Lug 04 2012

i giustizieri del giorno e della notte 04 07 2012

Published by at 8:04 am under cronaca nazionale,Giudici

I GIUSTIZIERI DEL GIORNO E DELLA NOTTE

L’intervista del Procuratore Antonio Ingroia, di Palermo, su Libero, è molto interessante, e a me piace perché conferma un dato tanto certo, che continuo a ripetere, da sfociare nella banalità.
Liberiamoci subito dalle cosette di rito:
“se c’è un reato, la Procura ha l’obbligo di perseguirlo”
“il tiro al piccione contro i magistrati è uno sport diffuso. Ma credo che il leader dell’Udc non sappia di che parla. Non conosce granché dell’indagine, che invece è di grande serietà e rigore”
“quello che chiedo per me e i miei colleghi è però un po’ di rispetto per il nostro lavoro. Rispetto e pazienza. Conoscendo meglio le risultanze processuali, certi giudizi potrebbero rivelarsi prematuri se non avventati”
Per arrivare al cuore:
“durante tutte le stagioni storico-politiche del nostro Paese la mafia è stata sempre tollerata o usata. C’è un livello di compromissioni delle classi politiche per i benefici che ne traggono politicamente. E un livello di compromissione delle classi finanziarie e industriali che così si procurano vantaggi economici. E, quando la magistratura alza il tiro e dai picciotti si passa a incriminare politici e imprenditori, si scatena la reazione.”
La reazione, naturalmente, dei soliti poteri forti e “scuri”, che non appare quando la magistratura non alza il tiro……
Ma che vuol dire in sostanza il Procuratore Ingroia? Il banale che lamentavo sopra, la mafia esiste e prospera perché è società, in tutti i suoi aspetti, non solo dei “nemici” politici, finanziari (Berlusconi??), industriali. E’ società che opera in tutti i settori, dalla scuola, immagino che i figli dei mafiosi ci andranno, agli ospedali, alle amministrazioni pubbliche, ai Palazzi di Giustizia. Quanti di questi operatori, pubblici, che ogni giorno hanno a che fare con la mafia, viaggiano con la scorta armata dei procuratori da inchiesta alla moda? E se vivono liberi e tranquilli, lo possono per quali motivi?
Si faccia questa domanda, banale, il Procuratore Ingroia, poi ripensi a cosa dire, la prossima intervista, sull’obbligo dell’azione penale.

Cremona 04 07 2012 www.flaminiocozzaglio.info

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