Archive for the 'Striscia Repubblica' Category

gen 21 2018

altro che la guerra di segrate 21 01 2018

ALTRO CHE LA GUERRA DI SEGRATE
tra De Benedetti e Berlusconi; le guerre civili, ancora una volta, si rivelano le più sanguinose. Non so quali siano i motivi tra De Benedetti da una parte, suo figlio è ancora l’editore del gruppo, e l’intera redazione di Repubblica dall’altra, ma De Benedetti ha obbligato il giornale a pubblicare la sua nota:
—Eugenio Scalfari ha completamente omesso un passaggio cruciale della vita del Gruppo Espresso. A metà degli anni ’80, il Gruppo si trovava in una situazione tecnica di fallimento e l’avvocato Vittorio Ripa di Meana, legale e consigliere di amministrazione del Gruppo, si rivolse al dottor Guido Roberto Vitale, allora amministratore delegato di Euromobiliare, per cercare una soluzione che ormai pareva veramente problematica. Il dottor Vitale, con un suo collaboratore, si inventò uno strumento molto in disuso nella finanza italiana e cioè le fedi di investimento convertibili e mi propose di sottoscriverne 5 miliardi, cosa che io feci. Successivamente convertii le fedi in azioni del Gruppo Espresso, diventandone azionista al 15% e entrai nel Consiglio di Amministrazione, del quale per trentacinque anni sono stato membro. Infine, in occasione della guerra di Segrate Scalfari ne approfittò per vendere la sua modesta partecipazione e io gliela comperai versandogli 80 miliardi di lire. Quindi Scalfari, saltando a piè pari questo evento decisivo per il Gruppo, falsa (involontariamente?) la storia del Gruppo stesso che, confermo, ho salvato più di quarant’anni fa e questo lo dico non certo per vantarmi, ma per il rispetto della storia—
Scalfari Eugenio Magno da trent’anni rifiutava di svelare cosa prese da De Benedetti, che oggi glielo spiattella sul muso, davanti a tutta Italia. Che fingerà di non aver letto, anche se 80 miliardi non son noccioline, specie per un gruppo sull’orlo del fallimento, specie per un 15% che vale solo 5 miliardi; che se ci fosse la possibilità pratica di buttarci dentro Berlusconi, dio sa a quante pubbliche autorità interesserebbe!

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gen 18 2018

si erano tanto amati 18 01 2018

SI ERANO TANTO AMATI
De Benedetti Carlo dal Giornale: —E va giù duro contro Scalfari: «Non voglio più commentare un signore molto anziano che non è più in grado di sostenere domande e risposte. Ha detto che se ne fotte delle mie critiche? Li ho salvati dal fallimento negli anni Ottanta e a Scalfari ho dato un pacco di miliardi, quindi con me deve solo stare zitto. È un ingrato». Scaramucce tra anziani—
Quando si tratta di soldi De Benedetti è il classico ebreo della più becera novellistica, certo è che Scalfari Eugenio Magno gli vendette a suo tempo le azioni di Repubblica a un prezzo che non volle mai svelare, forse per la vergogna d’aver profittato d’un amico. Ma a rimetter le cose in ordine ci pensa il Comitato di redazione di Repubblica, un altro di quelli nati con la ragione sempre a fianco, a mo’ di angelo:
—Il Comitato di Redazione respinge le accuse lanciate ieri sera a Otto e mezzo dall’Ingegner De Benedetti nei confronti di Repubblica e di Eugenio Scalfari. Non è la prima volta che Carlo De Benedetti, da quando ha lasciato gli incarichi operativi all’interno del Gruppo Espresso, si unisce al coro di chi con cadenza quasi quotidiana attacca questo giornale e ciò che rappresenta. Ma vogliamo tranquillizzare Carlo De Benedetti: l’identità e il coraggio che Repubblica dimostra nell’informare i propri lettori e nel portare avanti le proprie battaglie sono vivi e sono testimoniati innanzitutto dal lavoro dei giornalisti che ogni giorno difendono e dimostrano la propria indipendenza senza bisogno che qualcuno gliela conceda. L’assemblea dei redattori di Repubblica si riunirà oggi per ribadire la propria determinazione a rispondere a ogni attacco che voglia mettere in dubbio la loro professionalità e il patrimonio di valori che il giornale in quarant’anni si è costruito.

