Archive for the 'Striscia La Provincia' Category

nov 11 2018

qui cremona-novantotto 11 11 2018

QUI CREMONA – novantotto
In Libera in particolare, ma credo sia il taglio che dà Confagricoltura a tutte le sedi, son nobili tanto decaduti da non accorgersene; esemplare l’intervista di oggi, pagina dell’Agricoltura, la Provincia fin che c’è, a Nolli Renzo:
-A livello locale come vanno i rapporti con gli altri enti e istituzioni?
-Direi molto bene. Abbiamo attivato ottime sinergie sui temi più importanti; ad esempio la riforma degli enti istituzionali come la Camera di commercio, in cui vi è una collaborazione totale. Si lavora tutti insieme per il conseguimento di obiettivi comuni.
Né Nolli né il number one della comunicazione del gruppo, Zanolli Pennadoro Vittoriano, si rendono conto di quel che dicono e scrivono: la Libera è un’associazione sindacale come tutte le altre, come diavolo può aver la pretesa di partecipare alla riforma degli enti istituzionali?
Ne discende la legittimità della ramanzina a Coldiretti, che non obbedisce:
—A volte, più che collaborare con noi o con gli altri enti locali, ha atteggiamenti di totale chiusura per non dire contrari allo sviluppo dell’economia locale—
Coldiretti è “collaboratore” della Libera!!
—Si veda ad esempio l’atteggiamento nei confronti di CremonaFiere, oppure quanto fatto per smembrare Apa Cremona—
Che rispondere? Sì cari, certo cari! Poi la botta finale:
—Vi è da chiedersi se Coldiretti operi sul territorio cremonese per il bene suo o dei suoi agricoltori, o se risponda invece ad un preciso mandato distruttivo—
Nolli Renzo si dimostra incapace di leggere i numeri suoi e di Coldiretti: capitan Voltini trasforma in oro quel che tocca, l’ autodistruzione della Libera è sotto gli occhi di tutti i cremonesi in grado di usarli.
In un gruppo del genere normale che la prima pagina della Provincia fin che c’è di oggi sia occupata dal titolo:
—Accoglienza La Lega alza i toni Minacce alla ‘Tavola della Pace’—
La pagina tre a disposizione dello specialista Cabrini Mauro: si tratta di usare due pagine per commentare due righe facebook di Carpani e farle passare per una decisione, minacciosa (!!), della Lega, ricopiando, tra l’altro, quanto già scritto ieri nell’edizione on line.
Ma in che mondo credono di vivere, coinvolgere la Lega per un regalo all’amico Massimiliano Salini?

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nov 10 2018

qui cremona-novantasette 10 11 2018

QUI CREMONA – novantasette
Citelum insiste, ma è sempre lo stesso gioco: fosse l’allenatore di una squadra di calcio invece che il garante della luce di Cremona, il presidente, su pressione dei tifosi, avrebbe già provveduto al salto di panchina; da www.cremonaoggi.it:
—Da ore il quartiere di Bagnara e il lungo Po Europa sono al buio a causa di un guasto alla rete di illuminazione pubblica. I tecnici di Citelum e del Comune sono al lavoro già da venerdì sera per cercare di ripristinare la situazione: operazione che si è però rivelata più complicata del previsto, in quanto si tratta di guasto strutturale alla rete. Sarà quindi necessaria la sostituzione della linea interrata. Il Comune è in contatto con il comitato di quartiere e con i residenti per aggiornarli su quanto si sta facendo—
Immagino l’aggiornamento: occhio a uscir col buio, manca la luce, quella che m’avete già pagato. Cremona è sempre più Cremona; taglio del nastro al Bontà, stessa foto anche sulla Provincia fin che c’è, con le forbici in mano son quattro gatti, ma davvero quattro! Urge l’arrivo di un esperto, alla presidenza della Fiera, magari, forse l’ho già scritto, tale Stefano Pellicciardi, quello cui riescono tanto bene le Feste in centro. Avanti Libera, per dirla col signor De Lapalisse: appena prima di morire era ancora viva! Girano voci sul nuovo direttore della Provincia fin che c’è, Pennadoro permettendo, sarebbe tale Giorgio Gandola, ex direttore della Provincia di Como e dell’Eco di Bergamo, che ora scrive per la Verità. E’ il primo compito, urgentissimo, per il nuovo presidente che uscirebbe dal voto di febbraio: non il signor De Lapalisse, i soci che amano la loro storica Associazione si decidano al gran passo, scegliere un agricoltore vero, non un cacciapoltrone con indennità al seguito!

