Mar 30 2020

la legge del più forte-millecinquecentocinquanta 30 03 2020

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLECINQUECENTOCINQUANTA Da l’Opinione delle Libertà un altro incredibile caso di mala giurisdizione che, riguardando un editore di giornali, tocca anche la libertà di espressione del pensiero; pezzo tutto da leggere e rileggere con molta attenzione. —La Corte d’Appello di Catania, tre giorni or sono, ha annullato il provvedimento, reso nel 2018, con il quale il Tribunale aveva disposto la confisca, per pericolosità sociale, di tutto il patrimonio (ammontante a circa 150 milioni di euro), afferente a Mario Ciancio Sanfilippo, editore notissimo, proprietario de La Sicilia di Catania, già presidente della Fieg (Federazione italiana editori giornali), titolare di altre partecipazioni in diverse testate nazionali. Una cosa va subito detta, a scanso di equivoci. Il procedimento di prevenzione – vale a dire quello a cui è stato sottoposto Mario Ciancio Sanfilippo e molti altri prima di lui – costituisce una assoluta follia giuridica, che non a caso esiste soltanto in Italia, Culla del diritto, tomba della giustizia, secondo il titolo di un libro edito diversi anni fa e dovuto all’acume di Corrado Pallenberg. Infatti, questo tipo di procedimento mira ad accertare la pericolosità sociale della persona accusata, indipendentemente dal fatto che costui abbia o no commesso un reato. Per raggiungere questo scopo, appunto preventivo, i giudici si avvalgono di presunzioni, di allegazioni varie, di indizi. Tutti elementi che però non sono per nulla certi, ma derivanti da operazioni logiche improbabili e comunque spesso lontane dalla realtà: come è noto, la logica ci può dire molto sulla coerenza dei ragionamenti, ma ben poco sul loro portato di verità. Insomma, questo tipo di processo serve a sanzionare una persona non per ciò che ha fatto ma per ciò che potrebbe fare, in quanto riconosciuto pericoloso socialmente; e questa pericolosità la si fa derivare dalla contiguità con personaggi della malavita o delle associazioni mafiose. A sua volta, questa contiguità viene il più delle volte ricostruita – manco a dirlo – sulla base di dichiarazioni di collaboratori di giustizia, le quali – come spesso accade – sono rese a distanza di anni o decenni dai fatti riesumati, sono prive di riscontri oggettivi, sono generiche o addirittura contraddittorie. Non solo. Si deve anche sapere come tutta l’impalcatura ideologica delle misure di prevenzione volte a sanzionare la pericolosità sociale trovi la propria radice storica nelle misure di polizia antibrigantaggio che dopo il 1861 lo Stato italiano fu nella necessità di assumere per far fronte a quel fenomeno sociale. Ed infatti le misure di prevenzione altro non sono che misure di polizia travestite per renderle socialmente accettabili: in Italia è noto come una delle principali vocazioni politiche consista nel cambiare il nome delle cose, lasciandole come sono, esattamente come sono. Il Gattopardo insegna! Tuttavia, devo riconoscere che il decreto con cui la Corte d’Appello di Catania ha annullato quello del Tribunale, restituendo a Mario Ciancio Sanfilippo ciò che – illegittimamente, ora possiamo dirlo – gli era stato sottratto, è scritto e argomentato molto bene, al punto che suggerisco di farlo studiare e meditare agli studenti di giurisprudenza allo scopo di far loro intendere cosa un Tribunale non debba mai fare e come invece i suoi errori possano e debbano essere corretti: ma anche questo non accadrà e gli studenti continueranno ad assopirsi su noiosissime e indecifrabili massime della Cassazione. La Corte, infatti, smonta una per una, senza neppure difficoltà particolari, ogni argomentazione con cui il Tribunale aveva dichiarato essere Mario Ciancio un pericolo sociale, cosa che risulta in se risibile solo a pensarla, per chi soltanto ne abbia una conoscenza superficiale. Certo, egli è stato persona di grande rilievo in tutta la Sicilia per decenni, un imprenditore della carta stampata e delle televisioni di prima grandezza, dotato di grande carisma e di innegabili capacità e, come tale, ovviamente in contatto con esponenti politici, sindaci, presidenti di regioni. E allora? Forse che Gianni Agnelli o Carlo De Benedetti non siano stati la medesima cosa per decenni e che non abbiano assunto le medesime iniziative, intrattenuto i medesimi rapporti, ottenuto gli stessi “vantaggi” di Mario Ciancio Sanfilippo, ma su scala molto più estesa, quella nazionale e internazionale? Forse che Agnelli o De Benedetti son mai stati sottoposti ad un processo di prevenzione? Insomma, se Ciancio fosse pericoloso, questi due andrebbero considerati quasi criminali internazionali! Per intendere la assurdità delle argomentazioni su cui si basava la decisione del Tribunale, basti considerare che indice significativo della contiguità di Ciancio con i gruppi mafiosi è stata valutata addirittura la linea editoriale de La Sicilia – il quotidiano di sua proprietà – giudicata troppo morbida nei confronti della mafia. Ebbene, è emerso che dal 1982 al 2003, sul quotidiano la parola “mafia” è stata stampata 32.630 volte in altrettante pagine (facendo i conti, circa 5 volte al giorno per 21 anni) e il nome di Nitto Santapaola (noto boss mafioso) 4.679 volte su altrettante pagine (facendo i conti, un giorno sì e uno no per 21 anni): e certo non per rendere note partecipazioni di matrimonio. Ammettiamo che tutto ciò appare molto ridicolo: che un Tribunale intenda sindacare la linea editoriale di un quotidiano rappresenta già un errore di concetto, una inammissibile interferenza nella libertà di manifestazione del pensiero, come non manca di rilevare puntualmente la Corte. Si aggiunga che queste assurdità erano ben visibili al principio di questa vicenda processuale, senza che occorressero anni di dibattito e di inutili spese. Che poi se ne faccia derivare una pericolosità sociale per contiguità con le associazioni mafiose sfocia nel surreale.

