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gen 11 2018

caccia ai tesori 11 01 208

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TURISMO: COLDIRETTI, ECCO MAPPA GOURMET DEI 5567 BORGHI
Parte caccia al tesoro nell’anno del cibo italiano nel mondo
L’anno nazionale del cibo italiano nel mondo si apre con la mappa gourmet dei tesori nascosti nei 5567 borghi d’Italia che raccontano la storia di un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione locale ma anche per il numero crescente di turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca dei tesori del Belpaese. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della prima rassegna dei prodotti tipici dei comuni con meno di 5mila abitanti per far conoscere le specialità territoriali conservate da generazioni negli angoli più remoti del Paese. Una risorsa custodita fuori dai tradizionali circuiti turistici che potrà ora essere finalmente tutelata e promossa grazie alla nuova legge n.158/17 che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico dei piccoli borghi. A Vernasca in provincia di Piacenza – sottolinea la Coldiretti – si trova il borgo incastellato di Vigoleno dove si realizza “Il Vin Santo di Vigoleno” che con circa 5.000 bottiglie prodotte ogni anno si contende il titolo della più piccola Doc d’Italia con il vino Loazzolo, realizzato esclusivamente nell’omonimo paesino dell’Astigiano grazie ai viticoltori di un paese che conta solo 358 anime e che, grazie ad una situazione geografica eccezionale, beneficia di un microclima unico e speciale. Ma le specialità territoriali si producono anche in comuni che hanno avuto grossi problemi con il terremoto, come quello di Montelupone nel Maceratese (3584 abitanti) dove – segnala la Coldiretti – si continua a coltivare il pregiato carciofo violaceo noto anche come lo “scarciofeno” o come quello aquilano di Campotosto (537 abitanti) patria dell’omonima mortadella, uno dei salumi più imitati d’Italia, fin dal 1575, con il suo curioso secondo nome (coglioni di mulo). Anche le isole più piccole, come ad esempio quella palermitana di Ustica, nel cuore del mar Tirreno, hanno legato il loro nome a prodotti esclusivi. E’ il caso delle minuscole e laviche lenticchie di cui vanno fieri i 1308 abitanti dell’isola. Ci sono anche prodotti gastronomici – sostiene la Coldiretti – le cui origini si perdono nella storia e si legano ad antiche tradizioni religiose come la molisana treccia di Santa Croce di Magliano (4387 abitanti) che, in occasione delle feste della Madonna dell’Incoronata e del Patrono San Giacomo, viene messa a tracolla durante i riti e successivamente consumata in allegria come ottimo formaggio. Non mancano prodotti di nicchia che devono la loro fortuna alla particolare esposizione come il friulano aglio di Resia (1021 abitanti), dal sapore intenso e raffinato, che viene piantato durante l’inverno sino a 1000 metri di altitudine in piccoli orti che guardano a Sud. Scatenano l’orgoglio del mondo contadino lucano – prosegue la Coldiretti – i fagioli di Sarconi (1418 abitanti) che con tale dizione, protetta dalla Igp, comprendono numerose tipologie di cannellino e di borlotto noti localmente con gli appellativi “fasuli russi”, “tovagliedde rampicanti”, “fasuli russi”, “verdolini”, “napulitanu vasciu”, “napulitanu avuti”, “ciuoti o regina”, “tabacchino”, “munachedda”, “nasieddo”, “maruchedda”, “san michele”, “muruseddu”, “truchisch” e “cannellino rampicante”. E, infine, sono tipiche di piccoli comuni, come quello di Storo (4678 abitanti) alcune produzioni che per secoli hanno rappresentato la base dell’alimentazione e garantito la sopravvivenza di generazioni di trentini: la farina gialla realizzata attraverso la macinatura a pietra del mais coltivato nella Valle del Chiese. Per trovare queste specialità – conclude la Coldiretti – e per scoprire il vero cibo italiano garantito da Campagna Amica, la più grande Rete europea di vendita diretta che offre i prodotti e le eccellenze degli agricoltori italiani, sarà attiva per tutto l’anno del cibo italiano nel mondo l’app Coldiretti Farmers for you che ricerca nei mercati, nelle fattorie, negli agriturismi dove soggiornare e mangiare, e nelle botteghe: oltre 10.000 punti in tutta Italia.