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nov 09 2018

qui cremona-novantasei 09 11 2018

QUI CREMONA – novantasei
Il lato preoccupante di Crotti Riccardo, pretendente alla presidenza della Libera, non è che sia un agricoltore solo sulla carta, i requisiti formali ci sono tutti, è che ha sempre fatto parte del Sistema Cremona, veterinario e per lunghissimo tempo presidente dell’Apa, finita poi in mano ai Coldiretti, nel momento in cui in Libera è indispensabile un agricoltore vero! Mentre il Sistema fa acqua da tutte le parti, basti pensare alle condizioni pietose in cui versa la Fiera che, o trova in fretta un solido finanziatore, o un presidente alla Stefano Pellicciardi, l’organizzatore della Fiera del Torrone, Fiera del Salame, e in primavera 2019 Fiera del Formaggio, o chiude! Che sensibilità può avere per i problemi della terra, oggi terribili, chi ha sempre fatto altro e con buone indennità? Sarebbe chiederla a Zanolli, che direttore della Provincia riceve dai soci, suoi editori, molto più di quel che essi tirino fuori da campi e stalle.
L’avessero immaginato, credo che i ragazzi di Forza Nuova mai avrebbero appeso lo striscione comodamente ribattezzato: razzista; da www.cremonaoggi.it:
—Dopo la vicenda dello striscione razzista appeso sulla facciata della Casa dell’Accoglienza nella notte tra il 2 e il 3 novembre, arriva il contrattacco della Cremona più pacifista e tollerante, che nella serata di mercoledì si è riunita nel Tavolo per la Pace, in un incontro molto partecipato, per decidere come manifestare pacificamente in solidarietà alla struttura, che proprio in questi giorni sta celebrando il proprio trentennale di fondazione.

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nov 06 2018

qui cremona-novantatre 06 11 2018

QUI CREMONA – novantatre
Magari li ho provocati io; la lettera di Pietro Burgazzi, segretario cittadino della Lega, no, ma il succo molto indurito: “Pinotti sindaco non ci interessa”, è apparso sulla Provincia fin che c’è di oggi!
Voto Libera di febbraio, si scaldano i motori, ciascuno col carburante che ha:
—Ancora una volta Paolo Voltini attacca la Libera in modo del tutto strumentale e capzioso. In un lungo editoriale, peraltro in buona parte copiato da uno analogo edito lo scorso anno e auto celebrativo, ha da dire su di un paio di questioni che evidentemente gli stanno particolarmente a cuore. E non avendo motivi particolarmente brillanti o convincenti per sostenere la sua causa, o meglio quella che gli dicono di sostenere, si attacca a fantasie che attribuisce al sottoscritto. Ma vediamole: si parla di “similari” e di Ceta—
E’ Nolli Renzo, dal sito Libera; temo un concorrente scorretto gli abbia messo zucchero nel serbatoio e il motore grippa assai; capitan Voltini, specie quando carica, può risultare antipatico, ma che si ricopi, si vanti a sproposito, non sia brillante o convincente, e che infine obbedisca a sciocchi ordini di una supposta scuderia, sì e no in tutta la Libera può crederlo il solo Nolli Renzo.
Domani continuerò il commento su similari e Ceta, ma piuttosto della conferma di un Nolli Renzo, se i mille soci rimasti continuano a rifiutare un presidente agricoltore vero, torni pure un Antonio Piva!
Amministrative 2019, che fine han fatto i 5 Stelle a Cremona, si chiede www.cremonaoggi.it? Sospetto: trattano di nascosto con la Lega, e poi spuntano come a Roma?
Fiera, silenzio di tomba; basta cambiar zona, riesce bene la Festa del Salame, è ormai tradizionale quella del Torrone; che sia indispensabile calar le arie e il Sistema e nominare Stefano Pellicciardi, l’inventore delle due Feste, amministratore unicissimo della Fiera, senza nessuno che gli rompa le palle, mica tanto, solo per dieci anni?

