Giu 13 2013

giustizia di ferro-centoquarantatre 13 06 2013

Published by at 8:49 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI FERRO – CENTOQUARANTATRE
Ogni tanto mi rileggo, già che sono in farmacia riguardo le pastiglie di Xanax, 95 novantacinque ne ha fatte mangiare di nascosto in pochi minuti Iori a Claudia, e lei non s’è accorta di mangiarne 95 novantacinque, che non sono chicchi di riso, ma poco meno di uno smartie, e infilale dove/come vuoi è un problema passarle inosservate e anche questo dev’essere un motivo per cui il presidente Massa, assistito dal digitalista Beluzzi, non ce l’ha ancora fatta a spiegarla bene in 90 novanta giorni, ed è stato obbligato a chiederne altri 90 novanta, sperando, credo, nel detto che il tempo è gran medico; il primo passo comunque, una specie di Termopili, è stato fatto, le 95 son arrivate in quella casa via Iori, che per non farsi riconoscere ha strappato i numeri di riconoscimento della scatola, come fanno in genere i tossici quando le rubano, e di conseguenza per forza è stato lui; a completezza devo aggiungere che in Aula, per aggirare l’ostacolo, s’era cercato di insinuare che non pastiglie, ma d’altronde l’avevano arrestato prima dell’autopsia proprio su quelle, ma gocce, ma a volte è proprio vero, più t’impegni meno la sorte ti è amica, il corrispondente era non meno di 5/6 flaconcini, dissimulabili in non meno, destino cinico e baro, di tre litri di succo di pompelmo, che per quanto appassionata e in pieno luglio è difficile immaginare, metteteci pure l’amore e la fiducia, una donna beva per due bocconcini di sushi confermati dall’autopsia nello stomaco.
L’avvocato, è il suo mestiere, ma se è di valore come Giusto e Gualazzini si sarà maledetto d’aver scelto di farlo: passi una vita di studio da Giustiniano al Code Napoleon per giungere alle proposte di riforma dei giorni nostri, e quando credi di mettere in pratica duemila anni di dottrina ti tocca infognarti in pastigliate del genere. Ma il Giudice di Cassazione, che non ha l’obbligo del supplice come l’avvocato, immagino l’insofferenza se non la rabbia, e non dipende né dal parere né dalla forza bruta di altri, capisco bene abbia rivolto ai Giudici del luogo l’invito chiaro, se proprio ci tenete a processarlo, almeno a piede libero!
Prova a pensare, caro lettore, allo spirito con cui Giusto e Gualazzini han dovuto scrivere, e i Cassazionisti leggere e decidere, e non si poteva fare altrimenti perchè il gioco processuale obbliga alla risposta, preciso: l’avvocato ha l’obbligo, il giudice se ne può anche sbattere, un simile passo.
“E’ evidente che se in sede di Riesame a Brescia fossero state prese in considerazione, come si sarebbe dovuto, le documentate affermazioni della difesa, si sarebbe dovuto per lo meno confutarle prima di affermare a pagina 8 che il “quadro materiale” risultava “contrassegnato da plurime tracce artificiosamente inquinate” come risulterebbe dimostrato dal “mancato ritrovamento della pattumiera”. A parte il fatto che più propriamente dovrebbe parlarsi di spazzature, visto che sono queste a mancare all’appello, è da considerare che nell’immobile in Crema di via Dogali 1 si svolge la raccolta differenziata, con conseguente difficoltà di individuare la provenienza dei singoli rifiuti.”
Giustiniano e Code Napoleon rivisti dal ministro Cancellieri, cari lettori……

Cremona 13 06 2013 www.flaminiocozzaglio.info

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