Archive for the 'Striscia Repubblica' Category

mag 21 2017

ipse dixit 21 05 2017

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IPSE DIXIT
E battezzò, Scalfari Eugenio Magno, dal fonte battesimale di Repubblica:
–Occorre ricordare che Gentiloni ha dimostrato di essere un lavoratore indefesso. Il suo governo da questo punto di vista è uno dei migliori che l’Italia abbia avuto dopo quello di Prodi del 1996.
–Renzi si dia dunque da fare, di lavoro ne ha un bel po’ e speriamo che ci metta la forza e l’entusiasmo necessari. Nel mio precedente intervento la settimana scorsa gli avevo anche indicato alcuni “cavalli di razza” che avrebbero dato al partito una visibilità culturale di primissimo ordine. Avevo fatto anche alcuni nomi e non desidero ripeterli ma Renzi sa benissimo quali sono. Se riesce a non cedere al suo caratteraccio di capobastone, tenga conto che quei nomi avrebbero un effetto estremamente interessante sulla pubblica opinione ancora in gran parte indecisa tra il voto e l’astensione. E buona fatica per chi se la merita.

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mag 20 2017

commedia in quattro atti 20 05 2017

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COMMEDIA IN QUATTRO ATTI
Ne ha una gran voglia, i suoi Editoriali della domenica sono prova evidente, ma Scalfari Eugenio Magno non si sente ancora maturo per incorniciare a futura memoria un: -Scalfari Eugenio Magno ha sempre ragione!-
Atto primo, Repubblica di oggi:
–Agli attacchi che da qualche tempo si moltiplicano nei miei confronti da parte di Vittorio Feltri sul suo giornale che si chiama “ Libero” non ho mai risposto. Si tratta di puro teppismo giornalistico che non merita né querele per diffamazione né calunnie; forse ci sarebbero gli estremi ma è tempo perso per la magistratura e per l’offeso di rivalersi contro questo ciarpame. Nessuna somiglianza con il “ Foglio” di Claudio Cerasa: sarebbe come mettere sullo stesso piano un buon giornalismo polemico con il teppismo e quindi due cose del tutto differenti. Ieri però mi ha chiamato in causa, a due giorni dal 45esimo anniversario della morte del commissario Calabresi, ricordando il manifesto pubblicato dall’Espresso nel 1971–
Il buon giornalismo, è noto, è quello che segue Repubblica; l’altro è merda berlusconiana.
Atto secondo, Repubblica di oggi:
–Nel caso in questione sento il dovere di ricordare il tema e di aggiungere qualcosa che fino ad oggi era rimasto un fatto privato, non per rispondere a lui ma per chiarire una vicenda che coinvolse in qualche modo l’Italia democratica (e anche quella antidemocratica)…… Si passò allora all’idea di stilare un documento di denuncia e di farlo circolare su tutti i giornali e le agenzie di informazione. Più avanti, era ormai il 1971 e si stava tenendo il processo per la morte di Pinelli, fu stilato un testo, fu discusso da un gruppo del quale anch’io facevo parte (ero deputato alla Camera dal 1968 e lo rimasi fino al ’72) e nel finale di quel documento c’era scritto che in attesa della fine del lavoro della magistratura, il primo atto di riparazione morale avrebbe dovuto essere l’allontanamento del commissario Calabresi dalla sua sede di lavoro. Non ricordo più tutte le firme ma ricordo che erano alcune centinaia di persone tra le quali Rossana Rossanda, Umberto Eco, e gli esponenti intellettuali di tutti quei settori che ho sopra ricordato–
Scrive perché sente il dovere, Scalfari Eugenio Magno, ma è passato del tempo e forse non riesce a trovare nel suo archivio il documento di denuncia; gli do una mano, clicco internet e appare subito.
Atto terzo, il documento:
–Il processo che doveva far luce sulla morte di Giuseppe Pinelli si è arrestato davanti alla bara del ferroviere ucciso senza colpa. Chi porta la responsabilità della sua fine, Luigi Calabresi, ha trovato nella legge la possibilità di ricusare il suo giudice. Chi doveva celebrare il giudizio, Carlo Biotti, lo ha inquinato con i meschini calcoli di un carrierismo senile. Chi aveva indossato la toga del patrocinio legale, Michele Lener, vi ha nascosto le trame di una odiosa coercizione. Oggi come ieri – quando denunciammo apertamente l’arbitrio calunnioso di un questore, Michele Guida, e l’indegna copertura concessagli dalla Procura della Repubblica, nelle persone di Giovanni Caizzi e Carlo Amati – il nostro sdegno è di chi sente spegnersi la fiducia in una giustizia che non è più tale quando non può riconoscersi in essa la coscienza dei cittadini. Per questo, per non rinunciare a tale fiducia senza la quale morrebbe ogni possibilità di convivenza civile, noi formuliamo a nostra volta un atto di ricusazione. Una ricusazione di coscienza – che non ha minor legittimità di quella di diritto – rivolta ai commissari torturatori, ai magistrati persecutori, ai giudici indegni. Noi chiediamo l’allontanamento dai loro uffici di coloro che abbiamo nominato, in quanto ricusiamo di riconoscere in loro qualsiasi rappresentanza della legge, dello Stato, dei cittadini– Semplice segnalazione all’opinione pubblica, come si vede, firmata da circa 800 sapienti del calibro intellettuale e morale del Magno. Che su Repubblica di oggi corregge la “segnalazione”: Atto quarto, perché gli italiani sappiano come mi sono ravveduto, e non per opportunismo: –Ad un certo punto Calabresi fu chiamato dal Questore il quale aveva urgente bisogno di parlargli e lo aspettava nel suo studio. Il commissario andò nella stanza del Questore mentre l’interrogatorio continuò senza di lui. Ad un certo punto Pinelli cadde dalla finestra della stanza situata al quarto piano e morì prima di arrivare in ospedale. La Polizia parlò di suicidio, la piazza di omicidio, la magistratura stabilì che era caduto per un malore–
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mag 14 2017

