Apr 18 2014

j’accuse-ottantanove 18 04 2014

Published by at 8:49 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – OTTANTANOVE
Di nuovo ieri incontro un gruppetto di amici da Sallusti e scambio due chiacchiere sul caso Iori e ancora ho la conferma, noi rimaciniamo solo ciò che vogliamo ascoltare: alcuni sostengono, ha comprato le bombole, persona infida, ha detto una bugia, sì, tutto quello che volete, la persona più grama del mondo, i fatti visti come vien più comodo, la consacrazione, non fosse bastata l’ordinanza del dottor Gip, nella motivazione di Massa Pio, è il sole a girare attorno alla terra, viva la libertà di dire ciò che esce meglio, ma alla fine, se si tratta di qualcosa più che Ju-ve Ju-ve o In-ter In-ter, vogliamo ragionare sui fatti, e come fossero nostri?
Quando si tratta di difendere il diritto di parcheggiare l’auto in un angolo di condominio, se non diventiamo grandi avvocati poco ci manca; se l’ergastolo è di Iori o Parolisi basta il colore della maglia.
Io mi limito a sostenere, prima ancora della colpevolezza di Maurizio Iori, che la vicenda è fin troppo chiara, non c’è stato delitto, nessuno è in grado di compiere un delitto in quelle condizioni di morte; dirò di più, Iori confessasse, bisognerebbe sottoporlo a visita e poi sperimentare se la confessione racconti fatti realizzabili; ma voglio andare ancora oltre, smentirmi, Iori tra dieci anni spiega come ha fatto, e naturalmente non può essere altro che un’azione impossibile da immaginare: bene, per quel che si è visto e accertato sia nella fase istruttoria che nel processo, dove conta la verità giudiziaria, comunque doveva essere assolto!
I fatti nudi e crudi, purtroppo malamente ristretti nell’ingannevole: addormenta e gasa, son troppo chiari e da lì nasce l’obbligo di Massa Pio di attaccarsi alla sfera di cristallo, di chiudere scrivendo di aver smentito “quasi” tutti i punti di vista della difesa, di aggrovigliarsi e contraddirsi pagina su pagina, che se avesse scritto così al concorso per entrare in magistratura dio sa che gli avrebbero detto gli esaminatori.
I fatti nudi e crudi son che nel corpo di Claudia e Livia sono entrate 95 pastiglie di Xanax, 90 Claudia, ma anche accettando la forzatura di Massa, gocce, son 5/6 flaconcini: questo l’ingresso, ed è qui che Massa si arrende subito causa la mancanza della sfera, ma del resto non è necessario dimostrare come Iori ci sia riuscito, perché in teoria, insiste Massa, è possibile.
Messe a dormire, il gas, che però non basta nemmeno per il gatto: trecento bombole servivano, altro le quattro comprate da Iori. Allora? Mistero per gli autoptici, ancora oggi. Risolto da Massa: glielo ha messo sotto il naso, avvolta la testa in un sacchetto. Bene, muoiono in due minuti, cessa la circolazione del sangue, e il gas rimane confinato alla testa. Invece è diffuso in tutto il corpo, inspirato lentamente. Che fa Massa? descrive entrambe le situazioni, senza darsi pensiero del legame impossibile.
Che faranno i giudici d’appello?
La paura, se c’è un giudice di primo grado, ce ne può essere uno eguale nei gradi successivi; la speranza, incontrarne che prima della sentenza diano un’occhiata ai fatti e alla legge.

Cremona 18 04 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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