Feb 15 2020

un femminicidio poco riuscito 15 02 2020

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UN FEMMINICIDIO POCO RIUSCITO Dal Corriere; lei nubile lui sposato, ma è solo per aumentare il numero delle barzellette sui Carabinieri!

— Nel 2020 si può perdere il lavoro per «carenti qualità morali», vale a dire per una relazione extraconiugale con un uomo che, per lo stesso presunto «reato», non subisce alcun richiamo. È il senso che emerge dalla sentenza del Tar della Toscana che il 15 gennaio scorso ha accolto il ricorso di una carabiniera collocata in congedo dal comando generale dell’Arma dei Carabinieri il 27 maggio dello scorso anno. Nel caso di specie, il giudizio sulle «qualità morali e la buona condotta» si riferisce alla sanzione disciplinare della consegna di due giorni che la carabiniera aveva subito per aver dormito fuori dalla caserma (cosa che facevano tutti, maschi e femmine, dopo aver avvisato il comandante), con una motivazione da medioevo: «Sebbene nubile e assegnataria di posto letto, pernottava regolarmente all’esterno della caserma e intratteneva contestualmente relazione sentimentale con altro militare dell’arma, coniugato, cagionando disagio al servizio istituzionale, in violazione degli artt. 717-732 comma 1 e 5 e 744 comma 3 del Turom» (vale a dire sul «contegno militare»). Peccato che il brigadiere in questione non abbia subito alcuna sanzione disciplinare per aver intrattenuto una relazione extraconiugale, e dunque per essere stato manchevole di «contegno militare».

Francoforte 15 02 2020 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Feb 15 2020

antonio grassi, il sindaco dalle mille iniziative 15 02 2020

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ANTONIO GRASSI, IL SINDACO DALLE MILLE INIZIATIVE

FAVOLE AL TELEFONO DI RODARI PER IL LABORATORIO TEATRALE ALLA SCUOLA ELEMENTARE DI CASALE CREMASCO E VIDOLASCO

Casale Cremasco Vidolasco – Inizierà mercoledì 4 marzo alle ore 10.30 il secondo Laboratorio Di Espressività Teatrale destinato agli alunni della scuola primaria che fa capo all’Istituto Comprensivo di Sergnano.

Si tratta di un progetto che, nella sua continuità, è stato fortemente voluto e finanziato dall’amministrazione comunale, che da quando si è insediata ha deciso di investire in cultura.

Il percorso è stato affidato per il secondo anno consecutivo e dopo il successo della prima esperienza, al regista Fausto Lazzari, già operatore teatrale in ambito scolastico per l’Amministrazione provinciale di Cremona, dell’ASST di Crema, nonché direttore di festival di teatro sociale e di comunità, nonché presidente dell’Associazione di Teatro Solidale Rosso di Scena.

L’idea è nata dalla curiosità e dal desiderio di interpretare percorsi didattici con modalità espressive che utilizzano il linguaggio teatrale.

Il laboratorio si pone l’obiettivo di contribuire allo sviluppo delle potenzialità di ogni partecipante, spendibili in un ambito collettivo e di gruppo. In modo particolare gli intendimenti operativi riguardano: lo sviluppo di consapevolezza mediante varie forme di esposizione espressiva; l’esteriorizzazione di idee elaborate attraverso suggestioni e stimoli esterni; alcune esperienze di costruzione creativa tematica individuale e di gruppo, utilizzando il corpo e la voce.

L’attività avrà cadenza settimanale e si configura come sperimentazione laboratoriale che utilizza tecniche in grado di attivare negli allievi creatività comunicativa verbale e motoria.

Il percorso inizia dalla lettura di un capolavoro di Gianni Rodari, uno dei più grandi scrittori di letteratura per bambini: Favole al telefono, che avrà, come primo obiettivo, la realizzazione di un copione originale e la messa in scena di uno spettacolo il 4 giugno nel teatro dell’oratorio.

Nei giorni scorsi (venerdì 14 febbraio) si è tenuta la prima riunione operativa presenti Lazzari e le insegnanti.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità di Ilaria Santina Andreoni, dirigente scolastico dell’istituto Comprensivo di Sergnano e dalle insegnanti e della scuola elementare di Casale Cremasco.

Casale Cremasco 15 febbraio 2020

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Feb 15 2020

la legge del più forte-millecinquecentosei 15 02 2020

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – millecinquecentosei

Da www.errorigiudiziari.com il solito cosiddetto errore, causato dalla solita superficialità, di cui al solito nessuno risponde.