qualcuno si faccia da parte! 14 05 2017

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QUALCUNO SI FACCIA DA PARTE!
La lenzuolata matrimoniale di Scalfari Eugenio Magno su Repubblica, oggi, è particolarmente ricca, e non mi è stato semplice decidere la medaglia d’oro; decida il lettore, ma cauto, a leggere tutto si rischia di diventare troppo intelligenti!
—Veniamo alle cose meno serie ma più importanti per migliorare la vita politica, economica, sociale. Il primo tema da affrontare è quello della legge elettorale, tenendo ovviamente conto delle direttive della Corte costituzionale, ma anche della storia del nostro sistema democratico il quale è afflitto da un peso intollerabile: non è un sistema bipolare ma tripolare.
La tripolarità equivale a ingovernabilità, quindi è necessario tornare a due schieramenti che si fronteggiano: conservatori contro progressisti, oppure moderati contro radicali, oppure destra contro sinistra. Insomma, chiamateli come vi pare, ma occorre che siano due che si affrontano affinché il sistema funzioni: chi vince governa, chi perde critica, infine sistemi diversi e contrastanti ma in un modo che anima il governante a dare il meglio di sé e gli oppositori a intravedere e operare per un futuro ancora migliore.

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mag 07 2017

questo o quello per me pari sono 07 05 2017

QUESTO O QUELLO PER ME PARI SONO
La domenica per me commentatore è un giorno felice: mi arricchiscono di delizie sia Zanolli Pennadoro Vittoriano che Scalfari Eugenio Magno. La mano è diversa, naturalmente, ma l’impegno è visibile e forte. Dall’Editoriale su Repubblica: ci ha messo 90 novant’anni, il Magno, ma ce l’ha fatta a capire cos’è la sinistra moderna, grazie a Papa Francesco; beh, per capire che Renzi non è uno sciocco ne bastavano meno di novanta, e senza aiuti……
—HO PENSATO e scritto più volte che è necessario sapere in che cosa consiste una sinistra moderna e perfino una sinistra rivoluzionaria. Credo di averlo finalmente capito e comincio questo articolo chiarendo questo punto fondamentale.
«Dobbiamo anzitutto ricordare che nessuno di noi è un’isola, un Io autonomo e indipendente dagli altri e che possiamo costruire il futuro solo insieme senza escludere nessuno. Anche le scienze ci indicano oggi una comprensione della realtà dove ogni cosa esiste in collegamento, in interazione continua con le altre. Basta un solo uomo perché ci sia speranza e quell’uomo puoi essere tu. Poi c’è un altro “tu” e ancora un altro “tu” ed allora diventiamo “noi”. Quando c’è il “noi” allora comincia la rivoluzione.
Secondo me così si configura la sinistra moderna ed è opportuno chiarire che le parole sopra trascritte le ha dette papa Francesco il 26 aprile scorso parlando alle tre del mattino in un videomessaggio all’incontro internazionale intitolato Il futuro sei tu, a Vancouver. Non si poteva dir meglio sia ai poveri derelitti sia ai potenti, ai ricchi e ai leader politici.
