Archive for the 'Striscia La Provincia' Category

apr 24 2018

la quintessenza-cinquecentotrentadue 24 04 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO32 Li lascio riposare i signori del Sistema Cremona che occupano la Fiera; a turbare i loro sonni, ci penserà il Cilecca col consiglio comunale del 26; l’assemblea straordinaria della Fiera del 27; i sonni, sia chiaro, di chi modifica lo statuto e prega intervenga un cavaliere bianco a salvar capra e cavoli, ma si rende conto di cosa sta facendo; quindi non i Bozzini Giovanni che mettono il rituale “mi piace” facebook sotto il racconto che facciamo io e Indiana delle loro imprese. Ora la consueta risata sulle prodezze della Libera, è di turno l’ex commissario Boselli Antonio, che il 20 aprile piange sulla Provincia fin che c’è: capitan Voltini l’ha scippato ancora una volta sui delegati Aral; ecco la risposta:
—Mauro Berticelli, Fabrizio Bocchi, Franco Cavalli, Lorenzo Chiozzi, Emma Ghidoni, Raffaele Leni, Enrico Locatelli, Riccardo Lucini Paioni e Pietro Manfredi. Sono tutti Coldiretti i nove delegati eletti nel corso dell’assemblea parziale di Cremona dell’Associazione Regionale Allevatori della Lombardia (Aral). I delegati faranno parte dell’assemblea generale di Aral, fissata per il 29 maggio a Crema e che approverà il bilancio 2017 ed il completamento del progetto di riorganizzazione con l’incorporazione delle Apa di Mantova e Sondrio. L’assemblea parziale Aral della provincia di Cremona si è svolta nella serata di lunedì 16 aprile, presso la sede dell’Anafi di Cremona, in via Bergamo. Diciotto erano i candidati in lista per nove posti. La metà delle candidature espresse dalla Coldiretti, l’altra metà indicate dalla Libera Agricoltori. Dopo aver appreso il risultato, il presidente di Confagricoltura Lombardia ha gridato allo scandalo – in un’intervista su La Provincia – denunciando la violazione dei principi-base della democrazia e chiamando la politica ad intervenire. “Io raccomanderei invece ai politici di non intervenire sulla questione – commenta il direttore di Coldiretti Mauro Donda – così da evitare brutte figure per sé, ma soprattutto per il presidente Boselli. L’assemblea del 16 aprile, infatti, non ha messo in votazione due liste contrapposte, ma diciotto candidati riportati in ordine alfabetico su un’unica lista. Alcuni rappresentavano Coldiretti, altri la Libera. Sono stati eletti i nove che hanno ottenuto più preferenze, proprio in ossequio ai principi-base della democrazia invocati dal presidente di Confagricoltura Lombardia. Certamente, da parte di Boselli, si tratta di un equivoco frutto di buonafede, – conclude Donda – causato dall’informazione sbagliata che la Libera di Cremona ha trasmesso a Milano. La verità è un’altra: vista la nutrita presenza in sala di soci Libera, è chiaro che molti di questi hanno votato i candidati proposti da Coldiretti ”—
Cremona 24 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 24 2018

