mag 20 2018

l’amico carletto 20 05 2018

Published by under costume,cronaca cremonese

L’AMICO CARLETTO
E’ Stefano Mauri, sul divertente blog cremasco (lo leggo tutti i giorni) Sussurrandom. Però se Forza Italia non provvede a una robusta cura ricostituente……
–Tra un sincero elogio a Matteo Salvini, leader maximo del centrodestra, ma non ditelo a Berlusconi, e un attacco in grande stile a Luigino Di Maio, Carlo Malvezzi, non eletto (nonostante una valanga di voti) in Regione all’ultima tornata elettorale (ah certe leggi complicate), ecco è così ritornato, sul social Facebook alla politica attiva e arrembante.
Gradirebbe le elezioni a ottobre (con annessa candidatura?) Carlo Malvezzi e … mah, vuoi vedere che tutti i torti non ha? O no?

No responses yet

mag 20 2018

grati all’anpi, 20 05 2018

GRATI ALL’ANPI,
perché ogni tanto ci ricordano a cosa servono! da Repubblica:
–Pietra dello scandalo una fotografia postata su Facebook che ritrae la vicesindaca di San Giovanni Rotondo, Nunzia Canistro, ai fornelli mentre indossa un grembiule da cucina con l’effige di Benito Mussolini. La foto è stata prontamente rimossa, ma ciononostante sta facendo il giro del web suscitando sdegno e indignazione. A cominciare dall’Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia – di San Giovanni Rotondo che, in un comunicato, chiede le dimissioni. “Riteniamo questo episodio grave e chiediamo che non passi come se si trattasse di un banale episodio privo di significato. Nunzia Canistro è la vicesindaca della città voluta direttamente dal sindaco, Costanzo Cascavilla, rappresenta le istituzioni e tutti i cittadini. Chiediamo le dimissioni della vicesindaca ‘nostalgica’, perché incompatibile con l’esercizio di un ruolo istituzionale”.

No responses yet

mag 20 2018

oggi a iori, domani a te 20 05 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

