Feb 06 2013

giustizia di ferro-sedici 06 02 2013

Published by at 9:45 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI FERRO – SEDICI
Naturalmente Michela Groppelli, segretaria e testimone a difesa di Maurizio Iori, non se l’è cavata con la semplice trasmissione degli atti alla Procura per falsa testimonianza: su ingiunzione, e pure con modi talmente duri da sfociare nella scortesia, del Presidente della Corte Massa Pio, ha dovuto raccontare i suoi fatti intimi in Aula, davanti a decine di estranei. Spiega d’aver chiesto la ricetta d’un tranquillante a Iori perché scossa da fatti personali; quali fatti personali? salta su Massa Pio; personali, insiste lei; no, qui non ci sono fatti personali, lei deve rispondere a qualsiasi domanda, e lei invece di mandarlo educatamente al diavolo, cede e risponde d’essersi separata. Informazione decisiva per l’esito del processo, come ciascun ben capisce, e deontologicamente corretta: domanda rivolta al medico, la legge addirittura lo punisce se viola il segreto professionale, invece il paziente, secondo l’interpretazione del Presidente Massa Pio deve rispondere, sempre per il buon esito del processo. Proviamo a immaginare se il fatto fosse stato ancora più intimo, ma ogni volta che un testimone a favore iniziava a difendere la figura di Iori, fioccavano le intimazioni del PM, si ricordi d’esser sotto giuramento! quasi sotto choc nelle due ore di deposizione di Maddalena Barbaro, la fidanzata storica, che ribattendo colpo su colpo ridisegnava l’immagine di Iori distrutta in troppe udienze, troppe per la nessuna importanza ai fini della decisione, dai testimoni “buoni e veri”, nel silenzio compiaciuto della Corte, che però si permetteva, Beluzzi, di avvertire l’avvocato Giusto, difensore, lei si agita troppo sulla sedia! Non scambiateli per pettegolezzi, sono segni chiarissimi della posizione che fin dall’inizio ha preso la Corte.
E se come me avete la pazienza di scorrere su e giù la memoria dell’Accusa, su cui la Corte dovrà basare i suoi motivi, non c’è altra scelta permessa dalla legge, vedrete che la stragrande maggioranza delle 69 pagine sono inutili, perché non spiegano nulla del “delitto”, come sapere che atteggiamento avesse Iori al funerale o quanto costassero le sue visite e che rapporti ci fossero con la madre o i genitori di Claudia; e credo di aver già scritto a sufficienza sul clima del processo, che non spiega, vogliamo ridurre a un solo fatto? pagina 48, come Iori abbia “somministrato di nascosto nel bicchiere che Claudia stava adoperando” non meno di 50 pastiglie di Xanax o liquido corrispondente; e nemmeno come avesse la chiave per entrare e uscire dall’appartamento; un movente più razionale del “Claudia era troppo petulante”, e tuttavia conclude, pagina 69:
“Una valutazione complessiva di tutti i dati probatori legittimamente acquisiti, pur deprivati da quegli elementi che la Corte, in accoglimento delle eccezioni difensive, ha reputato di non acquisire, sottraendoli pertanto ad ogni valutazione di merito, esclude la ragionevole prospettabilità di altre ipotesi e conduce invece a ritenere che l’unica logica e ragionevole spiegazione della morte di Claudia Ornesi e della figlia Livia sia quella ipotizzata e poi provata dall’accusa: è stato l’imputato a ucciderle entrambe.”

Cremona 06 02 2013 www.flaminiocozzaglio.info

One response so far

One Response to “giustizia di ferro-sedici 06 02 2013”

  1. danielaon 06 Feb 2013 at 2:25 pm

    Il giudice Pio Massa non era stato altrettanto rigoroso nei confronti dell’albanese che il 28 giugno 2007 si era messo a guidare ubriaco causando la morte di 4 ragazzi: e sì che c’era la certezza che non fosse innocente…

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