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dic 10 2017

casa vergani 10 12 2017

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CASA VERGANI Voglio esser chiaro: quando leggo che la Locanda Torriani è un tre stelle, m’arrabbio, il numero sarà un obbligo ma basta ficcarci il naso per capire che la Locanda è un unicum. E Cremona di questi unicum deve averne parecchi. Così, quando un amico mi dà il biglietto di Casa Vergani, piazza San Michele 2, una delle piccole e belle di Cremona, m’incuriosisco, cerco e su www.airbnb.it trovo questa graziosissima presentazione: —Il mio alloggio è in centro. Ti piacerà per la terrazza coperta che guarda sul giardino del palazzo, la comodità del letto, l’intimità, il silenzio, il parcheggio privato interno, la possibilità di tenere cani di qualsiasi taglia, che verrà considerato al costo di un ospite aggiuntivo. Inoltre c’è la possibilità di parcheggiare moto e biciclette al coperto. Gli animali potranno usufruire del giardino privato. Adatto a famiglie con bambini ed a viaggi di lavoro. 4 biciclette disponibili. Casa Vergani è vicina, oltre che ai monumenti del centro, anche a: museo del Violino, cliniche, tribunale, teatro Ponchielli, stadio Zini, ristoranti, fermate del trasporto pubblico, stazione ferroviaria e dei pullman. Anche l’Ospedale ed il quartiere fieristico sono raggiungibili con facilità. Ciclisti e motociclisti potranno pulire e fare piccola manutenzione ai propri mezzi. I cani potranno correre liberi in giardino ed in cortile. L’alloggio, ampio e luminoso, è completo di tutto— Tutto vero; il telefono 342 9216211; casaverganicremona@gmail.com; il costo varia se due persone o quattro più il cane, ma è sempre incredibilmente basso.
Cremona 10 12 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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set 08 2017

scusate il ritardo, 08 09 2017

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SCUSATE IL RITARDO, ma prima il dovere: oggi sono andato a Nizza Monferrato da Nino Bronda, su cui ogni tanto scrivo:
VENDEMMIA 2009
Egregio Consumatore, sarà, sarà perché da anni non abbiamo ritoccato i prezzi, sarà perché non abbiamo vini pronti dopo 8 giorni dalla vendemmia, come ormai tutti i grandi del vino (chiamati novelli), sarà perché sono leggermente diversi da vendemmia a vendemmia come natura vuole…….sarà perché con molte difficoltà mettiamo ancora in vigna i pali di legno, non ci sono più boscaioli che li preparano; non so quando ma presto dovremo sostituire quelli che marciscono con dei pali di ferro……..sarà perché noi aspettiamo il freddo invernale che da sempre ha fatto precipitare i fondi rimasti in vinificazione……sarà perché noi imbottigliamo poche ore al mese a luna calante, dovendo aspettare anche un mese dall’ordine alla consegna, una cosa è certa, lo scorso anno ci avete onorato con i vostri ordini e ritiri in cascina, anche se le strade sono sempre più brutte e le buche più grosse; abbiamo cambiato il sindaco; per ora è tutto come prima.——————————–
E’ una vecchia lettera di Nino Bronda, non fatevi ingannare dal ‘abbiamo faremo imbottigliamo’: classe 1933, fa tutto lui, in cascina manca perfino il gatto, ogni primavera spedisce la sua lettera ai clienti che poi son quelli diventati amici, naturale, senza peli sulla lingua; un anno: la vendemmia è stata triste (!), non esistono per Nino vendemmie sempre vincenti.
Tedesco disordinato come sono, ieri ho trovato in cantina una sua Barbera del 1999; giovane, ricordo la descrizione di Luigi Veronelli: dal fiato lungo e caldo; con 15 anni austera come un vino che si dà delle arie!
Caro vecchio grande malmesso in salute Nino Bronda, che Dio ti conservi ben più dei pali di legno dei tuoi tre ettari scarsi di vigna!
Nino Bronda, Nizza Monferrato (due ore da Cremona), Strada Tessitora 26 (senza navigatore problematico trovarla), 0141 726028, solo ore serali. Vini prodotti da terreni in collina mai diserbati, produzioni con antiparassitari innocui e non tossici, recita orgoglioso sulla busta, sulle etichette. Anche uno dei pochi Grignolino della tradizione. Cremona 27 10 2014———————— Abbiamo pranzato assieme, Nino e l’amico Pierluigi, nel nostro ristorante di lunga tradizione, Violetta, Calamandrana via Valle San Giovanni 1, 0141 769011: al cuore Ramon, al cuore, finale di Per un pugno di dollari! qui più pacificamente al cuore della grande cucina del Monferrato, a prezzi da trattoria. Confidenza, quindi tante domande: perché la carne è tanto buona? semplice, basta comprarla bene: Vittorio e Loredana, dal 1877, macelleria storica, tagli di carni pregiate&prodotti gourmet, Nizza Monferrato via Carlo Alberto 80, 0141 72 11 92. Bottiglie normali non esistono alla Violetta: tolto il tappo a un Da Sul 2015, immensa Barbera d’Asti prodotta e curata da Paolo Laiolo, sì sono parenti, Vinchio, un nome che fa fremere chi ama la grande Barbera, 0142 950311; in cantina ne conservo decine di bottiglie, che invecchiando grandeggiano. I prezzi? come alla Violetta.
Cremona 08 09 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 27 2017