bandiera bianca in fiera-tre 24 04 2018

I SOCI PUBBLICI ALZANO BANDIERA BIANCA IN FIERA – TRE
Indiana Jones si prende qualche giorno di riposo, poi…….
Ci spiace, ma non troviamo condotte similari a quelle poste in essere dai Soci Pubblici nella Fiera di Cremona. In altre realtà fieristiche la componente pubblica è saldamente al comando, detenendo complessivamente quote di Capitale di maggioranza assoluta come potevano fare a Cremona. Prendiamo ad esempio la Fiera di Parma (fonte sito istituzionale), dove i Soci Pubblici detengono il 54% del Capitale Sociale, che ha chiuso il Bilancio 2016 con un utile superiore a € 7.000.000. A dicembre 2017 ha costituito con VeronaFiere una Società denominata VPE (Verona Parma Exibition) che rappresenta il primo organizzatore in Italia di rassegne dedicate al settore agricolo e agroalimentare, piazzandosi ai vertici europei. La Fiera di Parma ha beneficiato di contributi pubblici per circa € 50.000 nell’anno 2016, mentre quella di Cremona ne ha ricevuti € 711.000 oltre € 5.400.000 di “strumenti finanziari partecipativi” erogati dai Soci Pubblici cremonesi – BELLA DIFFERENZA! E’ facile, dunque, comprendere perché la Fiera di Cremona non ha trovato attenzione da parte di tale raggruppamento (Parma/Verona) – in primis hanno contribuito certamente i Bilanci – restando isolata nell’area sud della Lombardia, non suscitando interesse neanche da parte della Fiera di Milano. Sul numero dei Consiglieri, la Fiera di Parma è amministrata da un CDA di 8 componenti compreso il Presidente, il Vice Presidente (eliminato con le modifiche statutarie a Cremona), l’Amministratore Delegato (al posto del Direttore). Non si comprende, quindi, la scelta di ridurre il Consiglio della Fiera di Cremona a 3/5 componenti, l’abolizione del Comitato Esecutivo, del Vice Presidente e del limite dei mandati alla Presidenza (modifica apportata nel 2016 per porre un limite all’attuale Presidenza). Anche nella Fiera di Verona la quota di Capitale sottoscritto da Enti Pubblici supera il 60% – il Comune di Verona nomina l’Amministratore di riferimento quale Presidente del Consiglio di Amministrazione che potrà essere revocato solo dal Comune al quale spetta anche la nomina del Presidente del Collegio Sindacale – CAPITO LA DIFFERENZA CON CREMONA! Invece, tra le novità introdotte con le modifiche statutarie, il Consiglio avrà tra le altre attribuzioni anche la facoltà di acquisire testate editoriali e quotidiani – cosa c’entrano con la Fiera ? Cosa ci dobbiamo aspettare ? Che la Fiera di Cremona dopo la ricapitalizzazione possa acquisire anche il quotidiano La Provincia, anch’esso in crisi finanziaria dal 2013 con la cura assicurata dallo stesso Presidente della Fiera (cambiano le Società, le attività, ma il risultato non cambia). In un sol colpo il nuovo Socio finanziatore risanerà due piaghe del Sistema Cremona. Proviamo ancora, con un po’ di fantasia, a immaginare chi possa essere il nuovo Socio della Fiera pronto ad investire € 5.000.000 – chi è in grado oggi di fare questo passo ? Dalle voci che circolano si delineano tre ipotesi: -ipotesi A – LINEA GROUP HOLDING, Società nata dalla fusione di A2A e LGH che al 31/12/2017 ha ottenuto un risultato netto di € 10,5 milioni (utile dopo le imposte), Gruppo in grado di sopportare il risanamento della Fiera e del quotidiano La Provincia. In tal modo vengono estromessi eventuali intrusi non graditi al Sistema Cremona che deve garantire la blindatura al Presidente uscente per i 15 anni di gestione della Fiera e 8 anni alla guida della Libera/giornale La Provincia. Nell’ipotesi prospettata il Sindaco Galimberti beneficerà di tale operazione, se andrà in porto, per ottenere una ricandidatura senza ombre alla guida del Comune di Cremona. -ipotesi B – GRUPPO ARVEDI che potrebbe tranquillamente investire € 5.000.000 sulla Fiera di Cremona e acquisire per pochi spiccioli anche il quotidiano La Provincia, dominando così l’informazione cremonese (TV, Online, quotidiani La Provincia e Mondo Padano). Anche in questo caso resta la blindatura da garantire al Presidente uscente. L’imprenditore Arvedi è anche un benefattore, ma resta un imprenditore abituato a fare Bilanci in ordine e il nominativo del candidato che circola in questi giorni è un professionista conosciuto e apprezzato dal Gruppo che lascerebbe intendere un diretto coinvolgimento. -ipotesi C – i due Gruppi (A2A/LGH – ARVEDI) parteciperanno all’operazione con quote di Capitale variabile in funzione dell’apporto finanziario assicurato. Le ipotesi prospettate probabilmente prenderanno vita a breve, nel giro di qualche mese e si concluderanno velocemente (entro l’anno 2018), tenuto conto che la simulazione è già allo studio da tempo delle parti interessate. Sempre che ANAC e Corte dei Conti non intervengano sulla fusione di cui all’ipotesi A e la Procura di Cremona voglia vederci chiaro sui conti della Fiera. Resta un’ultima cosa da chiarire. Il nuovo Presidente che sarà eletto il 27 aprile 2018 dall’Assemblea dei Soci della Fiera, in netta discontinuità con il passato, dovrà effettuare subito dopo il suo insediamento una verifica contabile approfondita sullo stato della Fiera e sulla gestione sin qui operata – tale impegno dovrà assumerlo il Sindaco Galimberti nel Consiglio Comunale appositamente convocato il 26 aprile 2018 nel rispetto dei contribuenti cremonesi per gli ingenti fondi assegnati alla Fiera negli ultimi 20 anni. Gli elettori cremonesi nel 2019 sapranno giudicare l’operato di questa Amministrazione – noi continueremo nel frattempo a scrivere per dire la nostra e per informare i cremonesi sugli sviluppi della vicenda.
Cremona, aprile 2018

