Nov 19 2019

la legge del più forte-millequattrocentoventi 19 11 2019

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEQUATTROCENTOVENTI Dal Dubbio; argomenti più che sensati, fosse almeno rispettato il minimo, cioè un giudice che entri in politica, dopo non torni a fare il giudice; e non lo vedo scritto da nessuna parte, possibile che un giudice possa fare, il tempo che decide lui, qualsiasi professione di altissimo livello che non conosce nemmeno per studio, che tira la mia ironica provocazione: allora Andreotti poteva fare il presidente della Cassazione! —I rapporti tra politica e magistratura dovrebbero basarsi sul principio, ribadito anche qui ( Il Dubbio, 12. XI. 2019), secondo cui “Non esiste separazione dei poteri senza separazione degli uomini di potere”. Accade invece in Italia che, quando gli uomini di potere vestono la toga dei magistrati, la loro separazione dalla politica, cioè dal potere legislativo e esecutivo, non è affatto stabilita come esigerebbe in teoria e in pratica la separazione dei poteri nel corretto “governo costituzionale”. In Italia un magistrato in carica può essere nominato ministro o sottosegretario della giustizia. Un procuratore della Repubblica può candidarsi in un partito a governare una regione dopo aver inquisito gli esponenti del partito avverso. La legge lo consente. Ma non lo consente la correttezza istituzionale; anzi, il senso della giustizia, che per un magistrato dovrebbe essere il sesto senso della professione. Chi disistima i magistrati avrà buon gioco nell’accusarli di combattere battaglie politiche mascherate da inchieste giudiziarie. Poiché l’indipendenza della magistratura nella Costituzione è garantita in modi che non si riscontrano in nessuna Costituzione sulla terra, occorrerebbe una disposizione costituzionale per recidere il legame tra rappresentanza politica e magistratura. I magistrati dovrebbero essere ineleggibili in assoluto, accettando tale clausola all’atto del giuramento d’ingresso in magistratura: “semel abbas, semper abbas”. Se i giudici sono soggetti solo alla legge, non possono appartenere alle assemblee rappresentative che “producono” la legge. La “soggezione” diventa fittizia o formale senza la distinzione tra il politico legiferante e il magistrato giusdicente. Lo stesso dicasi per il potere esecutivo che esprime l’indirizzo governativo e, per quanto l’amministrazione pubblica debba essere imparziale, non ha l’imparzialità della giurisdizione. È ineccepibile, immune da riserve di opportunità e convenienza, che il ministero della Giustizia sia amministrato dai magistrati che amministra? Tutto l’apparato degli esistenti istituti per preservare la “purezza” dei caratteri propri della magistratura ( indipendenza e imparzialità), quali l’ineleggibilità, i distacchi, le aspettative, le incompatibilità, eccetera, non raggiunge lo scopo, come i più avveduti tra giudici e cittadini percepiscono. Né lo raggiungerà la pur commendevole revisione legislativa della complessa materia all’esame della Commissione giustizia del Senato. A tacere che la smaccata militanza di qualche singolo magistrato, proprio per la sua stessa veste, induce alla diffidenza anche verso i tanti altri magistrati pur non esposti politicamente, mentre le porte girevoli tra politica e magistratura assestano un colpo funesto alla credibilità di chi le attraversa entrando e uscendo da una parte all’altra. L’obiezione, a rischio capziosità, dei magistrati è che la toga non rappresenta una deminutio capitis. L’elettorato passivo spetta a loro in quanto cittadini. In effetti questo punto di vista è stato avallato dalla Corte costituzionale, con un’argomentazione tuttavia anfibologica, tipica di certe sue sentenze, secondo cui “i magistrati godono degli stessi diritti di libertà garantiti ad ogni altro cittadino” però “hanno una posizione peculiare che comporta l’imposizione di speciali doveri anche come regola deontologica”. La Consulta purtroppo non ha voluto spingersi ad ammettere ciò che pare una “verità effettuale” ( Machiavelli), cioè che gli istituti per proteggere e separare i magistrati dalle commistioni politiche non riescono ad evitare che “possa fondatamente dubitarsi della loro indipendenza ed imparzialità.” Dunque, l’equiparazione sic et simpliciter dei magistrati ai comuni cittadini quanto alle istituzioni politiche, non regge. Il giudice è la bocca della legge, che parla uguale per tutti. Non può diventare la bocca dell’elettore, che esprime una parte, o l’espressione del governo che lo nomina. Voler tenere il piede in due staffe risulta inoltre autolesionistico per i magistrati, la cui autorevolezza crescerebbe a dismisura se prendessero totalmente le distanze dalla politica.

