Mag 24 2013

giustizia di ferro-centoventitre 24 05 2013

Published by at 6:36 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI FERRO – CENTOVENTITRE
Chiudevo ieri il pezzo accennando ai disegni che la Difesa aveva presentato alla Corte fin dalla prima udienza, per spiegarle bene quali erano i temi del processo Iori, ma il mondo è impietoso, non si ferma per nessuno, ed ecco che la Corte d’Appello di Milano in soli 15 quindici giorni deposita i motivi della condanna a Berlusconi per i diritti Mediaset, un processo enormemente più complicato di quello a Iori. Quindici giorni! E la Corte di Cremona non si vergogna a chiederne 180 centottanta, né quella di Brescia a concederli, fingendo entrambe che bisogna definire, prima di un ergastolo, separazioni e divorzi, e misurare le stanze per i giudici e gli impiegati di Crema!
Il processo Iori sarebbe stato semplicissimo, se Accusa e Corte si fossero attenute ai fatti, ma hanno voluto ingolfarsi tanto che alla fine sono ancora lì che non sanno uscirne. Il pregiudizio: in senso molto lato è indispensabile averne il più possibile, lo studio stesso è un pregiudizio utile, se però si sa spogliarsene quando diventa un ostacolo. E’ ciò che suggerisce ogni campione di scacchi: studia la teoria, ma non fartene schiavo. E la Difesa aveva parlato chiaro fin dall’inizio: 1) questo processo penale è nato ed è giunto a questa eccellentissima Corte d’Assise sulla scorta di mere illazioni e congetture da parte della Procura di Crema 2) tale castello indiziario risulta a prima lettura pieno di evidenti contraddizioni e soprattutto dipinge inverosimilmente il dott. Iori come un soggetto che sia contemporaneamente un genio del male ed un fesso inimmaginabile, concetto questo di per sé fortemente contraddittorio ed illogico 3) il dott. Iori è stato arrestato allorquando, inspiegabilmente, non erano state condotte a termine, ma in molti casi neppure iniziate, le necessarie consulenze tecniche, atte a provare la tesi accusatoria.
Io scelgo sempre d’essere chiaro fino alla brutalità: la Corte d’Assise di Cremona s’è trovata davanti un mostro tutto artificiale, quasi da condannare in allegria, come un piacevole dovere. Essendo senza ombra di dubbio un processo indiziario, nessun sospetto che qualcosa non quadrasse, già distrutto Iori dai media locali, che nella loro piccolezza manco s’accorgono d’aver l’occasione della vita, un caso Tortora/Dreyfus/Calas sull’uscio di casa, e quindi preferiscono prendere appunti dagli inquisitori; nessun sospetto dal fatto che si inserisca a puntino nel filone alla moda del “femminicidio”; nessun sospetto che Iori sia incarcerato, come ricorda la Difesa, due mesi prima dell’esito dell’autopsia e del resto.
Cominciamo dalla prima icona, una specie di maschera di ferro che Iori non si toglierà fino alla sentenza: una comune relazione sessuale tra due quarantenni, lui brillante professionista all’apice del successo e divorziando; lei senza lavoro certo e amicizie, nubile fino a quel giorno, che resta incinta al secondo incontro e questo lo darà per certo anche il PM in aula; questi sono piccoli fatti veri e non contestati da alcuno, nemmeno dagli astiosi testimoni di parte, ma non spostano di una virgola la maschera, lui quasi ignobile seduttore, lei povera donna innamorata fino all’estremo!
La maschera naturalmente non può essere una prova, ma è il lasciapassare che, per chi vuol crederci, rende credibile troppo altro. Iori uccide perché, passato ad altre donne, non vuol più saperne di Claudia e della bambina; ed è così mostro che va incarcerato prima di sapere come sono morte, e potrebbero esserle di morte naturale. Già soli questi “indizi” dovrebbero mettere in sospetto il giudice, e poi glieli sottolinea il difensore, ma non basta, il pregiudizio più scolastico la vince.

Cremona 24 05 2013 www.flaminiocozzaglio.info

One response so far

One Response to “giustizia di ferro-centoventitre 24 05 2013”

  1. danielaon 24 Mag 2013 at 2:10 pm

    Obama: “Guantanamo va chiusa”.
    La sottoscritta: e i detenuti che sono lì dentro dove intende metterli? Li vuole portare a casa sua?
    Spero che non intenda lasciarli liberi…
    Gli assassini che hanno ammazzato il soldato inglese a Londra sono cresciuti in quella città (anche i terroristi che avevano fatto l’attentato nel 2005 sembravano integrati): andiamoci piano con il gioire per una presunta integrazione degli immigrati.

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