Giu 22 2012

la solita storia 22 06 2012

Published by at 6:18 am under cronaca nazionale

LA SOLITA STORIA

E’ da tempo la riga più citata nelle democrazie, perlomeno se zoppicano come la nostra: tutti siamo eguali, ma qualcuno è più eguale degli altri.
George Napolitain, indimenticabile comunista di tutta una carriera politica, ora Presidente, piaccia o non piaccia, dei 60 milioni d’italiani che l’hanno subito dal Parlamento, sbotta deciso nel comunicato ufficiale:
“Ho reagito con serenità e la massima trasparenza agli attacchi che hanno investito il Quirinale (non lui, si badi bene, lui è al disopra anche delle Istituzioni, n.d.r.), e continuerò ad andare avanti nel modo più corretto ed efficace anche attraverso i necessari coordinamenti delle azioni della magistratura.”
L’ipocrisia della parola “coordinamento”: è sparito presidente, è sparito segretario, nasce sulle loro ceneri il coordinatore, che non comanda, no, suggerisce ciò che gli altri hanno l’obbligo di eseguire. Proviamo a pensare se il ministro della Giustizia Alfano avesse inteso “coordinare” le azioni della Magistratura.
Cosa gli hanno combinato, i birichini, poi “gonfiati dai giornalisti?
“Quelle apparse sui giornali sono interpretazioni arbitrarie e tendenziose, talvolta persino versioni manipolate, che riferivano di atti di indagini giudiziarie sulle più sanguinose stragi di mafia degli anni 90.”
Facciamola breve, se leggete la politica lo sapete già: perfino Conso e Mancino, ministri “al di sopra di ogni sospetto” perché dell’area buona, sono stati intercettati dalla Procura e finiti sui giornali amici ma, accidenti questo è grave, poiché al telefono si è in due, stavolta all’altra cornetta c’era George Napolitain. Ed è ingiusto, grave, anticostituzionale, irrituale, immotivato, tutto proibito, insomma.
Quando scattano migliaia di foto nelle case di B, quando gli intercettano le chiacchierate coi figli, con le amanti, quando gli fanno indagini speciali milanesi in qualità di unico sfruttatore della prostituzione, la cronaca degli ultimi vent’anni come ciascun ben sa, la Magistratura non può sottrarsi ai suoi compiti istituzionali. Pena, la fine della democrazia.

Cremona 22 06 2012 www.flaminiocozzaglio.info

One response so far

One Response to “la solita storia 22 06 2012”

  1. danielaon 22 Giu 2012 at 2:21 pm

    Da cremonaonline leggo una dichiarazione di Casini: “l’attacco al Presidente della Repubblica è chiaramente pretestuoso e infondato. E, tanto per essere chiari, non penso venga da partiti politici ma da schegge della magistratura che forse hanno obiettivi intimidatori”…non ho nulla da commentare, mi chiedo solo: e se una dichiarazione del genere invece che Casini l’avesse fatta un pidiellino o, per essere più precisi, Berlusconi?

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