giu 28 2017

oggi a iori, domani a te 28 06 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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giu 27 2017

la legge del più forte-cinquecentosessantacinque 27 06 2017

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOSESSANTACINQUE
Venerdì a Brescia inizia il processo d’appello a Massimo Bossetti; combinazione il presidente della Corte è Enrico Fischetti, lo stesso del caso Iori; la prova principale se non unica contro Bossetti è il Dna trovato sulla biancheria di Yara; qui sotto, tratto dal mio libretto “Il caso Iori”, il capitolo sui Dna, che viaggiano a richiesta delle Corti di Cremona, Brescia e della Cassazione; se la difesa Bossetti volesse staccare il biglietto di viaggio per l’unico Dna, il presidente Enrico Fischetti che potrebbe rispondere di diverso da quanto accettato e stabilito nella sua motivazione Iori?
—–Dal processo di primo grado: “Profilo misto Ornesi/Iori su tappo di plastica verde di una bombola:
Appare verosimile che l’imputato, avendo portato in casa di Claudia le 4 bombole ed i 4 fornelletti all’asserito scopo di scaldare le salse, abbia mostrato a Claudia, per farle vedere come funzionava, una bombola, toccando insieme a lei un tappo e dimenticando poi, nella fase finale, di eliminare le sue tracce da tale reperto.
Profilo misto Claudia Ornesi/Iori Livia sulla manopola di una bombola: ad avviso della Corte, l’ipotesi più probabile è che il rinvenimento delle tracce in questione sia frutto di una accidentale contaminazione.
Al riguardo deve rilevarsi che nel corso dell’udienza del 24 ottobre 2012 sono stati lungamente sentite tutte le persone ( personale medico e paramedico, vigile del fuoco, poliziotti) che fecero ingresso nell’appartamento dopo la scoperta dei cadaveri ed a ciascuna, sia nelle indagini preliminari che in dibattimento, è stato chiesto di ricostruire la sua condotta e la sequenza dei movimenti e delle azioni compiute.
In tale contesto è emerso come dato certo che bombolette e relativi fornelli vennero trasportati dalla stanza da letto al balcone dai soccorritori che, muniti di guanti di lattice, avevano in precedenza toccato entrambi i cadaveri ( per effettuazione elettrocardiogramma, rianimazione ed altro).
In particolare la infermiera Pernatsch, già citata per la precisione dei suoi ricordi, ha ricordato che dopo i disperati tentativi di rianimazione ella stessa prese almeno due delle bombolette, toccò proprio le manopole dei fornelli facendole girandole per chiudere l’eventuale erogazione, portando poi le bombolette stesse sul balcone e che identica manovra fu fatta da uno dei volontari della Croce Verde per le altre due bombole. Pertanto, attesa la sequenza dei fatti, è ben possibile -come confermato anche dai consulenti tecnici- che i guanti dei soccorritori ( la Pernatsch e il volontario), toccando i cadaveri, abbiano raccolto tracce biologiche dei medesimi e che un guanto, così ‘contaminato’, abbia trasferito il Dna sulla manopola di una delle bombole, non semplicemente sfiorata o toccata, ma appositamente ( e quindi con una certa intensità) azionata e ruotata per la chiusura.
Solo per mero accidente, dopo la morte, una traccia biologica di Claudia Ornesi raccolta dal dr. Lupi, fu da lui trasferita su uno dei blister che esaminò.”
Riassumendo, per la Corte di primo grado tutti i Dna, senza eccezione, vanno intesi
come non fossero nati dove la Scientifica li ha trovati; oppure eran lì, ma a viaggiare dev’esser l’interpretazione; e tutti in una sola direzione: a dimostrare la colpa di Maurizio Iori! E i mezzi di trasporto, non si accusi la Corte di superficialità! son tutti puntigliosamente elencati: non si sa quando; tutto induce a ritenere; appare verosimile; potrebbe ben essere; è ben possibile; appare molto probabile. Bossetti, all’inizio del processo, ha provato a dire che il suo Dna sulla biancheria di Yara era frutto d’un trasporto, poiché perde sangue dal naso, di frequente; un solo trasporto, non i molti del nostro caso; il distretto giudiziario è sempre quello, anche il ricorso Bossetti finirà alla Corte d’Appello di Brescia; se i suoi difensori decidono di riprendere il tema del “Dna Iori piccione viaggiatore”, che decideranno i giudici?
Una delle poche note condivisibili della Cassazione è che la sentenza della Corte d’Appello sia quasi una fotocopia del primo grado; scritta con maggior cura e precisione, certo; e se il lettore non ha voglia di leggersi i testi integrali, basta la spiegazione dell’unico di Dna di Claudia Ornesi sui blister di Xanax:
“Se quella repertata e accertata è l’impronta lasciata ‘volontariamente’ da Claudia e se Claudia, per poter somministrare lo Xanax a se stessa e a Livia, ha necessariamente preso in mano tutti i blisters, come si spiega che soltanto su un blister sia stata rilevata la traccia biologica di Claudia? Ebbene occorre obiettivamente riconoscere come l’ipotesi del suicidio allargato non consenta di rispondere agevolmente a questo interrogativo. L’eventualità che Claudia, nel maneggiare i 10 blisters, abbia potuto lasciare il proprio Dna soltanto su di uno solo, risulta infatti concettualmente mortificata dalla sin troppo notoria circostanza che la pressione sui blisters sarebbe stata sempre la stessa. Per contro, la possibilità che sia stato l’imputato che, dopo aver stordito Claudia con la somministrazione clandestina (in cibo o bevande) del farmaco, abbia preso un dito della mano della donna e l’abbia fatto pigiare su uno dei blister, all’evidente fine di lasciarvi quell’impronta per dimostrare il suicidio allargato, finisce per fornire una più plausibile risposta al suddetto interrogativo”.
E’ uno dei tanti passi del procedimento a dimostrare che il cittadino e il giudice italiano vivono in mondi completamente diversi, per scelta del giudice. Già motivare un ergastolo con termini (su una prova fondamentale, essa sola può decidere) come la
possibilità che sia stato l’imputato e la somministrazione in cibo o bevande dimostra il più assoluto disprezzo per la regola fondamentale del 533cpp, la condanna se la colpa è certa al di là di ogni ragionevole dubbio; ma quel che è ben peggio, è la manita de dios, che fa dimenticare, in fila! alle tre Corti, ciò che ha dichiarato in udienza, senza obiezioni di sorta dei colleghi della Procura e della Parte civile, il consulente della Difesa Massimiliano Capra, che le impronte restano nel 10% dei casi!
E non è finita qui; si può dare del buonanulla in mille maniere, senza usare la parola; Maurizio Iori è il primo, immediato buonanulla: pur avendo ogni possibilità di pigiare il dito di Claudia su tutti e venti i lati dei blister, lo fa su uno solo!