Francoforte 19 11 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Nov 19 2019

la benda sugli occhi 19 11 2019

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LA BENDA SUGLI OCCHI

Chi ce l’ha; gli assassini che dichiarano il falso, pur avendone il diritto secondo la legge italiana? i commentatori che si sono scatenati per la foto di Natale Hjorth bendato in Questura, senza nemmeno sapere perché lo fosse? I giudici che registrano e passano ai media il colloquio dei due assassini con l’avvocato statunitense Craig, che non fa certo una bella figura? da HuffPost.

—I due ragazzi americani responsabili della morte di Cerciello sapevano che il militare poi ucciso e il collega Varriale fossero carabinieri. Crolla ufficialmente l’ultima bugia del killer del carabiniere ucciso questa estate a coltellate a Roma. Elder, il giovane che ha materialmente sferrato le 11 coltellate al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, come riporta ‘il Tempo’, è stato intercettato mentre parlava con suo padre in carcere. “Quando ci hanno fatto vedere velocemente i distintivi (in inglese: “flashed the cards or whatever”)…», ricorda il 20enne, subito interrotto da Craig che, bisbigliando, gli suggerisce: “Rimani calmo, attieniti alla tua dichiarazione, ripassala punto per punto, ricordatela. Non ci deve preoccupare la tua dichiarazione.., durante l’interrogatorio.., questo non lo puoi dire. E’ successo e basta”. “Tu non hai visto niente”, taglia corto il legale, facendo riferimento proprio ai tesserini dei carabinieri. Dalla conversazione emergono altri dettagli oltre alla ricostruzione di quella notte. Elder parla della sua permanenza in carcere: sono stufo di sentire parlare in italiano tutto il giorno (fa un rumore di ronzio con la bocca). Mi fa venire la nausea…” Nel prosieguo della conversazione, riporta il quotidiano, “raccontando la dinamica di quella notte, Finnegan ribadisce di aver capito che Cerciello e Varriale erano due esponenti delle forze dell’ordine. ‘Ho visto due sbirri (“I saw two cops”, in lingua originale,ndr). Francoforte 19 11 2019 ww.flaminiocozzaglio.infoflcozzaglio@gmail.com

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Nov 19 2019

e anche la seconda chemio è andata, 19 11 2019

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E ANCHE LA SECONDA CHEMIO E’ ANDATA,

tra ieri e oggi, senza conseguenze, che potranno esserci tra qualche giorno; intanto ho un appetito feroce, nessun dolore, mi tocca sempre rispondere a medici e infermieri premurosi che mi interrogano: no no no. In definitiva quasi sano, non mi fosse capitato sto linfoma che è andato a formare una massa sulla spina dorsale, risolta con un brillante intervento da neurochirurgia di Cremona, apprezzato anche dalla clinica universitaria di Francoforte!

Francoforte 19 11 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Nov 19 2019

avanti con repubblica 19 11 2019

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AVANTI CON REPUBBLICA

e la sinistra intelligente unita; quando scrivono che la Lega ripete gli stessi slogan, si potrebbe anche ragionarci su, ma chi continua a ripetere gli slogan della Lega e null’altro, cos’ha di tanto diverso?

—Quarantanove virgola nove percento. Non è il 50% tondo tondo, ma poco ci manca: il centrodestra unito vola. E se al 49,9% delle indicazioni di voto messo insieme da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si sommasse anche l’1,1 di Cambiamo! di Giovanni Toti, ecco che l’intera coalizione toccherebbe il 51% dei consensi. Ecco cosa racconta l’ultima rilevazione dell’istituto demoscopico Swg per il consueto “sondaggione” del lunedì durante la diretta del telegiornale di Enrico Mentana, su La7. Eccetera.

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Nov 19 2019

qui cremona-quattrocentocinquantanove 19 11 2019

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QUI CREMONA – quattrocentocinquantanove

E’ noto che scrivere la verità a volte può essere un lusso che si paga caro, come senz’altro spiegherà Roberto Zaccaria; da Welfare Cremona.

—Mercoledì 20 novembre si svolgerà a Cremona una Giornata di studio sul tema: “Articolo 21 della Costituzione italiana. La libertà di espressione pietra angolare della democrazia”, relatore sarà Roberto Zaccaria. L’iniziativa si terrà presso l’Aula Magna dell’Istituto “A. Ghisleri” in via Palestro 35 , alle ore 16.30. Il relatore già ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Firenze, è uno dei massimi esperti del Diritto dell’informazione—

Il ripetente Mirko Signoroni si ripresenta per vincere, scrive www.cremonaoggi.it….