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apr 23 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentotrenta 22 04 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTOTRENTA
Locandina ufficiale sulla Provincia fin che c’è di oggi, pagina dell’Agricoltura, che annuncia l’assemblea ordinaria della Libera: venerdì 4 maggio; dalle 16 riservata ai soci in regola con la quota; dalle 17 30, pubblica; dopo il sito, ho letto e riletto quattro volte la locandina; manca la postilla: resta comunque vietato l’ingresso a Flaminio Cozzaglio!
Baldrighi Cesare, il primo responsabile nella sua veste di presidente del Consorzio tutela del grana Padano, spiega le proposte per limitare i prodotti simili:
—E’ così, viene indicato chiaramente cosa si intende per ‘prodotto similare’, e poi si specifica che i consiglieri, pena l’ineleggibilità o decadenza, non potranno produrre direttamente o indirettamente formaggi similari—
E’ cicciobello a scrivere; ma quanti sono i consiglieri, 20mila? Perché fossero gli abituali 10/12, non credo la misura riduca di molto i similari……
—Inoltre verrà proposto un limite alla commercializzazione di similari del 20% sul fatturato del Grana Padano, e di questo solo un 5% potrà essere un similare italiano—
Lo chiama limite, il Baldrighi Cesare, il 20%, che sul totale di 5 milioni di forme vuol dire un milione; e non è la prima volta che lo dichiara all’amica Provincia fin che c’è, ma che sia permesso al produttore italiano di far concorrenza poco leale all’Italia, la dice tutta sulle funzioni reali del Consorzio a tutela; a tutela…..; a tutela…..
Torno al Punto; l’inizio ancora una volta è travolgente di comicità, un classico del Pennadoro, convinto di scrivere di altri mentre invece dipinge se stesso alla perfezione:
—Come faccio a spiegarlo alla base? Questa frase di Luigi Di Maio, pronunciata dopo l’incontro eccetera, esemplifica i limiti dell’attuale classe politica dirigente, limiti che i grillini condividono con tutti gli altri partiti eccetera—
Non vedo il problema: non lo spiega, come fanno regolarmente in Libera e al giornale. Non ci fossi io da anni a segnalare la tragedia del gruppo, non ne avrebbero mai parlato o scritto, dal non c’è al Pennadoro; ma siccome, di rado, un consigliere alza la manina e chiede: è vero quel che scrive Cozzaglio? La risposta è sempre la stessa, e acquieta il consigliere con manina: balle, quel Cozzaglio è un mitomane, i conti vanno bene. Al consigliere con manina è sufficiente, si guarda bene dal chiedere carte, documenti o altre diavolerie.
Fiera; la relazione di Indiana Jones è devastante; il comico è che, tranne i Bozzini Giovanni, tutti sanno che Indiana scrive il vero; lo sa persino il sindaco Cilecca, dopo di che è inutile continuare. Oggi. Domani e dopodomani Indiana continua; gli interessati ne leggeranno delle belle!

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apr 23 2018

centimetri e metri 22 04 2018

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CENTIMETRI E METRI
Zanolli Pennadoro Vittoriano titola e chiude il Punto:
–Un confronto impietoso tra i nani di oggi e i giganti del passato–
I nani e i giganti cui il Pennadoro allude, forse con un po’ di disprezzo, appartengono alla politica, non certo al giornalismo!

