Set 07 2013

scrivere per chi 07 09 2013

Published by at 7:42 am under cronaca nazionale,Giudici

SCRIVERE PER CHI
A un amico che mi passava il pezzo di Ostellino sulla Cassazione Mediaset, apparso sul Corriere il 4, ho risposto: brillante, ma non tiene sul piano giuridico. Che naturalmente non è il metro col quale va misurato un articolo di giornale, che può rivestire la forma del paradosso per arrivare a una verità diversa dalle altre, ma col rischio evidente di non farsi capire, di farsi capire ma per farsi giocare eccetera.
Il paradosso era: Berlusconi ha ideato un modello di frode come uno scrittore di gialli inventa un omicidio, la frode poi l’han compiuta i suoi dirigenti e lui ha ottenuto la condanna.
Che poteva stare in altro modo: vent’anni fa Berlusconi ha iniziato il reato, oggi prescritto, ma siccome i dirigenti Mediaset l’han continuato mentre lui si occupava di politica, ha preso la condanna lo stesso.
E Rodolfo Sabelli, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, reagisce scrivendo al Corriere. La lettera mi piace, prima di tutto perché esce dal farisaico: il giudice parla solo con le sentenze, e Sabelli parla bene, dal suo punto di vista, come tutti noi. Dico subito ciò che rifiuto, una costante purtroppo del magistrato quando parla in pubblico: siamo tutti bravi, sapendo benissimo che non è vero, lui meglio degli altri perché i colleghi li vede da vicino, e sa che si dividono come le altre categorie di professionisti: bravi, medi, scadenti. Ecco Sabelli in diretta: “S’imporrebbe, da parte di tutti, rispetto per la giurisdizione, per il giudicato e il principio di legalità, senso del decoro e della misura e, magari, un po’ di tensione morale. In uno Stato di diritto è veramente il minimo.”
Si legga gli atti del processo Iori, soprattutto la motivazione, e poi tragga le conclusioni su chi non ha il senso del decoro e della misura, e il rispetto della giurisdizione. Io spedisco da mesi alla sua associazione, oltre a vari uffici ministeriali e giudiziari, i pezzi che scrivo a commento: chi può decida di farmi smettere, se sono un diffamatore, oppure faccia due chiacchiere con Massa, Beluzzi e soci.
Per il resto della lettera, ciascuno si tenga le sue idee. Sabelli sostiene che “Berlusconi è stato condannato non in quanto generico ideatore di un metodo, ma perché ritenuto dai giudici coautore del reato, secondo gli ordinari criteri del concorso, quale creatore di uno specifico e complesso sistema illecito, proseguito per diversi anni e gestito da persone di fiducia di Berlusconi, che a lui rispondevano direttamente, senza nemmeno passare per il consiglio di amministrazione.”
Sabelli al massimo ha letto la motivazione e può rispondere su quella; io non ho maggiori strumenti di lui, ma reduce dall’esperienza Iori sostengo che se le prove messe in motivazione a Berlusconi sono state raccolte come quelle a Iori, ho tutto il diritto di non crederci. Due, Sabelli sa perfino dai giornali che l’evasione sarebbe enorme, permessa dall’acquisto, enorme, di film a prezzi enormi rispetto agli usuali di mercato: non ci venga a raccontare di un CdA, Confalonieri in testa, che per vent’anni non s’accorgeva di nulla. Tre, lasci perdere “gli oltraggi ai magistrati, che non hanno nulla a che vedere con la legittima critica”, e facciamo finta di dimenticarci dei cinquanta procedimenti a Berlusconi, ma solo dopo l’entrata in politica, e accordiamoci che l’oltraggio non è solo la parolaccia, ma ben peggio il fatto: come giudica la condanna degli scienziati, e lasci perdere i giri di parole, che non hanno saputo prevedere il terremoto dell’Aquila?

Ceriana 07 09 2013 www.flaminiocozzaglio.info

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