Archive for the 'Striscia La Provincia' Category

giu 07 2018

la quintessenza della cremonesità-seicento 07 06 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – SEICENTO E’ ripresa la macchietta; unica differenza, prima gli abusivi riuscivano invariabilmente a scappare, stavolta non gliel’hanno fatta; da www.cremonaoggi.it:
—Blitz anti-abusivi nella mattinata del 6 giugno nel parcheggio dell’Ospedale Maggiore di Cremona. Ad entrare in azione sono stati gli uomini della Squadra Volante insieme ai colleghi della Polizia Locale, nell’ambito di un servizio congiunto volto al contrasto dell’attività di vendita abusiva di merce e di disincentivazione del fastidioso fenomeno di accattonaggio. L’attività congiunta è scattata alle ore 10 quando due macchine della polizia Locale e due volanti della Polizia di Stato, hanno accerchiato alcuni venditori abusivi impedendo ogni possibilità di fuga. Alla vista delle divise i personaggi si sono immediatamente disfatti della merce, che è stata però recuperata dagli agenti— Poveri abusivi, una giornata di lavoro persa, domani dovranno fare gli straordinari, o chiedere ai visitatori l’obolo per il parcheggio; spero il governo Conte non dimentichi i loro diritti, sennò la sinistra unita e i media intelligenti e colti quante gliene urlano. Libera, confermata per metà mese la festa a Nolli Renzo, ancora un po’ confusi i dettagli. Silenzio tombale sulla Fiera. Centesima rivoluzione grafica alla Provincia fin che c’è, edizione on line: non sapendo ribattere all’avanzata quotidiana di www.cremonaoggi.it, che cattura lettori e, ahiloro, pubblicità, il Pennadoro, sostenuto da Aschedamini, immagino, ha buttato ami e reti: sparite le lettere al direttore, tolta la data delle necrologie; confusione totale, mentre cessa la solidarietà per i giornalisti e è indispensabile prendere decisioni impegnative. Riassumendo: per anni le necrologie, la pagina più letta, apparivano alle 07 30 on line, le lettere alle 14 30; io a predicare: non dovete metter le due pagine più lette lo stesso giorno, l’edizione in carta ne soffre; dopo anni di prediche inascoltate, necrologie e lettere on line due giorni dopo la carta, decisione equilibrata, credo; da tre giorni la novità, che fa perdere l’on line senza guadagno della carta. Ma l’editore lascia fare tutto senza fiatare? Lettera del solito Gabriele Beccari, grillino strapentito, a www.cremonaoggi.it: la grande stampa nazionale non s’è accorta che il premier Conte ha letto e capito male Dostoevskij!
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giu 06 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentonovantanove 06 06 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO99
E’ Antonio Davò che spiega alla Provincia fin che c’è le ragioni della banca, indispensabile accetti il seggio nel consiglio di CremonaFiere:
—Il mio auspicio è quello che gli esponenti delle categorie economiche riflettano sull’opportunità di dare il proprio contributo affinché questa preziosa risorsa possa continuare a creare valore aggiunto per il nostro territorio—
Che vuol dire il Davò? Quando mai nei 15 quindici anni di Pivantonio la Fiera ha creato valore aggiunto, che intende per “contributo” delle categorie economiche che, è noto, non hanno, non vogliono investire neanche 10 euro a testa in Fiera? Ma le parole dopo tolgono ogni dubbio:
—Mi auguro che ventilate ipotesi di aggregazioni societarie, che potranno coinvolgere in futuro CremonaFiere, siano sottoposte ad attento vaglio e riflessione—
Ah, ecco, anche Davò aspetta il Messia, ventilato o non, e soprattutto che il Messia non vagli e rifletta troppo, prima di donare i soldi. La conclusione; rivolta ancora, immagino, a capitan Voltini, che soldi ne ha, e tanti, ma prima di spenderli vaglia e riflette davvero, come ogni buon imprenditore che si rispetti:
—La finalità della nostra azione, dato che a noi rappresentanti di categorie economiche ed enti è affidata la responsabilità di lavorare per il benessere e la crescita della nostra comunità, è il “costruire”, non il “dividere”—
I 15 quindici anni passati a dire signorsì a Pivantonio, senza controllare uno straccio di documento, tanto per ricordare l’Audi A6 di rappresentanza di cui nessuno sapeva nulla, di cui nessuno ha parlato dopo, il Davò li chiama “lavorare per il benessere e la crescita della nostra comunità”….. non una parola sui conti della Fiera, passata in un attimo da una magistrale amministrazione al bisogno assoluto di un socio con tanti soldi, che ovviamente non si trova!
Libera, ultime voci; mi dicono che i rivoltosi del consiglio son fedelissimi del: armiamoci e partite! per cui a parole, prima, almeno 40 su 36 rimanderanno il non c’è in cascina, al momento esatto invece avran cose più urgenti!
Caso Viola, attesa per la commissione vigilanza, che l’opposizione, se fatica a trovare il buon cammino, segua la Lega!

