Archive for the 'Striscia La Provincia' Category

lug 23 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentosessantaquattro 23 07 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTO64
“E’ il luogo ideale per i ricevimenti, ma è adatto anche per pranzi di lavoro o riunioni familiari e offre la necessaria intimità per cene in coppia”
Questo, sul ristorante di oggi, è il primo comunicatore del Sistema Cremona, che i barbari alla capitan Voltini devono ben guardarsi dal modificare; Sistema che si difende come il primo comunicatore: ignorando qualsiasi tipo di critica, anche con disegni, per facilitarne la comprensione. Non sono chiaro? Ecco il “disegnino” dall’Editoriale, atto secondo, di capitan Voltini:
–E’ proprio questo, forse, l’aspetto più deprimente del rapporto tra Coldiretti e coloro i quali si sentono paladini della “cremonesità”. Criticano ferocemente Coldiretti, le nostre iniziative e i nostri progetti senza avanzare mai nemmeno uno straccio di proposta, senza avere un progetto alternativo, una visione diversa sulla quale magari confrontarsi. Macché, c’è un evidente timore ad affrontare un contraddittorio perché è ormai chiaro a tutti che non ci sono idee da contrapporre, né punti di vista diversi. C’è solo la difesa dello status quo, anche laddove è più che evidente che le cose stanno andando male!–
Riportare che venerdì s’è tenuto il consiglio d’amministrazione della Fiera e che mancava Pivantonio? Figuriamoci, il lettore cremonese potrebbe mettersi in testa idee strane e per il suo bene è meglio non sappia.
Rassegna stampa sull’affaire Apa: il sito Libera è fermo al 30 giugno; avran paura di seccare il lettore?
Mi viene sempre più spesso il desiderio di smetterla di criticare la cremonesità, sono un liberale e se alla maggioranza piace, se la tengano; ma fremo d’orrore quando vedo al centro della prima pagina della Provincia fin che c’è, oggi:
–Via Persico dopo l’autovelox l’incubo dei semafori: tre in un chilometro–
I morti sulla strada servono solo per l’articolo!

Ceriana 23 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

lug 23 2017

incauto acquisto 23 07 2017

INCAUTO ACQUISTO
–A Cremona procedono i lavori a Palazzo Fodri che entro la fine dell’anno sarà a disposizione degli studenti del corso di laurea in restauro degli strumenti musicali. Guarda il video servizio di Cremona 1– E’ una nota di www.cremonaoggi.it, il miglior informatore cittadino. A suo tempo Zanolli Pennadoro Vittoriano, ricevute le debite istruzioni, informò i cremonesi, come vanta spesso esser suo dovere, con soli 130 centotrenta pezzi sulla Provincia fin che c’è, evidentemente il Pennadoro ci ritiene duri di comprendonio, che il galantuomo Umberto Lonardi aveva messo in difficoltà la Fondazione Città di Cremona facendole acquistare il nobile Palazzo. Poiché le difficoltà a oggi non si sono ancora viste, anzi! prima o poi, ne sono certo, il Pennadoro farà scrivere una noticina di rettifica!
Ceriana 23 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