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apr 22 2018

colpo su colpo 21 04 2018

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COLPO SU COLPO
Cinghiali e caprioli ormai arrivano in piazza del Duomo: come distinguersi da www.cremonaoggi.it e ribadire d’essere il più autorevole informatore del territorio?
La Provincia fin che c’è, 19 aprile, un lettore degno di tanto giornale:
—Egregio direttore, sono una mamma abitante nel Comune di Castelverde. Vorrei segnalare alle mamme che hanno bambini frequentanti la Scuola dell’Infanzia della frazione di San Martino in Beliseto che nei giardini esterni, zona ingresso e retro dove sono posizionati i giochi didattici, ci sono sempre numerose galline libere, provenienti da un’abitazione privata confinante.
Questo comporta la presenza costante di escrementi nella zona frequentata dai bambini nei momenti di svago. Le galline sono animali portatori di malattie e, nonostante la sottoscritta abbia già fatto presente la questione in Comune e di conseguenza alla polizia municipale, non si è ancora risolto il problema alla fonte e quindi continua a ripresentarsi—
La gallina non è un animale feroce, però può far dei danni, se un ossicino va di traverso a te o al tuo cane; ecco l’intuizione del Pennadoro:
—La sua è una preoccupazione legittima. Peraltro la questione potrebbe essere facilmente risolta impedendo alle galline di entrare nel giardino dell’asilo—

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apr 21 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentoventotto 20 04 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTOVENTOTTO
Navigare nel gruppo Libera vuol dire, comunque, divertirsi sempre; stamattina mi passano l’intervista di Boselli Antonio, già commissario al Quarto Lato di Piazza Duomo, alla Provincia fin che c’è, dove spiega in poche parole che esistono tante forme di democrazia, e invoca l’intervento della politica perché trionfi quella che lui preferisce, che è poi la tipica di Pivantonio in Libera: vinco sempre io, o amici di cui mi fido! E siccome qualche mio amico potrebbe essere poco sveglio, gli si spieghi anche ripetendo quale segno deve mettere sulla scheda di voto. Rincara la dose cicciobello sul sito, alla newsletter 16/2018 di oggi:
— ARAL, GLI ALLEVATORI VOTANO PER I DISTRUTTORI Non vuole essere una recriminazione ma una constatazione. Lunedì sera a Cremona e mercoledì a Lodi, i soci di Aral, ancorché eletti d’ufficio a tale ruolo, si sono espressi in larga maggioranza, per eleggere quali candidati a rappresentarli in seno all’assemblea di Aral di fine maggio i candidati del sindacato che di fatto li ha espropriati delle loro strutture deputate alla gestione dei controlli e dei libri genealogici. In questo modo verrà completato il progetto di un’unica organizzazione
regionale degli allevatori che risponde a coloro i quali sono responsabili non della loro riorganizzazione ma della sua totale distruzione— Non se ne può più di un mondo agricolo padano dove vincono i capitan Voltini, solo perché capaci e dinamici.
Il Cilecca, da new entry nel Sistema, deve mettere il vestito della festa; eccolo mentre lo indossa davanti al Cabrini Mauro, che ne stende il verbale sulla Provincia fin che c’è del 19:
—La garanzia più grande per gli investimenti che in questi anni il Comune di Cremona e i cittadini hanno fatto è che la Fiera continui a crescere. E la ricapitalizzazione e le alleanze sono indispensabili se vogliamo che la Fiera si rilanci—
Finalmente! Con linguaggio da Sistema, ma il primo cittadino Cilecca si decide alla verità: da anni il Comune di Cremona ha dato alla Fiera milioni su milioni, nostri, ma ciononostante la Fiera è sempre a secco, e se vogliamo che il Sistema continui a coltivarla come nel passato, bisogna aggiungere altri milioni, che non abbiamo, dunque ben vengano alleanze da fuori, alla Arvedi/Museo del Violino, tanto per intenderci!
Spesso ridiamo dei giornalisti della Provincia fin che c’è, ma il Cabrini è davvero bravo a tirar fuori tutto questo al Cilecca, e con che naturalezza!
Ieri in Comune ufficio di presidenza per stabilire il lavori del consiglio comunale del 26; www.cremonaoggi.it ne dà puntuale descrizione da cui traggo:
—I capigruppo di Lega Nord, Alessandro Carpani e del Pd, Rodolfo Bona si sono accapigliati sulla scaletta dell’ordine del giorno del consiglio comunale del 26 aprile in cui sarà discussa la delibera, con il consigliere di maggioranza che ha insistito affinché questa venisse approvata per prima e poi si discutesse l’interrogazione, e quello di minoranza che, come previsto dal regolamento, ha preteso che avvenisse il contrario. Una differenza non insignificante: la Lega rivendica a sé di aver sollevato pubblicamente una questione che altrimenti sarebbe rimasta nelle stanze del cda della Fiera e della giunta comunale. Alla fine, quando ormai Carpani aveva lasciato la sala, la sua richiesta è stata accolta—
Non solo, democraticamente, la maggioranza fa quel che vuole, ma nessuno, nemmeno la Lega, si deve permettere di sottolineare i pochi (!) “errori”…….