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giu 06 2018

san carlo cottarelli 06 06 2018

SAN CARLO COTTARELLI
Intervistato dalla Provincia fin che c’è, in mezzo a un mare di chiacchiere irrilevanti, ecco i consigli che dà al Governo Conte:
–Lavorare a una forte semplificazione e riduzione della burocrazia, che costa 31 miliardi di euro l’anno; abbreviare i tempi della giustizia civile; lavorare sulla corruzione e sull’evasione fiscale–
Cioè un gol in rovesciata alla Ronaldo o Bale, secondo i gusti e in linea con la moda, che dice sempre: apparire! Invece la fatica quasi oscura di un Iniesta a centrocampo, cioè controllare i mille rivoli della spesa pubblica, che consentirebbe all’Italia d’essere il Paese di Bengodi e fregarsene di tirar fuori una legge Fornero, neanche gli passa per la testa.

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giu 05 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentonovantotto 05 06 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO98
Dopo un lungo dibattito, il consiglio di amministrazione di Credito Padano ha incoraggiato il presidente Davò ad accettare la nomina di consigliere di CremonaFiere nella convinzione che, fosse utile per il territorio e per la Banca, lavorare in prima persona, dall’interno, attraverso una partecipazione fattiva e costruttiva, data l’importanza dell’Ente per il tessuto produttivo locale— E’ www.cremonaoggi.it a pubblicare il comunicato della banca; la Provincia fin che c’è on line provvederà domani; il professor Cilecca intanto si pavoneggia per la meravigliosa trouvaille con cui ha spiegato al colto e all’inclita le ragioni che gli han permesso di nominare Davide Viola nel consiglio della Fiera anche in conto del Comune, oltre che dell’Amministrazione provinciale; che mi permetto descrivere così: non si tratta di due persone con due distinte sedie consiliari, nel qual caso quando Viola appoggia i calzoni sulla sedia del Comune piomberebbe nell’incompatibilità, ma di una specie di Giano bifronte con un solo appoggio da cui non si muove mai; è uno ma due nello stesso tempo, né è possibile stabilire se Comune o Provincia; ci avessero pensato con calma, Davide Viola poteva anche tentar la Trinità, caso mai venisse buona…..
Ripreso il processo Dordoni/CasaPound, sempre da www.cremonaoggi.it, la Provincia fin che c’è copierà quando ha tempo:
—Secondo la ricostruzione dell’accusa, Emilio Visigalli, insieme ai compagni Michele Arena ed Alberto Birzi, avrebbero premeditato l’aggressione, organizzando un raduno sul piazzale e armandosi preventivamente di mazze. Mazze portate al Dordoni dagli otto autonomi imputati. Proprio in seguito all’aggressione a Visigalli, finito in ospedale in gravissime condizioni, i centri sociali, per il 24 gennaio successivo, avevano organizzato il corteo antifascista durante il quale erano scoppiati i noti episodi di devastazione e danneggiamento per cui sono già state emesse delle condanne—
La ricostruzione della Procura si basa sui filmati, anche se i compagni continuano sostenere che furono aggrediti; il compagno serio non attacca mai, si limita a difendersi.
Libera. A metà mese previsto il gran consiglio per festeggiare il non c’è Nolli Renzo; festeggiare nel senso che gli fan la festa, che so: tipo festa del vitello e via dicendo; le voci dicono gli succeda il dottor Luca Rinaldi in Picasso ma, quando si tratta di feste nessuno può mai sapere il finale…….