lug 22 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentosessantatre 22 07 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTOSESSANTATRE
Riprendo il pezzo di ieri di capitan Voltini per alcune note che lui, evidentemente, non poteva aggiungere:
–Nell’ultimo editoriale pubblicato da questo nostro giornale, avevamo espresso il nostro punto di vista sul Sistema Cremona: su quello che è e su quello che invece vorremmo che fosse. Al quotidiano della Libera, La Provincia, l’editoriale ha fornito l’occasione per una serie di interviste ai maggiorenti della cremonesità, quasi tutti ferocemente critici e preoccupati per l’assalto perpetrato da Coldiretti e dal suo Presidente Voltini. Purtroppo, non tutti gli intervistati avevano letto bene quello che avevamo scritto. Se lo avessero fatto e ne avessero afferrato il senso, avrebbero evitato, criticandolo, di offendere tutta quella parte sana, operosa, intraprendente e capace del “sistema Cremona” che Coldiretti vuole difendere e valorizzare–
Queste righe dimostrano che capitan Voltini non è il rude guerriero senza compromessi che la cremonesità obbediente dipinge; sa bene che i “maggiorenti” han capito al volo, e ha voluto essere lieve: tenevano cose più urgenti e han letto distratti. Quando per tutti noi non obbedienti è chiaro invece quel che è successo, professor Cilecca in testa: non bisogna turbare il padrone, la Libera, specie adesso che soffre di malattie una più grave dell’altra; se il padrone ordina di alzare la voce contro il guerriero, non se lo fan ripetere due volte, ed è proprio per questo che Cremona è Cremona da decenni. Infatti subito dopo il guerriero dice pane al pane e vino al vino:
–Le nostre preoccupazioni sono invece rivolte alla degenerazione del Sistema Cremona, a quel mondo ed a quelle persone che si rifiutano di aprire gli occhi di fronte ai problemi, ostinandosi – per superficialità, miopia o interesse personale – a trovare un nemico in chiunque osi mettere in discussione metodi, politiche e modelli di gestione di enti e strutture che stanno perdendo pezzi e che in assenza di correzioni di rotta rischiano di naufragare. Di esempi concreti ne avremmo più d’uno, tuttavia da queste pagine ci sembra innanzitutto opportuno soffermarci su alcune questioni di metodo–
Per chi si ostinasse a non voler capire: su un editoriale, cari obbedienti, capisco, vi siete distratti; però la sostanza che l’editoriale intendeva dipingere c’è, purtroppo: questa sostanza vi va bene lo stesso perché lo ordina il padrone? che invece di dar ordini fuori farebbe molto meglio a curare le sue malattie, una più grave dell’altra, a cominciare dalla Provincia fin che c’è, che l’unica quota che riesce a mantenere è il numero dei giornalisti.

Ceriana 22 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

lug 22 2017

la solita parola di troppo 22 07 2017

LA SOLITA PAROLA DI TROPPO Li capisco: fin che considerano il Pennadoro il loro primo comunicatore, resteranno al pesce vivo servito in tavola a temperatura ambiente; e cercar di spiegare quanto il silenzio possa esser comunicativo, sarebbe fatica sprecata. Dalla Provincia fin che c’è, edizione on line; gran successo del violino artigianale dei Maestri Liutai di Cremona in Cina e nei pressi; ma c’era bisogno di concludere, stile Pivantonio, che lo stesso numero di Maestri Liutai raddoppierà il fatturato dell’anno prima? —E’ stato siglato nel tardo pomeriggio di giovedì 20 luglio l’accordo commerciale tra il Consorzio Liutai “Antonio Stradivari” Cremona e il Consorzio Liutai a Taiwan, rappresentato dalla società Broad Musical Instruments Co., già da numerosi anni partner commerciale del Consorzio Liutai sul territorio taiwanese.
Una delle principali novità del contratto riguarda i mercati presso i quali il Consorzio Liutai sarà presente: non solo Taiwan, ma anche la Cina continentale.
“Un mercato, quello cinese, in forte espansione e con grandi possibilità economiche”, dichiara il Presidente del Consorzio Liutai, Maestro Giorgio Grisales, eccetera………
Il contratto prevede un budget di acquisto di strumenti a marchio “Cremona Liuteria” che permetterà al Consorzio Liutai di raddoppiare il fatturato dello scorso anno.
Ceriana 22 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

lug 21 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentosessantadue 21 07 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTOSESSANTADUE Questa, da www.cremonaoggi.it, il miglior informatore cremonese, è la Cremona retta dal Sistema, che ci mette un po’ di tempo ad accorgersi del petrolio che inquina; ancor più tempo, a dirgli di smettere: —Nuovi dettagli sulle operazioni in corso presso l’ex raffineria Tamoil. Ieri mattina i tecnici comunali hanno incontrato i responsabili delle ditte che stanno eseguendo i lavori preliminari alla demolizione delle fiaccole e dell’impianto di ‘blow – down’. Si tratta di componenti dell’impianto industriale che Tamoil è riuscita a vendere (per la precisione l’acquirente è la Cfm di Marghera); ad eseguire le demolizioni è un’altra ditta specializzata. Eccetera— Questa invece, l’editoriale di capitan Voltini sul bollettino Coldiretti, è la Cremona che tanti vorremmo; scritto lungo, ma che si legge d’un fiato, quando si ama Cremona……
COLDIRETTI E SISTEMA CREMONA: SECONDA PUNTATA

