dic 17 2017

la quintessenza della cremonesità-quattrocentoquattro 17 12 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – QUATTROCENTOQUATTRO
C’entra niente con Cremona, decido di pranzare con un Da Sul 2008, il resto è contorno, stappo la bottiglia un paio d’ore prima e verso il bevendo in un bicchiere vasto, molto vasto, e mentre scrivo il profumo invade la stanza, e non sto a raccontare il dopo; l’artista è uno dei miei preferiti, Paolo Laiolo Reginin, il vitigno è la grande e umile barbera, le vigne in Vinchio d’Asti, un nome che fa fremere chi sa di vini. Cremona, non so che avessero in corpo, ma www.cremonaoggi.it e la Provincia fin che c’è son concordi, tre patenti ritirate stanotte, tutte vicine a 1,40 d’alcol malposto, siamo ancora lontani dai record, nessuno dei tre era giornalista!
Sempre la Provincia fin che c’è, dalla prima a pagina 9:
–Palazzo Fodri polo della musica e del restauro: sono stati inaugurati ieri i nuovi laboratori del corso di laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali dell’Università degli studi di Pavia eccetera–
In perfetto stile Sistema Cremona nessuno dei “notabili” intervenuti, a partire dal sindaco Cilecca, ricorda mai quando la Provincia fin che c’è, con 130 pezzi di vario genere, per anni, attaccava il galantuomo Umberto Lonardi, reo d’aver comprato per la Fondazione Città di Cremona il Palazzo, che oggi ospita l’unica facoltà del genere in Italia. Del resto, a proposito dei 130 pezzi, che altro aspettarsi da uno che, oggi, scrive “figlio di Tommaso (suo padre) e di Giuseppina (sua madre)”……
Aspettare che inanelli altri record, col consenso dell’editore che l’ha in carico da dieci anni e non si chiede perché le vendite del giornale calino di mese in mese; forse anche gli 11 undici consiglieri d’amministrazione (quale amministrazione?) son convinti d’aver lettori tanto scadenti da dover spiegare che Tommaso è il padre eccetera.
Chiusa per sette giorni anche la Centrale del Latte: rissa dentro e rissa fuori; i litiganti quanti giorni son rimasti “chiusi”? Se io gestore chiamo la Polizia, prima che arrivi la rissa è finita; se intervengo di persona, non so che succede.
Domani finalmente un consiglio in Fiera che potrebbe essere decisivo, se chi deve parlare, altrimenti non sieda lì, parla; ma credo sappiamo tutti come andrà a finire.
Da www.cremonaoggi.it:
–E’ atteso per domenica 17 dicembre il tanto atteso appuntamento con le votazioni per l’elezione della Consulta comunale delle cittadine e dei cittadini stranieri non comunitari e apolidi residenti nel Comune di Cremona…… Possono votare…… iscritti all’anagrafe dei residenti nel Comune di Cremona. Gli aventi diritto, che sono 4763 (di cui 2580 elettori e 2183 elettrici), per poter votare dovranno presentare un documento di identità in corso di validità e un regolare titolo di soggiorno– Non comunitari e apolidi 4763, più i minori, più i comunitari, e contando solo quelli in regola: contandoli tutti, quanti stranieri vivono a Cremona? E non è domanda oziosa o polemica, l’integrazione va bene, ma arrivati ai grandi numeri non è mai possibile……

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dic 17 2017

finalmente ci riprova! 17 12 2017

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FINALMENTE CI RIPROVA! Agazzi e Beretta siedono, finalmente! ai lati di Laura Zanibelli, rientrata da qualche mese all’ovile di Forza Italia; parlano, finalmente! contro la Giunta Bonaldi ma, alla fine! L’Inviato Quotidiano dei fratelli Salini, dopo un mese di tolleranza, trova che Agazzi ce l’ha sempre con loro. —Critici e determinati i consiglieri di Forza Italia bocciano il bilancio previsionale 2018, convinti del fatto che sia il riflesso delle linee programmatiche di una Giunta in larga parte riconfermata. «La conferma di questa Amministrazione – spiega Antonio Agazzi – non deriva da meriti particolari del Sindaco, ma da demeriti degli schieramenti competitivi». Non mancano, insomma, le consuete stoccate ai colleghi di minoranza. «Il documento – prosegue Agazzi – è sintomo di una continuità non virtuosa, né assoluta». Emergono, infatti, secondo il consigliere comunale, profili di differenza allo scopo di favorire una riappacificazione con l’ala più moderata della città. Sembrano passate di moda le diatribe legate all’insediamento di un centro islamico e all’integrazione, che avevano reso la Bonaldi invisa a buona parte dei cremaschi, anche se, come fa notare Agazzi, «la questua molesta al mercato continua ad essere un problema invisibile agli occhi del Primo Cittadino».
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dic 17 2017

