Apr 24 2014

j’accuse-novantacinque 24 04 2014

Published by at 10:11 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – NOVANTACINQUE
Sempre in tema di rispetto della legge, continuo il match 533cpp/motivazione Iori, dove il primo le ha prese alla grande, come succede spesso, e mi sembra Petrarca avesse rimato: chi sol divide, è vinto da chi vuole.
Pagina 30, roba da Ko tecnico per il povero 533cpp, che vuole, illuso! certezza in caso di condanna: “qualora ulteriori accertamenti tecnici dimostrassero una insufficiente concentrazione ambientale dei gas a seguito della loro liberazione dalle quattro cartucce, si potrebbe concretamente ipotizzare che un terzo soggetto abbia determinato l’inalazione dei gas da parte della Ornesi (che, lo si ribadisce, si trovava sotto l’influenza dei composti benzodiazepinici), ponendo le cartucce in prossimità delle prime vie aeree della donna: ipotesi ovviamente in contrasto con una modalità lesiva di tipo suicidario”.
La sottolineatura non è mia, è di Massa Pio, cui evidentemente non bastava scrivere, ma che la sua prodezza fosse in evidenza; ed è una prodezza decisiva perché i periti non riescono a spiegare la morte, e allora diventa un problemaccio farla diventare un omicidio, per giunta da attribuire a Maurizio Iori. Si ripetano cento volte le condizioni, è molto probabile che né Claudia né Livia muoiano perché Xanax e gas sono insufficienti: nessuno sa come abbiano fatto a respirare il gas, perché di regola si deposita a terra, e nel caso era tanto poco da non arrivare al battiscopa. Allora giunge in soccorso “un si potrebbe concretamente ipotizzare”, ospite inaccettabile in qualsiasi processo penale, in contrasto poi con l’esito dell’autopsia, che trova il gas diffuso in tutto il corpo, come non sarebbe avvenuto in caso di inalazione diretta. Il bello è, lo ripeto tante volte, questo processo sarebbe un’autentica barzelletta, se non avesse alla base morti e sofferenze, che Massa Pio sottolinea il “contrasto con una modalità lesiva di tipo suicidario” e non è la sua materia professionale, la sua invece gli imporrebbe di evitare il contrasto tra i diffusi “si potrebbe” e la condanna. Ma se è Petrarca, ha ben detto: chi sol divide è vinto da chi vuole!
E dopo il gas, torniamo alle pastiglie, non ci si scappa: strana e sconosciuta fosse la causa alla scienza medica, le due poverette son morte per una combinazione di gas e pastiglie; pagina 32:
“Insomma, alla luce di tutte le risultanze sopra esposte e delle conclusioni dei consulenti, può concludersi sul punto che appare altamente probabile che né Livia né Claudia abbiano effettivamente ingerito le pastiglie di Xanax di cui ai 10 blister trovati sul tavolo. Il che vuol dire, per altro verso che vi è la elevata possibilità che esse abbiano ingerito lo Xanax con altra modalità, in particolare in forma liquida.”
Avremmo potuto sfrondare di tutto il resto il processo, e ridurlo alle cause della morte, su cui non c’è discussione: Xanax e gas. Bene, a meno mi sospettiate di un falso, dopo un anno di indagini, 17 udienze e tre mesi di processo, il risultato della gioiosa macchina da guerra della Giurisdizione italiana è quello che avete appena letto: forse, si potrebbe, altrimenti, in tutte le declinazioni possibili!
Pagina 33, Massa Pio si rende perfettamente conto quanto è difficile spiegare la condanna:
“D’altra parte occorre ricordare che non vi è modo di sapere se quanto ingerito dalle due vittime corrisponda al quantitativo di Xanax contenuto in 95 compresse da 1mg e quindi non si può escludere, attesa che l’intenzione dell’assassino non era certo di uccidere con lo Xanax ma solamente di stordire in modo da poter poi usare su corpi incapaci di reagire il gas per l’apparente suicidio, che in realtà sia stato somministrato un quantitativo liquido inferiore agli apparenti 95 mg.”
Stiamo avviandoci a grandi passi verso l’apoteosi della sfera di cristallo!

Cremona 24 04 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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