granturismo 27 08 2017

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GRANTURISMO
Ogni volta che apro la pagina del gruppo “amici di Ceriana” e appaiono le chiese vecchie, resto commosso e stupefatto: un paesino che al massimo della sua Storia è rimasto sotto i 3mila abitanti, col solo reddito, magro, della campagna, dove avrà trovato, prima ancora delle forze, l’idea di chiese tante maestose; dove han trovato, i cerianaschi d’oggi, i soldi e la voglia di restaurarle?

Cremona 27 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 23 2017

ceriana insegna 23 08 2017

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CERIANA INSEGNA
A chi vuole imparare. Sagra della salsiccia, sere del 19/20 agosto: con gli altri piatti, serviti 200 duecento Kg di salsiccia; una più, tre meno, 1500 persone in due giorni si son messe a tavola in piazza e piazzette; la maggior parte, da Sanremo e paesi vicini.
In assoluto i numeri dicono poco; per chi conosce l’entroterra ligure, son numeri strepitosi, a cominciare dal parcheggio; problema risolto dall’iniziativa dei cerianaschi, sindaco Bruna Rebaudo in testa: navetta fino al campo sportivo, altra gemma, come la piscina sul torrente, di chi vuole confrontarsi con successo con la natura, da queste parti molto matrigna, e problema park risolto; volontariato diffuso tra gli abitanti, e per una sagra del genere servono decine di persone; prezzi bassi.
Ma la domanda che ci facciamo noi golosi è: per un piatto semplice, povero, spesso dozzinale come la salsiccia, chi si sposta?
La Sagra è nota, perché da sempre i cerianaschi la fanno buona; devono comprare ai mercati, ma usano le parti migliori del maiale; han la mano precisa e leggera negli ingredienti, e la cottura sempre ammodo. Naturale il paragone con l’olio, il re di queste campagne; la natura dà terra e clima, per il resto dice al cerianasco: arrangiati, e lui da secoli si arrangia benissimo!

Cremona 23 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 22 2017

lapo elgatt 22 08 2017

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LAPO ELGATT
Mi incarica di scrivere agli amici di Ceriana perché dopo oltre un mese di assenza lui è troppo occupato nel recupero degli odori abituali; le forze tornano a vista d’occhio, stamattina ha camminato per un’ora, guinzaglio sempre teso e schiena arcuata: è un cane di pianura, la conferma!
Di Ceriana rimpiange la piscina, il fresco, Bestagno e Ciandamarin, la salsiccia fin che ha potuto, ma più d’ogni altro i complimenti affettuosi giorno e notte dei cerianaschi; a Cremona è un cane come tanti altri, gli si avvicinano, per evidenti motivi di interesse, solo mosche e zanzare.