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nov 05 2018

nel caso……… 05 11 2018

NEL CASO……………….
Nel caso la Provincia non lo pubblicasse, ecco l’appunto di Pietro Burgazzi sull’articolo di oggi che presenta Gianluca Pinotti candidato sindaco 2019 in conto Lega:
—Vorrei precisare che Gianluca Pinotti ha la stima della Lega tutta, e che, in caso di vittoria, avrà importanti incarichi, ma la scelta del sindaco è ancora da venire.
Pertanto vi chiedo, per il futuro, di fornire notizie non troppo lontane dal vero, anche sulle simpatie politiche, e sulle simpatie con altri politici citati nell’articolo. Considero il vostro articolo almeno frettoloso e, se proprio interessa al giornale annunciare prima dei colleghi il candidato sindaco della Lega, lo chieda direttamente a noi, invece che ai politici di altri partiti, che potrebbero aver motivi di interesse per raccontare cose diverse a voi e agli elettori.
Il segretario cittadino della Lega di Cremona
Pietro Burgazzi.

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nov 04 2018

qui cremona-novantuno 04 11 2018

QUI CREMONA – novantuno
L’amico Giorgio Mantovani, presidente del Filo, mi ricorda, e lo scrivo volentieri, che domani sera alle 21 gli Swingers si esibiscono nel teatro; un bell’articolo di Roberto Codazzi sulla Provincia!
Cabrini Mauro, l’esperto della Provincia fin che c’è, continua con le provinciali del 31 ottobre, attingendo dalla risciacquatura di facebook; un estratto:
—Chiara la posizione di Simone Agazzi: “Carlo dai….. chi dà contro alla Lega?” Risponde subito Malvezzi: “Io no. E all’unità del centrodestra non c’è alternativa, se non la sconfitta di tutti. Diversamente, la sinistra ringrazierà”. Ma Agazzi non arretra e insidioso, pur senza citarlo, sembra inquadrare nel mirino Salini: “Tu no ma magari qualche tuo leader? Non so, chiedo……..”
Striscione razzista sulla Casa dell’Accoglienza: ai rimproveri si uniscono anche Pax Christi e Acli; uff, stavo dimenticando, per la Tavola della Pace lo striscione non è solo razzista, ma naturalmente: fascista! E per Fare Nuova la Città, la lista di Galimberti, uccidono anche gli italiani, non solo gli immigrati!
Libera, si dovrebbero rinnovare entro febbraio presidente e consiglio; spero davvero che stavolta, visti i successi degli ultimi anni, i soci decidano di scegliere agricoltori veri, non da cursus honorum in Anga; che salgano davvero sul trattore, che entrino nella stalla, che conoscano ogni zolla dei loro campi, da capire quali siano i veri compiti del sindacato, in tempi in cui il reddito è sempre più eroso dai mercati, peggio delle nutrie.
La conferma: lo sciopero Arvedi c’è stato, ma non si deve dire!