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gen 15 2018

piccola aggiunta, stile repubblica 15 01 2018

PICCOLA AGGIUNTA, STILE REPUBBLICA
Su troppi temi essere leghisti è già di per sé un peccato grave, anche limitandosi a ripetere concetti condivisibili da assimilare a numeri. Attilio Fontana con parole diverse dice quel che scrivo da anni; in tema di accoglienza il minimo di un governo che abbia la pretesa di governare è: fino a quanti ne posso accettare? Ho ascoltato i video dei principali media, identici; la Stampa lo riassume così:
—L’Italia non può accettare tutti gli immigrati. Lo ha detto il candidato presidente della Regione Lombardia per il centrodestra, Attilio Fontana, parlando ieri a Radio Padania.Qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, ma è questione di essere logici o razionali. Non possiamo – ha sostenuto l’ex sindaco di Varese – perché tutti non ci stiamo, quindi dobbiamo fare delle scelte. Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se deve essere cancellata—
Quando Ser Francesco Papa e Madama la Boldrina parlano di risorse, integrazione eccetera, mi piacerebbe fossero precisi: i 5 milioni che abbiamo già quando si integreranno davvero? I video dei principali media, identici, compreso il Fatto Quotidiano; Repubblica ci tiene invece a distinguersi e aggiunge in testa al pezzo:
—Dobbiamo ribellarci, gli immigrati vogliono cancellare la nostra razza bianca, la nostra etnia: era stato presentato come il “leghista moderato”, ma Attilio Fontana, candidato del centrodestra come presidente della Lombardia alle elezioni del 4 marzo, usa toni tutt’altro che soft.

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gen 15 2018

anche i criminali riposano 15 01 2018

ANCHE I CRIMINALI RIPOSANO
Dalla Stampa un edificante raccontino; protagonista, uno di noi che non accetta la Storia la possano scrivere solo gli autorizzati:
—Raggiunto al telefono dall’Ansa, Sguanci ha tenuto a precisare di ritenere che Mussolini fu un criminale, anzi, uno dei più grandi criminali della storia. È più che assodato. È un fatto. E io sono un antifascista, non c’è nessuno più antifascista di me; mi dolgo che un criminale come lui, in venti anni, sia riuscito a fare tutto quello che ha fatto, mentre noi stiamo qui a litigare in continuazione. Sguanci ha espresso la sua opinione commentando sul social un post ironico di un amico sulla «riabilitazione» di Mussolini del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, che in queste ore sta facendo molto discutere. Nel commento, Sguanci spiega che il duce, fatte salve tutte le peggiori nefandezze, fece anche: la riforma industriale, la riforma del lavoro, la riforma dei salari, introdusse la tredicesima, la riforma delle pensioni, della scuola, la riforma agraria, l’edilizia sociale, le varie bonifiche, rinnovato le linee ferroviarie. Eretto Università, istituti agrari, scuole di guerra aeree e navali e tante tante altre cose—
E Repubblica, il guardiano talebano, si incarica di farci sapere il resto:
—In serata le scuse dello stesso Sguanci: “Consapevole di aver ferito, involontariamente, la sensibilità di qualcuno, non solo me ne dispiaccio, ma anche mi scuso”. E più tardi è arrivata per lui la ‘scomunica’, laconica e tombale, del Pd: “Le frasi scritte da Maurizio Sguanci, presidente della circoscrizione numero 1 di Firenze su Mussolini sono gravi ed inaccettabili” si legge nella nota del Partito democratico. Da Twitter invece è giunta la condanna del sindaco di Firenze, Dario Nardella: “Conosco da molti anni Maurizio Sguanci. È una persona generosa e appassionata, ma le sue parole su Mussolini sono gravi e inaccettabili. Anche perché a Firenze l’antifascismo è un valore forte e vissuto dalla comunità con convinzione. Aver chiesto scusa era il minimo”.