Renzi ha molti difetti, ma non è uno sciocco e quindi il voto anticipato non ci sarà fino a quando la legislatura non sarà legalmente terminata e le Camere legalmente sciolte da Mattarella, come la Costituzione prevede. Quindi si voterà tra aprile e maggio del 2018. A quel punto Renzi con il partito da lui guidato affronteranno le urne.

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apr 30 2017

dalle elezioni all’europa eccetera 30 04 2017

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DALLE ELEZIONI ALL’EUROPA ECCETERA
Dal solito Editoriale di Scalfari Eugenio Magno, da cui si apprende che Matteo Renzi va ben oltre il minimo del precetto: confessarsi almeno una volta all’anno……..
—Ho avuto mercoledì una lunga conversazione telefonica con lui ed ho appreso che ha deciso di non andare al voto anticipato ma soltanto quando la legislatura sarà regolarmente terminata. Gentiloni ha dunque davanti a sé un intero anno di lavoro, ed è molto opportuno soprattutto per quanto riguarda l’economia, l’occupazione, l’assistenza sociale—
E poi l’abituale lenzuolata di eccetera……..

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apr 23 2017

eugenio magno 23 04 2017

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EUGENIO MAGNO
Tutto preso dalla guerra dell’Apa stavo per dimenticare che la domenica è anche il giorno dell’Editoriale di Scalfari Eugenio; anche lui oggi, in gara col nostro Pennadoro, rompe le righe; ecco le ultime due guerre combattute sul suolo italiano:
–Eravamo ormai pronti alla pubblicazione quando scoppiò la cosiddetta guerra di Segrate tra il nostro gruppo e quello di Berlusconi e questo impedì di attuare la nostra iniziativa franco-europeista. Qualche anno prima era scoppiata in Italia la guerra con le Brigate Rosse che culminò col rapimento e poi l’uccisione di Aldo Moro.–
Poi Scalfari passa alla sua vera missione: regnare, ma non governare, compito sporco che lascia volentieri ai suoi ministri:
–Il compito di Renzi è stato da lui stesso accennato ma, non appena il congresso del Pd si concluderà con la sua probabile riconferma a segretario del partito, lo dovrebbe portare ad assumere le seguenti posizioni:
1. Far terminare il governo Gentiloni soltanto alla fine della legislatura che avrà luogo nel 2018.
2. Partecipare ovviamente alle elezioni politiche alla testa del Pd ma lasciare ad un’altra personalità proveniente dal suo partito sempre che esso abbia la maggioranza necessaria per dar vita ad un suo governo da solo o con eventuali alleanze compatibili.
3. Proporre ai 27 Stati di promuovere l’elezione di un presidente dell’Europa con gli stessi poteri del presidente degli Stati Uniti d’America, sia per i 27 Paesi che fanno parte dell’Unione politica ed economica, sia per quelli tra i 27 che non hanno voluto avere la moneta comune che però, in uno Stato federale, sarebbero indotti ad accettarla come propria. 4. Dotare il nuovo Stato federale di una Costituzione.