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Mar 30 2020

coronavirus, cosa sta succedendo in germania 30 03 2020

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CORONAVIRUS, COSA STA SUCCEDENDO IN GERMANIA e perché i tedeschi hanno così pochi decessi? Si chiede la Stampa…… —Nessuno ha ancora svelato il mistero, ma le prime risposte degli scienziati puntano sulla più bassa età della popolazione, sui minori rapporti intergenerazionali e su una migliore sanità pubblica.

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Mar 30 2020

qui cremona cinquecentottantasette 30 03 2020

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QUI CREMONA – cinquecentottantasette

Anche www.frontedelblog.it intervista Antonio Grassi: —Giornalista, scrittore, opinionista, Blogger e … soprattutto, sindaco, in trincea nella lotta al Covid-19 di Casale Cremasco – Vidolasco, comune in provincia di Cremona, a un tiro di schioppo da Crema, Antonio Grassi, nella seguente intervista, con noi ha fotografato questo momento particolarmente drammatico—

Andassi a tartufi, non mi porterei un cane specialista ma Gilberto Bazoli, l’Intruso di Cremona si può Lab, il blog di Galimberti; oltre alla notizia troverebbe anche quelli:

—Stefania Pini, 40 anni, due lauree all’Università di Parma, precaria, è uno di quei medici che, pur davanti al rischio di contagio, hanno risposto all’appello dell’Asst.

“Quella sera ero andata a letto presto. Appena sveglia, ho inviato il curriculum: erano le 4 del mattino”. Stefania Pini, 40 anni, due lauree (ostetricia e medicina) all’Università di Parma, precaria, è uno di quei medici non ancora specializzati che, pur davanti al rischio di contagio, hanno risposto senza esitazioni all’appello dell’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) di Cremona per reclutare nuovi professionisti da affiancare ai loro colleghi del Maggiore stremati dalla lotta con il coronavirus. -Il bando è stato pubblicato il primo marzo, lei ha preso servizio il 7—

E l’intervista prosegue. Servizio di www.cremonaoggi.it sui volontari della spesa a casa: —Sono ormai più di 250 le persone che, oltre ai volontari appartenenti alle varie associazioni, hanno aderito a Cremonaiuta. Sito della Diocesi di Cremona: —Pubblichiamo il testo della Lettera per la Pasqua che il Vescovo Antonio, ha indirizzato alle comunità della diocesi. A seguire i link a tutte le indicazioni per la celebrazioni della Settimana Santa nel rispetto delle disposizioni in vigore per il contenimento della epidemia di Covid-19 e il videomessaggio che mons. Napolioni ha rivolto alla diocesi.