Cremona 20 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 19 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentoventisette 19 04 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO27
Per capire che sta succedendo in Fiera basterebbe l’intervista della Provincia fin che c’è al professor Cilecca: “Pilastro dello sviluppo” in prima, due belle foto in mezzo all’articolo a pagina 2, una violini, l’altra vacche da latte, che ricordano tanto lo storico Punto di Zanolli Pennadoro Vittoriano, 28 settembre 2014:
–Violini e vacche sono gli elementi che maggiormente caratterizzano la città del Torrazzo, qualificandola nel mondo–
Ma nemmeno Cabrini Mauro, allievo diligente del Pennadoro, suggeritore delle risposte al Cilecca, sfigura a fianco del Maestro!
Ieri sera mi spediscono il pro memoria ai capigruppo del Consiglio comunale, perché imparino che debbono votare oggi e soprattutto il 26; mi metto di buzzo buono a leggerlo; stamattina una mail col buon lavoro di Cabrini, e decido, fossi pure un giornalista invece che un blogger, prima il divertimento: Cabrini surclassa qualsiasi rivista giuridica. Però, per non correre il rischio di distrarre il lettore, è meglio anticipi il mio giudizio, che non è troppo soggettivo, da come strillano i fatti: 16 sedici consiglieri della Fiera su 17, tutti da una parte, sostengono che la Fiera è quasi una gemma e nello stesso tempo sono alla ricerca disperata di un compratore perché altrimenti i giorni sono contati; non s’è mai fatto prima, quindi non se ne parla di esaminare quel che eventualmente avesse combinato il Pivantonio, presidente dal 2003, per grazia di Dio e di Mario Maestroni; l’impegno dei sedici è stravolgere lo Statuto perché arrivasse davvero il compratore, trovi la pappa già pronta; dall’altra, solo, splendidamente forte delle sue ragioni che son poi quelle che portano a strepitosi successi le imprese che conduce, capitan Voltini; ma i sedici non lo considerano un nemico, anzi, lo strattonano da ogni parte perché si metta con loro, Cilecca il primo; misteri della cremonesità; ma è ora del “divertiamoci assieme” con le gemme del Cabrini Mauro! Basta la prima, dopo si potrebbe anche smettere; autore il Cilecca in persona:
–E ci siamo sempre mossi confrontandoci, anche duramente. E sempre, per l’amministrazione comunale e per molti dei soggetti coinvolti – sembra quasi voler dire molti ma non tutti, Galimberti – con l’obiettivo del rilancio della Fiera, pilastro dello sviluppo del territorio. Un pilastro che è vivo ma ha bisogno in tempi stretti di nuovo capitale (e non è possibile recuperarlo sul territorio) e di nuove alleanze, per salvaguardare il patrimonio e anzi farlo crescere. Solo Fiere con capitale adeguato e alleate con fiere forti reggeranno la competizione, le altre moriranno o sono già morte–
Se non è la conferma del mio giudizio….. Cabrini Mauro si precipita a dargli ragione:
–Ed è proprio per costruire alleanze e ricapitalizzare, con sullo sfondo una partnership che guarda a rapporti con fiere forti e anche economicamente solide come Vicenza e Rimini, che occorre cambiare lo statuto–
La solita visione di Cremona centro se non del mondo, della Val Padana: perché le fiere e anche economicamente solide dovrebbero perder tempo e soldi con noi, che abbiamo i minuti di vita contati?
E smetto, per oggi; il lettore che non ha riso abbastanza vada al resto dell’intervista!