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giu 04 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentonovantasette 04 06 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO97
Bisogna ammettere che Zanolli Pennadoro Vittoriano a volte dice la verità, quando scrive d’essere al servizio del lettore, che lui riconosce unico padrone; stamattina, partendo dall’ingombrante titolo della prima pagina della Provincia fin che c’è, per proseguire con l’intera pagina due, si scaglia contro la ludopatia e lo Stato ingordo che la causa, la cosiddetta tassa sugli imbecilli, come una volta era definito il Lotto; domani sarà pronto a festeggiare la vincita di 500 cinquecento euro al Gratta e Perdi in qualche sconosciuta tabaccheria di uno sperduto paesino attorno a Cremona: accontentati il biscazziere, cioè lo Stato, il tabacchino, il vincitore, e perché no, il gioco d’azzardo, insomma, tutti i lettori!
Poche eccezioni in contrario, in genere i politici, tranne i Pizzetti quando servono al padrone vero; ieri una limata al nuovo governo:
—Facciamo in modo di superare diffidenze e pregiudizi e di guardare con cauto ottimismo all’esecutivo dimesso venerdì dalla sala parto del Quirinale, anche se è un proposito tutt’altro che facile—
In tempi confusi in tema di genitorialità non è chiaro se Mattarella sia stato il padre o la madre, certo che nel leggere il Pennadoro impartire lezioni sul “buon governo” dal pulpito del gruppo Libera che lo strapaga, è difficile nascondere il sorriso….
Procediamo. Fiera, le comiche di moda. Ieri spunta l’evidente incompatibilità del presidente dell’Amministrazione provinciale Dino Viola a sedere in consiglio; prima ancora del regolamento comunale lo vieta la legge Severino: è fratello dell’assessore comunale Rosita, dunque parente entro il terzo grado. Ma il professor Cilecca può mai aver torto? immagino la fatica del confessore quando gli deve tirar fuori i peccati; più che il prete, dovrà far l’analista. Sulla Provincia fin che c’è di oggi, la replica, pronta; www.cremonaoggi.it e il mio blog han preso una cantonata:
—La nomina di Viola non può rientrare nella fattispecie prevista dagli indirizzi generali (rientra eccome, e il Cilecca o chi per lui fingono di non sapere esista, prima ancora degli indirizzi generali del Comune, la legge Severino, n.d.r.), perché non si tratta di un’indicazione arrivata dal solo sindaco e per propria esclusiva competenza in rappresentanza del solo Comune ma, invece, di una indicazione condivisa dagli enti Comune e Provincia in rappresentanza di entrambi gli enti. Per l’amministrazione, che assicura di essere serena e tranquilla sulla legittimità della nomina, si tratta in sostanza di un caso nuovo e particolare, con un tipo di nomina mai esercitata in passato. E quindi non catalogabile tra quelle disciplinate tra gli indirizzi generali—
Credo bene sia un tipo di nomina mai esercitata in passato: gli altri Comuni preferiscono seguire la legge, senza salti mortali che finiscono regolarmente in frittata. Ma il professor Cilecca ha sempre ragione; gli imponessero di dimettere il Viola, è pronta la riserva: la Camera di Commercio, appena trova il sostituto di Rivoltini. Insomma, il Cilecca continua a ripetere che, per continuare il progetto di fare nuova la città, intende ripresentarsi al voto del 2019. Sempre che il Partito democratico, suo principale e indispensabile sponsor, si voti al martirio e, aggiungendo alle proprie difficoltà fisiologiche anche il Cilecca, lo candidi.