Cremona 27 06 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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giu 27 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentotrentotto 27 06 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTOTRENTOTTO
Inviato Quotidiano dei fratelli Salini: dopo due giorni, nessun commento sull’esito di Crema, e sì che s’eran dati tanto da fare prima. Aiutati anche da Cremona, suppongo…
Le mille bolle blu sull’affaire Apa stanno ormai calando; il 21 maggio è di turno sulla Provincia fin che c’è e sulla rassegna stampa Libera il vicepresidente Matteo Lasagna: “Il commissariamento Apa? Un tesoretto può fare gola……”
Chiunque passi, gli mettono in bocca le stesse parole. Il 23 maggio è di scena Giovanni Bozzini:
“Ma torno al settore primario, che da un paio d’anni assiste a una sorta di ‘attacco alla diligenza’ di Coldiretti nei confronti della Libera”
L’attacco alla diligenza, immortalato da tanti film western, non è una specie di ballo, ma un reato che può andare oltre l’obiettivo dei soldi; capitan Voltini, l’imputato evidente, sarà un manager aggressivo, ma non risulta abbia mai sfilato portafogli dalle tasche degli altri, né che abbia condotto alla rovina le imprese che guida: il Sistema Cremona è questo, o ti adegui o rischi la squalifica, almeno quella morale, la loro, ovviamente!
“Gli equilibri di un tempo sono saltati e in tutto questo la crisi interna alla Libera ha sicuramente avuto un peso”
Finalmente un cremonese che conta dichiara al giornale della Libera, che pubblica, la solita ‘distrazione’, che la Libera è in crisi! Sarebbe poi molto bello se Bozzini avesse spiegato in cosa la forza della Libera avrebbe influito sugli equilibri di Cremona! E adesso Bozzini va al cuore, l’Apa conterebbe il due di picche, non fosse che determina il governo di una poltrona tra le più appetite:
“Ma il nuovo passaggio dell’aggressione all’Apa potrebbe certo avere pesanti ripercussioni sulla governance futura di CremonaFiere: un ente a forte connotazione agricola, al quale lo scontro in essere non farà sicuramente bene. Eccetera”
Certo, la poltrona di CremonaFiere è tra le poltrone che contano, nel Sistema Cremona: dominio del dottor Pivantonio, georgofilo, dal 2003, confermato all’ultima scadenza del 2015 grazie alle pressioni di Arvedi, anche i grandi sbagliano, non è più rieleggibile dopo soli 15 anni, lo prevede lo statuto: ma se la poltrona va a un integrato nel Sistema Cremona, in cambio l’integrato darà il suo appoggio al georgofilo per occuparne un’altra degna di lui e della sua vasta schiena!
Prima pagina della Provincia fin che c’è di oggi, edizione in carta:
-Cremona Dipendenti della Provincia Nubi sul futuro-
Si tratta della crisi dell’Amministrazione provinciale, non del giornale fin che c’è, che non scrive mai una riga sui suoi problemi, davvero tanti; comunque giornalisti e impiegati del giornale fin che c’è si preoccupano, e moltissimo, anche se scrivono sempre e solo della crisi degli altri…….