—Elezioni a senso unico quelle per la presidenza della Provincia in programma sabato 23 novembre (votano solo sindaci e consiglieri) presso gli uffici del porto della Provincia (via della Conca 3), con seggio aperto dalle 8 alle 20. Mirko Signoroni è il solo candidato che si presenterà, sostenuto dagli amministratori di centrodestra che non si riconoscono in Forza Italia – Lega – Fratelli d’Italia – Udc e dal Pd—

E per fortuna abbiamo un Prefetto che non si ripete sullo stantio femminicidio, feticcio dei media e dei grandi commentatori, e trova sempre nuovi argomenti:

—Nella mattinata, martedì 19 novembre, presso la Prefettura di Cremona, si è svolta una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocata ed esclusivamente dedicata all’esame delle “preoccupanti risultanze scaturite dai recenti interventi di accertamento effettuati dai Carabinieri presso un allevamento di vacche da latte a Robecco”, e di conseguenza volta ad effettuare una verifica generale sugli attuali standard di tutela e di controllo sugli allevamenti in del territorio per garantire un’efficace azione di contrasto al fenomeno del maltrattamento di animali—

Anche la maggioranza del Consiglio comunale di Cremona, scrive www.cremonaoggi.it, chiede a se stessa di lottare contro il cambiamento climatico:

—Il Consiglio Comunale dichiari lo stato di emergenza climatica ed ambientale e riconosca alla lotta ai cambiamenti climatici un ruolo prioritario nell’agenda dell’Amministrazione comunale, tenendo conto in ogni azione amministrativa o iniziativa degli effetti che questo comporta sul clima”: questa la richiesta dei consiglieri Roberto Poli, Lapo Pasquetti, Enrico Manfredini e Francesco Ghelfi, che chiedono di “recepire i contenuti del gruppo Fridays For Future attivo anche nel nostro territorio.

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Nov 19 2019

cittadina come gli altri 19 11 2019

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CITTADINA COME GLI ALTRI

Su Repubblica; l’ex ministro chiede il rispetto dovuto ai 60 milioni di italiani, che come lei pagano un affitto di 540 euro al mese per un appartamento di 180 metri quadrati in centro a Roma, zona signorile; il marito rinuncia per amore, lei si tiene l’ultima parola che, nel proprio interesse, nessuno dei 60 milioni di italiani avrebbe mai pronunciato.

—“Mio marito, pur essendo tutto regolare, e sentendosi in imbarazzo, per salvaguardare la famiglia ha presentato istanza di rinuncia per l’alloggio”. Lo ha annunciato intervistata da Radio 24 l’ex ministra della Difesa grillina, Elisabetta Trenta. “Il suo è un atto d’amore nei miei confronti”, ha detto. “Lasceremo l’appartamento nel tempo che ci sarà dato per fare un trasloco e mettere a posto la mia vita da un’altra parte. Sono una cittadina come gli altri, chiedo e pretendo rispetto”, ha dichiarato l’ex ministra sfogandosi per le polemiche che l’hanno travolta a causa quell’alloggio di servizio passato da lei, ministra (con casa di proprietà a Roma), al marito militare. Un benefit rivendicato con forza in virtù della regolarità delle procedure, 180 metri quadrati in centro a Roma, per 540 euro al mese, composto da doppio salone di rappresentanza, quattro camere, due bagni, cucina con terrazza e posto auto nel garage condominiale.