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giu 03 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentonovantasei 03 06 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO96
Poteva il dottor Pivantonio terminare l’intervista a Mondo Padano senza gli auguri di rito al successore, avvocato Roberto Zanchi?
—Non mi permetto di dare suggerimenti ad un professionista del calibro del Dr. Zanchi che saprà certamente gestire al meglio questo importante incarico. Se posso aggiungere qualcosa, direi solo che mi auguro che la Fiera di Cremona possa proseguire il cammino compiuto fino a qui e continuare ad essere un riferimento nel panorama fieristico nazionale ed internazionale per il bene del nostro territorio e del nostro Paese—
Riferimento come riferisce Indiana Jones nel suo “Il re è nudo alla meta” di stamattina. Riferimento che perde i pezzi per strada, l’ultimo il consigliere Viola Davide come riferiscono www.cremonaoggi.it e il mio blog. Ma basta argomenti seri, che intristiscono, volgiamoci dunque al Pennadoro, uno dei più divertenti critici di enogastronomia che affollino l’Italia; l’articolo, ospitato nella pagina Cultura&Spettacoli di oggi, distrugge il Franciacorta; non porta la firma, quindi va attribuito al direttore. Che presenta così i vignaioli, i fratelli DB:
—Producono vini straordinari, totalmente diversi da quelli che escono dalla cantina di Ca’ del Bosco, che tutti gli altri produttori franciacortini cercano invece di imitare—
Ce n’è abbastanza per una citazione, con solidi risarcimenti, sia da parte di Ca’ del Bosco, sia da parte di tutti, indistintamente, i “pappagalli” che copiano, ma non basta:
—I vini non sono assolutamente convenzionali, in un territorio nel quale si tende a uniformare tecniche di vinificazione e perfino di coltura—
Certo, anche i fratelli DB s’impegnano, basterebbe non pendere dalle loro labbra, evidentemente troppo di parte:
—La viticoltura è un’arte. Purtroppo da noi vi si dedicano persone incompetenti, attratte unicamente dal guadagno. Il Satèn è stato inventato per fare il vino in 18 mesi quando ci vogliono 5 anni. Il nostro ha 120 centoventi mesi. Non potendo chiamarlo Crèmant, l’abbiamo chiamato Crèmont–
Ne avesse 1200, dio sa che delizia!
Dopo la Bonaldi, al Pennadoro i cremaschi devono star sulle palle, è il turno di Danilo Toninelli, ministro dei trasporti, che, per il Pennadoro, ha il dovere di dimostrare d’essere il miglior ministro dei trasporti di tutti i tempi.
—Quello ferroviario è il banco di prova sul quale Toninelli dovrà dimostrare quel che vale. La Tav, la Tibre, l’autostrada Cremona-Mantova, il terzo ponte sul Po e quello sullo stretto di Messina sono solo alcune delle sfide che attendono il neo ministro. Toninelli dovrà decidere anche se il Grande Fiume può rappresentare un’alternativa al trasporto delle merci su strada—
Insomma, le 180 copie che la Provincia fin che c’è vende a Crema, città di 35mila abitanti, di questo passo rischiano diminuire ancora…….

Rivolta 03 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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giu 03 2018