il regno del male 17 12 2017

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IL REGNO DEL MALE
Ecco tale Piero Ignazi, ordinario di Politica comparata, naturalmente su Repubblica, il giornale degli italiani colti e intelligenti:
—Non è la prima volta che Silvio Berlusconi parla del fascismo in termini accondiscendenti. Anzi, è una costante fin dalla sua discesa in campo. Per lui, il vero nemico è sempre stato il comunismo, non certo il fascismo. Il cavaliere dipinge ancora oggi il regime mussoliniano con le tinte edulcorate e mistificatorie proprie della propaganda qualunquista e filo-nostalgica degli anni ’50.

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dic 17 2017

come non si fa polemica 17 12 2017

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COME NON SI FA POLEMICA
E nemmeno si riesce a costruire il nemico come lo vorremmo; Repubblica e il Fatto Quotidiano son lì a insegnarci, ogni giorno, ma noi di destra non la vogliamo capire, più che pettegolezzo alla “si è messo le dita nel naso” non sappiamo; credere di una lettera che il ministro firma senza nemmeno leggerla sia un cavallo di Troia per noi…. Stavolta è il Giornale: —Questa volta però il ministro dell’Istruzione casca proprio là dove chi ricopre il suo incarico non dovrebbe mai cascare. In una lettera scritta oggi al Corriere della Sera, la Fedeli ha clamorosamente sbagliato un congiuntivo con un errore da scuole elementari. Si legge testualmente nella lettera vergata dalla titolare del Miur: “A proposito di costante aggiornamento, sarebbe opportuno che lo studio della Storia non si fermasse tra le pareti delle aule scolastiche ma prosegua anche lungo i percorsi professionali.” Un proposito certamente lodevole, che però non è stato espresso nel rispetto delle regole del corretto italiano. Al posto di prosegua, il ministro avrebbe dovuto scrivere proseguisse, congiuntivo imperfetto peraltro concordato con fermasse. L’errore non è però sfuggito all’occhio vigile del web che subito ha punzecchiato la Fedeli, già finito nell’occhio del ciclone poco meno di un anno fa, quando si era scoperto che, contrariamente a quanto affermato nel proprio sito personale, non si era mai laureata.

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dic 17 2017

il nostro futuro premier 17 12 2017

IL NOSTRO FUTURO PREMIER
Sul blog del Maestro può scrivere ciò che vuole, il Di Maio Luigi, perfino la descrizione di un nuovo finanziamento illecito, che naturalmente riguarda solo, tutti!gli altri……
—Il sistema ha girato a meraviglia per anni. Le banche, spesso gestite da uomini vicini ai partiti, erogavano finanziamenti privi di adeguate garanzie a pochi imprenditori di grossa taglia, i partiti chiudevano un occhio e ricevevano in cambio il sostegno mediatico ed economico degli stessi imprenditori privilegiati. Il caso di MPS, la banca del Pd, è emblematico: tra i grandi debitori dell’istituto troviamo naturalmente De Benedetti, con i 600 milioni di euro prestati a Sorgenia e in gran parte non restituiti, e anche le coop rosse, rappresentate dall’Unieco di Reggio Emilia, oltre a decine di grandi imprenditori che non restituiranno mai quanto hanno ricevuto.

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dic 17 2017

il pantheon e l’ultimo re 17 12 2017

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IL PANTHEON E L’ULTIMO RE
Da italiano, più che del rifiuto di Mattarella, io mi preoccuperei del fastidio dei Savoia “giusti”.

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dic 17 2017

per non confondere i generi, 17 12 2017

PER NON CONFONDERE I GENERI,
visti i tempi un po’ confusi, il Pennadoro si burocratizza. La Provincia fin che c’è di oggi, pagina 39, Cucina&Sapori, presenta il cuoco:
–è di Sergnano, provincia di Cremona, classe 1980, figlio di Tommaso (suo padre) e Giuseppina (sua madre) entrambi amanti della cucina.

