Ago 16 2012

la legge del più forte 16 08 2012

Published by at 2:32 pm under costume,politica internazionale

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE
Non sono un giornalista di Repubblica che alla prima avanzata del Berlusconi o Andreotti di turno lancia l’allarme sulla tenuta della democrazia: sono certo, è, a godimento nostro sul lavorio di secoli dei nostri avi, uno stato irreversibile. Che però viene spesso ammaccato dai prepotenti.
In Italia resto incredulo e amareggiato sul silenzio travestito da notizia usato dai media per la Ilva di Taranto: il Governo sta usando ogni mezzo per impedire al Giudice di fare il Giudice.
Ma nei tanto vantati capisaldi della democrazia del mondo non va molto meglio. E a dimostrarlo è un Julius Assange, l’inventore di Wikileaks, lo spione internauta, non esattamente un modello, per me, ma piaccia o meno, vive secondo le regole dei grandi che vogliono farlo tacere.
Gli Usa, il Gran Paese che mentre l’Europa fiammeggiava per le guerre d’indipendenza era sbranato dalla guerra civile per mantenere la schiavitù, hanno un sistema informatico col diritto di spiare gli altri, non il contrario; solo non tanto abili come vogliono far credere, Assange lo viola e lo mette democraticamente a disposizione del mondo. Gli Usa vorrebbero ospitarlo in galera, minimo, lui non è d’accordo e fugge. Passa per la Svezia, regnata dagli eredi di Bernadotte, il generale che tradì Napoleone che l’aveva messo sul trono, dove gli affibbiano l’accusa più facile da imputare, come lo spaccio di droga, e più difficile da scolparsi: violenza sessuale.
Nuova fuga in Gran Bretagna, dove si rifugia, e non esce più, nell’Ambasciata dell’Ecuador, la creatrice del maggior impero dopo quello romano, in tema di correttezza forbita leggetevi l’ultimo verdetto contro il nostro Cammarelle ai Giochi olimpici di oggi, per i vecchietti come me bastano e avanzano i Mondiali di calcio del 1966: gli eredi di Churchill, davanti alla fermezza dei piccoli ecuadoregni che non hanno nessuna intenzione di cedere ai prepotenti, dichiarano al mondo d’avere il diritto di violare l’Ambasciata per consegnare il colpevole, notate bene la merdosità, alla Svezia, come non sapessero che al primo volo Assange finisce in America!
Chiunque potrebbe scrivere montagne di battute, ma ne basta una sola: in un caso non dico identico, anche peggiore, un delinquente vero e dimostrato, i british regina compresa violerebbero l’Ambasciata di Russia o Cina, in nome del diritto che gli permette di invadere quella dell’Ecuador?

Cremona 16 08 2012 www.flaminiocozzaglio.info

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