—Il muratore innocente 3 anni in carcere per errore.

La vittima di una rapina a mano armata crede di riconoscerlo e lo fa arrestare. Processato e condannato con sentenza definitiva, uscirà dal carcere solo grazie a una nuova prova che conferma la sua totale estraneità ai fatti.

Era stato condannato con sentenza definitiva a quasi cinque anni di reclusione. Lo avevano riconosciuto colpevole di una rapina a mano armata. Era finito in carcere. Ma lui era innocente, vittima di un errore giudiziario. È la storia di Mounir Knani, un muratore tunisino di 40 anni, che è riuscito a venire fuori dal suo incubo giudiziario soltanto grazie a un processo di revisione. Dopo aver comunque trascorso tre anni dietro le sbarre senza colpa. Uno dei tanti casi di innocenti arrestati per colpa di un riconoscimento errato, vittime di uno scambio di persona. Tutto comincia la mattina del 7 settembre 2011, a Viareggio. Mounir Knani, arrivato in Toscana all’età di 20 anni dalla Tunisia, si trova in un bar della stazione per prendere un caffè prima di andare al lavoro. Un anziano, dopo averlo fissato a lungo, si rivolge alla Polfer: all’arrivo degli agenti, il muratore viene identificato e denunciato perché, secondo l’anziano, è uno dei due giovani che intorno alle 3 della notte precedente lo hanno rapinato del portafoglio con 100 euro all’interno. Mounir Knani cercherà di spiegare che a quell’ora stava dormendo con la sua compagna, che si tratta di un colossale equivoco, ma non c’è niente da fare: costretto a lasciare lasciare la sua ditta edile, finisce in carcere, nonostante nelle telecamere di sorveglianza nella stazione non vi sia traccia di lui. Il Tribunale di Lucca lo condanna il 30 maggio 2012 a 4 anni e 8 mesi di reclusione. E anche il verdetto di secondo grado, emesso dalla Corte d’Appello di Firenze il 27 giugno 2014, è contro di lui. La pietra tombale arriva infine dalla Cassazione, il 7 aprile 2016. Durante il processo non erano mai stati sentiti importanti testimoni: anzitutto la fidanzata italiana, in seguito sposata durante la detenzione, e la figlia di lei. Citate negli atti, ma mai ascoltate dai giudici, entrambe hanno dichiarato più volte che Mounir Knani la notte del 7 settembre 2011 era con loro in casa. Ma è il racconto di un’altra donna a rivelarsi determinante per la riapertura delle indagini. Mentre Knani è in carcere, il suo avvocato e l’ispettore di polizia Luca Lombardi (che è convinto dell’innocenza del muratore tunisino) riescono a rintracciare in Germania una giovane donna tedesca che conosce bene il vero autore della rapina. Si tratta del suo ex fidanzato, anche lui tunisino, che non a caso compare più volte nelle riprese delle telecamere della stazione. L’uomo era stato arrestato 20 giorni dopo la rapina imputata a Mounir Knani perché responsabile di un altro colpo alla stazione di Viareggio, portato a termine con le stesse modalità: impugnando un’ascia e un coltello. È la conferma che Knani non c’entra nulla. E la nuova prova che l’avvocato Stefano Gambini presenta a sostegno della sua istanza di revisione del processo da cui il muratore tunisino innocente era invece stato condannato. Il 16 dicembre 2019 la Corte d’Appello di Genova, competente sul distretto toscano, ha assolto Mounir Knani per non aver commesso il fatto. “Tecnicamente dobbiamo aspettare che la sentenza diventi definitiva coi termini previsti che scadono a marzo 2020?, ha spiegato l’avvocato Stefano Gambini, “ma riteniamo impossibile che la Procura Generale di Genova ritorni sui suoi passi dopo aver chiesto l’assoluzione, quindi escluderei un ricorso in Cassazione”. Per il difensore è uno “dei rari casi in cui un processo di revisione va a buon fine, è importante dirlo a vantaggio di altre situazioni simili”. Ora Knani potrà chiedere allo Stato un risarcimento per ingiusta detenzione. “Ero sotto shock, mi sembrava tutto assurdo, avevo la coscienza a posto e pensavo che l’equivoco si sarebbe chiarito”. “Non avevo mai avuto problemi con la giustizia, avevo un lavoro e mi ero fermato solo a prendere un caffè”. (fonti: Il Fatto Quotidiano, Il Tirreno, La Nazione)