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apr 18 2017

fidarsi è bene 18 04 2017

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FIDARSI E’ BENE,
ma non fidarsi è meglio, conferma Scalfari Eugenio nel suo ricordo, su Repubblica, di Piero Ottone:
–Quando decidemmo, Carlo Caracciolo ed io, di fondare Repubblica Piero era già da anni direttore del Corriere della Sera. L’aveva voluto Giulia Maria Crespi che possedeva in quell’epoca un terzo delle azioni del Corriere. Un altro terzo l’aveva un suo parente affine (cioè non consanguineo) e un altro ancora Gianni Agnelli.– se deve spiegare ai lettori di Repubblica, automaticamente i più colti e intelligenti d’Italia, si fa senza dire, chi è l’affine!
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apr 16 2017

giovanni battista è risorto 16 04 2017

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GIOVANNI BATTISTA E’ RISORTO! Infedeli, vil razza dannata, correte a farvi battezzare da Scalfari Eugenio, amico di Papa Francesco; la penitenza sarà lieve, due mesi di lettura quotidiana di Repubblica! —LA PASQUA cristiana, anzi soprattutto cattolica, dovrebbe essere ricordata dai mezzi di informazione di tutti i Paesi nei quali quella religione è storicamente la principale. Se si considerano anche le varie sette più o meno scismatiche ma sempre nate tutte da un tronco comune, il solo tema che si impone su tutti gli altri è questo della Pasqua. Sempre che sia affrontato criticamente…….. È un fenomeno che coincide con l’epoca della modernità. Lo si può chiamare, come abbiamo già detto, in vari modi, ma la sua vera diversità sta nelle sue mitologie originarie. Questo è veramente il nodo del problema, mai così attuale come in questa domenica di Pasqua del 2017. Con papa Francesco all’opera, il Califfato islamico in guerra con l’Islam e con l’Occidente, cristiano o non cristiano che sia; la Turchia che conduce un triplo gioco; Donald Trump che ha (lucidamente o casualmente?) compiuto un giro di boa ed ora ha imboccato una strada in cui né noi né lui conosciamo i possibili sviluppi. E infine la Francia, la Germania e l’Italia che vivono nell’attesa di pochi giorni (Francia) e di pochi mesi (Germania, Italia) di campagne elettorali decisive……… Di questi aspetti della questione dobbiamo discutere, storicamente, filosoficamente, socialmente, politicamente. Dovrei aggiungere religiosamente, ma mi sembra inutile visto che uno degli attori di queste vicende è Francesco, Papa e Vescovo di Roma.
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apr 14 2017

all’indirizzo sbagliato 14 04 2017

ALL’INDIRIZZO SBAGLIATO
Superbomba statunitense, per adesso non nucleare, contro l’Isis, in Afghanistan. Siccome l’ha lanciata Trump, Repubblica, il giornale intelligente per gli italiani intelligenti, ne scarica a sua volta due contro il presidente barbaro, una specie di Reagan risorto:
Di Feo: bomba stupida per lanciare un segnale
Rampini: uno spot pubblicitario del Pentagono
Più che a Trump, Repubblica le sue bombe, cariche di intelligenza nucleare, doveva spedirle alle migliaia di morti assassinati dall’Isis.

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apr 11 2017

incidente probatorio 11 4 2017

INCIDENTE PROBATORIO Da Repubblica, come del resto sugli altri giornali. Le solite domande, magari a chi è tanto certo delle nuove “scienze” da applicare nel processo: la verità vera è quella di prima o quella di oggi? Negli altri processi controllano e ricontrollano o va bene la prima impressione? — L’inchiesta su Consip prende una nuova e inaspettata piega: c’è infatti un nuovo indagato, il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, accusato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Mario Palazzi di falso materiale e falso ideologico. Il capitano avrebbe infatti attribuito ad Alfredo Romeo il contenuto di un’intercettazione ambientale in maniera sbagliata: «Renzi (Tiziano) l’ultima volta che l’ho incontrato». La frase sarebbe stata infatti pronunciata dall’ex parlamentare di An, Italo Bocchino, ossia colui che l’ha effettivamente detta. Convocato oggi in procura dal pm Mario Palazzi, l’ufficiale del Noe si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nessuna prova di un incontro fra Tiziano Renzi e Alfredo Romeo. Eccetera.
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