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gen 13 2018

giudizio senza appello 13 01 2018

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GIUDIZIO SENZA APPELLO
Il distinguo sotto di Repubblica ha il valore di una confessione confermata in sentenza: la Procura di Roma avrà ottenuto l’archiviazione, non solo, ha aperto un fascicolo per scoprire chi ha regalato ai media l’assist sulle banche popolari che Renzi ha passato a De Benedetti, ma l’assist c’è stato; sarà l’interprete, poi, a stabilire se fu un delitto o una consuetudine. Belle le mani avanti: “Carlo De Benedetti, a lungo editore di questo giornale”; ci voleva tanto a scrivere: per quarant’anni; ha ceduto la proprietà ai figli, due minuti fa!
—Di fronte alle notizie e alle polemiche che coinvolgono Carlo De Benedetti, a lungo editore di questo giornale, la direzione di Repubblica sente la necessità di rivolgersi a tutti voi lettori per salvaguardare un patrimonio di fiducia maturato nel tempo.
In merito alle vicende giudiziarie e di regolazione dei mercati, che faranno il loro libero corso e che riguardano investimenti personali e rapporti privati dell’Ingegnere con esponenti politici e istituzionali, ci teniamo a sottolineare che nessun interesse improprio ha mai guidato le scelte giornalistiche di Repubblica e nessun conflitto di interessi ne ha mai influenzato le valutazioni.
Le posizioni che il giornale ha preso in questi anni sono il frutto della libera scelta della direzione e dei giornalisti, nella linea tracciata da Eugenio Scalfari e poi proseguita da Ezio Mauro. Un Dna a cui il giornale ha sempre fatto riferimento e che ha custodito nel passaggio delle generazioni come un bene prezioso.
I lettori conoscono questo impegno giornalistico e civile, un giornalismo di indipendenza e libertà a cui siamo sempre stati fedeli e che continuerà ad essere la cifra di Repubblica. I rapporti, i giudizi e le iniziative di Carlo De Benedetti sono fatti personali dell’Ingegnere. Questo giornale ha sempre avuto a cuore la propria indipendenza e goduto di una totale libertà di scelta.
Prese di posizione, campagne di stampa, scelte editoriali ed errori li abbiamo fatti da soli, nella fatica del lavoro quotidiano, convinti di dover rispondere soltanto ai lettori e alle regole del libero giornalismo, a nessun altro interesse, debole o forte che sia, lontano o vicino.

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gen 10 2018

l’avesse fatto berlusconi…… 10 01 2018

L’AVESSE FATTO BERLUSCONI…….. Da Repubblica, il giornale degli italiani colti e intelligenti, unico a non scrivere nel titolo, ma solo nel corpo dell’articolo, ben nascosto, che il democratico De Benedetti Carlo, dopo aver parlato con Renzi, ordinò l’acquisto di azioni. E la Procura chiede l’archiviazione!! forse perché il democratico De Benedetti aveva investito nella speculazione una cifra modesta, per lui….
—commissione banche
De Benedetti parlò con Renzi della riforma delle Popolari. Procura chiede archiviazione del caso
Quattro giorni dopo, il 20 gennaio 2015, il Consiglio dei ministri approverà il decreto che impone alle Popolari di trasformarsi in società per azioni, tempo 18 mesi. A febbraio, la Consob apre un’indagine sui movimenti dei titoli delle Popolari. Tra le altre cose, acquisisce la registrazione della telefonata. Quindi accerta che la Intermonte sim, per conto della Romed (società di De Benedetti), compra titoli delle Popolari per 5 milioni realizzando una plusvalenza di 600 mila euro.