il re è nudo alla meta 03 06 2018

Il succo di questo divertente pezzo è: non fate incazzare Indiana Jones, è un brav’uomo ma a volte bilioso, e l’intervista di Rossi Alessandro, direttore part time di Mondo Padano, settimanale che galleggia stabilmente da anni attorno alle 100 cento copie, al dottor Pivantonio, non poteva avere altro esito…………………. IL RE E’ NUDO ALLA META E’ finito il regno del Sig. Antonio Piva alla Presidenza della Fiera di Cremona durato quindici anni, con avvio nel lontano 2003. Lascia al successore una situazione pesante sotto il profilo economico-finanziario, ma anche dal punto di vista gestionale. Diversamente, lui ereditò da Palmiro Villa una Fiera in piena espansione, economicamente florida. Ha cercato in tutti i modi di resistere al cambiamento, anteponendo modifiche statutarie senza un piano industriale per attirare l’attenzione, piuttosto che presentare una chiara situazione patrimoniale della Fiera. L’ultimo rinnovo del suo mandato, ottenuto nel 2015 con un’azione di forza che scalzò il candidato degli Industriali, è stato dannoso e per certi versi inutile e qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di aver affossato il tentativo di ricambio. L’accordo “tra gentiluomini” prevedeva il rinnovo del Sig. Piva per un solo anno, le sue dimissioni nel 2016 e l’insediamento del nuovo Presidente per i due anni residui di mandato. Non è andata così, l’accordo non fu rispettato e fatto rispettare da chi l’aveva concluso. Sicuramente ne è uscita danneggiata la Fiera che è rimasta al palo in attesa dell’arrivo del “benefattore” che la salvasse. Anche dopo l’uscita di scena il Sig. Piva continua a ripetere che la Fiera è un patrimonio di tutti quando invece, nei fatti, è vero il contrario – il Sig. Piva l’ha gestita da padrone assoluto, rintanato dopo la cocente sconfitta subita in Libera nel mega ufficio galattico con pareti in legno a prova d’intercettazione, impreziosite da numerosi quadri di valore e divani in pelle, collocato alla fine di un corridoio con una luce strana, tale da somigliare a quello del mitico Fantozzi, forse per intimorire i visitatori – il tutto a spese dei contribuenti cremonesi. Deve ancora spiegare alla collettività a chi ha affidato in uso l’Audi A6, gli appalti di servizi milionari con quali criteri di trasparenza sono stati gestiti e i veri numeri della Fiera in termini di visitatori/espositori di gran lunga inferiori rispetto alle statistiche di settore, oppure quanto è costata la chiusura dell’ufficio di New York, forse € 300.000 se bastano, per apparire internazionale. Durante la Presidenza Piva la Fiera ha ricevuto sostegni finanziari ingentissimi, in primis dal Comune di Cremona e a seguire dalla Camera di Commercio e dalla Provincia, a cui si sono aggiunti pure quelli della Regione Lombardia, che si stimano complessivamente in circa € 25 milioni. E pensare che fino all’ultimo ha sempre sostenuto, assieme al direttore, nelle interviste e nei comunicati stampa, che la Fiera di Cremona era l’unica in Italia a non aver beneficiato di contributi pubblici, a differenza di tante altre realtà che stanno in piedi solo grazie ai finanziamenti ricevuti. Nonostante ciò la Fiera produceva utili. Noi che ci siamo permessi di sollevare il velo di silenzio siamo stati definiti “detrattori” – ma ci sono i Bilanci che chiariscono lo stato societario, dei quali nessuno vuole parlare né il Sig. Piva, neanche il Sindaco Galimberti e tantomeno Mondo Padano, che lo stesso Sindaco ha definito di pre-default (a un passo dal fallimento). Gli ultimi quattro esercizi hanno evidenziato nel 2014 un utile di € 2.800, nel 2015 un utile di € 8.800, nel 2016 una perdita di € 130.000. Il 2017 ha chiuso con un utile di € 669,00, quando il risultato della gestione caratteristica evidenzia una perdita operativa superiore a € 1.000.000, con superfici utilizzate per un terzo dell’anno – a cosa sono serviti gli ampliamenti dei padiglioni se non vengono utilizzati ? E’ solo questione di grandeur, aspirazione di grandezza, di appariscenza. E’ il caso di rammentare che la Fiera di Cremona da tempo è stata trasformata in Società per Azioni, una società di capitali per definizione che dovrebbe produrre utili e benefici in favore degli Azionisti – dai risultati sopra riportati certamente la Fiera non è mai stata nelle condizioni di distribuire utili e tantomeno benefici ai propri Azionisti, tantomeno a quelli Pubblici che l’hanno sostenuta con importanti finanziamenti. L’ultima trovata per tenerla in piedi è stata quella degli “strumenti finanziari partecipativi”, scoperti da noi detrattori, via di mezzo tra azioni/obbligazioni, un prestito dai Soci Pubblici per € 5.400.000 che la Fiera ha ritenuto di inserire in Bilancio nel Patrimonio Netto tra le Riserve (?), remunerato all’1% lordo annuo e con scadenza al 2100. E il Sig. Piva dichiara che non lascia debiti, significa forse che il prestito non verrà onorato ? Esibisca assieme al Sindaco il Regolamento che norma tale investimento, forse la Corte dei Conti avrà qualcosa da dire. E’ stato anche dichiarato dal Sig. Piva che l’esposizione bancaria resa nota dai detrattori è dovuta ai vecchi mutui contratti per realizzare le opere infrastrutturali – non è così visto il nuovo mutuo ipotecario avviato a luglio 2017 della durata di 12 anni per € 2.000.000, oltre alla linea di credito utilizzata, necessari per sostenere l’attività corrente della Fiera. Inoltre grava un mutuo chirografario acceso nel 2010, durata 15 anni per finanziare l’impianto fotovoltaico sul quale resta da verificare il