Nell’ultimo editoriale pubblicato da questo nostro giornale, avevamo espresso il nostro punto di vista sul Sistema Cremona: su quello che è e su quello che invece vorremmo che fosse. Al quotidiano della Libera, La Provincia, l’editoriale ha fornito l’occasione per una serie di interviste ai maggiorenti della cremonesità, quasi tutti ferocemente critici e preoccupati per l’assalto perpetrato da Coldiretti e dal suo Presidente Voltini. Purtroppo, non tutti gli intervistati avevano letto bene quello che avevamo scritto. Se lo avessero fatto e ne avessero afferrato il senso, avrebbero evitato, criticandolo, di offendere tutta quella parte sana, operosa, intraprendente e capace del “sistema Cremona” che Coldiretti vuole difendere e valorizzare.
Le nostre preoccupazioni sono invece rivolte alla degenerazione del Sistema Cremona, a quel mondo ed a quelle persone che si rifiutano di aprire gli occhi di fronte ai problemi, ostinandosi – per superficialità, miopia o interesse personale – a trovare un nemico in chiunque osi mettere in discussione metodi, politiche e modelli di gestione di enti e strutture che stanno perdendo pezzi e che in assenza di correzioni di rotta rischiano di naufragare. Di esempi concreti ne avremmo più d’uno, tuttavia da queste pagine ci sembra innanzitutto opportuno soffermarci su alcune questioni di metodo. Vogliamo spiegare ai nostri Soci ed ai nostri lettori perché Coldiretti è differente (rispetto al panorama delle rappresentanze) e perché – oggi più che mai e soprattutto a Cremona – ci sono ulteriori ragioni per aderire e sostenere Coldiretti.
La collezione di titoli apparsi su La Provincia (“Reagire all’attacco di Coldiretti”, “Tutti devono dire da che parte stanno”, “Colpo di mano della Coldiretti ordinato da Roma”, solo per citarne alcuni) ha il sapore di una chiamata alle armi per difendere strenuamente l’ordine costituito. E’ proprio questo, forse, l’aspetto più deprimente del rapporto tra Coldiretti e coloro i quali si sentono paladini della “cremonesità”. Criticano ferocemente Coldiretti, le nostre iniziative e i nostri progetti senza avanzare mai nemmeno uno straccio di proposta, senza avere un progetto alternativo, una visione diversa sulla quale magari confrontarsi. Macché, c’è un evidente timore ad affrontare un contraddittorio perché è ormai chiaro a tutti che non ci sono idee da contrapporre, né punti di vista diversi. C’è solo la difesa dello status quo, anche laddove è più che evidente che le cose stanno andando male!
Si tratta di un modo di fare – quello del Sistema Cremona allo sbando – che non appartiene a Coldiretti. Noi non ci siamo mai permessi di criticare i progetti altrui senza avere prima elaborato una nostra proposta.
E’ per questo che non abbiamo mai avuto paura nell’affrontare in perfetta solitudine anche le battaglie più impegnative. Eravamo criticati e derisi da tutte le Organizzazioni Agricole quando – per sostenere le istanze dell’agricoltura italiana – abbiamo lanciato il Patto con il Consumatore e l’etichettatura di origine, cercando alleanze nella società civile, nell’associazionismo sensibile ai temi dell’ambiente e della salute. “Coldiretti non difende più gli agricoltori” dicevano, anche se da allora – mettendo a frutto anche quelle alleanze – abbiamo ottenuto il riconoscimento di una nuova centralità dell’agricoltura e tanti risultati importantissimi.
Abbiamo dimostrato di saper fare il nostro mestiere fino in fondo e oggi – sia nei confronti della pubblica opinione e dei cittadini consumatori, sia nei luoghi in cui si decide del peso del mondo agricolo – Coldiretti è più forte, più riconoscibile, più incisiva e più in grado di far valere il suo peso contrattuale.
L’ammodernamento del settore con la legge di orientamento, la nuova definizione di imprenditore agricolo, l’introduzione della multifunzionalità, la tutela del Made in Italy, la battaglia contro gli Ogm in agricoltura, le agevolazioni fiscali, le correzioni della Riforma Pac, ecc… fino ad arrivare a quest’ultimo anno in cui abbiamo addirittura ottenuto l’azzeramento di Imu, Irap e Irpef per le imprese agricole italiane, con un beneficio economico che supera 1,3 miliardi di euro.