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dic 31 2017

il giustiziere della domenica 31 12 2017

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IL GIUSTIZIERE DELLA DOMENICA
Scalfari Eugenio Magno ha messo a pagamento l’Editoriale su Repubblica on line; peccato, mi divertivo; però spesso le prime righe, le uniche gratis, bastano; l’altro mese ha scatenato un putiferio dicendo che avrebbe scelto Berlusconi, se l’alternativa fosse stata il solo Di Maio Luigi; dio sa che dovrebbe succedere da un momento all’altro se Casini Pier Ferdinando, un grande avvenire dietro le spalle, è uno dei pochissimi politici da salvare…….
—Nei giorni di Capodanno, che seguono quelli religiosi del Natale, è assai difficile parlar male degli altri. Eppure sembra quasi impossibile parlarne bene, politicamente intendo. Le eccezioni sono pochissime: De Mita e Casini al centro, nessuno a destra, pochissimi a sinistra fuori del Pd e non molti anche dentro il Partito democratico.

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dic 29 2017

parola di repubblica! 29 12 2017

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PAROLA DI REPUBBLICA! La consueta finezza del giornalismo vero di sinistra: noi che lo votiamo, citrulli! Loro al governo dal 1995 al 2001, dal 2006 al 2008, dal 2011 a oggi, e non hanno tirato fuori nemmeno la più modesta delle leggi sul conflitto di interessi!
—Nel paese di Acchiappacitrulli, più che chiedere voti in cambio di progetti, Silvio Berlusconi è un generatore automatico di promesse. Si perdoni il tono risoluto del giudizio, ma sono ormai 24 anni di campagne elettorali, per cui l’ultimissimo scampolo dei suoi impegni – sgravi totali per i giovani, aumento pensioni minime, reddito “di dignità” e flat tax al 23 con automatico calo al 13 per cento – finisce per aggrovigliarsi nella memoria con il penultimo….

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dic 24 2017

grandi menti al lavoro 24 12 2017

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GRANDI MENTI AL LAVORO
Scalfari Eugenio Magno, Editoriale di Repubblica; per favore, non chiedetemi come ragionano da quelle parti, non saprei rispondere….. —TRA pochi giorni entreremo nell’anno 2018, che non ha grandi prospettive di sviluppo sociale e politico. Anzi. Ai colleghi dell’Espresso era venuto in mente di confrontare il nuovo anno con anni passati che finissero col numero otto. L’idea era buona ma coincide con questo mio impegno domenicale, quindi la riprendo qui.

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dic 18 2017

da repubblica ai centri sociali 18 12 2017

DA REPUBBLICA AI CENTRI SOCIALI
Sull’Espresso; c’è da restar trasecolati, le vittime dell’intolleranza politica, in Italia, sono a sinistra, e quando regolarmente un Matteo Salvini viene aggredito, un Berlusconi diffamato, la colpa è loro, provocatori che vogliono parlare nei posti sbagliati, nei tempi sbagliati, di cose sbagliate….. —C’è un bene più prezioso della stabilità di un governo e anche, per fortuna, di una campagna elettorale vinta o persa che in democrazia dovrebbe essere la routine e non un giudizio di Dio? Sì, c’è, è la qualità del dibattito pubblico. La possibilità di riconoscere l’altro: un avversario da battere nelle urne, non un nemico da eliminare. Quando se ne parla appare una questione di educazione, di bon ton, di galateo, una roba da parrucconi, da bigotti custodi delle regole di buon comportamento. Ma non è così, non di mala educación qui si parla, e neppure soltanto dell’avvicinarsi della campagna elettorale. Perché c’è qualcosa di più inquietante e di più profondo. Un’intolleranza al pensiero altrui. Un’ostilità nei confronti di chi non fa parte della tua stretta cerchia dei veri credenti. Una sotterranea volontà di annientare il diverso, come dimostra anche il tentativo di assalto alle redazioni di Espresso e Repubblica del 6 dicembre ad opera di manifestanti del gruppo neo-fascista di Forza Nuova.

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