rapporto costi/ricavi – l’esposizione bancaria complessiva è confermata in € 5.000.000 verso tre Istituti di Credito. Forse i vecchi conti della Fiera li stanno ancora pagando i Soci Pubblici, compresa la Camera di Commercio che è stata richiamata per questa particolare interposizione che qualcuno dovrebbe chiarire. Il Sig. Piva ha tentato anche la strada della ricapitalizzazione, ma tutti i Soci e in particolare quelli Pubblici non hanno gradito la proposta e la Fiera è rimasta ferma con i noti problemi finanziari. Il triennio trascorso doveva servire a ricollocarla a livello strategico, con l’ingresso di uno o più investitori e l’apporto di nuovi capitali, ma così non è stato. Costui lascia una struttura esausta, ferma sul ciglio del precipizio e in attesa del salvatore tanto decantato e mai materializzato. Il Sig. Piva ha pascolato tutti i prati della politica sia a livello locale che nazionale, ma alla fine è stato mollato, hanno preso le distanze tanto che lui stesso aveva annunciato a Mondo Padano che in assenza di un accordo sul nuovo Presidente si sarebbe dimesso, tanta era la voglia di sottrarsi a una situazione oramai insostenibile. Eppure aveva sperato fino all’ultima ora nella soluzione politica che non è arrivata. E’ emblematico trovare pubblicata l’intervista all’ex Presidente della Fiera su Mondo Padano, ci saremmo aspettati paginate de La Provincia, ma forse non è più gradito e ha trovato la porta sbarrata. Piuttosto, attendiamo a breve un’intervista al nuovo Presidente Avv. Zanchi per riferire sullo stato economico della Fiera e sul programma di attività che intende proporre ai Soci, chiarendo chi lo porterà avanti vista la sua incompatibilità gestionale. Tutto può fare l’Avv. Zanchi fuorchè restare silente. Noi detrattori siamo a disposizione del Sig. Piva per un incontro con la Stampa per esaminare Bilanci e statistiche documentando i fatti inerenti la Fiera – dove e quando vuole. Seguiremo ancora la Fiera per assicurare una corretta informazione vista anche l’instabilità del rinnovato Consiglio di Amministrazione. Si resta convinti che la nomina di un Commissario super partes possa essere considerata il male minore per cercare di risanare e compattare i Soci della Fiera di Cremona. Torniamo al Sig. Piva anche per quanto riguarda la Presidenza ENPAIA – Ente di Previdenza degli Operai e Impiegati Agricoli con sede in Roma. A quanto si apprende non sarebbe rientrato tra i nuovi Consiglieri e, pertanto, non potrà essere rieletto Presidente – è stato anche in questo caso mollato, in primis da Confagricoltura Roma, prendendo atto di una gestione deludente e per certi versi imbarazzante. Nei tre anni di mandato si è disfatto di ben due direttori e tutt’ora l’Ente non dispone di tale figura apicale. La gestione immobiliare e finanziaria di ENPAIA è finita su L’Espresso a dicembre 2017 per investimenti a dir poco stravaganti, con il tragico precedente (dovuto ai predecessori) riguardante la perdita di € 40.000.000 su titoli Lehman Brothers e sotto i riflettori della Commissione Parlamentare di Controllo – si rammentano le sue impacciate audizioni accompagnato da uno stuolo di dirigenti pronti a soccorrerlo. C’è stato poi il conflitto con il Ministero del Lavoro sulla figura del direttore e sulle differenti modalità di votazione adottate per la sua nomina/licenziamento, in totale contrasto con il Dicastero che hanno provocato anche interrogazioni parlamentari. Sui Bilanci di ENPAIA gestiti dal Sig. Piva abbiamo già ampiamente riferito, come pure sulla mancata applicazione, rinviata e ricollocata temporalmente della deliberazione che gli imponeva la vendita di gran parte del patrimonio immobiliare allo scopo di riequilibrare il Bilancio. Il Collegio Sindacale lo ha più volte richiamato al contenimento delle spese, in particolare per la mole di professionisti esterni utilizzati, oltre che sulle spese degli Organi Sociali vetture con autista comprese. La sua avventura si è conclusa anche all’ENPAIA. Anche in questo caso non sono bastate le vantate amicizie politiche e il sostegno particolare di Confcooperative a portarlo in salvo. Torneremo sull’argomento per seguire gli sviluppi dopo l’insediamento del nuovo Presidente. Laddove è passato il Sig. Piva ha lasciato tracce indelebili, in particolare per quanto riguarda la gestione operata e i risultati conseguenti – veri e propri disastri, oltre che l’inadeguatezza al ruolo in particolare per ENPAIA. E’ stato così in Confcooperative Cremona dove ha mosso i primi passi, idem in Libera e al Gruppo Editoriale, come pure in Fiera e infine all’ENPAIA. Ora dovrà rientrate in servizio attivo presso la propria azienda e far fruttare il proprio lavoro, al pari di tutti gli altri imprenditori agricoli. I bene informati non escludono un suo tentativo di portare alle dimissioni l’attuale Presidente della Libera allo scopo di ricandidarsi alla guida del Sindacato, se lo vorranno gli iscritti, pronto a ricominciare l’opera di demolizione da dove si era interrotta – il colpo di grazia. Con la caduta del Sig. Antonio Piva ha ceduto uno dei pilastri portanti del “Sistema Cremona”, assieme a certi politici usciti ridimensionati dopo le elezioni del 4 marzo scorso che lo hanno sempre spalleggiato, sempre pronti al taglio del nastro e che oggi l’hanno abbandonato. Sinceramente, vorremmo tanto non parlare più del Sig. Antonio Piva almeno per qualche anno, ci aiuti a dimenticare anche se sarà difficile.
E’ proprio così, il Re è arrivato nudo alla meta e non è un bello spettacolo. Cremona, 03 giugno 2018 Indiana Jones

