Ott 21 2011

in morte di un eroe 21 10 2011

Published by at 5:59 am under politica internazionale

IN MORTE DI UN EROE

Se non lo togliamo dagli spazi angusti in cui è vissuto era un despota sanguinario per una parte del suo popolo, un terrorista per altri Paesi, salvo quelli, come la Gran Bretagna, che per i diritti di estrazione del petrolio gli hanno restituito l’attentatore di Lockerbie, gli Usa che da tempo l’avevano tolto dalla lista degli “Stati canaglia” perché aveva fatto impiccare gli integralisti islamici, l’Italia con cui aveva stipulato contratti tanto favorevoli da provocargli la guerra degli esclusi che l’ha condotto alla rovina, tutti quelli che per la distribuzione del petrolio lo trovavano davvero simpaticissimo etc etc.
Che il suo popolo non lo odiasse lo dimostra la lunga resistenza, otto mesi di guerra civile contro nemici rinforzati da armi e aerei occidentali, in una terra che non offre possibilità di difesa, e del resto la distribuzione di ricchezza era molto più esatta in Libia che negli altri Paesi arabi. E come si fa a odiare, anche noi occidentali, uno che tiene il potere con la forza in quella metà del mondo dove se lo perdi ti ammazzano…
Ha avuto il coraggio, contro un mondo tanto ricco e falso da non voler sentire accuse di sfruttamento, chi è ricco è intelligente, buono, bello, onesto, capace etc, di ricordare i soprusi del colonialismo, e di chiedere un risarcimento, anche solo simbolico.
Nell’indifferenza di chi ha la pancia piena e la mente libera, ha subito una guerra atroce da una cupola di potentissimi ipocriti, che improvvisamente s’è accorta che nelle intere Africa e Asia era l’unico tiranno, ha rifiutato i ponti d’oro che gli offrivano per togliersi di mezzo, ha risposto come un antico romano: muoio nella mia terra, per la mia terra, anche quando era evidente che non c’erano speranze di salvezza. A settant’anni.
I suoi carnefici hanno voluto togliergli tutto, anche l’onore: unici testimoni, gracchiano che alla fine li avrebbe implorati, non sparatemi. Senza vergogna, Berlusconi, Obama e Cameron in testa, i grandi capi che fino all’anno scorso lo trattavano da collega, sbottano: finalmente….

Cremona 21 10 2011 www.flaminiocozzaglio.info

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