Cremona 27 06 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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giu 27 2017

quando la società funziona 27 06 2017

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QUANDO LA SOCIETA’ FUNZIONA
la squadra vince; ancora sul litigio con Bonucci, la Gazzetta di oggi:
—Almeno questo è il pensiero di Allegri che ricorda anche il litigio prima di Porto-Juve: “In quel momento particolare era giusto fare così. Ci sono momenti in cui è giusto chiudere un occhio e dei momenti in cui gli occhi vanno tenuti entrambi aperti. Lui aveva sbagliato, avevo sbagliato anche io, infatti mi sono autopunito, ed era giusto che Leo stesse fuori. E’ stata una partita importante e decisiva e se anche avessimo perso dopo avremmo avuto la forza per vincerne altre dieci.

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giu 27 2017

matita rossa e blu 27 06 2017

Published by under Striscia La Provincia

MATITA ROSSA E BLU Dialogo semiserio scovato fra le lettere al direttore della Provincia fin che c’è, 24 giugno: –Caro direttore, come spesso succede mi vedo amputato il testo che vi invio, stravolgendo di fatto il mio pensiero. Siccome ho il ‘vizio’ di firmarmi con nome e cognome desidero che le mie missive vengano pubblicate per intero, altrimenti non pubblicatele affatto. Non posso riconoscermi in un testo che arbitrariamente modificate o mutilate e tantomeno sottoscriverlo. Spesso trovo amici che mi chiedono: ‘Non ho capito bene cosa tu volessi dire’. Bella domanda, io rispondo, a volte non lo capisco nemmeno io. Chiedetelo al Direttore del quotidiano ‘La Provincia’. –Solo una precisazione sulle sue lamentele per i tagli. Ribadisco che la sintesi è un dono prezioso: se la lettera è molto lunga sono costretto a tagliarla, ovviamente salvaguardando il senso della stessa————————- Dal qual dialogo apprendiamo che il Pennadoro non sarà molto brillante quando scrive, ma se gli diamo la cattedra buona, vigilanti Pivantonio, Filippini, Boselli e il non c’è, impartisce lezioni al mondo!
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giu 27 2017

