Ago 15 2014

j’accuse-duecentootto 15 08 2014

Published by at 8:28 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – DUECENTOOTTO
Ricordavo ieri, tra i miei conversatori ormai passo per l’esperto, lo sbigottimento di un professionista alla sua “prima volta”: ma in Tribunale non ragionano come noi!
Siccome è un parere diffuso, non solo tra gli avvocati, naturale controparte, prima di parlare dei massimi sistemi certi sapientissimi in toga forte e giusta dovrebbero farci più di un pensierino, da che nel loro ambiente, una delle principali zavorre allo sviluppo d’Italia, la colpa è di tutti, dal Renzi di turno che si permette di pensare alla loro responsabilità civile, ai cinque autisti che mancano, mai dei giudici; al massimo, di quei venti o trenta l’anno a venir “redarguiti” dal Csm con un tenero: non farlo più!
Che è un’autentica stranezza dal punto di vista professionale: più sale il livello, maggiore è il potere, minore se non inesistente il controllo durante il “fare”, ne consegue sempre, in ogni parte del mondo, che aumenta il numero dei “devianti”. In Italia no, dal Consiglio superiore della magistratura ai sindacati, dal giudice di grido al Presidente o Procuratore di qualcosa, per loro tutti i giudici son d’esempio al Paese!
Infatti basta vedere come viene applicata, nella generalità, la carcerazione preventiva, che diventa strumento di pressione se non di “punizione” anticipata, e crea quello stato di sovraffollamento delle carceri che viene sanzionato dall’Unione Europea; come viene interpretato, qui siamo veramente nella barbarie, il 533cpp, che in caso di condanna esige la certezza al di là di ogni ragionevole dubbio: basta che il “racconto” del giudice abbia una ragionevolezza in sé, e i fatti vadano pure al diavolo, come è successo per le 95 pastiglie di Xanax del nostro caso Iori. Non sanno e difatti non lo spiegano e non lo spiegherà nemmeno Vacchiano Massimo, perché non è possibile spiegarlo, per un semplicissimo motivo, colto da tutti quelli che entrano la prima volta in un Tribunale: non è possibile rifilarle senza che il destinatario non se ne accorga, ma per i giudici di due Corti è sufficiente l’abito che han cucito addosso a Iori, abito anch’esso pieno di toppe e buchi, a partire dalla sfera di cristallo che se Massa la trovasse negli strumenti del chirurgo gliela farebbe pagare carissima!
Ieri ho trattato i due moventi, Maurizio Iori a uccidere, Claudia Ornesi al suicidio; sono sicuro che tutto il mondo riderebbe a quello attribuito a Iori: ha ucciso perché non voleva che sua madre sapesse della relazione con Claudia. Ma è la maniera più diretta e brutale per farglielo sapere, quella che avrebbe scelto, sbottano i difensori! In Aula a Brescia la Parte civile viene in soccorso di Accusa&Corte: ma cosa dite, ha ucciso in luglio, quando sua madre era in ferie, non se ne sarebbe accorta!
I giudici, come vedete, ragionano come noi, e io sono in impaziente attesa di leggere i ragionamenti di Vacchiano Massimo, che vi illustrerò come senz’altro meriteranno, cari lettori!
Invece Claudia Ornesi non aveva alcun motivo di pensare al suicidio: “Ebbene il risultato della istruttoria, nel confermare il quadro già prospettato dai familiari, non potrebbe essere più chiaro: nessuna depressione, nessuna tendenza al suicidio, e ciò perché la vita di Claudia Ornesi, pur da madre single, era serena e soddisfacente, supportata dalla rete familiare, da una religiosità molto sentita e praticata, da uno smisurato amore verso la propria bambina.”
Maurizio Iori uccide per non far sapere alla madre; Claudia Ornesi non pensa al suicidio nonostante Iori abbia sposato l’altra, lei dipenda economicamente, a 40 anni, dai genitori, sia madre single, perché sorretta, Massa Pio non si rende nemmeno conto dell’ironia involontaria, da una religiosità molto sentita e praticata…..

Cremona 15 08 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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