Cremona 22 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 21 2017

cremona batte ceriana 2 a 0 21 08 2017

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CREMONA BATTE CERIANA 2 a 0
Appena tornati:
a) fa molto più caldo, e senza pagare bollette supplementari
b) internet funziona anche per strada

Cremona 21 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 19 2017

due parole chiare 19 08 2017

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DUE PAROLE CHIARE
Capita più spesso di quel che vorrei, uno mi ferma per dire: perché scrivi sempre entusiasta di Ceriana e non vedi i difetti?
I difetti li vedo e li scrivo, ogni tanto; è che i pregi son molti di più; poi sono uomo di battaglia ma parlar male per il gusto di parlar male non mi interessa; la mia definizione di pettegolezzo è: ottimo se diverte, altrimenti è pattume.
Tanto detto, se vogliamo giudicarci sul serio un sistema profondo e che raramente sbaglia c’è: avere un interesse comune e dividercelo; in quel momento si vede se ho ragione io o tu.
Frequento Ceriana da una quarantina d’anni e l’interesse comune è: io so quali siano i confini dell’ospite e li rispetto, e gli amici di Ceriana son diventati amici da subito. La mia battuta: se vieni qui per fare il milanese che sa tutto, attenditi la risposta che meriti.
Quando scrivo “il paese più bello del mondo” è chiaro che intendo: per me! di paesi più belli del mondo è pieno il mondo.
Poi, se uno ha la fortuna di nascere goloso e saper distinguere, Ceriana è un paese così buono!

Ceriana 19 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 18 2017

un sogno 18 08 2017

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UN SOGNO
Il paese più bello del mondo sarà pulito o non, i parcheggi bastano o se ne possono devono fare altri, mancano gli spettacoli di un tempo eccetera; tutto vero e importante, ma Ceriana deve lasciar perdere il resto per ricordare la sua missione tra i golosi: sua maestà l’olio, da oliva taggiasca!
Come Barolo, La Morra, Monforte, Barbaresco, le Langhe insomma; sarebbero paesi sconosciuti, senza i vini che li rendono famosi. Di cui Luigi Veronelli scriveva: avessero i nostri la stessa rabbia dei viticoltori di Borgogna, non ci sarebbe confronto. E ricordava mestamente il giudizio di un collega francese: noi abbiamo uve d’argento e facciamo vini d’oro, voi uve d’oro e vini d’argento!
A Ceriana altro la rabbia che manca: l’80% dell’uliveto è in abbandono; i pochi agricoltori rimasti vendono l’olio sfuso a prezzi ridicoli; eppure gli esempi, pochi, piccoli, di quel che si può tentare, ci sono.
In Ceriana la maggior parte della campagna non è da viti, ma nel poco che c’è una specie di Cristoforo Colombo, Eros Mammoliti, ha compiuto la traversata: poche migliaia di bottiglie da uve tipiche, vermentino rossese ciliegiolo, e il recupero del Moscatello di Taggia, ben vestite da belle etichette, di ottima qualità e prezzo umano.
Dunque se Eros è riuscito nel vino, perché gli amici cerianaschi non provano nell’olio, elemento molto più difficile da commerciare per troppi motivi, è vero, ma che, col motore “Ferrari” che hanno gli uliveti attorno al paese, può condurre Ceriana tra le capitali dell’olio italiano; oggi un solo produttore ha trovato il coraggio di etichettare; si formasse una cooperativa dove ciascuno frange e etichetta il proprio olio, sotto il nome comune: Ceriana, si potrebbe tentare la traversata alla Eros.
Uno scrive pensando, uno legge pensando altro, con lo stesso diritto di chi scrive: non vorrei aver lasciato l’idea che a Ceriana manchino gli oli eccellenti; qualche volta ho fatto dei nomi, oggi però mi rendo conto che i produttori bravi sono di più e farei loro un torto dimenticandoli perché non li conosco, e allora prendo la scorciatoia: chi è interessato venga a Ceriana, il paese più bello del mondo, ficchi il naso in ogni angolo, assaggi e scelga; se non distingue i cru, così si direbbe nei vini, si rassegni, non tutti nascono col becco fine, e gli scaffali dei supermercati abbondano di olio superextravergine, a volte a prezzi più bassi dei già bassi degli agricoltori di Ceriana. Il paese più bello del mondo!

Ceriana 18 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 16 2017

ceriana è anche questo 16 08 2017

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CERIANA E’ ANCHE QUESTO
Sera di Ferragosto, la piazza maggiore con molti tavoli dove si mangia e si beve in allegria: questa mattina alle 7 piazza lavata e stirata, puoi quasi mangiare per terra.
La notte prima quattro giovinastri in un angolo della stessa piazza fan salotto: il mattino nello stesso angolo, il cestino portarifiuti è a ben 10 dieci metri, bottiglie bicchieri cartaccia per terra.
Per gli effetti, un solo villano batte la civiltà di cento persone.

Ceriana 16 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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