incompatibilità di carattere 27 06 2017

INCOMPATIBILITA’ DI CARATTERE; CRUDELTA’ MENTALE
Un tempo erano gli slogan dei divorzi lampo negli Stati Uniti; si scopava un mese ma non si trovava l’accordo; oggi, leggendo il blog di Grillo, capisco il divorzio tra un Pizzarotti e i 5 Stelle; fresca di giornata, ecco risolti i problemi degli italiani col fisco: —Oggi iniziamo a discutere il Programma Fisco del MoVimento 5 Stelle, la prossima settimana si terrà la votazione. I cittadini, davanti al fisco, hanno indubbiamente dei disagi. La pressione fiscale è eccessiva, sulle imprese, sulle famiglie, e tutto il rapporto con il fisco è molto complesso. Occorrono una serie di norme che rendano più snello, equo e sostenibile il fisco in Italia. È per questo che il Movimento 5 Stelle chiede di esprimervi su dei punti fondamentali che riguardano proprio la realizzazione di un alleggerimento nei confronti delle imprese, una redistribuzione dei carichi fiscali migliore e tanti altri aspetti che andiamo ad analizzare. Uno dei temi fondamentali per tutti i cittadini è quello del rispetto dell’ambiente e quindi non si può rinunciare a utilizzare il fisco per riuscire a indurre nei cittadini dei comportamenti virtuosi affinché la tutela dell’ambiente sia effettivamente attuata. E per questo abbiamo pensato, tra le nostre proposte, quella di creare un unico contributo ambientale in sostituzione di tutte quelle misure attualmente previste che purtroppo non portano a nulla. Logicamente questo contributo unico ambientale terrà conto delle specificità del settore e del tipo di produzione. Eccetera—
Incompatibili e crudeli, scrivono le cronache, son solo i Pizzarotti; per i Davigo i 5 Stelle sono il massimo, dopo di loro, naturalmente, e a condizione li ascoltino!

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giu 27 2017

gran traduttor dei traduttor d’omero 27 06 2017

GRAN TRADUTTOR DEI TRADUTTOR D’OMERO
E’ nota l’abitudine della Provincia fin che c’è di copiare, il giorno dopo, o anche due, gli articoli di www.cremonaoggi.it; a volte in modo, sarò lieve, distratto.
Ieri www.cremonaoggi.it pubblica un articolo di Giuliana Biagi a commento della nota della Diocesi di Cremona su cremazioni, funerali eccetera, titolo:
-Boom delle cremazioni eccetera-
sottotitolo:
-Niente più funerali nella cappella del cimitero dal 1 luglio eccetera-
Ovviamente, la Diocesi dà istruzioni per i funerali religiosi. Locandina della Provincia fin che c’è di oggi, accanto alle edicole:
-Basta funerali al cimitero-
Che dal 1 luglio, per la Provincia fin che c’è, si faranno alla discarica; per chi avesse scelto la cremazione, l’inceneritore; il professor Cilecca si frega le mani, non lo spegnerà più!

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giu 27 2017

oltre al danno, le beffe 27 06 2017

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OLTRE AL DANNO, LE BEFFE Ci sta che a Crema il Partito democratico esulti oltre il lecito: legnati in tutta Italia, lì hanno vinto nelle peggiori condizioni; dal sito ufficiale, a firma del segretario Matteo Piloni (tutti Matteo si chiamano, oggi, i politici che contano!): –A Crema non si è giocata la classica partita tra centrosinistra e centrodestra. In ballo c’era qualcosa di più. Ed è anche per questo che molti elettori di centrodestra hanno preferito la Bonaldi a Zucchi. A perdere infatti non è stato solo Zucchi, ma l’idea di una politica fatta di interessi e relazioni esclusive. Un’idea di politica che ha tra i suoi sponsor principali Malvezzi, Salini e Rossoni– Come faccia a scrivere che molti elettori di centrodestra hanno preferito la Bonaldi a Zucchi, lo sa solo lui; ma eccolo tendere la mano: –Ora che la campagna elettorale si è conclusa, mi auguro che con il centrodestra si possa ritrovare un’interlocuzione seria e credibile– La Sinistra è, come sempre, la Sinistra; tanto detto, la Destra cremonese, perdere a Crema non bastava la negligenza, serviva l’impegno, si trovi delle belle risposte, che valgano per il futuro, invece di piangere sul latte versato: –Chicco non era adatto; se mettevano me al suo posto, si vinceva, eccetera–
Cremona 27 06 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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giu 27 2017