No responses yet

mag 19 2018

la legge del più forte-ottocentottantuno 19 05 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOTTANTUNO Dal Dubbio, Simona Musco; prima dell’articolo, i punti salienti, da meditare bene, ma dopo la meditazione: procuratori e giudici del primo processo, visto il parere generale che non è l’ambiguo “errore giudiziario” ma: precisa volontà di fare quel che han fatto, han subito sanzioni, anche la più semplice: non farlo più?.
-Il rapporto tra toghe e stampa, i magistrati innamorati delle proprie tesi, anche a costo della verità,
-Arrestato senza prove, condannato in primo grado con una sentenza ridicola e con i giornalisti che brindavano, esposto a un linciaggio mediatico e giudiziario senza precedenti.
-Quanto accaduto a Tortora – questo l’allarme – potrebbe accadere di nuovo e a chiunque, specie in una società in cui la costruzione del mostro conosce strumenti nuovi e dove la presunzione d’innocenza è un diritto «non tutelato».
-A rappresentare la magistratura c’era Giovanni Salvi, procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, che ha sollevato dubbi sui magistrati del caso Tortora, a partire dalla capacità «di resistere alla tentazione di forzare la norma per raggiungere l’obiettivo che si ritiene giusto. È una grande tentazione del pubblico ministero».
-Come ad esempio, ascoltare pentiti che, dopo anni, cambiano versione, senza chiedersi come mai o avere la pretesa di presentarsi come “cavalieri solitari”,
-che ha ricordato la vittoria nel 1987 del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, «tradita l’anno successivo con il voto sulla legge Vassalli, pochi giorni dopo la morte di Tortora.
-tanto da parlare di un momento anche peggiore rispetto a 30 anni fa, frutto del mancato rispetto delle regole del sistema da parte del sistema stesso.
—«Essere garantisti è un obbligo costituzionale, anche quando va poco di moda come oggi. Noi dobbiamo combattere questa battaglia culturale. Nel nome di Enzo Tortora e di quelli come lui, massacrati mediaticamente pur non avendo commesso alcun reato. Per la giustizia, contro il giustizialismo». Matteo Renzi sceglie i trent’anni dalla morte di Enzo Tortora per piantare la bandiera del garantismo. E non può essere un caso che il vessillo issato dall’ex premier dem sventoli nelle ore in cui Lega e 5Stelle siglano un contratto di governo decisamente poco garantista. E nelle stesse ore, dalla Valle d’Aosta, arriva anche la bordata di Silvio Berlusconi che chiude l’alleanza con Salvini perché, dice, «siamo proprio nella direzione più giustizialista possibile. Ho cominciato a vedere quello che viene chiamato il contratto definitivo – ha detto – e la preoccupazione è molto forte molto profonda perché ci sono molti punti all’opposto del nostro contratto del centrodestra, a partire dalla giustizia». Il rapporto tra toghe e stampa, i magistrati innamorati delle proprie tesi, anche a costo della verità, gli aspiranti eroi, che sacrificano la speranza, e una battaglia che oggi la politica rischia di rendere vana. A 30 anni dalla scomparsa di Enzo Tortora e a due da quella di Marco Pannella, il dibattito sulla giustizia giusta è tutt’altro che esaurito. Rischiando di fare un balzo indietro, come se il sacrificio del conduttore televisivo, finito in carcere per colpa di accuse infondate e infamanti, fosse stato vano. Di questi temi si è discusso ieri nella Sala degli atti parlamentari del Senato, con il dibattito “Caso Tortora. Caso Italia”, organizzato dalla Fondazione internazionale per la giustizia “Enzo Tortora” e dall’Unione delle Camere penali italiane. Un dramma personale, ha evidenziato Gianfranco Spadaccia, già segretario del Partito radicale, diventato una grande questione politica e sociale. Tante, ieri, le persone che lo hanno ricordato. A partire da Matteo Renzi, che sulla sua pagina Facebook ha rievocato la vicenda. Tortora «era divenuto – suo malgrado – il simbolo di una giustizia vergognosa. Arrestato senza prove, condannato in primo grado con una sentenza ridicola e con i giornalisti che brindavano, esposto a un linciaggio mediatico e giudiziario senza precedenti. Poi finalmente riconosciuto come totalmente estraneo, totalmente innocente. Quando, da premier, ho firmato la legge sulla responsabilità civile dei magistrati ho pensato a lui, alla sua storia. Ma sono certo che non basti una legge – scrive Renzi –. Tra le tante battaglie culturali che ci aspettano – nell’Italia del 2018 – c’è anche quella per difendere la giustizia vera, dalle semplificazioni dei talk show, dei social, dei protagonismi. La giustizia non è mai giustizialismo. Non è mai show. Non è mai linciaggio mediatico. Essere garantisti è un obbligo costituzionale, anche quando va poco di moda come oggi. Noi dobbiamo combattere questa battaglia culturale. Nel nome di Enzo Tortora e di quelli come lui, massacrati mediaticamente pur non avendo commesso alcun reato. Per la giustizia, contro il giustizialismo». Giustizia, quella richiamata dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ricordando il debito di riconoscenza dell’Italia nei confronti di Marco Pannella, ha evidenziato la necessità di riformarla. Quanto accaduto a Tortora – questo l’allarme – potrebbe accadere di nuovo e a chiunque, specie in una società in cui la costruzione del mostro conosce strumenti nuovi e dove la presunzione d’innocenza è un diritto «non tutelato». Complici anche i giornalisti, il cui lavoro spesso «si intreccia con quello dei magistrati». A rappresentare la magistratura c’era Giovanni Salvi, procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, che ha sollevato dubbi sui magistrati del caso Tortora, a partire dalla capacità «di resistere alla tentazione di forzare la norma per raggiungere l’obiettivo che si ritiene giusto. È una grande tentazione del pubblico ministero». Una vicenda emblematica anche per i rapporti con i media: giusto mettere la gente nelle condizioni di capire, ma «bisogna evitare di costruire il circuito di retribuzione reciproca. A mio parere, al momento, questo è il rischio maggiore». Così ha messo in guardia i colleghi dalla possibilità di «ripetere degli errori». Come ad esempio, ascoltare pentiti che, dopo anni, cambiano versione, senza chiedersi come mai o avere la pretesa di presentarsi come “cavalieri solitari”, dando un’immagine «disperante» della lotta alla criminalità. Salvi ha poi teso la mano all’avvocatura, dicendo finito il tempo delle barricate, in passato motivate anche dall’aver scambiato «la difesa dell’autonomia con la difesa dei privilegi». Pericolo che ancora esiste, ma superabile col dialogo. Ma le responsabilità sono anche politiche. E le prospettive future tradiscono l’urgenza di rispolverare la questione giustizia per rimaneggiarla nel profondo. L’allarme lo lancia Beniamino Migliucci, presidente dell’Unione delle Camere penali italiane, che ha criticato il contratto di governo di Lega e Cinque Stelle. «Ci sono parallelismi inquietanti con quel periodo, quando vigeva il processo accusatorio», una prova di come il caso Tortora rappresenti, in realtà, il caso Italia. «Sono circa mille all’anno i casi accertati di ingiusta detenzione», ha evidenziato, con una spesa di quasi 650 milioni dal 1992. Le soluzioni ci sarebbero: basterebbe applicare «il principio della presunzione di innocenza» e della raccolta della prova nel contraddittorio in dibattimento. La malattia del sistema giustizia è però un lascito di 35 anni di politica, secondo Rita Bernardini, coordinatrice della presidenza del Partito radicale, che ha ricordato la vittoria nel 1987 del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, «tradita l’anno successivo con il voto sulla legge Vassalli, pochi giorni dopo la morte di Tortora. La politica – sostiene Bernardini – ebbe paura». Un’ignavia che oggi avrebbe condotto ad un programma di governo che preoccupa anche Gian Domenico Caiazza, avvocato, segretario della Fondazione “Enzo Tortora”, tanto da parlare di un momento anche peggiore rispetto a 30 anni fa, frutto del mancato rispetto delle regole del sistema da parte del sistema stesso. E quando accade, ha evidenziato, il risultato non può che essere una tragedia che rende debole la giustizia. «Noi vogliamo difenderne la credibilità, non parteggiamo per l’imputato contro l’accusatore – ha spiegato –. Il garante che noi invochiamo è il giudice, che deve essere indifferente alle ipotesi accusatorie e difensive». Da qui l’appello ad unire la forze con la magistratura, quella «che ha a cuore le coordinate fondamentali della Costituzione», dato sul quale misurarsi. Stessi timori condivisi dalla senatrice Emma Bonino, che ha paventato il rischio di un «populismo penale» fatto di più pene, più manette e più carceri. «Questo ci deve portare a reagire – ha concluso –. Dobbiamo aprire una stagione di resistenza».