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nov 04 2018

nche la lega mangia i bambini 04 11 2018

ANCHE LA LEGA MANGIA I BAMBINI
Ma solo a Cremona e solo per la Provincia fin che c’è, diretta da Zanolli Pennadoro Vittoriano; pagina tre di oggi, “L’immigrazione uccide”, striscione scandalo appeso sul muro della Casa dell’Accoglienza, benpensanti scatenati e in coro; in un piccolo riquadro Fabio Grassani, commissario provinciale della Lega, in foto e parole, sotto il titolo: “Fuori dal coro”, e per fortuna, dico io; l’amico Fabio spiega tutto quel che c’è da spiegare, per chi vuol capire; “Modi sbagliati ma c’è un fondo di verità” diventa una condanna solo a metà, per il gran giornale di casa nostra; Fabio premette: “Io non avrei mai appeso uno striscione alla Casa dell’Accoglienza. Ci sono altri modi, meno aggressivi, per esprimere la propria opinione”, quindi Fabio esce dal coro, quindi è vero che mangia i bambini; naturale l’epilogo: Fabio Grassani non si smarca dal contenuto; come fa ad andare in gol, se non si smarca?
—Quel messaggio ha un suo fondo di verità ed è in parte condivisibile: l’accoglienza portata all’estremo in questi anni ha prodotto anche quel tipo di fenomeno ed è inutile nascondere come abbia causato anche il proliferare di violenza—
Rassicuratevi, amici lettori, Fabio non so, è un leghista! ma io non mangio bambini, mi limito a ricordare che se le stesse parole di Fabio le scrive un intellettuale di sinistra: “ quando confini ai margini della società strati di popolazione è ovvio che la percentuale di devianza aumenti, e molto”, fioccano gli applausi, esemplificati in uno dei tanti detti del ’68: colpa della società; ma ha il diritto di ripeterle solo chi fa domanda di entrare nel coro, e i leghisti in genere non la presentano…….

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nov 04 2018

il contraddittorio è vita 04 11 2018

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IL CONTRADDITTORIO E’ VITA
Il Punto di oggi è dedicato allo striscione appiccicato da Forza Nuova sul muro della Casa dell’Accoglienza; titolo:
–Non fare di tutta l’erba un fascio–
Le prime righe:
–Desirée Mariottini, sedicenne di Cisterna di Latina, è stata drogata, stuprata e uccisa da un branco di africani–
Branco di africani: neanche il Borghezio dei tempi d’oro si sarebbe espresso così!
Il gran finale:
–Gli assassini di Pamela e Desirée marciscano in carcere, Per loro non c’è redenzione. Ma noi evitiamo di fare di tutta l’erba un fascio—
Per loro non c’è redenzione, ma noi evitiamo di usare l’erba per costruire fasci.

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nov 03 2018

qui cremona-novanta 03 11 2018

QUI CREMONA – novanta
L’annuncio su www.cremonaoggi.it: la Tavola della Pace (spuntano come lumaconi dopo le piogge autunnali questi pacifisti d’ogni colore purché sinistro) chiede una manifestazione non violenta per protestare contro lo striscione si fa per dire razzista, villano senz’altro, appeso sui muri della Casa dell’Accoglienza; dopo Piloni, anche Fare Nuova la Città, la lista del sindaco Galimberti, deplora e si unisce. Ma questa Tavola della Pace esisteva già il 24 gennaio 2015, devastazione di un quartiere di Cremona a cura dei centri sociali?
La Provincia fin che c’è, edizione on line, rinforza col titolo: dura condanna della società civile; oggi no, nei prossimi giorni spiegherà da chi sarebbe formata la società civile.
Sempre elezioni provinciali; Simone Bacchetta si diverte:
—Capita spesso, per non dire quasi sempre, che le elezioni le vincano tutti. Anche chi perde. Dipende dai punti di vista, si dirà. E in effetti è proprio così. Senza andare molto lontano, qualche giorno fa si sono tenute le Provinciali, anche sono stati in parecchi a non essersene accorti. Ed ecco il punto da cui siamo partiti: tre liste che si confrontavano, e tutte e tre che, dai rispettivi punti di vista, han vinto. La lista del presidente Viola, che ha messo in consiglio sei esponenti. La lista Lega, Fratelli d’Italia e Civici, che ha ottenuto più voti dell’altra lista di centrodestra – in sostanza Forza Italia più Gianni Rossoni ma senza simboli di partito. Tre consiglieri per lista, e tutti contenti—
Lo sciopero che da Arvedi c’è mai stato; l’assenza di molti operai è sicura, impianti bloccati, ma vorrei restare in equilibrio tra le parti: assenza sì, ma causata da un numero incredibile, mai visto prima, di certificati di malattia!
Libera, non si può mai dar nulla per certo, visti i soggetti, ma si dovrebbe votare in febbraio per il nuovo consiglio; si fa già il nome di alcuni pretendenti alla poltrona di Nolli Renzo.
Fiera, nebbione fitto in Val Padana, i “loro” non arrivano mai coi soldi sperati per l’indispensabile trasfusione.
Zanolli, in Libera avrebbero già consultato trenta o quaranta direttori idonei a sostituirlo…..