Francoforte 15 02 2020 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Feb 15 2020

il saluto romano aumenta il pericolo 15 02 2020

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IL SALUTO ROMANO AUMENTA IL PERICOLO di attrazione e di diffusione di idee discriminatorie, oltre all’odio, stabilisce la sentenza d’appello; per il Tribunale di primo grado il saluto romano, invece, un pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista manca del tutto: evviva la diversità di pensiero, suggerisce la Stampa! —Saluti romani al cimitero Monumentale, condannati 11 neofascisti La sentenza d’appello ribalta quella di primo grado: “Il rito aumenta il pericolo di attrazione e di diffusione di idee discriminatorie” In primo grado erano stati assolti. Ma in appello la sentenza è stata ribaltata e sono stati tutti condannati a un mese e dieci giorni e ad una multa di 200 euro gli undici esponenti di estrema destra che risposero alla “chiamata del presente” con saluti romani al cimitero Monumentale, il 23 marzo 2017, durante la commemorazione dei caduti della “rivoluzione fascista” del 1919 e la fondazione dei “fasci di combattimento”. Erano accusati di apologia di fascismo sulla base della legge Mancino che punisce i reati di odio e discriminazione razziale, dal pm Piero Basilone che aveva impugnato l’assoluzione. Secondo il Tribunale che ha deciso in primo grado nei loro gesti non c’era “pericolo concreto di ricostituzione del Partito fascista”. Il sostituto pg Daniela Meliota, invece, davanti alla Corte d’Appello, ha sostenuto che quel rito “aumenta per la solennità del contesto, il pericolo di attrazione e di diffusione di idee discriminatorie”. Evidentemente la sua ricostruzione è stata accolta dai giudici.

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Feb 15 2020

in mancanza di alternative 15 02 2020

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IN MANCANZA DI ALTERNATIVE la politica italiana sogna, anche da sveglia; nota del Dubbio. —Ma Draghi è solo un miraggio INVESTITURE La premiata ditta Matteo& Matteo, il Matteo che aveva Palazzo Chigi in tasca e se l’è giocato mutando una riforma costituzionale in un referendum su se stesso, e l’altro Matteo, quello che aveva Palazzo Chigi in tasca e se l’è giocato in spiaggia con un mojito, un’idea per l’Italia ce l’hanno. Sostituire Giuseppe Conte, chessó, con Mario Draghi. Sembra una barzelletta, ma non di quelle che racconta Berlusconi: davvero qualcuno può credere che l’ex presidente della Bce, l’uomo che ha combattuto per 9 anni contro le crisi dei debiti sovrani, salvando l’euro e praticando quel che si poteva in termini di politica economica europea, stia aspettando una chiamata dei due Mattei? E che risponderebbe loro positivamente? Che i due credano alle loro stesse illusioni, entrambi con illusoria fortuna, è cosa di cui son purtroppo piene le cronache della politica quotidiana. Ma lanciare nell’agone a capocchia quel nome ( mentre Giorgetti ai giornalisti allunga sempre lo stesso ideale biglietto da visita, “io sono uno che parla con Draghi”…) rischia di servire solo a una cosa: a rivelare che anche Matteo& Matteo sanno che Conte resterà lì dov’è. Non perché sia il migliore dei premier possibili: perché non c’è al momento nessuna personalità, e tantomeno il quadro politico, pronto alla sostituzione.

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Feb 15 2020

la democrazia non si discute: si pratica! 15 02 2020

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LA DEMOCRAZIA NON SI DISCUTE: SI PRATICA !

E tutti i giornalisti, purché iscritti all’Ordine, ne sono il fondamento: i bilanci non contano!

La Stampa proclama due giorni di sciopero: il comunicato del comitato di redazione