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Nov 19 2019

da mariastella gelmini 19 11 2019

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DA MARIASTELLA GELMINI Cari amici, avremmo dovuto parlare di finanziaria e dei disastri di un governo impegnato con pervicacia in una legge di bilancio tutta contro il ceto medio, le imprese e le nostre libertà. E avrei voluto anche raccontarvi lo sviluppo degli eventi sul caso dell’ex Ilva di Taranto. Lo farò magari più avanti, perché vorrei che dedicassimo per un momento la nostra attenzione alle città martoriate in questi giorni dal maltempo, a partire da Venezia. Le immagini di Piazza San Marco allagata, della Basilica assediata dall’acqua, ci hanno toccato il cuore. E spinto alla mobilitazione. Bene ha fatto, con grande tempestività, il presidente Berlusconi a recarsi già giovedì nel capoluogo veneto: in Parlamento ci siamo preoccupati di chiedere da subito lo stato di calamità e di far calendarizzare la nostra mozione per impegnare il governo a fare tutto il possibile per la città. Al netto delle solite inopportune polemiche, la politica dovrebbe stringersi intorno a questa città e completare rapidamente il Mose, una infrastruttura che potrebbe riuscire a limitare i danni per il futuro. L’emergenza che ha coinvolto la città lagunare richiede il massimo sforzo di tutte le istituzioni e di tutti coloro che possono dare una mano: per questa ragione già il 14 novembre ho preso carta e penna e scritto al sindaco di Milano, Giuseppe Sala (qui il testo della lettera) per sollecitare un impegno concreto delle eccellenze del capoluogo lombardo a favore di Venezia. A mettere in ginocchio l’economia italiana invece ci sta pensando il governo delle quattro sinistre con una legge di bilancio e un decreto fiscale che stenderebbero anche economie più forti della nostra. Ne parleremo più diffusamente nelle prossime newsletter, perché l’argomento terrà banco fino a Natale. Intanto vi segnalo sull’argomento la mia intervista al Corriere della Sera di mercoledì 13 novembre (qui trovate l’articolo integrale). Vicenda ex Ilva: Arcelor Mittal ha annunciato la volontà di spegnere gli altoforni di Taranto e bloccare la produzione. Un’intera regione e un pezzo di sistema economico del Paese (la filiera dell’acciaio, che coinvolge anche altri importanti settori di punta di quel che resta del nostro sistema industriale, dall’automotive alla cantieristica navale) sono in ginocchio grazie all’insipienza del governo. Quindicimila posti di lavoro sono in pericolo e con essi anche la residua credibilità del nostro Paese all’estero. Forza Italia alla Camera ha dato battaglia per reintrodurre lo scudo penale, inopinatamente tolto dai due ultimi governi. La politica per me è passione ed impegno. E spero lo sia anche per voi. Buona settimana e a presto, Mariastella

PS – Chi vuole conoscere il calendario delle iniziative o semplicemente essere informato sul nostro lavoro, può inviare una mail a: posta@mariastellagelmini.it

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Nov 19 2019

il bilancio del fasulin 19 11 2019

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IL BILANCIO DEL FASULIN

In allegato il comunicato di bilancio della maratona gastronomica di Pizzighettone promossa dal Gruppo Volontari Mura.
Da parte mia e a nome del Consiglio direttivo del Gruppo Volontari Mura, colgo l’occasione per ringraziare per il sostegno e il supporto.
Cordialmente
Cristina Viciguerra, giornalista, responsabile comunicazione
FASULIN 2019
EMAIL: info@fasulin.com – WEB: www.fasulin.com
Tel . 0372 730333 – Cell. 339 5278336 – Fax 0372 731658