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nov 03 2018

libera di nuovo in crisi 03 11 2018

Indiana Jones, di nuovo all’opera, dimentica di sottolineare, pur se al lettore attento non sfugge, che i successori di Piva han fatto peggio di lui……
LIBERA DI NUOVO IN CRISI ANDRÀ AL VOTO ANTICIPATO – UNO
La Libera di Cremona, al pari di Confagricoltura, da tempo è scesa a un livello di rappresentanza economico-sindacale veramente mediocre a favore dei propri iscritti. Di conseguenza è naturale che i soci, sempre più numerosi, insoddisfatti e delusi decidono di rivolgersi alla Coldiretti di Cremona guidata da Paolo Voltini che in qualche anno l’ha portata ad essere il sindacato agricolo dominante. I Soci fuoriusciti dalla Libera prima di decidere, sicuramente hanno valutato l’assistenza in termini di qualità/prezzo per i servizi offerti, ma ancor più la vicinanza della struttura, agile e determinata nelle decisioni e rivendicazioni da portare avanti nella difesa dei prodotti agricoli del territorio, trattando con deleghe reali dei soci il miglior prezzo, con proposte e valutazioni sempre all’altezza della situazione e soprattutto instaurando rapporti chiari e leali con le rappresentanze politiche locali e regionali, rispettosi ma mai sottomessi.
Al contrario, la Libera non riesce più a rappresentare adeguatamente i bisogni degli iscritti, restando spesso in silenzio e assente dallo scenario politico-sindacale, o peggio intervenendo e assumendo delle posizioni veramente discutibili e non in linea con le aspettative degli iscritti. Da ciò si desume chiaramente che il rapporto struttura-soci non funziona adeguatamente e che le diverse “commissioni di prodotto”, se convocate, non producono proposte tecnico-operative di qualità. Quel poco che riescono ad elaborare è frutto del solito funzionario che ha la delega a scrivere articoli sul giornale e comunicare attraverso il sito della Libera, preoccupandosi solo di seguire la linea di chi in quel momento comanda e che è in grado di garantirgli il rinnovo della sua consulenza, assumendo posizioni ondivaghe, ripetitive e troppo spesso vittimistiche con lamentele e contumelie nei confronti di chi li sovrasta a livello imprenditoriale, oltre che gestionale – leggasi Paolo Voltini il loro incubo ricorrente, tanto che è vietato pronunciarne anche il nome, con ordine tassativo di censura totale impartito al direttore e ai giornalisti de La Provincia, sui quali vigila da qualche mese il promettente venditore di sogni (tanti) e di spazi pubblicitari (pochi e di dubbio incasso), ancora oggi fedele scudiero di Piva assieme a Zanolli con buona pace di Nolli. A proposito di Zanolli i danni conseguenti al contratto di cui gode, circa € 350.000anno che in dieci anni fanno oltre € 3.000.0000 costo azienda, devono essere richiesti a Piva che l’ha firmato senza delibera e a Filippini che non lo ha invalidato pur essendo informato dei fatti, assieme al Collegio dei Sindaci. Questa è la comunicazione che vige in Libera e ci si chiede come facciano i soci rimasti a consentire tutto questo, cosa aspettano a mandarli a casa e proporre azioni di responsabilità patrimoniali, o sono conniventi?
