Ago 12 2014

j’accuse-duecentocinque 12 08 2014

Published by at 3:55 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – DUECENTOCINQUE
Spero d’aver convinto i lettori sui miracoli del Dna nei processi Iori, che travolgono ogni certezza della Scienza, obbligata all’inchino davanti all’onnipotenza delle Corti, che a differenza di Dio possono anche l’impossibile. Non che al Dna sia toccato un destino peggiore delle altre cosiddette prove: tutte hanno valore di prova solo perché lo ripetono le Corti.
Il classico naturalmente, centesima ripetizione, è la quantità enorme di Xanax impossibile da propinare a chiunque, che le Corti, ripeto di nuovo, Vacchiano Massimo ha ancora una ventina di giorni per depositare il suo elaborato, ma può solo modificare i fatti come i suoi generosi colleghi di Cremona, presi i due capi: a) le 95 pastiglie o equivalente in gocce b) stato di intossicazione acuta dei corpi procurato dalle 95, han deciso, mantenendo inalterato il capo b) perché esito dell’autopsia impossibile da modificare perfino a loro a meno di smetter la toga e indossare il camice, han deciso ripeto, nel completo potere conferito dalla Legge, senza dichiararlo apertis verbis, di sentenziare che le 95 eran, non si perda tempo coi numeri, tanto scarse da poter stare in un fondo di bicchiere o in due bocconi di sushi!
Una moltiplicazione dei pani e dei pesci al contrario!
La sentenza d’Appello è molto più grave della prima non tanto per motivi processuali, identici in entrambi i casi, ma perché non può avere le stesse attenuanti legate all’emozione, all’ambiente, a essere i primi. I signori Giudici di Brescia hanno avuto tutto il tempo e la calma di metabolizzare la sfera di cristallo e le numerose amenità della motivazione dei loro colleghi di Cremona, e di arrivare alla facile conclusione, dopo quella elementare dell’esame dei fatti: Massa Pio ha scritto in quel modo perché letteralmente scoraggiato, quando s’è reso conto che dopo la condanna gli toccava spiegarla! In condizioni di tranquillità nessuno scrive di sfera di cristallo per motivare un ergastolo, nessuno scrive di un assassino che si ferma quattro ore nella casa del delitto, un condominio di trenta famiglie, nessuno scrive, nell’obbligo di legge di provare il possesso delle chiavi: le avrà avute, tutte le ridicolaggini insomma che fotografo da 600 pezzi!
Ma anche se i signori Giudici della Corte di Brescia difettano della psicologia elementare comunemente diffusa, non possono confermare una condanna su fatti che non esistono se non nella sceneggiatura di un filmaccio prodotto in fretta e furia; non possono se ragionano come noi uomini ordinari. Ma basta osservare, anche di sfuggita, come si dipingono in pubblico e si capisce tutto. Dopo la resa del Parlamento, che ha rinunciato all’immunità, i signori Giudici si considerano al di sopra di tutto: basta vedere come reagiscono al primo timido tentativo di attribuir loro una pur minima responsabilità quando provocano danni per essere usciti dalle regole. La loro funzione è troppo particolare per essere trattata come le altre!
Due esempi concreti, abbastanza vicini. L’ex presidente Anm Luca Palamara, al Rothary di Casalmaggiore, risponde esser sufficiente al giudice che sbaglia, una volta o due in tutta la carriera, la profonda lacerazione che lo sbaglio provoca nella sua coscienza; tutti gli altri professionisti invece, anche se devono decidere in fretta e furia, siccome sono dei mascalzoncelli, vanno doverosamente condannati.
Il suo successore Rodolfo Sabelli, alle prime indiscrezioni sul tetto massimo del risarcimento in caso di danni ai cittadini, che passerebbe dall’attuale 30% dello stipendio annuo al 50, osserva: aumento considerevole!
Due conti. Un amico avvocato mi dice: io sono assicurato fino a 5 milioni e pago una polizza di 300 trecento euro l’anno. Male che vada ai Sabelli il tetto arriverà a 200mila euro, altro che 5 milioni!

Ceriana 12 08 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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