Cremona 19 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 19 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentoventisei 18 04 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTOVENTISEI
Domani alle 18 Commissione ufficio presidenza, all’inizio aperta al pubblico, che propone i temi del Consiglio comunale del 26 aprile, convocato apposta per dire al sindaco Cilecca come dovrà votare il giorno dopo all’assemblea straordinaria della Fiera, in nome dei cremonesi tutti, che l’abbiano votato o non: mantenere i diritti che lo statuto attuale concede al Comune, che impediscono stravolgimenti della Fiera; calare le brache con una rinuncia completa, senza corrispettivo alcuno, per consentire al Sistema, in questo caso condotto dal dottor Pivantonio, di completare l’opera. Sento continuamente dire che anche Forza Italia si unirebbe al calo delle brache, nel dubbio la maggioranza sia poco compatta: fosse vero, nessuno si stupisca che in pochi anni siamo passati dal 30% alla metà!
C’è un legame tra questo legittimo dubbio e la lectio magistralis che la Provincia fin che c’è di oggi impartisce ai vertici e agli amministratori del partito? Ben più delle due lezioncine, l’argomento è sempre quello: i dissidi interni! rifilate nei giorni scorsi alla Lega, colpevole, con la sua interrogazione, d’aver costretto il professor Cilecca a dar maggiore pubblicità alla modifica dello statuto della Fiera; se la maggioranza rimane unita, fa a meno di chiedere aiuti, ma adesso tutti i cremonesi, a un anno dal voto, sanno che il Cilecca regala i loro diritti, per il solo fatto che ne dispone, a un Pivantonio!
Sito Libera, le ultime parole famose del cicciobello, in attesa della promozione a cicciobellissimo:
–Mah, niente di più falso, ultimamente Voltini è un po’ nervoso, forse a causa delle imminenti elezioni del Consorzio Agrario, forse per la isolatissima presa di posizione sulla Fiera, forse anche per la questione Apa per la quale anche qualche suo associato sta dissentendo–
Se capitan Voltini ha stracciato la Libera nell’assemblea Apa del 16 aprile, due giorni fa, e partiva con numeri bassi, figuriamoci al Consorzio, dove gode di numeri di ferro; sulla presa di posizione in Fiera, che il Sistema Cremona unito cercherà di vendere dopo la modifica dello statuto, vedremo chi ride, quando non la vorranno nemmeno in regalo e a noi cittadini resteranno solo i cocci.
Dopo una vita che gliela propongo, il Pennadoro tenta la “spintarella in area”: come l’abile difensore non commette il fallaccio, che costerebbe espulsione e rigore, ma impedisce il tiro comodo in porta, così il bravo giornalista non ignora la notizia che il suo lettore attende, perché lo spinge a leggere chi gliela dà; si limita a taroccarla. Però bisogna esser bravi; non si deve, come oggi sulla Provincia fin che c’è, a proposito della tremenda legnata subita dalla Libera nell’assemblea Apa del 16 aprile, limitarsi al nome dei delegati, dopo aver rotto le palle per un anno a tutti i lettori cremonesi, di qualsiasi genere, sul commissariamento Apa, dichiarato “ingiusto”: gli agricoltori di Coldiretti e Libera sanno da me la verità; nove delegati, nove Coldiretti! ciascuno con 145 preferenze contro le 45 dei Liberi; questo perché i Liberi non si son nemmeno presentati, per un motivo evidente: delle pretese sull’Apa dei vari Nolli Renzo non gliene frega assolutamente nulla. Al punto che gira la voce di un gruppo che sta raccogliendo firme per una chiara sfiducia al non c’è!

