Giu 13 2014

j’accuse-centoquarantacinque 13 06 2014

Published by at 1:12 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – CENTOQUARANTACINQUE
L’osservazione di un amico avvocato: tu Flaminio sei troppo intransigente nel criticare i giudici di Iori!
Accetto la sfida.
Problema insuperabile, che infatti nell’intero primo grado motivazione compresa non s’è tentato di superare, anche nella maniera più bieca in un processo in un Paese che fa parte di quelli civili, cioè non rispondere nemmeno alle domande della Difesa, al punto che ci si è dovuti chiedere più di una volta: allora che senso ha difendersi? e nelle tre udienze in Appello a Brescia ha subito la medesima sorte, vediamo come ce la racconterà Vacchiano, è il più semplice, anche perché apre o chiude la strada ai passi successivi, come ha ripetuto, inutilmente anche lui, il professor Tullio Padovani:
Se non riuscite a rispondere come Iori abbia dato 95 pastiglie di Xanax alle “vittime”, il processo finisce subito!
Qualche spiritoso, estremo difensore più che dei giudici dello spirito che anima il loro lavoro, m’ha risposto: lo strumento della morte può essere secondario, se il quadro generale è sufficiente. Certo, a beneficio della discussione posso essere d’accordo, altrimenti non ci sarebbe mai alcuna condanna, se l’assassino facesse sparire il cadavere, ma nel processo Iori c’è tutto il contrario, il quadro generale se letto senza il paraocchi lo assolve, a partire dall’incredibile movente, e i corpi son lì, esaminati come la Procura ha voluto, ma la risposta che i poveri resti hanno dato non è piaciuta a lor signori, che hanno tentato tutte le traduzioni possibili di questo mondo.
Udienza del 5 dicembre 2012, a Cremona, raccolta e deposizione di tutti i periti, ecco in sintesi: se pastiglie o gocce, non è possibile dire, ma la quantità comunque corrisponde, quattro più due meno, a 95 pastiglie. In particolare, pagina 125, il presidente Massa Pio conviene che se traduzione deve essere, il flaconcino corrisponde a 15 pastiglie, dunque sei in totale. Incalza Gualazzini, allora i periti dicano quanti litri e che bevanda riescano a nascondere i sei: dopo due pagine di verbale Massa Pio tronca la discussione, perché “inutile”: la domanda non è ammessa. Cicero pro domo sua, evidentemente.
Bontempi, nella replica del 6 giugno in Appello a Brescia, spiega con facilità perché lo Xanax era senz’altro “solido”.
Ma siccome il giudice non sbaglia mai, è di questi giorni lo sdegno dell’intera casta davanti al golpe della Camera che vuole introdurre la responsabilità diretta del giudice verso il cittadino, in caso di dolo o colpa grave, e comunque richiesto e non richiesto spiega come debba andare il mondo, ecco lo scivolo: nella motivazione non lo scrive coi numeri, ma Massa Pio lascia intendere che il miracolo s’è compiuto, i sei flaconcini son diminuiti al più comodo, anche se sempre non credibile: uno solo!
In Appello, si dice che i record sian fatti per essere battuti e vero o non vero questa è la storia, dei record e dei flaconcini, dopo un anno di martellate, mie soprattutto, che un flaconcino di Xanax, se va bene, ha bisogno di mezzo litro di succo di pompelmo per mimetizzarsi, ecco gomito a gomito Parte civile e Procuratore generale: per l’avvocato Pagliari son 15 quindici gocce, per il dottor Chiaro un fondo di bicchiere. Quindi riempire un normale bicchiere è più che sufficiente!
Come le povere, solinghe gocce possano aver provocato, pagina 27 di Massa Pio, secondo i consulenti della Procura e gli altri a seguito: stato di intossicazione acuta, ci penserà, usando magari le eventuali toppe di Vacchiano, la Cassazione. Anche la Cassazione ha il diritto di migliorare i record!
Come vedete, non sono io troppo intransigente, son “loro” troppo bravi!

Cremona 13 06 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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