L’assemblea dei redattori de La Stampa esprime la sua ferma contrarietà alla decisione della direzione e dell’azienda di trasferire otto colleghi dalla redazione di Roma a quella di Torino nell’ambito della riorganizzazione del lavoro in vista della partenza del “progetto digitale web first” fissata ai primi di marzo. La mancata comunicazione ai singoli, la mancanza di un confronto sulle problematiche personali e professionali, rappresentano un fatto unico nella storia di un giornale come La Stampa che ha messo sempre al centro della produzione del giornale i suoi giornalisti, le loro doti e capacità professionali e umane. L’azienda nell’incontro col Cdr ha ribadito di essere interessata a perseguire la strada dei prepensionamenti (il che vuol dire niente straordinari), di voler compensare tutte le domeniche pagandole solamente al 55% e più in generale di voler introdurre ulteriori misure per il contenimento dei costi, ipotesi più volte respinte dalla redazione. Per questi motivi l’assemblea, esprimendo solidarietà ai colleghi della redazione romana ed auspicando un cambiamento della linea e della strategia intrapresa da azienda e direzione con la consapevolezza che confronto e dialogo possano essere gli unici strumenti da utilizzare in un momento molto difficile per l’editoria e alla vigilia di un necessario cambiamento dell’organizzazione del lavoro che si annuncia complesso, respinge il piano prospettato dal direttore Maurizio Molinari proclamando con decorrenza immediata due giornate di sciopero nell’ambito di un pacchetto complessivo di cinque. Contestualmente, dalla giornata di domani, annuncia lo sciopero delle firme a tempo indeterminato sia sulla carta sia sul web.

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Feb 15 2020

i miracoli succedono ogni tanto 15 02 2020

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I MIRACOLI SUCCEDONO OGNI TANTO

L’ordinario ogni giorno; titolo in prima della Provincia fin che c’è, diretta da eccetera:

-Il miracolo della scienza All’ospedale di Cremona riattaccato un braccio a un 22enne Coinvolti sei reparti-

Francoforte 15 02 2020 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Feb 15 2020

qui cremona-cinquecentoquarantatre 15 02 2020

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QUI CREMONA – cinquecentoquarantatre

Ieri pubblicavo la nota di Coldiretti che inizia:

—Il via libera agli incentivi per i nuovi impianti di produzione di energia elettrica da biogas, biometano e digestato di potenza inferiore a 300 kW è un grande risultato ottenuto dalla Coldiretti. E’ quanto ha affermato il presidente Ettore Pandini in riferimento all’approvazione dell’emendamento al milleproroghe che riapre i bandi, nell’anno in corso, per l’ammissione agli incentivi per i nuovi piccoli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili—

Oggi leggo la newsletter 6 del 14 febbraio del sito Libera che fa:

—Confagricoltura esprime soddisfazione per la conferma, anche per il 2020, degli incentivi agli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza elettrica non superiore a 300 kW e facenti parte del ciclo produttivo di un’impresa agricola e di allevamento. Portiamo a casa un nostro grande risultato, che sottolinea l’importanza strategica delle bioenergie, un modello di sviluppo che mette al centro la sostenibilità, l’economia circolare e l’innovazione tecnologica— “Portiamo a casa un nostro grande risultato”: che il sito Libera, come la Provincia fin che c’è copia www.cremonaoggi.it, si metta a copiare le note dei Coldiretti? Welfare Cremona ci illumina sui femminicidi, che nascono, ancora una volta, dal fascismo, anche salviniano, che mai è cessato, almeno in Italia: —Razzismo e discriminazione sono la matrice di tante aggressioni e violenze fisiche o verbali di cui sono state e sono vittime migranti, ebrei, rom, persone senza fissa dimora, persone di diverso orientamento sessuale o di diversa scelta politica. In questo quadro maturano anche femminicidi, violenze, sessismi contro le donne e la loro libertà—

Il vescovo Napolioni ha deciso, la Tavola di Sant’Agata abbandona la Chiesa e si trasferisce al Museo Diocesano; ecco la nota di Michele De Crecchio su www.cremonaoggi.it:

—Come ho più volte proposto, assieme a molti altri, la copia “ben fatta” dovrebbe in realtà andare nel museo ed essere accompagnata da chiare indicazioni su come raggiungere l’originale nella chiesa di S. Agata. Solo in tale sito infatti la tavola può essere infatti pienamente compresa e ammirata, anche in immediata vicinanza ai meravigliosi affreschi che, in onore della stessa Santa, seppe realizzarvi Giulio Campi. La buona regola che le opere d’arte debbano essere conservate nel loro contesto storico è, ormai da due secoli, convinzione largamente condivisa. Stupisce pertanto che solo a Cremona non lo si voglia ricordare!—

La casa di Stradivari non è una notizia per la Provincia fin che c’è, lo è invece per Repubblica, giornaletto locale, che le dedica un articolo di mezza pagina. Come non sono una notizia, e qui capisco bene, gli sgraditi spostamenti di giornalisti in redazione. Lo è invece, perché pubblicata nell’edizione in carta, la litania del Bencivenga fin che appare che non desiste dalla polemica col sindaco di Crema, Stefania Bonaldi.