Dall’altra parte, invece, si è persa la memoria della marcia su Arcore, delle spedizioni a Roma contro il decreto Zaia e di altre simili iniziative che non hanno lasciato alcuna traccia. E nemmeno quel matrimonio tra sigle chiamato Agrinsieme ha cambiato i termini del confronto: noi sempre da soli, ma sempre vincenti.
Coldiretti è differente, non c’è dubbio, e di questo e della nostra coerenza dobbiamo essere orgogliosi. Una delle questioni più recenti, che tanto appassionano gli editori de La Provincia, e nella quale si misura la coerenza di alcuni protagonisti è quella dell’APA di Cremona. Gli allevatori sanno bene che quando, qualche anno fa, si concretizzavano i primi pesanti tagli al sistema-Allevatori (che in pochi anni hanno ridotto le risorse dell’80%), Coldiretti rimase sola soletta a reggere l’AIA; affrontando una faticosa ristrutturazione che non aveva solamente l’obiettivo di “salvare” l’AIA insieme alle APA, ma anche di rilanciarne le funzioni con servizi migliori e più utili per gli allevatori.
Le altre Organizzazioni, nel frattempo, si defilavano. Un po’ come il comandante Schettino dalla Costa Concordia. Addirittura Confagricoltura – che oggi piange il calo di risorse pubbliche per l’APA di Cremona – è l’Organizzazione che si è battuta da protagonista per far azzerare i contributi al sistema-AIA. Coldiretti invece, come detto, si è rimboccata le maniche e sta portando avanti il proprio progetto di ammodernamento delle associazioni allevatori. Contano i fatti, e non importa se qualcuno ci dipinge come coloro che a Cremona vogliono distruggere l’Apa ed eliminare i servizi per gli allevatori. E’ vero il contrario!
Anche sul Consorzio Agrario di Cremona abbiamo un progetto di rilancio e lo stiamo portando avanti. Anche qui abbiamo subìto molte critiche, ma siamo andati avanti lo stesso, nell’interesse di tutti gli agricoltori cremonesi. Anche qui qualcuno si è defilato: non per sfuggire al naufragio, ma per cercare di provocarlo. Tutto inutile, dato che oggi il Consorzio, in mani Coldiretti, corre più di prima.
Abbiamo idee e progetti anche per Cremonafiere. Al di là del recente accordo con Montichiari e Bergamo, anche qui è necessario cambiare strada, visti i risultati dell’ente in questi ultimi anni. Negare l’evidenza – raccontandosi che tutto va bene e che il solo problema è Coldiretti – è un modo sicuro per affossare la Fiera e per portare i soci della stessa nelle mani di qualcuno disposto a ricapitalizzare decidendo però le politiche e le linee d’azione in barba agli interessi dei cremonesi. Vogliamo parlarne oppure è meglio far finta di niente e andare avanti così?
Anche per la Camera di Commercio abbiamo proposte e progetti che forse troveranno orecchie più sensibili nella nuova riconfigurazione dell’ente camerale allargato a Mantova e Pavia.
L’elenco potrebbe continuare, ma servirebbe solo a ribadire il concetto: di fronte alle idee di Coldiretti, il vecchio Sistema Cremona risponde sempre e solamente con sterili critiche e zero proposte!
Ecco perché viaggiamo quasi sempre da soli: per responsabilità e coerenza verso i Soci, perché abbiamo dei progetti che non siamo disposti a sacrificare, perché perseguiamo un’idea di futuro per l’agricoltura italiana e cremonese che vogliamo realizzare a tutti i costi.
Certo, sarebbe stato tutto più comodo se avessimo continuato a perdere spazi di rappresentanza sull’economico e se ci fossimo tenuti lontani da un confronto virile con la politica, con le rappresentanze, con le multinazionali.
Le nostre porte, però, restano sempre aperte per tutti coloro che vogliono bene a questo Paese, a Cremona e alla sua Agricoltura. Devono però essere disposti a confrontarsi con proposte concrete, mettendoci la faccia, per costruire o per ricostruire, per migliorare guardando avanti.
Ebbene, noi Coldiretti siamo fatti così: quando serve, non siamo capaci di tirarci indietro! Ed abbiamo anche le energie, la determinazione, le risorse e la forza per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati.
Anche in questo, Coldiretti è differente.