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dic 17 2017

indiana jones trova conferma all’espresso! uno 17 12 2017

INDIANA JONES TROVA CONFERMA ALL’ESPRESSO! uno

PIVA, ENPAIA E L’ESPRESSO
L’ENPAIA – Ente Nazionale di Previdenza per gli addetti e impiegati agricoli con sede in Roma, presieduta da Antonio Piva dal 2014, è finito su L’ESPRESSO del 10 dicembre 2017.
Si rammenta che avevamo già trattato di ENPAIA e anticipato le considerazioni che ora vengono riprese da L’ESPRESSO che titola “PREVIDENZA soldi a rischio – CHI SI GIOCA LA TUA PENSIONE – Avevano promesso trasparenza. Invece i signori della gestione privata continuano a governare 80 miliardi di euro senza controlli”.
L’articolo prende in esame la situazione di 18 Casse di Previdenza private, tra le quali ENPAIA, riportando dati presi dai Bilanci 2016.
I rendimenti sono indicati per ENPAIA in 1,38% per quello immobiliare e 2,8% per quello finanziario su un patrimonio di € 1,88 miliardi.
L’analisi dei rendimenti negli ultimi quattro anni è la seguente:
- IMMOBILIARE – nel 2013 pari a 2,82%, nel 2014 pari all’1,66%, nel 2015 pari all’1,52%, nel 2016 pari all’1,38%. Si evince chiaramente la costante flessione dei rendimenti e l’anno 2016 evidenzia il peggior risultato di gestione, nonostante gli evidenti segni di ripresa del mercato immobiliare (in particolare a Roma). – FINANZIARIO – nel 2013 pari al 4,78% nel 2014 pari al 3,29%, nel 2015 pari al 3% e nel 2016 pari al 2,8%. Anche in questo caso è evidente la costante flessione dei rendimenti, nonostante il ricorso a investimenti di rischio, confermando il peggior risultato di gestione nel 2016.
Dall’arrivo di Antonio Piva, ma senz’altro è una coincidenza, rendimenti in calo!
Occorre rammentare che ENPAIA ha perso ben 45 milioni di euro su titoli LEHMAN BROTHERS e da allora ha proseguito ancora con investimenti finanziari a rischio, certamente poco consoni per un Istituto di Previdenza.
Nell’articolo viene sottolineata l’esigenza di fissare regole chiare che dovrebbero impedire a tali Istituti di sprecare i quattrini versati dai lavoratori, bruciandoli in investimenti opachi o sconsiderati. La proposta di adottare un Regolamento era prevista da una Legge del 2011 (Governo Berlusconi), varata quando stavano emergendo le ingenti perdite accusate dalle Casse Previdenziali, tra le quali ENPAIA, con il fallimento della regina dei titoli tossici – la Banca Americana LEHMAN BROTHERS. Anche il Governo Renzi nel 2014 aveva messo mano a tale Regolamento, ma da allora non si è mosso più nulla. L’urgenza di tale riforma era stata già commentata nel precedente articolo, considerando che se una Cassa di Previdenza và a rotoli il costo ricade sulla collettività (già successo con INPDAI poi confluita nell’INPS).
L’Associazione delle Casse Previdenziali ADEPP nel 2016 aveva condotto una trattativa per convogliare 500 milioni di euro nel Fondo Atlante II che avrebbe dovuto contribuire al salvataggio del Monte dei Paschi di Siena. L’intervento era certamente ben visto dal Governo Renzi, che faticava a trovare una soluzione alla crisi dell’Istituto toscano, ma non andò in porto anche perché diverse Casse decisero di non aderire. Questo per rimarcare l’interesse della politica al patrimonio delle Casse che ammonta a 80 miliardi di euro in totale.
Altro argomento bollente è quello del “mattone”, uno degli investimenti più tradizionali.
La Legge del 2011 prevedeva un limite del 20% agli investimenti immobiliari per le Casse di Previdenza e rappresentava un vero e proprio terremoto per le abitudini gestionali di tali soggetti. Rientrare nel limite del 20% avrebbe voluto dire far piazza pulita di gran parte di questi investimenti, magari lasciando emergere perdite dovute ai valori troppo elevati con cui molti immobili sono iscritti a Bilancio. Le Casse hanno chiesto tempo e di elevare il limite al 30%. Nel frattempo le Casse hanno iniziato a cedere parte del patrimonio immobiliare.
Nel caso di ENPAIA si rammenta che gli immobili non sono stati ammortizzati come prassi e dunque sussiste la possibilità che il patrimonio iscritto (circa € 370 milioni) non corrisponda al valore di mercato. Difatti il piano di vendita approvato dal Consiglio di Amministrazione per il 2016-2018 non è decollato, tanto che era stata preventivata nell’anno 2016 una entrata di € 11,7 milioni che è stata annullata.
Lo squilibrio gestionale di ENPAIA è stato anch’esso già rimarcato nel precedente articolo, segnalato dal Collegio Sindacale e ripreso dalla Corte dei Conti nell’ultima relazione al Parlamento Italiano e si traduce es. nel Bilancio 2016 in:
- Riscossione contributi e proventi immobiliari/finanziari € 183.336.000
- Prestazioni erogate, costi di funzionamento, accantonamenti e oneri di gestione € 215.350.000
con uno “squilibrio gestionale” tra valore e costi della Produzione di € 32.013.000 che si ritrova anche negli esercizi precedenti. Questo è il principale nodo che ENPAIA deve affrontare per tutelare il patrimonio degli iscritti, oltre a dare corso alla vendita di gran parte degli immobili, la graduale dismissione dei titoli a rischio e la riduzione dei costi di patrimonio oggi veramente elevati.