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Mar 30 2020

questa è l’italia 30 03 2020

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QUESTA E’ L’ITALIA

Tra i Paesi più ricchi e indebitati del mondo, che tra quelli civili spende male e organizza peggio, con un numero enorme di leggi quale nessun altro, insomma per dirla in breve, tra i migliori sette è regolarmente il fanalino di coda: e ci stupiamo se anche sul coronavirus stacca tutti per numero di morti, e se la Germania ne ha infinitamente di meno, si arrivi al punto di accusarla di contar male?

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Mar 30 2020

l’uomo nasce libero 30 03 2020

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L’UOMO NASCE LIBERO

e ovunque è in catene; l’aggiornamento dal blog di Beppe Grillo:

—Una società evoluta è quella che permette agli individui di svilupparsi in modo libero, creativo, generando al tempo stesso il proprio sviluppo. Per fare ciò si deve garantire a tutti i cittadini lo stesso livello di partenza: un reddito di base universale, per diritto di nascita, destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi, che vada oltre questa emergenza.

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Mar 30 2020

il principe carlo 30 03 2020

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IL PRINCIPE CARLO

è guarito in fretta dal coronavirus, come si conviene a un’Altezza. Da domani in avanti può riprendere la malattia della vita, l’attesa al trono.

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Mar 30 2020

la fragola 30 03 2020

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Il cibo giusto di Campagna Amica

Fragola, come far crescere la regina della primavera

Allieta le nostre tavole ed è il frutto più atteso in questo periodo. Scopriamone i segreti

La fragola è uno dei frutti più amati e “facilmente” coltivabile anche nel proprio orto in campagna o città. Infatti, è una pianta che può essere piantata con successo nel vostro balcone, avendo delle accortezze che sono proprie di ogni coltivazione “fai da te”.
Ma vediamo di dare alcune indicazioni per chi volesse piantarle in questo periodo di primavera precoce in cui in alcune zone si può cominciare a piantare per vedere i primi frutti nel periodo di maggio, partendo dal presupposto che il momento più adatto è sicuramente la primavera.
Tanto sole fa bene. Le fragole hanno bisogno di un’esposizione in pieno sole e di un terreno principalmente sabbioso con una presenza di sostanze organiche con un Ph tra 5,5 a 6,5.
Per le coltivazioni “in casa”, ovviamente, il terreno va prima ripulito dalle erbacce spontanee e poi aggiunto un buon compost.
Il terreno va lavorato prima di piantare le fragole, liberandolo dalle erbacce e aggiungendo un buon compost organico, magari fatto in casa.
Come piantarle. Bisogna scavare un buco in maniera da tenere la base della pianta parallela al terreno, fare delle singole file a circa 20-25 cm di distanza una dall’altra. Poi riempite le buche con altro terriccio e premete per bene il substrato così da coprire le radici. Al fine del processo innaffiate con abbondante acqua.
L’innaffiamento. Una volta piantate, sia se state sul vostro terrazzo che giardino o orto, sicuramente un impianto di irrigazione automatica è la soluzione più affidabile, e ormai in commercio se ne trovano a prezzi accessibili. Le piantine hanno bisogno di acqua con una certa regolarità, da intensificare nei momenti più caldi e da dare alla base della pianta e non su foglie o frutti.
Cambiare spesso la terra dai vasi. Cambiate annualmente la terra del vaso se vi trovate in città. Eviterete l’accumulo di inquinanti nel terreno. In tal senso, se volete conservare le piante cresciute durante l’anno, potrete rinvasarle o utilizzare parte degli stoloni. La loro capacità rigenerativa è stupefacente. Tale operazione va fatta in autunno. Il terriccio ottimale in cui far crescere le nostre fragole è acido e ricco di humus ed è necessaria una buona innaffiatura ma senza provocare ristagni. Se acquistate le varietà rampicanti, sfruttando delle reti o “appigli” su superfici verticali, potrete anche ottenere uno splendido effetto di arredo di pareti: una vera cascata di fragole!