No responses yet

mag 19 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentottantuno 19 05 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTOTTANTUNO
–Sono in vista alcuni importanti impegni che CremonaFiere dovrà affrontare. E’ necessario trovare aggregazioni con l’ingresso di nuovi soci per poi procedere alla ricapitalizzazione della società. Proprio per questo scopo è stato modificato lo statuto–
E’ la Provincia fin che c’è di oggi che parte dalla prima pagina, con la scusa della nomina del presidente, per spiegare alla 41 quello che nell’interesse del Sistema di cui è portavoce dovrebbe tacere: la Fiera prima di un presidente ha bisogno urgentissimo di soldi, da qualsiasi parte arrivino. Per via che è stata amministrata tanto bene.
Del resto e dai e dai, io ho avuto gran parte del merito nel passar le notizie, oggi a Cremona tanti, Sistema o non, si rendono conto della realtà vera della Fiera, che non è una delle pochissime d’Italia a reggersi bene e con le proprie forze, ma è sull’orlo del collasso, come finalmente ammette Enrico Manfredini di Fare Nuova la Città:
–C’è bisogno di visione, c’è bisogno di progetti ambiziosi, c’è necessità di fare alleanze per costruire un futuro più solido. La modifica dello Statuto che ha visto gli enti pubblici protagonisti di un’azione incisiva ha questa motivazione: favorire con rapidità e efficienza alleanze e ricapitalizzazione. Insomma, è necessario anteporre gli interessi comuni a quelli di parte, avere un progetto ed una visione comune!! Non ci sono altre strade. Il grande rischio è quello di difendere interessi di categoria che hanno il fiato corto e l’orizzonte limitato–
Un blog come il mio può usare il linguaggio che preferisce, un Fare Nuova la Città certamente no, ma la lista civica del sindaco dice con chiarezza ciò che scrivo da tempo che, usando le mie parole, è: per Cremona val di più l’avvenire della Fiera che la poltrona di Pivantonio!
Se il dottor Pivantonio ha ancora delle ambizioni, le realizzi in Libera, associazione privata condotta negli ultimi anni con metodi molto privati…….
Lega e 5Stelle in Galleria, scrive www.cremonaoggi.it; mi fa particolarmente piacere il successo di pubblico degli amici della Lega:
–“Questa mattina almeno 400 persone sono venute a farci visita al gazebo per sottoscrivere il contratto di governo”, commenta il segretario cittadino della Lega Pietro Burgazzi, presente in Galleria insieme ai militanti e al capogruppo in consiglio comunale Alessandro Carpani. Entrambi guardano con favore al sempre più vicino governo 5Stelle – Lega, seppure – suggerisce Carpani – con la consapevolezza dei rischi per Salvini e i suoi, in caso di fallimento dell’accordo. Per la stragrande maggioranza le risposte al quesito ‘contratto sì o ‘no’ sono state positive, con solo una manciata di voti contrari. Nello stesso contesto, sono state raccolte anche le firme per l’indizione del referendum strada sud, 150 quelle arrivate in mattinata. Domani, domenica 20 maggio, si replica dalle 9 alle 12.30.

