Ago 07 2012

doping: l’ipocrisia del mondo 07 08 2102

Published by at 9:56 am under costume,sport

DOPING: L’IPOCRISIA DEL MONDO
Ci secca, stavolta riguarda uno di noi, medagliabile per giunta, che ne abbiamo poche per il grande Paese che siamo. Anche se a ieri molto più della Spagna degli osanna a Zapatero, ben superiore a B, anche nel tiro a segno ai marocchini senza permesso. Diciassette noi, sette d’oro, tre loro, oro col binocolo.
Ma il doping non deve essere ridotto a un medicinale, prodotto e usato alla luce del sole per tutti, tranne chi fa sport; e deve essere definito come idea, ben prima che strumento. M’aveva colpito l’allenatore di Carl Lewis, il figlio del vento, collezionista di medaglie e portabandiera della guerra allo sport pulito: a quarant’anni Carl ha la schiena di un ottantenne, da un momento all’altro rischia di finire in carrozzella. Senza poter dare la colpa a medicine forti, solo a impietosi allenamenti. Dov’è la differenza? Per quanto riguarda il danno a chi ne fa uso, evidentemente, nessuna, per la regolarità della gara il problema è molto più complesso.
E infine l’ipocrisia totale, che va ben più lontano di quella degli atleti: come può la società dello spettacolo, i miliardi di spettatori, pretendere certi sport di fatiche inumane con atleti cui al massimo sia concessa la vitamina C? Schwazer vinse a Pechino la 50 km di marcia in 3 ore e trentasette minuti, una maratona importante si vince a due ore e sette, un Giro o un Tour fanno 4mila km in venti giorni, un pugile, di quelli bravi, prende in un match 100 pugni di cui uno solo manderebbe in ospedale un qualsiasi uomo robusto……
Con pane, salame e integratori vitaminici?

Cremona 07 08 2012 www.flaminiocozzaglio.info

One response so far

One Response to “doping: l’ipocrisia del mondo 07 08 2102”

  1. danielaon 07 Ago 2012 at 1:17 pm

    Non pensavo che anche gli atleti delle Olimpiadi si “dopassero”.
    A proposito di Olimpiadi: non le sto seguendo, ma se dovessi scegliere uno sport fra quelli olimpici sceglierei il tiro a segno, ossia quello dove si spara con un’arma da fuoco.

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