Giu 23 2013

giustizia di ferro-centocinquantatre 23 06 2013

Published by at 7:57 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI FERRO – CENTOCINQUANTATRE
Oggi per lo più copio, non faccio bella figura io ma nemmeno i giudici che hanno insistito per tenere in carcere preventivo Maurizio Iori. Ecco le loro ragioni, si fa per dire, smontate una per una dai difensori Giusto e Gualazzini: “Considerato infatti che non era mai stato individuato alcun possibile movente del duplice presunto motivo, al punto che il Gip s’era trovato costretto ad ipotizzarne uno addirittura di carattere psichiatrico e considerato, altresì, che la principale fonte di vere e proprie maldicenze nei confronti dell’indagato era rappresentata dal contenuto delle intercettazioni delle conversazioni telefoniche della prima moglie divorziata, la difesa ha operato nel modo seguente. a) Per quanto attiene alla ipotizzata nuova gravidanza della Ornesi come motivo scatenante del duplice presunto delitto, ha fatto riferimento alla relazione autoptica che escludeva radicalmente la cosa b) Per quanto attiene a violenze fisiche nei confronti della prima moglie, ancora la difesa ha prodotto copia della querela che il Dr. Iori si era visto costretto a presentare nei suoi confronti dopo esseri trovato con il volto sfigurato a seguito di una delle tante aggressioni subite ad opera della donna nel periodo appena precedente la separazione. Detta querela è corredata di foto e di certificati medici c) Il presunto corso di autocontrollo, i cui effetti avrebbero influito negativamente sulla personalità dell’imputato, trasformandolo in un gelido assassino, era solo un corso destinato al personale ospedaliero e finanziato dalla Regione Lombardia, mediante il quale erano state impartite lezioni per migliorare l’approccio psicologico con i pazienti. La difesa ha puntualmente prodotto la documentazione relativa che dimostra tutto ciò d) Nell’ambiente sociale e professionale il Dr. Iori ha sempre goduto di ottima reputazione, tanto che, anche in carcere, continua a ricevere quotidianamente messaggi di solidarietà e di stima, una parte dei quali è stata prodotta e) E’ stato documentato mediante fotografie che il cognome Iori, portato dalla piccola Livia, si trova tuttora, precedendo addirittura il cognome Ornesi, tanto sul campanello a fianco della porta d’ingresso dalla strada di via Dogali quanto sulla attigua cassetta della posta, con ciò escludendosi che l’attuale indagato volesse tener nascosto di essere il padre naturale della bambina f) Quanto all’aspetto psichiatrico, la difesa ha prodotto la cartella clinica redatta a cura della Amministrazione Penitenziaria la quale contiene anche le risultanze degli accertamenti di carattere sia psichiatrico che psicologico cui l’indagato è stato sottoposto nel corso della detenzione. Dal documento risulta in modo inequivocabile che il Dr. Iori è persona assolutamente normale, dotata di una propensione alla violenza definita minima e non bisognosa di alcuna terapia.
Sulla base di questi elementi la difesa riteneva di avere dimostrato tutto quanto dimostrabile per vincere la presunzione di sussistenza dell’esigenza di evitare la possibile reiterazione del reato. Ulteriori dimostrazioni non solo avrebbero la caratteristica della probatio diabolica ma, contravvenendo all’interpretazione dell’art 274 cpp (quello sui motivi del carcere preventivo, n.d.r.) data dalla Corte Costituzionale attraverso la sentenza 21 07 2010 n.265, essendo impossibili trasformerebbero in assoluta la presunzione stessa con la evidente violazione di legge che ne conseguirebbe.”
Al solito in questo esemplare processo, i Difensori, se l’Accusa sostiene che Iori è un assassino perché calza le scarpe rosse, devono ribattere, altrimenti darebbero l’impressione di evitare il confronto, sapendo di avere torto. Ma vediamo un po’ come si ragiona tra noi del popolo, in nome del quale, per difendere la loro posizione e le loro prodezze, certi Giudici si richiamano sempre. Maurizio Iori è giunto a cinquant’anni e non ha mai menato nessuno, dalle sue donne ha preso sberle e basta, e questo è certo; finito in carcere per essere stato altrettanto certamente l’assassino di Claudia e figlia, secondo questi fieri difensori del popolo di Brescia che ciascun di noi, temo, vorrebbe evitare, deve stare in carcere fino alla condanna, doverosa, più che certa, perché, commettessero l’imprudenza di lasciarlo in libertà, siccome è scemo e sa di essere inosservato in attesa del processo, tanto per mantenere la mano uccide l’attuale moglie che lo vuole a tutti i costi in casa, e siccome gli piacerebbe perfezionare l’opera prima, anche la figlioletta di due anni!
Va rispettata, difesa, curata, la funzione giurisdizionale, certamente non tutti i suoi rappresentanti……

Cremona 23 06 2013 www.flaminiocozzaglio.info

No responses yet

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.