La fragola un falso frutto.  La fragola è il frutto delle piante del genere fragaria. Ma si tratta di un falso frutto. Se infatti le guardassimo al microscopio noteremmo che per ogni “semino” giallo (achenio) è presente un frutto. Per questo si parla di falso frutto o frutto aggregato. È una pianta che ha una doppia modalità di diffusione. O attraverso metodi sessuati grazie all’azione di insetti o con metodi asessuati grazie alla diffusione sotterranea dello stolone ossia la radice. Questo già ci dice che nella coltivazione della pianta è necessario porre attenzione alla sua tendenza a divenire infestante e a colonizzare aree dell’orto su cui prevedevamo di far crescere altri ortaggi. Anche per questo motivo si utilizzano teli pacciamanti da un lato per evitare la problematica descritta, dall’altro per proteggere la pianta stessa. Il telo da pacciamatura prevede la presenza di fori dove trapiantare le giovani piante. Il periodo per il trapianto è proprio la primavera precoce in modo da ottenere i primi frutti a maggio.

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Mar 30 2020

il nuovo papa 30 03 2020

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IL NUOVO PAPA

si rivolge ai fedeli e meno di tutto il mondo; Prodi Romano a Che tempo che fa, dominus Fazio: gli olandesi devono capire, se succede la grande crisi a chi vendono i loro tulipani? Alludendo al rifiuto di garantire i corona bond dell’Italia. La risposta è semplice e naturale: ci penseranno loro, senza bisogno di consiglieri interessati.

Francoforte 30 03 2020 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mar 29 2020

la legge del più forte-millecinquecentoquarantanove 29 03 2020

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – millecinquecentoquarantanove

Da www.errorigiudiziari.com; fossero persone note sarebbe un altro caso Tortora: e dopo le perizie legali che dimostrano l’innocenza dell’imputato, fanno egualmente il processo!

—È il 24 ottobre 2015. La signora Eliane Grimount, 95 anni, di origine francese, viene ricoverata d’urgenza all’ospedale di Lanciano (Chieti), in uno stato di pre-coma, condizioni fisiche disperate, aggravate da diverse patologie. Qualcosa non convince i medici, che si insospettiscono fino a ipotizzare un tentato omicidio: diversi ematomi sul corpo, in particolare sull’intero torace e sul braccio sinistro. Dopo poco, la donna muore. Su disposizione del Pubblico Ministero Rosaria Vecchi, il giorno successivo i carabinieri arrestano Emilio Teti, 43 anni, originario di Bomba, un piccolo paese in provincia di Chieti. È il nipote della signora Grimount. Lo accusano di omicidio aggravato dal grado di parentela e dalla convivenza con la vittima: stanco di accudire la nonna, l’avrebbe picchiata fino a ucciderla. La stessa autopsia disposta nelle ore immediatamente successive dalla Procura, conferma: sono state le percosse a uccidere la donna. Ma l’avvocato Marcella Rossi, difensore di Emilio Teti, fa notare che non sono state trovate né fratture interne né lesioni corrispondenti alle ecchimosi riscontrate sul corpo: “A questo punto, si potrebbero motivare con un difetto di coagulazione di cui soffriva la nonna del mio assistito”. Per gli inquirenti, invece, sarebbe stato proprio il nipote della donna a causare quelle lesioni e quindi la morte, perché non sopportava più di dover accudire la nonna che era stata dimessa, da un paio di settimane, dalla casa di riposo di Bomba in quanto la famiglia non era più in grado di pagare la retta. Emilio Teti dichiara dal primo momento la sua innocenza: “Era mia nonna, le volevo bene e non le ho mai fatto del male, anzi l’ho accudita amorevolmente per anni. Non è vero che ero divenuto insofferente nel doverla assistere”. “Il mio assistito”, sostiene l’avvocato Marcella Rossi, “nega nel modo più assoluto di aver percosso la nonna. L’ho trovato sincero e sono fiduciosa nell’accertamento di come sono andati realmente i fatti”. Non serve a nulla. Emilio Teti resterà nel super carcere di Lanciano per 15 mesi, fino al 12 gennaio 2017. Dovrà aspettare i risultati della perizia disposta dal giudice, che rivoluzionerà l’esito della vicenda: il medico legale Cristian D’Ovidio conclude che la morte della nonna di Emilio Teti è sopraggiunta per cause naturali. Un’insufficienza cardiaca acuta con sovraccarico polmonare e grave stato di malnutrizione. La donna, malata e molto magra, è stata stroncata da un infarto. La perizia disposta dal giudice viene confermata da quella ordinata dalla Procura di Lanciano: le conclusioni sono praticamente identiche. Il difensore di Emilio Teti, l’avvocato Massimiliano Piacentino Sichetti, sceglie il rito abbreviato. Così, il 13 novembre 2017, il Giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Lanciano, Marina Valente, assolve Emilio Teti con la formula più ampia: perché il fatto non sussiste. Anche il pubblico ministero, Serena Rossi, aveva chiesto l’assoluzione per l’imputato. L’avvocato di Emilio Teti ha anticipato che presenterà istanza di riparazione per ingiusta detenzione a favore del suo assistito.

