Apr 10 2012

l’antipolitica 10 04 2012

Published by at 8:29 am under cronaca nazionale

L’ANTIPOLITICA

Sul Corriere, Angelo Panebianco parte dal richiamo di George Napolitain: ciò che rischiamo sulla vicenda dei finanziamenti ai partiti è la fine della democrazia e della libertà, in puro stile eugenioscalfariano (ciò che rischiamo, signor Presidente di tutti gli italiani, è solo un ipotetico Governo Monti che se ne infischi, per quanto tempo non si sa, del voto espresso dagli italiani, con la compiacenza di quelli che gli italiani avevano messo in Parlamento), per fare un’analisi dalla consueta autorevole chiarezza, e giungere a una sintesi difficile da condividere. Per me.
La proposta finale di Panebianco è: aboliamo qualsiasi forma di finanziamento pubblico ai partiti, come del resto aveva deciso un referendum poi preso in giro da quasi tutti i boss, radicali esclusi perché tanto, per la natura della loro politica, non gli serve. Sostituiamolo con i contributi volontari dei cittadini, come in America. Purtroppo non è questo il problema evidenziato dai recenti Lusi e Lega, i soldi erano regolari in arrivo, hanno deragliato in uscita e, checché ne pompino i media, gli altri scandaletti che ogni tanto emergono sono per aumentare il patrimonio personale del gaglioffo, non del partito.
E a proposito della governabilità Panebianco, schietto come al solito, propone: “la sola strada per rimettere in sicurezza la democrazia consiste in un vero ampliamento dei poteri del Governo, il Cancellierato, o in un ampliamento dei poteri unito alla elezione diretta, il Presidenzialismo.
Sì, ma il risultato non sarebbe mai far entrare a Palazzo Chigi un angioletto, ma i soliti italianissimi Berlusconi o Prodi con minori obblighi di render conto di ciò che fanno. E qui credo di capire perché la pensiamo tanto diversa. Panebianco è convinto che cambiando le Istituzioni, cambino gli italiani, io sono dell’idea di Mussolini, governare gli italiani non è difficile, è inutile. Le razze esistono eccome: siamo la più asociale del mondo civile, il politico da noi altro non è che il cittadino in carriera.

Cremona 10 04 2012 www.flaminiocozzaglio.info

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