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giu 01 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentonovantaquattro 01 06 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO94
Il 30 maggio ci tocca ridere con sta lettera alla Provincia fin che c’è:
—Signor direttore, in queste ore stiamo assistendo ad un attacco alle istituzioni repubblicane ed alle regole democratiche mai visto prima. Le dichiarazioni eversive del Movimento 5 Stelle e della Lega inondano le televisioni ed i social. E poi i soliti eccetera eccetera eccetera……. Alle persone responsabili non rimane che ribadire la solidarietà al Presidente della Repubblica e sperare che le istituzioni reggano l’urto dell’assalto dei barbari. Mariella Laudadio—
I barbari conquistino pure tutto, a Cremona, ma non la sede Pd di via Ippocastani o, peggio ancora, quella dell’Anpi: sarebbe davvero la fine della democrazia!
Ma adesso corro al cicci della Quintessenza di oggi: l’intervista di Rossi Alessandro, direttore part time di Mondo Padano, una delle incomprensibili debolezze di Arvedi, al dottor Pivantonio, georgofilo, presidente uscito della Fiera di Cremona; Rossi Alessandro per noi cremonesi è una certezza: quando, ahinoi! Zanolli Pennadoro Vittoriano toglierà il disturbo per la meritatissima pensione, lui è lì, già rodato, pronto a prenderne il posto, anche se gli stili, naturalmente, sono diversi. Rossi, una buona spalla, dà subitola spinta a Piva:
—Mentre in Italia e all’estero tanti poli fieristici erano costretti ad issare bandiera bianca schiacciati sotto debiti mostruosi, la Fiera di Cremona, a dispetto delle sue piccole dimensioni, ha continuato a crescere e a svilupparsi, dando vita a nuove manifestazioni (attualmente sono 18, ndr; l’ultima il Bovino da latte, ottobre 2017, ndr di Flaminio) ed affrontare anche gli anni bui della crisi economica iniziata nel 2008—
Poi i due iniziano l’ammaestramento del lettore:
—Rossi: da più parti vi è sempre stata riconosciuta una gestione oculata delle risorse, anche se non è mancato qualche detrattore che vi ha accusato del contrario.
Pivantonio: guardi, chi esprime riserve sui conti della Fiera non sa ciò che dice, come dimostra il fatto che l’autonomia economica e finanziaria della Fiera eccetera eccetera—
Coma dimostra il fatto che oggi, se il nuovo consiglio non trova in fretta un nuovo investitore, di qualsiasi genere, la Fiera deve chiudere!
—Rossi: i conti, dunque, continuano ad essere a posto?
Pivantonio: certo, l’indebitamento verso le banche non è altro che eccetera eccetera.
Rossi: perché, dunque, oggi è necessario prevedere una ricapitalizzazione o una partnership?
Pivantonio: non certo per coprire dei debiti. Ma, come fu fatto in passato, per continuare a costruire un futuro eccetera eccetera—
Confessione piena, anche se estorta: senza soldi, che a Cremona nessuno è più disposto a scucire, non c’è futuro per la Fiera! E tanto per finire la sculacciata al maldicenti, il mio blog e Indiana Jones, da anni, poi capitan Voltini, infine la Lega; per fortuna è arrivato in soccorso il sindaco Cilecca!
—Rossi: perché, dunque, secondo lei, questi giudizi così poco lusinghieri?
Pivantonio: guardi, a mio giudizio è in atto un tentativo di distruggere la Fiera con tutto quello che essa rappresenta. Chi, oggi, scommette o lavora contro la Fiera agisce perché l’annientamento della Fiera di Cremona si traduca in beneficio per altri. A chi farebbe comodo se la Fiera di Cremona non ci fosse più? Chi ne trarrebbe vantaggio? Tragga lei le sue conclusioni—
Pivantonio cilecca anche qui: a Cremona nessuno trarrebbe vantaggio, però, se sa qualche nome, lo faccia!