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apr 17 2018

pennadoro il costituzionalista 17 04 2018

PENNADORO IL COSTITUZIONALISTA
–Alcuni temi non dovrebbero essere oggetto di referendum. Questo è uno. Se si è stabilito che un’opera danneggia irreparabilmente l’ambiente, non si può affidare la decisione a interessi particolari. La politica deve prendersi le sue responsabilità–
E’ Zanolli PennadoroVittoriano a rispondere, oggi, sulla Provincia fin che c’è, al consigliere comunale Andrea Sozzi, che critica la Giunta di Cremona per aver bloccato il referendum sulla Strada Sud. Premessi gli unici divieti del 75 Cost: “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”, il Pennadoro non perde occasione per dimostrare d’essere il maggior Pennadoro ch’abbia mai diretto la Provincia: chi ha stabilito che un’opera danneggia irreparabilmente l’ambiente? I suoi amici d’oggi, professor Cilecca in testa? Interessi particolari? Ma crede che i cittadini non s’accorgano per che gruppo lavora?
La politica deve prendersi le sue responsabilità. Certo. Scritto da un direttore di giornale che ha permesso cento attacchi al commissariamento Apa e oggi non pubblica una riga sul voto di ieri della maggioranza dei suoi editori, che gli han risposto: a noi il commissariamento va bene!

Cremona 17 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 17 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentoventicinque 17 04 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO25
Mezza pagina sulla Provincia fin che c’è, ieri, a cura di cicciobello; dagli uffici della Libera telefonate e messaggi in serie per ricordare ai soci allevatori l’obbligo di partecipare all’assemblea Apa – Aral, finita verso mezzanotte, e votare bene; mi aspettavo di leggerne l’esito stamattina sull’edizione on line, dato che i numeri erano a favore del Quarto Lato di Piazza Duomo: niente, nulla di nulla, neanche mezza virgola! E lo stesso silenzio nel sito Libera, che riporta da un anno le lagne continue sul commissariamento.
Ma confesso, ho recitato, sapevo tutto da ieri, appena finito il conteggio dei voti: 200 duecento presenti per scegliere i 9 nove delegati, Coldiretti 9 nove, Libera 0 zero! E a far sanguinare vieppiù, il distacco: i 9 nove tutti con una media di 140/145 preferenze, gli sconfitti 40/45, il che mette allo scoperto (nove preferenze a testa) il numero degli allevatori Libera presenti, al massimo 50 cinquanta!
Come ci si doveva aspettare, e ho sottolineato a ogni assemblea, convegno, incontro eccetera promosso l’ultimo anno dalla Libera sul commissariamento Apa, tanto per condire gli articoli continuamente apparsi sul sito e la Provincia fin che c’è: se invariabilmente, arrivavano a fotografarli, si presentavano in 50 di cui almeno la metà dipendenti precettati, qualche amico eccetera, gli allevatori veri 10 o 15, non si poteva pensare che al voto si sarebbe presentata la maggioranza dei 300 soci aventi diritto!
Tradotti i numeri, nemmeno i soci Libera han più fiducia nei dirigenti che li rappresentano, se in un tema presentato per un anno intero come essenziale alla vita dell’associazione, la risposta è stata: non è vero sia essenziale, lo è solo per la vostra poltrona; a noi basta che Apa sia ben amministrata; se non vi va, dimettetevi.
Apa socia della Fiera, col 10% delle azioni, apre orizzonti impensabili sul Sistema Cremona, unito a sostenere Pivantonio contro capitan Voltini nella creazione della nuova Fiera: se nemmeno gli allevatori ritengono credibili i loro leader, (viene attribuito a Matteo Maria Boiardo: “E come avvien quand’uno è riscaldato, che le ferite per allor non sente, così colui, del colpo non accorto, andava combattendo ed era morto”) come non esistessero più, cos’è che adorano gli altri, dai comprimari disposti a sparire Bozzini Rivoltini eccetera, dal sopravvenuto professor Cilecca a sua Eminenza il Signore di CastelPizzetti, per finire col mistero Arvedi: un Pivantonio leader non troppo occulto del Sistema, perché non risponda delle sue evidenti gravi responsabilità? Fede in un dio ignorato dai suoi stessi fedeli?
Ogni tanto i fedeli al Sistema del Dio Ignoto si ribellano: perché fuori dalle mura di Cremona, basta andar a Milano dal nuovo governatore Attilio Fontana, ponti treni strade, e assessori! ci ignorano regolarmente?
La domanda si ferma lì, manca il coraggio, o l’indipendenza di pensiero, per completarla; per quale motivo, fuori, dovrebbero aiutarci, vedendoci incapaci perfino di distinguere chi da noi è attivo da uno che non esiste?

Cremona 17 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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