oggi a iori, domani a te 27 06 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
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-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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giu 26 2017

la legge del più forte-cinquecentosessantaquattro 26 06 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOSESSANTAQUATTRO E’ la parte finale di un articolo di Pietro Tony (ex giudice della corrente Magistratura democratica, ora in pensione) per il Foglio del 12 ottobre 2016. Articolo troppo lungo per un blog, lo presenterò giorno per giorno. Qui poche righe su una questione di elementare buon senso: la separazione delle carriere, per consentire al giudice d’essere realmente terzo tra Accusa e Difesa, non collega dell’Accusa, come oggi. Nei processi Iori tutto è filato sulle conclusioni della Giudiziaria, confermate dalla Cassazione; nella scale degli argomenti il primo naturalmente è, non solo Maurizio Iori, chiunque, possa dar di nascosto tanto di quell’ansiolitico, lo Xanax, da causare alle vittime “un’intossicazione acuta”. Poche righe dalle conclusioni della Procura, in primo grado, a Cremona: “Dopo aver stordito Claudia, lo Iori si mise i guanti ed iniziò la sua opera: prima di tutto tolse la corrente elettrica, cercò e trovò la copia della lettera scrittagli da Claudia (siamo dopo le 22 00 del 20 luglio 2011, è noto che al buio si vede meglio, n.d.r.)…… quindi trascinò Claudia sul suo giaciglio, dopodichè, probabilmente, fece trangugiare altro Xanax a Claudia, profittando della sua semi incoscienza” Non fossero colleghi, Procura e Corte, nonostante la sacralità dell’Aula e del momento, i muri avrebbero tremato dalle risa…… —C’è da restare esterrefatti. Per tutto ciò. Ma soprattutto perché continua il silenzio delle istituzioni – la solita censura del silenzio? paura di far innervosire la cd casta? – sul problema più importante della giustizia penale, quello strutturale relativo alle sue fondamenta ossia alla separazione delle carriere. E’ codesta la causa principale delle accennate gravi disfunzioni ossia dei ricordati mostri giudiziari. Perché senza separazione – stessa carriera di appartenenza, stessa casa ed organizzazione, stesso Csm, stessa autorità disciplinare, stessa quotidiana familiarità – viene spesso a mancare la necessaria equidistanza e terzietà del giudice (art. 111 Cost.) e il procedimento – con il difensore spesso relegato nel ruolo di convitato di pietra – non può non restare altamente inquisitorio con buona pace per l’etichetta accusatoria. Con gip e tribunale della libertà sempre meno incisivi nella loro funzione di organi di garanzia. Con indagini che, più che ricostruire orizzontalmente il puzzle dell’accaduto, con sinergiche disinvolture non poche volte edificano verticalmente il fascicolo, rimpolpando pazientemente l’iniziale ipotesi accusatoria. Insomma con giudici e pm che, avvinti in un appassionato abbraccio per via di tanti comuni interessi, non possono disinteressarsi dell’immagine della categoria. E’ poco? Si può non gioire per una qualsiasi riforma, una qualsiasi che rompa il ghiaccio della diffusa inefficienza? Vogliamo restare tutti in silenzio per altri 30 anni? 30+30 fa 60, forse troppo per un sistema che langue a discapito delle persone.
Cremona 26 06 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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