No responses yet

lug 19 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentosessanta 19 07 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTOSESSANTA
Mettiamoci nei panni del visitatore straniero, tema caro nel ’700, che capiti a Cremona, e per farsi un’idea della città si metta a leggere i nostri fogli; da www.cremonaoggi.it:
–Le torri delle fiaccole della raffineria Tamoil, da anni ormai spente e divenute nel tempo il simbolo dell’attività di raffinazione, stanno per essere smontate. Oggi il primo atto, concreto, dello smantellamento degli impianti che insistono sull’area industriale in fregio a via Riglio…….. La Tamoil ha cessato le attività di lavorazione del greggio tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 e, nell’accordo firmato a Roma (2011) dopo la chiusura del sito e la sua trasformazione in deposito, la società petrolifera aveva promesso di procedere alla bonifica delle aree interne e al ripristino ambientale delle aree esterne– E il compagno Pizzetti Luciano, che dall’alto delle mura di CastelPizzetti raccomandava al Comune di non costituirsi parte civile, e ci riusciva, come sistema più adatto a convincere l’azienda a mantenere le promesse…… Peggio, per il visitatore straniero, è leggere ciò che esce dal Quarto Lato di Piazza Duomo; se poi va sul caso Apa corre dal medico: dottore sto male, ho letto oggi questo pezzo sul sito Libera, ma ho l’impressione d’averlo già letto trenta volte anche da altre parti; mi aiuti, non voglio diventare pazzo! –Si è riunito nella sede della Libera di Cremona un folto gruppo di allevatori provenienti da tutte le province lombarde per una valutazione su ciò che sta accadendo nel cosiddetto “sistema allevatori”, vale a dire le Apa, le nazionali di razza e l’Aia. Erano presenti una cinquantina di allevatori. E’ noto come sia in atto un tentativo di riorganizzazione dell’intero sistema ormai giunto ad un collasso generale. Ma il problema è il metodo che è stato scelto per questo tentativo: quello del commissariamento di imperio da parte di Aia e senza alcun dialogo con gli allevatori che sono ad un tempo gli utenti e i fondatori del sistema. Il caso di Apa Cremona è emblematico: una struttura efficiente, con riserve patrimoniali importanti e dotata di una buona organizzazione. Commissariata con motivazioni artefatte. Ma oltre a molte altre regioni del centro sud, già commissariate da tempo, sono state oggetto di queste attenzioni anche le Apa di Milano-Lodi, Como, Varese, Pavia e Bergamo e Brescia. Erano presenti all’incontro gli allevatori di tutte queste provincie che hanno manifestato il loro disappunto indicando come il metodo non potrà portare che alla distruzione di un sistema costruito in oltre sessant’anni di dura e proficua attività tra gli allevatori e la pubblica amministrazione. Oggi, anche con la testimonianza degli allevatori presenti, non si vedono che rovine ovunque. E chi è stato causa dello sfacelo non può essere chiamato a ricostruire– Stendhal, il secolo dopo, era più sbrigativo; giunto in una nuova città chiedeva quali fossero le dieci donne più belle, i dieci uomini più ricchi, il potente che avrebbe potuto farlo impiccare!
Ceriana 19 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