Crema 19 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 19 2018

dopo l’ultima rivelazione 19 05 2018

DOPO L’ULTIMA RIVELAZIONE
del boss mafioso Giuseppe Graviano, all’ergastolo, direttamente a Fiammetta Borsellino, figlia del giudice: “nei primi anni 90 io e mio fratello Filippo (ergastolo anche lui) frequentavamo Berlusconi a Milano”, che deve fare Berlusconi? una sola cosa, presentarsi al procuratore Di Matteo e confessare tutto!

Crema 19 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 19 2018

#StopCiboFalso

Published by under golosità

#StopCiboFalso: in primo piano la tutela del vero Made in Italy
Coldiretti Cremona alla “Tre giorni in piazza” di Pizzighettone
Difesa, promozione e valorizzazione del vero Made in Cremona e del vero Made in Italy sono al centro della presenza di Coldiretti Cremona alla trentesima edizione della “Tre giorni in piazza” di Pizzighettone, tradizionale kermesse che si è aperta ieri presso le casematte della cerchia muraria, per proseguire fino a domani sera. Come sempre avviene, lo stand di Coldiretti è punto d’incontro fra agricoltori, rappresentanti delle istituzioni, cittadini. “Le imprenditrici agricole, i giovani agricoltori e l’associazione pensionati sono in prima linea nell’incontro con le famiglie del territorio. Anche attraverso la proposta di degustazioni dei tesori agroalimentari del nostro territorio, torniamo a sottolineare l’importanza di scegliere prodotti autenticamente italiani, garantiti dai produttori, e di pretendere che l’origine degli alimenti sia sempre espressa con chiarezza in etichetta, per tutti i cibi” evidenziano gli agricoltori presenti allo stand. Nel corso della ‘tre giorni’ a Pizzighettone prosegue la raccolta firme sulla petizione #stopcibofalso contro gli inganni del falso Made in Italy, la mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e difendere l’agricoltura italiana, bloccando le speculazioni e proteggendo salute ed economia. L’iniziativa lanciata da Coldiretti, rivolta al Presidente del Parlamento Europeo, chiede di estendere a livello europeo l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti, dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso.

