Lug 24 2012

professori 24 07 2012

Published by at 7:52 am under cronaca nazionale

PROFESSORI

Mario Calabresi e Bill Emmot, da par loro, hanno scritto l’ennesimo articolo sulla crisi: diagnosi, relativamente semplice, medicine e speranze, ahimè, ahinoi…
Il giorno dopo, sempre sulla Stampa, irrompe con grazia elefantina Luca Ricolfi. Mettetevi in ginocchio e prendete appunti:
“Credo che la maggior parte dei cittadini non abbia ancora capito. Per non parlare dei politici, dei sindacalisti, dei rappresentanti di associazioni e gruppi. A giudicare dalla spensieratezza con cui si va in vacanza, si segue il calcio mercato, si discetta di sistemi elettorali, ci si infervora sui matrimoni gay e sulle dimissioni della Minetti, si direbbe che siano davvero pochi gli italiani che si rendono conto di quanto è drammatico questo momento.”
Scrittura a parte, qualcuno mi obietterà: è uno Zanolli che ha fatto carriera, partito dalla provincia è giunto a insegnare in una capitale. Ci sta. Ma non è questo il punto, a mio parere, e mi ripeto, convinto d’avere ragione. E’ uno dei segni più chiari della fondamentale asocialità di noi italiani, appena mettiamo il culo su una poltrona di rilievo, o rilievuccio, siamo convinti d’essere dei messia che dalla montagna parlano al volgo. Di eventuali crocifissioni, naturalmente, non vogliamo sentir parlare.

Cremona 24 07 2012 www.flaminiocozzaglio.info

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One Response to “professori 24 07 2012”

  1. danielaon 24 Lug 2012 at 11:22 am

    Se anche gli italiani stessero tutto il tempo con lo sguardo perso nel vuoto pensando alla crisi, non credo che questa si risolverebbe…
    Parlo a titolo personale: chi può permettersi di andare in ferie ci va, pur considerandosi fortunato perché lo può ancora fare; non è che non capisce: sa benissimo che c’è la crisi e non è da escludere che ne parli con le altre persone che trova in vacanza, pur stando spaparanzato sul lettino in spiaggia.
    Se appare spensierato forse è perché è contento di poter andare in ferie almeno una volta all’anno o magari di poter pensare a qualcos’altro per un breve periodo, d’altronde per me non è detto che se non va in vacanza stia tutto il tempo a pensare alla crisi.
    La crisi c’è, lo sappiamo tutti, dobbiamo farci i conti, è una specie di “spada di Damocle” sulla testa e gli italiani che non ne sono stati toccati non credo diano per scontato di essere “al sicuro”…mi chiedo: è permesso ai cittadini di poter svagarsi o interessarsi ad altro (consigli comunali, commissioni varie del Comune, ecc.) senza per questo essere considerati superficiali?
    Secondo il “professore” Luca Ricolfi, se:
    – vado in vacanza (e faccio il conto dei giorni che mancano);
    – seguivo gli ultimi minuti delle partite agli europei e lasciavo il commento su questo sito;
    – mi domando quale legge elettorale potrebbe saltare fuori dagli accordi tra i parlamentari;
    – lascio scritto su questo sito cosa ne penso dei matrimoni tra omosessuali e cosa penso della Minetti…
    vuol dire che non capisco? Vuol dire che non mi rendo conto di quanto è drammatico il momento?
    Idem per gli italiani in generale: se vanno in ferie, se seguono le partite di calcio e commentano i vari acquisti dei giocatori, se parlano tra di loro di politica, attualità o altro perché si deve scrivere che “non capiscono”? Che “non si rendono conto”?

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