Mar 21 2013

giustizia di ferro-cinquantanove 21 03 2013

Published by at 10:11 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI FERRO – CINQUANTANOVE
E così, ricordavo ieri, l’ordinanza del dottor Gip si conclude, pagina 120, confermando l’arresto di Maurizio Iori perché : “pochi dubbi sussistono sul fatto che non si sia trattato di un suicidio bensì di un omicidio premeditato e programmato a tavolino”.
I pochi dubbi son quelli che han resistito alla quasi certezza data, scusate il disordine e la fretta in cui le metto, dalle prove: la posizione dei corpi che stride eccetera, perché Claudia ha usato solo quattro bombolette, come ha fatto senza ricetta a procurarsi lo Xanax, perché la pattumiera era vuota, nessuno degli amici ha mai notato propensione al suicidio, Iori era lì anche se lo nega, scusate l’intermezzo, Iori oltre che assassino deve essere fesso, perché sentite cosa dichiara: Claudia era serena e non aveva mai manifestato propositi di suicidio, e ha comprato, se non lo Xanax, le bombolette e il sushi e ha finto di aver dimenticato a casa il cellulare, oltre ad aver ammesso in passato discussioni con Claudia, e in definitiva è giunto a concludere, pagina 121, che “le bombole ed i fornelli da campeggio potessero essere per lui la modalità più rapida e semplice per causare le due morti e non creare problemi nell’appartamento di sua proprietà”.
Non ridete, in giro c’è tanta gente permalosa, di quel “modalità più rapida e semplice”.
Torniamo al cuore, i “pochi dubbi”: ma, direte voi con me, spero, se Iori era ancora libero dopo tre mesi senza che avesse fatto nulla, inquinato, fuggito, ucciso di nuovo, per sciogliere, pochi che fossero, c’erano, i dubbi, invece di ordinare il carcere su ricostruzioni di gran fantasia e chiacchiere di solida maldicenza, non poteva il dottor Gip aspettare gli esiti delle perizie, a partire dall’autopsia? In nessun atto ufficiale appare il momento decisivo che impone l’arresto, e allora la domanda è, perché non quindici giorni prima, due mesi dopo? Disposto così, resta l’impressione che la pratica fosse venuta a noia e si volesse chiuderla, che se ne occupasse un altro ufficio…..
Alla norma: il 275/2 cpp citato doverosamente: “ogni misura deve essere proporzionata all’entità del fatto e alla sanzione che sia stata o si ritiene possa essere irrogata, e altri di seguito”, cade sotto la definizione generale del Purg, XVI, 97: le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Cioè la parola, quelle importanti, almeno, ha sempre un’ambiguità tale che potrebbe tranquillamente non esistere, perché l’interpretazione reale è dell’uomo che può, anche passare sopra a quanto deciso sino a quel momento.
E’ chiaro che le misure cautelari viaggiano sui loro articoli, ma chi le applica non deve mai ignorare i principi generali dell’ordinamento giuridico, il fondamentale è nel Cost. 27, l’imputato non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva, poi per condannare, 533/1 cpp, il giudice deve esser certo della colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio, e se non si sente sicuro, è possibile, e teme una brutta figura, il 530/2 cpp gli consente l’assoluzione per insufficienza di prove: dov’era tutta questa fretta di incarcerare un uomo che di lì a poco sarebbe andato a processo?

Cremona 21 03 2013 www.flaminiocozzaglio.info

One response so far

One Response to “giustizia di ferro-cinquantanove 21 03 2013”

  1. danielaon 21 Mar 2013 at 3:47 pm

    Alcuni esseri appartenenti alla razza cosiddetta “umana” (anche se di umano hanno ben poco) per importare la droga la facevano introdurre tra gli organi di poveri cani indifesi e poi, per recuperarla, ammazzavano quelle povere creature (i cani, ndr).
    E’ facile intuire cosa farei io a questi assassini, che definire “infami” mi sembra ancora troppo gentile: applicare la legge del taglione per me potrebbe essere un’idea.
    Certo, non l’applicherei solo a chi fa del male agli animali: ce ne sono di individui che se lo meriterebbero (rapinatori, ladri, ecc.)…

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