Nov 12 2014

j’accuse-duecentonovantasei 12 11 2014

Published by at 11:03 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – DUECENTONOVANTASEI
Un amico avvocato è solito ridere di me, con me: ma cosa pretendi, che i giudici ti spieghino come Iori sia riuscito a rifilare le 95 novantacinque, cioè un atto impossibile a chiunque, anche a loro stessi che sono onnipotenti?
In tre righe l’amico ha sistemato i miei sforzi che durano dall’autunno 2012……
Arriveremo alla fine del capitolo che Fischetti&Vacchiano han dedicato all’argomento, ma vi anticipo subito il mio giudizio: meglio (!!) il nominato Massa Pio che s’è arreso all’evidenza “non so che sistema abbia usato Iori perché non ho la sfera di cristallo ma non è necessario lo indichi”, che i maldestri tentativi della premiata coppia!
Eravamo giunti alla conclusione, idea più innata di questa non esiste nell’intero procedimento, da che nessun atto ispettivo o d’Aula la conforta, che Claudia Ornesi non può aver mandato giù da sola le pastiglie perché nella casa in cui abita da due anni mancano sia bicchieri che tazze e bere a collo dalla bottiglia è impresa da Olimpiade. Figuriamoci la piccola Livia. Comunque, la parola ai due, pagina 143:
“Ma, in verità, l’ipotesi che Claudia abbia potuto somministrare a se stessa e soprattutto a Livia le pasticche intere, eventualmente bevendo e facendo bere ‘a canna’ una bottiglia da un litro e mezzo (o in qualunque altro indimostrato modo), oltre a risultare derubricata entro l’area dell’inverosimiglianza (non vorrei tra un po’ uscisse un editto della Cassazione: vietato agli italiani di qualsiasi età, sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali eccetera, bere a canna; in caso contrario, si potrebbe configurare il reato di vilipendio alla magistratura, n.d.r.), non è stata neppure assistita dagli accertamenti di natura medico-legale, i cui risultati negativi, anzi, indirettamente contribuiscono ad avvalorare l’opposta alternativa costituita dal duplice omicidio commesso da Iori.”
E qui, si apre uno dei paragrafi più buffi dell’intero capitolo: i due non trovano il coraggio di stabilire per certo che Iori ha dato lo Xanax in gocce, come a loro sembrerebbe più facile, per un semplice motivo, che nemmeno i consulenti dell’Accusa, tra i primi esperti d’Italia, l’han stabilito; tetragoni a ogni insinuazione, han sempre risposto ch’è impossibile decidere se pastiglie o gocce. E allora i due si rassegnano al più modesto: siccome non è da escludere, allora è andata così, dimenticandosi, siamo a pagina 143, d’aver appena scritto a pagina 142: “a meno di non voler a tutti i costi procedere, anche in questo caso, a ricostruzioni meramente possibilistiche e astratte, protette da ipocrite forme linguistiche quali : non si può escludere che….”
Le ipocrite forme linguistiche, si farebbe senza dire, sono degli avvocati. Sempre. I giudici al massimo cadono nelle sfere di cristallo.
Ma siccome l’amico avvocato ride di me con me per il classico ad impossibilia nemo tenetur, ecco i due venirmi prontamente incontro, se non è Scilla, è Cariddi:
“Più volte, infatti, in questo processo è stata richiamata la seguente affermazione del dott. Verzeletti: il fatto, appunto, cioè tenuto conto dell’elevata concentrazione dello Xanax nei due cadaveri, dell’elevata concentrazione dello Xanax nel contenuto gastrico di entrambi i cadaveri, questo depone per un’assunzione quantitativamente oltremodo rilevante del medicinale appunto……….potrebbe essere spiegabile che prima le compresse siano state triturate, oppure con il fatto che lo Xanax sia stato assunto non con pastiglie ma sotto forma liquida eccetera.”
Verzeletti è un consulente dell’Accusa e, io non invento, conferma l’incertezza se Xanax pastiglie o gocce, ma, quel che più conta, se non sbatti in Scilla ti aspetta Cariddi, ripete la centesima volta la versione di tutti i consulenti uniti: lo Xanax era veramente tanto. Ricordiamocene ogni volta che ci tocca leggere ‘nell’aperitivo’ o simili!

Cremona 12 11 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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