Nov 15 2014

j’accuse-duecentonovantanove 15 11 2014

Published by at 10:47 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – DUECENTONOVANTANOVE
Ieri abbiamo appreso da Fischetti&Vacchiano che il consulente della Difesa dottor Gigli fa esperimenti di scarsissima affidabilità e serietà; oggi andiamo avanti con le loro conclusioni, affidabili e serie, pagina 145:
“Sebbene le considerazioni sopra esposte univocamente confermino l’esistenza, nella vicenda in esame, di obiettivi elementi assolutamente non adattabili alla rappresentazione ipotetica del suicidio allargato e dunque necessariamente convergano per la ricostruzione dei fatti secondo quanto ritenuto dalla Corte di primo grado, appare opportuno verificare la rilevanza probatoria di due ulteriori dati di natura medico-legale valorizzati dai primi giudici.”
Allora, solita piccola sosta. Tra colleghi, si sa, è bene regni sempre l’armonia, per cui è comprensibile che Fischetti&Vacchiano non insistano più di tanto, nella ricostruzione dei fatti secondo la Corte di primo grado, sull’importanza assegnata alla sfera di cristallo; ricordiamo tutti, spero, l’ho ripetuto cento volte, che Massa Pio non riesce a spiegare come Iori abbia rifilato a Claudia e Livia le 95 pastiglie perché gli manca la sfera di cristallo, ma d’altronde è un fatto di importanza così secondaria, incide Massa Pio, che non è necessario spiegarlo!
Per quanto riguarda invece l’eccellentissima Corte di Brescia, è bene fare un passo indietro, pagina 143, per ricordare un’altra certezza raggiunta:
“L’ipotesi che Claudia abbia potuto somministrare a se stessa e soprattutto a Livia le pasticche intere, eventualmente bevendo e facendo bere a canna una bottiglia da un litro e mezzo (o in qualunque altro indimostrato modo), oltre a risultare derubricata entro l’area dell’inverosimiglianza eccetera”
Quindi, essendo inverosimile che Claudia abbia mandato giù da sola le pastiglie e peggio ancora (che inverosimiglianza!) sia riuscita con Livia, è evidente che sono stato io a rifilarle, o voi cari lettori, o, essendo comodamente seduto davanti alle eccellentissime Corti, Maurizio Iori in persona!
Insisto: come già a Cremona, non sperate io vi legga dove la Corte ha spiegato per filo e per segno come Iori abbia fatto; per filo e per sogno invece sì, le Corti hanno sognato spesso! Avanti per concludere il sogno di pagina 145:
“Si vuole qui richiamare l’incontestata e incontestabile presenza nel corpo di Claudia di alcool e diazepam, a fronte dell’incontrovertibile mancanza, nell’appartamento di via Dogali, di confezioni relative, rispettivamente, a bevande alcoliche e a farmaci (come ad esempio il Valium) contenenti il diazepam.”
Incontestata incontestabile incontrovertibile: a me ricordano tanto i pugili che prima del combattimento gonfiano i muscoli. Però dopo menano: le Corti invece, come scrivo da oltre due anni, gonfiano e basta, e nemmeno i muscoli. Le chiacchiere. Perché la sequenza precisa di come Iori abbia rifilato le 95 non la leggeremo mai nelle duecento pagine di motivazioni, per un motivo evidente tranne alle Corti: non è possibile. Però a Brescia sono magnanimi, tolgono l’alcol dalle colpe di Iori:
“Ritiene questa Corte che, mentre la circostanza della presenza di alcool nel cadavere di Claudia non aspira ad assumere un ruolo decisamente accusatorio, potendo essere quanto meno ‘appannata’ da una giustificazione alternativa, la circostanza della presenza di diazepam nel cadavere di Claudia non si presta ad alcuna spiegazione diversa da quella che vede Iori far ingerire tale sostanza a Claudia.”
Eh, ci pareva: non può essere stato che lui. Ma subito una curiosità, una delle tante che le Corti non hanno mai tenuto degne di spiegazioni: il diazepam, lo scrivono anche loro, è contenuto in diversi medicinali, perché continuano a indicarne uno solo, il Valium? Sarà mica, Dio non voglia, che Claudia lo usasse per davvero, Iori o non Iori…..

Cremona 15 11 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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