Francoforte 29 03 2020 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mar 29 2020

qui cremona-cinquecentottantasei 29 03 2020

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QUI CREMONA – cinquecentottantasei

Vini di pianura; difficile resistere al Cabernet Sauvignon dei Caleffi di Spineda, e infatti non ci abbiamo nemmeno provato: tipico, nella sua completa naturalezza, come gli altri vini dell’Azienda Agricola.

Non è mai finita col morbo, da www.cremonaoggi.it:

—Hanno scortato sei pazienti Covid su altrettante ambulanze da Cremona fino all’areoporto di Orio al Serio dove ad attendere i malati c’era un volo per Colonia. “State andando lontano. Ma noi vi aspettiamo e quando tornerete il suono dei violini della nostra Cremona coprirà quello delle sirene!”. E’ quanto ha postato su facebook il comandante della polizia stradale di Cremona Federica Deledda, i cui agenti, a staffetta, oggi hanno scortato in A21 le ambulanze che trasportavano i pazienti in gravi condizioni in partenza per gli ospedali della Germania. E’ anche questo, in questo periodo terribile di emergenza sanitaria, il lavoro della polizia stradale, come di ogni altra forza dell’ordine che si sta prodigando per aiutare medici e infermieri nel loro “Restiamo uniti”, ha postato il comandante. “Arriveremo insieme alla fine di questo incubo e resterà solo il meglio di tutti noi”.—

Anche il Giorno si occupa di Cremona:

Tredicimila mascherine donate dai liutai cinesi a Cremona, città dei violini. L’idea è partita dal maestro liutaio Zheng Quan, famoso liutaio cinese, che ha studiato a

lungo in Italia in particolare a Cremona, dove ha imparato a fabbricare violini.

La notizia che proprio Cremona è una delle città più colpite ha suscitato in lui molta apprensione. Grazie a una sua proposta, giorni fa la Violin Makers Sub-Committee of China Musical Instrument Association ha donato a Cremona 13mila mascherine. Il presidente dell’Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana Gualtiero Nicolini ha affermato sui social media che l’iniziativa del maestro liutaio Zheng Quan e della Violin Makers Sub-Committee of China Musical Instrument Association riflette il profondo affetto nutrito dai liutai cinesi nei confronti di Cremona ed è un altro grande segno dell’amicizia e della collaborazione tra i due Paesi— Dal sito della Diocesi di Cremona: —È un vero «ripensamento dell’accoglienza» quello in atto in alcune delle strutture caritative della diocesi. Ci tiene a sottolinearlo don Pierluigi Codazzi, responsabile di Caritas Cremonese. «I centri nati per l’accoglienza delle fragilità – sottolinea – oggi a loro volta accolgono persone che si sono messe a disposizione per aiutare gli altri». Medici e infermieri giunti da altre regioni d’Italia per supportare il sistema sanitario locale in questo periodo di emergenza.

Francoforte 29 03 2020 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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