Nov 21 2014

j’accuse-trecentocinque 21 11 2014

Published by at 10:28 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOCINQUE
Ed ecco, a pagina 151, esposta alla visione del popolo italiano, in cui nome è stata scritta, Fischetti&Vacchiano dimostrare perché abbiano raggiunto la certezza, che quindi deve ipso facto diventare nostra, che Maurizio Iori ha propinato le 95 pastiglie di Xanax, o liquido corrispondente, a Claudia e Livia, in pochi minuti di nascosto quasi a digiuno:
“Ad offrire chiare coordinate interpretative della vicenda è, ancora una volta, la significativa sequenza di indizi, ognuno dei quali, contrastando fortemente con l’ipotesi del suicidio-allargato, contribuisce a rappresentare una scena nella quale tale ipotesi non trova alcun plausibile spazio.”
Qui abbiamo una dichiarazione che più esplicita non è possibile del rifiuto dell’obbligo imposto dal 533cpp: “Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio.”
Qui semplicemente Fischetti&Vacchiano, come già Massa Pio a Cremona, altro che significativa sequenza di indizi, avevano l’obbligo di mostrare la sequenza di Iori che dà le 95 o nella forma liquida o alternativa che lor Signori più gradiscono, da che non hanno mai potuto permettersi, come già Massa Pio a Cremona, di rivoltare il deciso dell’autopsia, pagine 27/28 della motivazione di Massa Pio: “in soggetti in stato di intossicazione acuta da Xanax……dopo aver entrambe ingerito, fatto che aveva comportato il cadere in stato di grave intossicazione, notevoli quantità di Xanax…..una rilevante concentrazione di Xanax.” E non basta il contentino di pagina 29: “Tutti i periti hanno concordato sulla impossibilità di risalire al quantitativo di Xanax effettivamente ingerito e alla sua corrispondenza con il dato delle 95 pastiglie”, che sta semplicemente a dire: non sappiamo se 95, 78 o 102, comunque una dose tale, non da far dormire e basta! ma da spedire in stato di intossicazione acuta, altro che due gocce nell’aperitivo o una spruzzatina sul sushi, se si vogliano rispettare i fatti e la legge, Signori dalla toga forte e giusta!
Ecco invece le uniche descrizioni di Fischetti&Vacchiano, pagine 138/39/40:
“Tuttavia, devesi subito premettere che il modo di somministrazione clandestina per Iori sarebbe stato, non quello di far ingerire alle vittime pasticche intere, ma quello, molto più agevole, di frantumare le pasticche o somministrare il farmaco in gocce e mischiando la sostanza nel cibo o nelle bevande.”
“E’ soprattutto alla stregua di questa semplice considerazione che si appalesa sterile il tentativo dei difensori dell’appellante volto a dimostrare l’impossibilità per Iori di mischiare nel cibo e nelle bevande un così notevole quantitativo di Xanax, tenuto conto che i consulenti, pur avendo accertato come la concentrazione di Xanax fosse elevata, non hanno potuto stabilire, neppure in via approssimativa, l’entità di tale quantitativo. Sicuramente elevata può essere considerata una dose di Xanax che apprezzabilmente superi quella terapeutica e comunque non necessariamente quella, notevolissima, indicata dai difensori dell’appellante.”
Latitano, i due, come nota il lettore attento, e sembrano far dire ai consulenti che la dose poteva essere solo apprezzabilmente superiore a quella terapeutica, mentre invece hanno detto che ha spedito le due in stato di intossicazione acuta; che i difensori eccetera, mentre si sono limitati a osservare che se sul tavolo c’erano i vuoti di 95 pastiglie, quella poteva essere la dose. E come concludono i due il compitino, impossibile per Iori le pastiglie intere? Pagina 144:
“comprova il rapido assorbimento del farmaco, evidentemente assunto in forma liquida.”
Comprova che nessun consulente, nemmeno d’Accusa, s’è sognato di dare, ma il giudice può, senza curarsi d’essere tra Scilla e Cariddi: se le pastiglie sono intere, è impossibile farne mangiare di nascosto tante, se triturate o peggio ancora in gocce, hanno un sapore talmente amaro ch’è impossibile non notare comunque siano miscelate, specie a una persona come Claudia che quattro giorni prima aveva distinto 10 gocce di Valium nell’insalata di riso!
Domani gli altri indizi che a furia di ammucchiarsi, per il giudice italiano, del resto lo diceva Jago, formano una prova!

Cremona 21 11 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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