Apr 10 2013

giustizia di ferro-settantanove 10 04 2013

Published by at 8:26 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI FERRO – SETTANTANOVE
Se i Giudici non considerassero troppo spesso gli avvocati seccatori che intralciano il loro cammino verso la verità, se pur considerandoli tali avessero la forza di distinguere ciò che l’avvocato per essi è, da ciò che dice, si accorgerebbero che almeno a volte il “ciò che dice” è un aiuto, a volte addirittura la verità completa servita su un piatto d’argento. Come nel caso Iori, dove i difensori Giusto e Gualazzini al termine del processo depositano una scorrevole memoria, scritta in un linguaggio comprensibile a qualsiasi italiano, che con una scoppiettante serie di argomenti smonta non dico solo la possibilità logica di una condanna, ma l’esistenza stessa di un processo a un qualsiasi Iori, oggi Maurizio, domani Flaminio o Pier Paolo.
Settantotto paginette che si leggono d’un fiato.
A partire dal movente: non che sia obbligo di legge individuarlo, ma certo spiega bene, specie in un processo indiziario come in un qualsiasi esperimento scientifico, i fatti successivi.
E in questo, la morte di Claudia Ornesi e della figlioletta Livia, come risulta chiaro a chi oltre ai titoli ha letto anche solo gli articoli dei giornali, non esiste al punto che l’Accusa, vedremo tra pochi giorni se ne avrà scritto la Corte, ha dovuto inventarlo di sana pianta, e sostituirlo man mano che il precedente cadeva nel ridicolo.
Maurizio Iori ha ucciso perché voleva nascondere al mondo che dalla relazione con Claudia era nata, due anni e mezzo prima, Livia: un po’ ritardato come minimo, in contrasto con la folgorante carriera professionale prima, con la meticolosità dopo con cui secondo Accusa e Corte ha preparato il duplice omicidio. Perché buttar via tanto tempo, danaro, energie, patemi eccetera, quando ammazzando Claudia incinta, male gli fosse andata avrebbe avuto a carico un solo omicidio? quale elemento scatenante proprio in quel momento? ancora una volta Accusa e Corte si distraggono, ma solo nei momenti essenziali….
Ma questi sono ragionamentini da persona un po’ strana, andiamo ai fatti: tutto il mondo che girava attorno a lui era al corrente, tranne la madre, persona abituata a informarsi e che, se pur in ritardo, l’avrebbe scoperto dai giornali, grazie alla sua un po’ tardiva decisione. In Aula testimoni vari confermavano che il nome Iori appariva perfino sulla cassetta delle lettere e sul campanello di casa, esposti, in genere, alla pubblica curiosità.
E allora il motivo della pubblicità slittava su altri fronti: non doveva saperlo l’attuale moglie, ma accidenti, lo sapeva anche lei, la prima che ne avrebbe profittato nelle manovre del divorzio, ma lo sapeva e non l’aveva usato per niente.
Che fatica quando si vuol sostenere qualcosa che non c’è! E allora sotto coi soldi nella speranza di scoprire che Iori, ricco e magari spilorcio come in genere i ricchi, non volesse pagare: porco diavolo, dava soldi ben oltre un giudice avrebbe potuto obbligarlo, tant’è vero che la povera Claudia, né i familiari avevano mai fiatato.
E allora, un’autentica sfortuna perché i perfettini devono dimostrare d’essere perfettini anche quando bevono il caffè, ecco l’arrampicata sugli specchi. Incuranti d’aver via via esposto vari moventi, tutti cassati dalla chiarezza dei fatti, Iori ha ucciso perché pochi giorni prima Claudia gli ha fatto avere una lettera di rimproveri: non ami nostra figlia come gli altri tuoi figli!
Ecco la conclusione dei difensori, fastidiosi come solo un avvocato sa essere, pagina 7: “In conseguenza di tutto ciò, è inevitabile concludere che il movente non esiste, ragione per la quale, ove non si voglia ipotizzare un atto di follia non giustificato da alcun elemento, ci si deve razionalmente chiedere se ci si trovi veramente in presenza di un duplice omicidio o di una gigantesca montatura costruita spasmodicamente nel tentativo di fare apparire come tale un caso, sia pure altamente drammatico, di suicidio allargato.”
T’ho scritto veramente tutto, caro lettore, fatti l’opinione che credi.

Cremona 10 04 2013 www.flaminiocozzaglio.info

One response so far

One Response to “giustizia di ferro-settantanove 10 04 2013”

  1. danielaon 10 Apr 2013 at 2:59 pm

    E’ morta Margaret Thatcher, la “lady di ferro”; probabilmente io mi sarei trovata molto bene sotto il suo Governo .
    Vedere gente che festeggiava per la sua morte per me è stato molto brutto: non è mica morta un’attentatrice o una sanguinaria!
    Il calcio inglese si rifiuta di ricordarla con un minuto di silenzio: si vede che ce l’ha ancora con lei perché questa aveva combattuto duramente gli “Hooligans” (gli ultras inglesi).
    Le leggi più severe volute dalla Thatcher avevano sgominato gli ultras: quella sì che aveva gli “attributi”!
    Da noi l’unico a voler fare qualcosa contro il tifo violento è stato Maroni quando era Ministro degli Interni.

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.