Come se non bastasse, in Libera si agitano i consiglieri rampanti provenienti dall’Anga che hanno l’ambizione di voler rappresentare la futura classe dirigente, che hanno studiato e girato il mondo, e non dispongono nemmeno di un Bilancio di previsione dell’Associazione che tenga conto delle risorse disponibili e delle spese di funzionamento – risulta che nel 2018 ci hanno provato e i risultati che trapelano sono chiari: entrate che non coprono le spese con una perdita da ripianare per niente modesta – tutto questo perché nessuno si è mai premurato di quantificare le minori entrate per quote/servizi conseguenti al recesso dei soci, passati da circa 2.000 a meno di 1.400 in tre anni, e nel contempo l’assenza di un piano di riduzione e contenimento delle spese, anzi hanno incrementato il costo del personale con nuove assunzioni, anziché prevedere il blocco o la riduzione di tale voce primaria di spesa. Ebbene sì, pare che questa sia la situazione – immediatamente tutti i consiglieri si sono dichiarati sconcertati e hanno scaricato la colpa di questa condotta gestionale sul direttore – l’ultimo arrivato, compresi i “rinnovatori” che dovevano garantire, stando all’opposizione, l’esecuzione di tali controlli e imporre correttivi di spesa. E invece si sono incollati alle poltrone adeguandosi appieno alla linea (quale?) del Presidente. Sarebbe utile conoscere cosa hanno verbalizzato i componenti del Collegio Sindacale al riguardo negli ultimi tre anni, con un direttore d’orchestra che con la sua costosa consulenza sforna Bilanci miracolosi sia in Libera che al giornale. Difatti il presidente Nolli continua a ripetere che il risanamento dopo la disastrosa gestione Piva è stato completato sia in Libera che al giornale La Provincia e, nonostante il suo ottimismo ingiustificato, ha ricevuto ben due sfiducie firmate dalla maggioranza dei consiglieri, con la richiesta pare deliberata di elezioni anticipate da tenersi prima della fine di febbraio 2019.
Ma veniamo a qualche esempio sulle posizioni assunte dalla Libera. In particolare ci riferiamo al settore latte e al prezzo riconosciuto ai produttori cremonesi fissato dalle industrie di trasformazione che un tempo era il prezzo di riferimento in Italia – l’unica cosa che riesce a fare oggi la Libera è la continua lamentazione e il richiamo alle Istituzioni regionali e nazionali affinché intervengano per garantire un prezzo maggiore, magari stanziando fondi pubblici. Stanno, di fatto, riproponendo la trattativa sul prezzo che si faceva negli anni ‘80, con il Ministero Agricolo che mediava e garantiva 15/20lire al litro per chiudere il contratto. Dopo quasi 40anni in Libera ancora non si sono resi conto che i prezzi li determina il mercato in base a domanda/offerta del prodotto e che oramai l’economia, anche quella agricola, è globalizzata. Eppure la Libera e Confagricoltura con Anga al seguito si vantano di essere il sindacato degli imprenditori agricoli e delle grandi aziende in grado di competere sui mercati (si rammenta l’incarico richiesto da Piva per l’ internalizzazione delle imprese – che ridere), mentre sono capaci solo di invocare un prezzo “assistito” e il mitico Ildebrando Bonacini ci mette la firma e la faccia ma intanto incassa € 500 al mese, oltre pensione e consulenza, per scrivere “informazioni” del genere sul giornale di famiglia. Occorre invece far funzionare l’indicizzazione del prezzo, con un paniere di riferimento bilanciato e dei paletti per limitare le variazioni, oltre che formare i produttori a conoscere il mercato, anche con la pubblicazione mensile dell’andamento dei prezzi UE.

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