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giu 01 2018

in medio stat virtus 01 06 2018

IN MEDIO STAT VIRTUS
Drizzona leader provinciale del gioco d’azzardo, racconta la Provincia fin che c’è due giorni dopo che l’han scritto www.cremonaoggi.it e OglioPoNews; solo due giorni di ritardo; a volte tre ore, altre due/tre settimane……

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mag 31 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentonovantatre 31 05 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO93
Era facile prevedere che il rinnovo delle cariche in Fiera, unito al suo pessimo stato di salute, avrebbe provocato un disastro nel Sistema Cremona, che non ha avuto nemmeno l’umiltà di chiedere aiuto all’unico manager di alto livello disposto a dare una mano: capitan Voltini!
Ma che si arrivasse allo sbracamento più completo come descritto dalla pagina 41 della Provincia fin che c’è, abituata sotto la direzione del Pennadoro a ben altre censure, non l’avrei mai creduto neppure io: hanno il loro giornale, si intervistano e si tagliano le palle senza nemmeno accorgersene!
Cominciamo dal sindaco Cilecca, il primattore della tragicomica assemblea di venerdì:
—Un colpo di mano degli enti pubblici? Balle, eccetera; ribadisco che il giorno dell’assemblea, dopo legittimi cambiamenti di vedute da parte di alcuni soci, si era arrivati a una sostanziale convergenza sul nome di Zanchi. Rispetto alla governance la spaccatura c’è solo se la si vuole mantenere e noi speriamo non sia così eccetera—
O il Cilecca pensa tutti gli interessati siano cretini e non sappiano contare, ma Zanchi è passato col 45%, che con difficoltà può essere considerato una “sostanziale convergenza”; poi Zanchi non ha ancora accettato la nomina e sembra altri siano dubbiosi; la spaccatura infine è sempre a carico degli altri, che non obbediscono, per il Cilecca. Ma quando arriva il momento del non c’è, tutti devono cedere il passo!
—Proprio per questo abbiamo cercato non tanto di accelerare, quanto piuttosto di fermare ulteriori ritardi—
Un distinguo che neanche Cartesio!
—sollecitati in proposito anche dai dipendenti di CremonaFiere che vedevano il futuro dell’ente a rischio—
Il non c’è e gli altri big devono farsi indicare la condizione della Fiera dai dipendenti!
—Da settimane si parlava di Zanchi e Crotti ma nessuno dei due riusciva a coagulare la maggioranza. Così abbiamo pensato ad un terzo nome, che avrebbe dovuto essere condiviso da tutto il mondo agricolo, indicando Agostino Bolli, ma neppure lui poteva contare sulla maggioranza….. detto questo, Bolli è persona integerrima e di grandissima preparazione, il classico nome di garanzia eccetera eccetera—
Chi vuol sapere il resto del non c’è vada sulla Provincia, io non ce la faccio: Bolli, integerrimo e di grandissima preparazione, avrebbe dovuto essere condiviso da tutto il mondo agricolo, Coldiretti compresi, che non possono contare su persone integerrime e di grandissima preparazione, ma solo su mezze tacche, capitan Voltini il primo; se non è arroganza allo stato puro questa! la Libera è più di là che di qua, eppure, a sentir loro, sono sempre i primi della classe. Non di Cremona, d’Italia! Proclamato oggi da uno che sta per essere cacciato a calci in culo dai suoi stessi consiglieri!
E ora i dissidenti, cui è obbligo rivolgere subito la domanda: la situazione della Fiera vi era nota, non potevate decidervi prima? Lamentarvi degli altri dopo, sapendo da tempo chi fossero, non suona bene; concludo: il passato è passato, riscattatevi mettendovi subito dalla parte buona.

Rivolta 31 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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