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dic 17 2017

oggi a iori, domani a te 17 12 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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dic 16 2017

la legge del più forte-settecentotrenta 16 12 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOTRENTA
Dei due fatti qui sotto, entrambi presi da Repubblica, col quale preferireste discutere con Davigo Piercamillo, tema: il giudice italiano o della quasi perfezione?
Come vedete, cari lettori, oggi vi lascio in pace: nulla dei processi Iori e delle sfere di cristallo. Ricomincerò domani.
—Ma il caso che ha fatto finire Bellomo nella bufera non sembra isolato: altre quattro-cinque ragazze, tutte borsiste del corso ‘Diritto e scienza’, ha riferito in aula Fresa, hanno testimoniato nel procedimento disciplinare a carico di Bellomo. Tutte hanno avuto con lui una relazione. E quando tentavano di troncare, entrava in gioco Nalin: come “sensale di relazioni sessuali” e con il compito di “riportare le ragazze all’ovile”. Un comportamento “incompatibile” con le funzioni di magistrato.
Non ci sono elementi per la sospensione, ha sostenuto invece il difensore di Nalin, il magistrato in pensione Franco Morozzo Della Rocca: al di là della mancanza di riscontri alle dichiarazioni delle studentesse, i fatti contestati sarebbero avvenuti a Bari e a Piacenza e dunque non c’è ragione perché il pm non possa più svolgere le sue funzioni a Rovigo. La decisione della sezione disciplinare dovrebbe arrivare entro lunedì 18 dicembre.—
—Vizi macroscopici nella procedura di vendita” e “gravi falsità nella perizia”. Non usa mezzi termini il gip di Roma nell’ordinanza con la quale dispone l’interdizione per un anno per il giudice di Tempio Pausania, Alessandro Di Giacomo, e per il suo consulente, l’ingegnere Ermanno Giua, accusati a vario titolo di falso, abuso d’ufficio e turbativa d’asta.
La storia è quella di una villa mozzafiato affacciata sul mare di Baja Sardinia, appartenuta a un noto imprenditore locale. L’immobile, secondo l’accusa, sarebbe stato aggiudicato all’asta a due magistrati per un prezzo decisamente inferiore al suo valore reale. Un affare che, se andato in porto, avrebbe permesso alle due toghe, Chiara Mazzaroppi, figlia dell’ex presidente del tribunale Francesco, e al suo convivente, Andrea Schirra, una speculazione edilizia. La villa, pagata 440mila euro, avrebbe potuto essere ristrutturata e rivenduta a circa 2milioni. Non a caso il procuratore aggiunto di Roma, Paolo Ielo e il sostituto Stefano Fava, hanno iscritto anche gli altri tre giudici nel registro degli indagati—

Cremona 16 12 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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