra, senza scendere nei dettagli. Che in sintesi vi posso anticipare. Se il lettore si ferma ai titoli: addormenta e gasa, può credere tutto, messo così ci può stare; ma abbiamo già visto in cosa sta il “addormenta” con le 95 propinate eccetera; per il gas, una situazione simile. Cioè le 4 bombolette ne contenevano una quantità insufficiente ad asfissiare il gatto, e non è un caso che i consulenti autoptici abbiano impiegato 5 cinque mesi per consegnare il loro parere, che poi alla fine si è ridotto in un: siccome sono morte, sarà dovuto allo Xanax e al gas perché nei corpi non c’è altro. Perché nella letteratura scientifica fino a quel momento non si sapeva che, combinati, gas e Xanax potessero uccidere, e Iori, medico chirurgo, tra i tanti sistemi ha scelto proprio quello. Dopo aver consultato internet, una delle tante “prove” d’accusa. Naturalmente non sprecate tempo a cercare se i giudici, sia di Cremona che di Brescia, hanno messo in evidenza i 5 cinque mesi e il motivo, circostanza di nessun rilievo.
“Volta che si ritenga acquisita la prova (e dagli, n.d.r.) che a provocare l’intossicazione da farmaco di Claudia e Livia sia stato Iori, non si vede, infatti, per quale ragione la conseguente logica conclusione che da tale fatto si desume (cioè che la successiva inalazione di gas si coerentemente avvenuta per opera dello stesso Iori) possa essere seriamente messa in discussione sulla scorta di rilievi afferenti i fornelletti e le bombolette, ovvero la loro posizione o ancora la loro capacità di sprigionare gas idoneo a saturare la stanza.”
Oplà, subito le mani avanti: non si permettano i difensori di obiettare che il gas non era sufficiente a saturare la stanza!
Quando arriveremo al capitolo delle chiavi, uno dei tanti a dimostrare l’impossibilità di un omicidio, che sia Iori o uno di noi, il ragionamento sarà molto simile, copiato e ingigantito da Cremona: siccome l’assassino deve avere le chiavi della casa di Claudia altrimenti non può uccidere, Iori le aveva, poiché stabilito che è l’assassino. Come, dove, quando? Le aveva e basta, mica sarà compito del giudice accertare come dove quando, le chiavi identiche alle originali, logo di fabbrica compreso, si fanno ovunque.
“Alla stregua di queste semplici considerazioni, perdono rilievo molte delle questioni dibattute dai difensori dell’imputato e delle parti civili, dal momento che anche a seguire le modalità di azione del gas che la difesa dell’appellante ha prospettato, tali modalità non sarebbero certo incompatibili con l’attribuzione di esse alla mano del prevenuto.”
Furbi i due a isolare gli argomenti della Difesa, dando per approvato ciò che non è: la Difesa, anche se non suo compito, ha mostrato l’evidenza, che cioè nessuno riuscirebbe a propinare le 95, mentre i due in queste pagine dan per scontato il contrario, e allora diventa meno difficile, se Iori ha rifilato le 95, sostenere abbia aperto il gas!

Cremona 24 11 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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