lug 18 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentocinquantanove 18 07 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTO59
Ma che musica maestro!
La Provincia fin che c’è scriverà nei prossimi giorni, dopo aver letto gli altri; www.cremonaoggi.it fa il consueto lavoro della notizia:
–Una delegazione della Yamaha, colosso giapponese della produzione industriale di strumenti musicali, è in città da oggi e fino a domani per incontrare il mondo liutario cremonese. Questa mattina è stata ricevuta dal sindaco Galimberti, dalla vicesindaco con delega allo sviluppo produttivo Maura Ruggeri, cui si sono aggiunti i due responsabili tecnici dei Laboratori universitari (Acustica e Materiali) sorti nell’alveo del Museo del Violino e il preside della scuola internazionale di liuteria Daniele Pitturelli. Un incontro che potrebbe preludere a nuove sinergie nel campo della ricerca e della formazione, su cui però al momento non sono stati diffusi particolari. All’incontro a palazzo Comunale (la visita proseguirà poi alla scuola) ha preso parte anche Chiara Bondioni, funzionaria del distretto culturale città di Cremona che potrebbe cambiare denominazione in Distretto culturale della liuteria, secondo la proposta lanciata alle associazioni di categoria (Cna e Confartigianato) dal sindaco Galimberti qualche mese fa, in attesa di un riscontro–
Walter Gualtiero Nicolini commenta da par suo la notizia:
–Splendida notizia
Ricevuta in palazzo comunale di Cremona ed in pompa magna dal sig. Sindaco oggi una delegazione o i massimi esponenti di Yamaka la grande c…asa giapponese in città per concludere l’accordo (pare) con il Consorzio Liutai .
Si realizzerà quindi il sogno di qualcuno che chiedeva la vendita nel mondo ogni anno di 5 milioni di violini di Cremona o erano …. solo 500 mila poco importa alla faccia dei violini artigianali e fatti a mano e delle migliori tradizioni.
Ma una volta non si parlava di violini di Cremona patrimonio dell’umanità Unesco ecc ed ecc bla bla. ?
C’è bisogno di ulteriori commenti ? Ecco spiegato perché giustamente non ci si cura di Fiorini ecco spiegata la casa farlocca di Stradivari, il bellissimo monumento del violino di latta in Stazione, l’altro monumento di plastica col manico sempre rotto. Mettiamone ancora una decina in città signor sindaco genio, Ecco perché va bene il corso di restauro che si occupa di macchinari antichi e ldiamo la città in mano ai grandi esperti di liuteria in ogni posto chiave
Il mio pensiero va a Antonio Leoni che ha dedicato tutta la sua vita anche alla liuteria cremonese seria; spiace dirlo ma almeno si è risparmiato quest’ultima barbaria!——-
Ai cremonesi le conclusioni…….

Ceriana 18 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

lug 18 2017

all’inseguimento della provincia fin che c’è 18 07 2017

ALL’INSEGUIMENTO DELLA PROVINCIA FIN CHE C’E’ A www.cremonaoggi.it son giovani, si faranno, non possono pretendere d’esser subito quel che ai colleghi Pennadoro vien naturale, senza pensarci troppo, anche dormendo: non han capito, non si va a morire proprio dove nascono Risorgimento e Rigenerazione del professor Cilecca, per l’evidente contraddizione in termini! –Il carro funebre non può passare per raggiungere il sagrato del duomo e così la bara deve essere portata a spalla. L’incredibile e increscioso episodio è accaduto mercoledì scorso alla mattina. La concomitanza del mercato e dell’enorme palco allestito in pazza del Duomo per i concerti di musica, che si stanno tenendo in queste settimane, hanno impedito al carro funebre di raggiungere la Cattedrale. Attimi di panico da parte dell’impresa funebre, ma anche la collera e l’incredulità da parte dei famigliari. Al tanto dolore per la morte del loro caro si è aggiunto anche questo sgarbo. Eccetera.
Ceriana 18 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

