Ott 25 2014

j’accuse-duecentosettantotto 25 10 2014

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J’ACCUSE – DUECENTOSETTANTOTTO
Ripeto il passo di pagina 139 di Fischetti&Vacchiano, che credo non debba spaventare solo me:
“La pubblica accusa non era certo tenuta a dimostrare, non solo che l’imputato avesse dovuto necessariamente far inghiottire a Claudia e Livia le pasticche intere di Xanax, ma neppure che il medesimo avesse dovuto somministrare alle vittime (frantumate o in gocce) un quantitativo pari a quello delle pasticche mancanti dai blisters.”
E via via il ragionamentone che nessuno ha dimostrato, nemmeno i consulenti, che le pasticche fossero davvero le 95 mancanti dai blisters, come se il problema fosse 80 o 102 e non il dettato dell’autopsia: intossicazione acuta, che unita al gas ha portato alla morte!
Se un omicidio è commesso a colpi di pistola, coltellate eccetera, io giudice posso soprassedere sul numero, sulla posizione dei corpi eccetera, perché all’incirca è sempre possibile uccidere con quei mezzi: ma se i consulenti che, ripeto, non hanno la pretesa di certificare: 95, comunque sostengono che il numero è elevatissimo perché ha causato eccetera, ci mancherebbe che Accusa e Corti non debbano rendere certo il popolo italiano, non il solo loro mondo, di come ciò è potuto avvenire!
Prima del processo non conoscevo l’esistenza dello Xanax, ma prima di scrivere, io non sono un giudice italiano dalla scienza innata, ho ascoltato almeno cento persone, medici, farmacisti, pazienti, che lo Xanax lo conoscono bene, lo usano: non ce n’è uno che non abbia spalancato tanto d’occhi, anche in dose terapeutica ha un sapore da vomito, figuriamoci in dose da uccidere!
Invece i signori delle Corti (e i loro colleghi che leggono i miei pezzi, e vi assicuro sono tanti, lo sanno) ci passano allegramente sopra e rifilano due ergastoli uno dopo l’altro manco fosse un gioco di società, alla faccia dei Sabelli e dei Carboni che dal sito dell’Anm tuonano contro i politici cattivi che non si fidano di loro: vogliono addirittura ridurgli le ferie, provvedimento anticostituzionale al di là di ogni ragionevole dubbio!
Riprendo il filo del capitolo; è irrilevante come Iori, che è un assassino, sia riuscito a propinare lo Xanax, è invece essenziale dimostrare che Claudia, come all’incirca tutti noi, non era in grado di procurarselo. E allora avanti da pagina 130:
“Uno dei temi più importanti trattati nell’impugnata sentenza, sul quale, peraltro, non a caso, si è particolarmente distinto l’impegno dei difensori dell’appellante nei motivi d’impugnazione, è costituito dalle modalità di assunzione, da parte di Claudia e Livia, del farmaco Xanax.”
Non è ‘uno dei temi’, è il tema per eccellenza, che in Aula, sotto le orecchie di Fischetti&Vacchiano e giudici popolari, il professor Tullio Padovani ha ben scandito: se non si dimostra come Iori abbia dato le 95, il processo termina immediatamente!
Ma ‘uno dei temi’ è chiaramente l’avviso linguistico di ciò che sta per accadere, e che poi è il filo conduttore dell’intero procedimento, dalle prime indagini alle due sentenze: i fatti sono quelli che diciamo noi, che abbiamo il potere! Ecco l’ouverture, sempre da pagina 139:
“Va, tuttavia, precisato come il noto scenario che ha caratterizzato lo stato dei luoghi, principalmente rappresentato dalla presenza sul tavolo del soggiorno-cucina di 10 blisters mancanti di 95 pastiglie, imponga di riordinare le notazioni dei primi giudici (quelli della sfera di cristallo, n.d.r.), unitamente alle correlate obiezioni difensive, partendo da quelle afferenti i motivi per i quali Claudia, nell’ipotesi del suicidio allargato, avrebbe potuto eventualmente disporre di quel notevole quantitativo di pasticche.”
E via una decina di pagine, le vedremo, a dimostrare che Claudia non avrebbe mai potuto quel che a ciascuno di noi riesce, se gli interessa, in pochi minuti.

Cremona 25 10 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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