Nov 16 2014

j’accuse-trecento 16 11 2014

Published by at 11:04 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTO
Per chi prova sentimenti, leggere le due motivazioni del caso Iori è una Beresina: date l’ergastolo, signori Giudici, ma almeno spiegate con decenza come Iori ha messo in bocca a Claudia e Livia le 95 pastiglie; fosse più comodo per la vostra logica, trasformatele pure nei 5/6 flaconcini. Ma spiegatelo, non continuate a fare zig zag sulla cravatta annodata male o sulle unghie troppo lunghe!
Non avete mai tentato, è ovvio, di contestare l’autopsia: intossicazione acuta da Xanax che ha stordito le due, però continuamente accennate a qualche goccia eccetera. Da pagina 146, ecco la soluzione di un problema fondamentale, l’alcol nel corpo di Claudia ma non di Livia:
“In particolare, per quanto riguarda l’alcool, è stato affermato dalla dott.ssa Bernini come la presenza di tale sostanza nel corpo di Claudia sia da ricondurre necessariamente ad una assunzione la sera del fatto, tenuto conto che l’alcool ha un’eliminazione piuttosto rapida e non potrebbe rimanere per giorni.”
Un altro piccolo grande segno della disposizione di Fischetti&Vacchiano: non riescono a spiegare il problema delle 95, e allora ci fanno dire dal consulente che il nostro corpo smaltisce l’alcol abbastanza in fretta, non resta giorni e giorni, manco il popolo italiano in cui nome scrivono fosse composto da astemi….
“E’ evidente che, poiché non sono state trovate in casa di Claudia bevande alcoliche, la presenza dell’alcool nel corpo di Claudia rappresenti un ulteriore elemento probatorio a carico di Iori.”
Ho ricopiato bene, avete letto bene: Claudia ha una piccola quantità di alcol, uno 0,20 con cui passi tranquillamente ogni palloncino: a spanne, un aperitivo a digiuno, e in mancanza, sarò ripetitivo, della spiegazione delle 95, diventa un “ulteriore elemento probatorio a carico di Iori”.
192cpp: il giudice valuta la prova dando conto nella motivazione dei risultati acquisiti e dei criteri adottati. L’esistenza di un fatto non può essere desunta da indizi a meno che questi siano gravi, precisi e concordanti.
Da notare bene: il codice non usa il più largo “non deve”, ma il più imperativo “non può”; tanto per dare l’ennesima prova di come il giudice, quando voglia, usa la legge. E adesso seguiamo la premiata coppia mentre ci convince che è così:
“Un ulteriore elemento che assume valore ancor più grave, laddove si consideri che proprio l’imputato ebbe ad acquistare Bacardi Breezer (peraltro, non solo il 16 luglio, ma anche il 19 luglio) e che di tali bevande alcoliche – si badi – non è stata trovata traccia neppure in casa Iori.”
Faccio un salto di pagina per non farvi soffrire nell’attesa, anche se ormai avrete capito tutto, la pagina 147.
“La presenza di alcool nel cadavere di Claudia e non in quello di Livia, potrebbe piuttosto addebitarsi al fatto che mentre a Claudia è stato occultato Xanax in bevanda alcolica (es. nel Bacardi Breezer non più trovato) eccetera.”
Insomma, Claudia salutista di ferro, pagina 147 “stante la mancanza di bevande alcoliche nell’appartamento”, usa solo medicine naturali e non beve, se non quando il perfido Iori glielo ingiunge: bevi, che dentro c’è lo Xanax. Però si decidesse la premiata coppia, lo Xanax, e in quantità rispettabile, era nel Bacardi, nel sushi, o assunto direttamente, per ipnotismo, l’unica possibilità trascurata dai giudici?

Cremona 16 11 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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