lug 17 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentocinquantotto 17 07 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTO58
Quando si parla di cremonesità il primo posto, senza discussione, va sempre riservato al gruppo Libera: tra i migliori interpreti, Zanolli Pennadoro Vittoriano; degustiamolo sul Punto di ieri, titolo: “L’inceneritore e la cattiva politica”
–Nella campagna elettorale del 2014 il sindaco Gianluca Galimberti prese l’impegno di chiudere l’inceneritore entro due anni……
Stendiamo un velo pietoso sull’incoerenza del centrodestra cremonese, che nel 1992 era sulle barricate contro l’inceneritore e oggi se ne fa paladino–
Bastona in modo ecumenico, come sempre, il Pennadoro: ma non risulta una promessa di Galimberti sui due anni, ancor meno il centrodestra è oggi paladino dell’inceneritore. Siamo sempre alle solite, il Nolli Renzo di turno gli lascia tutta la libertà necessaria per creare nemici a sé e all’intero gruppo Libera, e il Pennadoro non si fa pregare a usarla.
Quando non scrive della politica cremasca l’Inviato Quotidiano dei fratelli Salini è anche un giornale preciso; sul Ceta, ecco il parere di Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa Cremona:
–I nostri marchi Dop, Docg e Igp offrono garanzie di sicurezza per i consumatori assolutamente uniche. Certo, implicano costi maggiori per i produttori ma rappresentano il vero successo del Made in Italy. Un sistema di questo tipo non esiste in Canada e il Ceta, nonostante le continue rassicurazioni, non protegge sufficientemente i nostri brand con il risultato che il mercato italiano sarà invaso dalle contraffazioni. Asserire il contrario significa peccare di eccessivo ottimismo o di ingenuità. Se è vero che il trattato contiene il riconoscimento di eccellenze indiscutibili come il Prosciutto di Parma, il San Daniele e il Parmigiano Reggiano, è anche vero che l’agroalimentare italiano è talmente articolato che l’azione di tutela richiesta, per essere davvero efficace, non può che essere molto più estesa e capillare. Alla fine solo una parte minoritaria dei prodotti tipici del Made in Italy è stata salvaguardata con la conseguenza che i nostri imprenditori saranno esposti a imitazioni di ogni tipo. Stiamo di fatto legalizzando la concorrenza sleale a tutto svantaggio delle nostre aziende e in un contesto del genere, in cui i disciplinari che regolano il meglio delle produzioni italiane sono trattati come carta straccia, il pericolo di perdere quote di mercato è estremamente concreto– Mi sembra chiaro Berlino Tazza, del resto è la tesi Coldiretti: Baldrighi Cesare e Lasagna Matteo, big di Confagricoltura l’avran capita? Rinascimento e Rigenerazione di Cremona; da www.cremonaoggi.it un articolo, come dire? affilato, sugli spettacoli di Acquedotte, che ha sostituito Le Corde dell’Anima, per cui mancavano i fondi; gli sponsor pubblici, con 102mila euro, quasi coprono il costo totale di 116mila; Padania Acque, monopolio dell’acqua in provincia di Cremona, che a suon di bollette ha un utile di 2 milioni nel 2016, dona i 41mila che non si trovavano per le Corde; il professor Cilecca parla tantissimo, per distacco su tutti i sindaci che l’han preceduto: ci voleva tanto a dire la verità, che a suo tempo io scrissi una decina di volte, che sponsorizzare la cultura va bene, purché i soldi non finiscano, come per le Corde dell’Anima, nelle borsette di signore che non ne hanno alcun bisogno?

Ceriana 17 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

lug 17 2017

quasi ci siamo 17 07 2017

QUASI CI SIAMO
Migliorare i personali non è mai semplice, ma stavolta Pennadoro è andato vicino al pesce vivo, servito in tavola a temperatura ambiente, e con un piatto non tra i più raffinati, la pizza!
–C’è pizza e pizza…… Infatti ha l’ambizione di non restare solo un ristorante. Non per nulla particolare attenzione viene riservata al bar, ai cocktail e al servizio. C’è anche un dehor con diversi tavoli che guarda direttamente nei giardini. Anche questo è uno spazio adattabile a serate a tema, magari con della musica. La cucina ampia e sempre animata dal personale al lavoro è a vista, il che dona un tocco internazionale all’atmosfera che comunque è già molto metropolitana–
Capisco, cari lettori, state pensando che, per prendermi gioco del Pennadoro, io inventi, ma leggete la Provincia fin che c’è di ieri e avrete la conferma…… ecco un rinforzo, alla ‘arrivano in nostri!’:
–La prima, come anticipato, è personalmente una delle migliori mai mangiate: imponente e piena agli occhi, quanto lieve in bocca e nello stomaco e perfettamente equilibrata nei sapori–
Tutto passa, è la vita, ma come faremo senza il nostro Pennadoro…….

Ceriana 17 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

Next »