No responses yet

mag 19 2018

orango no, razzista sì 19 05 2018

ORANGO NO, RAZZISTA SI’
Dal Giornale; Calderoli va a processo per una battuta pesante, ma una battuta e basta; la Kyenge si permette di dire che la Lega è un partito razzista, ma è un regolare diritto di critica; The Guardian, che si definisce “principale voce liberal del mondo”, è stampato ben sopra la Manica, quindi nulla di strano veda un partito popolare come la Lega di “estrema destra”. Infine credo sia vero che la gente è infastidita dalla Kyenge (anch’io), ma non per il colore della sua pelle: provi a parlare di meno e a non fare sempre la vittima, e se il suo cane caga per strada e un vicino stizzito le butta in giardino la cacca che lei non raccoglie, non inventi la scusa di non essersene accorta!
—Cecile Kyenge si dice preoccupata del governo che (forse) verrà, quello tra Movimento Cinque Stelle e Lega. E ad allarmare l’ex ministro per l’Integrazione sono soprattutto i contraenti leghisti del patto. Il motivo? Sempre lo stesso: “Molti membri della Lega – dice la Kyenge – accettano di essere razzisti”.
Non si spegne dunque la polemica che ormai da anni intercorre tra l’eurodeputata del Pd e il Carroccio. Il primo ministro nero del governo italiano – scrive il ‘Guardian’ – è preoccupato del fatto che la Lega, partito di estrema destra, possa entrare a fare parte del governo alla luce anche dei piani di voler costruire nuovi centri di detenzione in tutto il Paese. Preoccupazione che deriva da fatto che, appunto, i leghisti “accettano di essere razzisti”. “E’ molto difficile per me vedere un partito che accetta di essere razzista gestire la legge, che dovrebbe proteggere tutta la comunità”, aggiunge la deputata a Bruxelles. Il quotidiano britannico, nel pezzo dedicato all’ex ministro, non si esime dal ricordare che da tempo l’onorevole vive sotto scorta a causa delle minacce. Odio contro la sua persona che la Kyenge aveva rinvenuto anche nell’ormai famoso caso delle feci di cane rinvenute sul cancello e sulle pareti di casa. “La gente vuole attaccarmi a causa del colore della mia pelle – conclude l’eurodeputata – e molti di questi sono politici ed è molto triste perché i politici dovrebbero dare un esempio”.

No responses yet

mag 19 2018

sceneggiate napoletane 19 05 2018

SCENEGGIATE NAPOLETANE Dal Giornale; i due vorranno togliere spazio alle proteste contro la Juve! —A scatenare la polemica sono le dichiarazioni del governatore della Campania, a causa di un audio pubblicato in esclusiva dal Mattino in cui si sente De Luca dire che il sindaco di Napoli andrebbe “sequestrato” e che bisognerebbe sputargli in faccia”. “Questo è un mentitore nato – dice riferendosi a De Magistris, ma senza nominarlo – piglia e scarica sulla Regione, ma come cazzo si può immaginare che la Regione debba occuparsi degli Lsu che lavorano al Comune di Napoli? Ma non è possibile. Voi li dovete sequestrare, gli dovete sputare in faccia”………. Dura anche la reazione del sindaco Luigi De Magistris: “Ci troviamo di fronte a una persona che ha una carica di violenza istituzionale pericolosa”, ha detto il primo cittadino di Napoli commentando l’audio attribuito a De Luca. “Ho letto e ascoltato quello che avete letto e ascoltato voi, cosa dovrei commentare? È una persona fuori controllo e quelle dichiarazioni hanno solo una valenza, che è quella giudiziaria”

No responses yet

mag 19 2018

i grandi lambrusco paltrinieri su tutto 19 05 2018

Published by under golosità

I GRANDI LAMBRUSCO PALTRINIERI SU TUTTO!

Venerdì primo giugno
dalle ore 19 -Sorbara Mia
Rosso Rubino XIIIa edizione
All’interno della rassegna Rosso Rubino-Lambrusco Wine Festival organizzata ogni anno dal Comune di Bomporto, presentiamo per il 01 Giugno la serata dal titolo Sorbara Mia: quest’anno il tema che abbiamo scelto – dal menù all’intrattenimento musicale – è la Romagna.
Programma della serata:
dalle ore 19 visite guidate alla cantina
dalle ore 20.30 degustazioni gastronomiche in collaborazione con Bellucci Pescheria e Gastronomia e Pasticceria Pamela:
Piadina
Cartoccio di Pesce fritto
Bombolone alla crema
Intrattenimento musicale a cura del gruppo Scaricatori di Portico, direttamente dalla Romagna
Partner della serata: ONAV sezione di Modena e Pentabevande
Madrina dell’evento: Letizia Valletta Casadei della Casadei Sonora Edizioni Muisicali
Costo della serata: € 15
Ingresso senza prenotazione
Per maggiori informazioni:
059 902047 – info@cantinapaltrinieri.it

No responses yet

« Prev - Next »