Francoforte 15 02 2020 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Feb 14 2020

la legge del più forte-millecinquecentocinque 14 02 2020

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – millecinquecentocinque

Trascrivo l’articolo di Mauro Mellini, decano dei combattenti, sull’Opinione delle Libertà, su cui sono totalmente d’accordo: più che la legge, conta l’applicazione che ne fanno i padroni della legge!

—Voglio ancora una volta rivolgere un augurio a Matteo Salvini perché sono convinto che l’imputazione che gli è stata fatta è una “cazzata” (“sequestro di persona mediante mancata accoglienza”). Ma per lo stesso motivo ritengo che degli auguri degli Italiani, Salvini abbia bisogno. Corre un gran brutto pericolo. Proprio perché è imputato di un “non reato”, o meglio, di un fatto che con il reato che gli è addebitato non ha nulla a che fare. Non si “sequestrano” le persone lasciandole fuori della porta di casa. Per non dire che questo. Perché molto altro ci sarebbe da aggiungere.

Non credo che la mia preparazione e capacità di giurista superi quella dei difensori, degli avvocati che Salvini avrà avuto modo di procurarsi. E non solo oggi, all’ultimo momento. Non riesco a spiegarmi, pertanto, perché Salvini, che per carattere non mi sembra portato ai minuetti, alle trappole in propria difesa, non abbia fino a questo momento buttato in faccia ai procuratori che hanno inventato ed adottato quella ridicola tesi del “sequestro di persona mediante mancata accoglienza” qualche pesante, ma non inopportuno, giudizio circa la loro utilizzazione (che anche per questo appare evidente) dell’uso alternativo della giustizia e delle boiate interpretative fatte in suo nome. Fatti suoi. Ma se l’assurdità della fattispecie di reati a lui contestati dovesse essere il motivo, comunque non disgiunto del suo ben noto carattere, per cui affronta veramente compiaciuto il processo che il “Partito dei magistrati” (che pure sembra che egli voglia ignorare), allora dovrei dire che si sbaglia di grosso. Un’imputazione balorda, impossibile, ridicola, come è quella del “sequestro” addebitato a Salvini, specie se addebitato con pertinacia e non per un momento di debolezza mentale di un “attaccapanni di una toga” è cosa che non comporta affatto l’impossibilità di una condanna e nemmeno la sua improbabilità. Se dei magistrati si sono gettati allo sbaraglio a sostenere quella sciocchezza, quella sciocchezza è diventata appartenente a tutto il Partito dei Magistrati e “punto d’onore” (!) del loro atteggiamento sulla questione. È avvenuto per altre non meno evidenti cazzate (pensavo al processo per la cosiddetta “Trattativa”, che, indipendentemente dalla realtà dei fatti, si fonda su un’ipotesi di reato non meno ridicola di quella a carico di Salvini). E da anni tiene occupati Tribunali e Corti, avvocati e giornalisti etc. etc.. Stia dunque attento Matteo Salvini. Non mi sembra persona da arroccarsi sulla infondatezza di una tesi giuridica, su di un errore, di cui egli sia vittima, di un suo avversario. Ma non spetta a me dargli consigli e pretendere che si adegui a quelli che vorrei dargli. Quello che forse più dovrebbe preoccuparci tutti è il fatto che questo “sequestro di persona mediante mancata accoglienza”, che dovrebbe far ridere anche le galline, venga preso sul serio come titolo di responsabilità penale dalla stampa, anche quella, non molto, ampia che a Salvini è favorevole. Non credo che improvvisamente si siano rincoglioniti tutti i giornalisti, così da non vedere ciò che è impossibile passi inosservato. Vedremo. Ma, ancora una volta, quando il Partito dei magistrati ricorre ad una prevaricazione, fa implicitamente violenza alla capacità dei propri componenti, per meglio colpire le sue vittime, c’è da stare poco allegri. Questo sequestro di persona così apertamente balordo è un’offesa per tutti i cittadini. Anche per noi. E un segnale di allarme.

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Feb 14 2020

mussolini vivente 14 02 2020

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MUSSOLINI VIVENTE

Il Comune di Salò, maggioranza per fortuna di destra, rifiuta di togliere la cittadinanza al Duce concessa ai tempi d’oro: la revoca, oggi, sarebbe anacronistica!

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