27^ Fasulin de l’òc cun le Cudeghe 2019
(Fagiolini dall’Occhio con le Cotenne)
Ancora un’edizione da incorniciare
Comunicato Stampa
Più di 16 mila porzioni (o meglio scodelle di ceramica) di Fasulin de l’òc cun le
cudeghe distribuite, pari a quasi 80 quintali, cucinati con il legume Fagiolini dall’Occhio di Pizzighettone da agricoltura locale (quest’anno pari a oltre 30 quintali) di raccolto coltivato in collaborazione con un agricoltore locale, per un piatto a Km zero (reale), grazie anche a materie prime di esclusiva provenienza del territorio. E poi, 400 salami, 250 chili di lardo, 9 forme di Grana Padano per la Raspadùra, circa 17 quintali di polenta abbrustolita e più di 300 Torte rustiche dei morti. Questa è solo una parte di quanto consumato all’interno della suggestiva e davvero unica location delle Casematte delle antiche Mura di Pizzighettone, trasformate in questa occasione dell’anno in una vecchia osteria di un tempo con panche tavoloni in legno e oltre 1.000 posti a sedere all’insegna della convivialità, al tepore degli antichi camini d’epoca ancora oggi perfettamente funzionanti. E poi ettolitri di vino e più di 1.500 bicchierini di Sbùrlòn, il digestivo a base di mele cotogne tipico della festa.
La giornata record dell’edizione di quest’anno, il 1° Novembre con circa 3mila 500
buongustai a pranzo (con oltre 2mila scodelle di Fasulin consumate in un sol pasto).
Senza contare i volontari al lavoro: più di 250, pizzighettonesi e non di tutte le età
addetti alle varie mansioni e ai vari turni nei reparti.
Quest’anno, da sottolineare, la scelta di campo a favore dell’ambiente con una
manifestazione – la prima in provincia di Cremona – completamente Plastic Free, con
tutte le stoviglie in Mater-Bi e bottiglie in vetro (vuoto a rendere). Ciò grazie alla
sensibilità del Gruppo Volontari Mura che, nonostante i maggiori costi, ha proseguito sulla strada già intrapresa da anni con le scodelle di ceramica in cui viene servito il piatto tipico. Durante la maratona gastronomica sono stati utilizzati – oltre alla scodelle dei Fasulin (lavabili) – ben 23 mila 300 piatti, 24 mila bicchieri, e oltre 22 mila tris-set di posate.
Più che soddisfacente il bilancio della 27^ Fasulin de l’òc cun le cudeghe, la
maratona gastronomica per buona parte dedicata al maiale e alla tradizione
contadina locale, promossa dal Gruppo Volontari Mura, con un triplice obiettivo: far
riscoprire un piatto tipico locale delle solennità dei Defunti che andava scomparendo e tornato oggi nei menù di tutti i ristoranti (locali e cremonesi in genere); promuovere
Pizzighettone città murata di Lombardia e Bandiera arancione Touring Club Italiano con una vetrina d’eccezione che richiama ogni anno circa 25 mila turisti-buongustai e oltre 300 camper da tutta Italia; e – soprattutto – raccogliere fondi per proseguire quei
lavori di recupero e manutenzione della cortina muraria iniziati dal Gruppo Volontari
Mura nel 1992 (l’anno prima della prima edizione dei Fasulin).
Molto apprezzato anche lo stand dei gadget (casamatta 6), dove sono andati a ruba
i Fagiolini dall’Occhio (legume da agricoltura locale) ma anche i nuovissimi mini grissini a base di farina di fagiolini; e poi le bottigliette di Sbùrlòn; il nuovo Gioco del Fagiolino dall’Occhio e i volumi pubblicati su Pizzighettone dal Gruppo Volontari Mura.
‘ Un grazie di cuore a tutti i volontari che col loro aiuto hanno permesso di riuscire a
dare alle migliaia di visitatori un servizio puntuale e di qualità, oltre naturalmente a
permettere la raccolta di fondi che andranno a favore di progetti per il proseguo dei
lavori di recupero e valorizzazione delle nostre mura – commenta con soddisfazione il
presidente, Sergio Barili – Vorremo precisare che, in riferimento ai dati eccezionali
dichiarati circa le presenze nel weekend dei Morti a Cremona, pensiamo di poter
affermare senza tema di smentita di aver contribuito in maniera significativa in quanto dalle nostre interviste ai nostri ospiti abbiamo riscontrato l’intenzione di almeno il 50% di visitare anche il capoluogo. Riteniamo quindi, con i grandi numeri dei Fasulin, di aver contribuito in maniera fattiva anche al successo di Cremona’.
Ufficio stampa: Cristina Viciguerra, responsabile comunicazione

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Nov 19 2019

società dante alighieri 19 11 2019

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SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI
il mondo in italiano
Comitato di Cremona con il Dott. FULVIO STUMPO
Giornalista ampiamente noto del nostro Quotidiano, apprezzato per i vasti interessi culturali soprattutto sul piano storico, con un occhio attento al nostro ambiente di vita, ritorniamo appunto su Cremona, città che ogni volta fa parlare di sé per la sua luminosa storia e per la grandezza dei “personaggi” che l’hanno resa grande nell’ Europa. Il tema specifico sarà
“CREMONA LONGOBARDA” riportandoci ad una età lontana -568 / 774 – , alla dominazione proprio in Italia, quando la storia dei Longobardi si confonde con quella del nostro Paese, in gran parte sottoposta al loro dominio, fino alla caduta del regno longobardo ad opera di Carlo Magno ( 774 ). Infatti, scavi recenti hanno arricchito la conoscenza dell’organizzazione economica, sociale e istituzionale dei Longobardi, fornita specie dall’editto di Rotari e da leggi posteriori. Il Dott. Stumpo considererà i Longobardi guardando a Cremona, analizzando ciò che della loro storia è rimasto nella nostra realtà. L’Incontro Culturale si terrà
MERCOLEDÌ 20 NOVEMBRE 2019
alle ore 16.30 presso la Sala della Società Filodrammatici Cremonese.
Confidiamo nella solita presenza di “amici”, che ci seguono nel nostro percorso di analisi intorno a problemi che possono arricchire il nostro sapere. Arrivederci e viva cordialità. Prof. Angelo Rescaglio (Presidente)

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Nov 19 2019

oggi a iori, domani a te 19 11 2019

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OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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