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Dic 12 2019

poi dicono di pietro burgazzi 12 12 2019

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POI DICONO DI PIETRO BURGAZZI

Su Repubblica, la reazione di Gigetto Di Maio al passaggio del professor Ugo Grassi nelle file della Lega; Di Maio non ha certo bisogno d’esser presentato per quello che è, ma chi trovasse il coraggio mi spieghi la differenza tra “la Lega che compra senatori, il mercato delle vacche, tradire il mandato”, e il commento del mio amico Pietro sulle sardine.

— Dicano quanto costa al kg un senatore per la Lega. Questa è la solita dinamica dei voltagabbana degli ultimi 20 anni e che noi, come M5S, abbiamo sempre combattuto”. “Se ci sono senatori come Grassi, che è appena passato alla Lega, – aggiunge Di Maio – evitino di utilizzare una cosa non vera come il Mes: consegnino una bella lettera al presidente del Senato e dicano semplicemente che vogliono cambiare casacca e tradire il mandato che i cittadini gli hanno dato. Non c’è nulla di male. Ma vadano a casa, altrimenti a quella lettera alleghino anche un listino prezzi sul mercato delle vacche”.

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Dic 12 2019

un politico di coraggio 12 12 2019

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UN POLITICO DI CORAGGIO

Dall’Agenzia Agi; conosco Ugo Grassi da anni, e confesso di non aver mai capito, lui intellettuale puro e insegnante universitario di gran prestigio, cosa gli abbiano raccontato per convincerlo a mettersi in politica, tutt’altro genere di professione. Di una cosa son certo, dica Di Maio, che pubblico a parte, quel che vuole, ma Ugo Grassi è uomo di saldi principi, non da salto della quaglia, e del resto son mesi che rivolge critiche puntuali e motivate alle scelte del suo ex partito.

—Il senatore Ugo Grassi, eletto con il Movimento 5 Stelle, ha aderito al gruppo della Lega. Il passaggio è stato formalizzato oggi. “Diamo il benvenuto al senatore Grassi. Porte aperte per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l’Italia e non è succube del Pd. Su riforma ed efficienza della giustizia e rilancio delle università italiane, col senatore Grassi lavoreremo bene”. Così Matteo Salvini commenta l’adesione dell’ex Cinquestelle, per poi aggiungere: “Le porte della Lega sono aperte a tutti gli eletti e gli elettori 5 Stelle che mantengono coerenza, onore e dignità”.

Ieri Grassi aveva spiegato la sua scelta. “Non puoi rimanere in un partito in cui tutte le decisioni sono decise dai vertici”. Grassi, che mercoledì ha votato la risoluzione del centrodestra sul Mes, uscendo dall’Aula del Senato con al suo fianco il vice presidente leghista di Palazzo Madama Roberto Calderoli. “Alcuni mi hanno mostrato solidarietà. Ma la reazione dei colleghi è stata in alcuni casi aspra. E questi toni hanno contribuito a incrementare il mio disagio”. Aggiunge Grassi in una lettera che l’Agi ha potuto visionare: “Non ho mai preteso alcun ruolo di governo, né ho mai ritenuto essenziale conseguirli. Si può contribuire in molti modi, ma sempre sul presupposto di essere ascoltati, di poter avviare un confronto sulle scelte e sugli obiettivi politici”. Ancora: “Mi sono invece ritrovato del tutto inascoltato su molteplici tematiche che pure avevo posto a base dell’accettazione della mia candidatura. Durante questa prima fase della XVIII legislatura mi sono ripetutamente domandato per quale ragione avessero mai voluto tra i loro eletti un professore universitario se del mio contributo nessuno si curava”.

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Dic 12 2019

un giudice di coraggio 12 12 2019

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UN GIUDICE DI CORAGGIO

e un presidente Anm finalmente critico; dal Fatto Quotidiano.

—I sette processi che si sono celebrati per la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) non hanno mai portato all’accertamento della responsabilità personale di esecutori, mandanti e depistatori. Un caso giudiziario definitivamente chiuso il 30 settembre del 2013 quando il giudice per le indagini preliminari di Milano, Fabrizio D’Arcangelo, archiviò su richiesta dei pm Armando Spataro e Grazia Pradella, l’inchiesta aperta due anni su quattro nuovi spunti investigativi. Prima ancora nel 2005 la Cassazione aveva confermato l’assoluzione degli imputati finiti a processo a seguito dell’indagine scaturita negli anni ’90 dal lavoro sulle “Trame nere” dell’allora giudice istruttore Guido Salvini che di recente ha anche pubblicato il libro “La maledizione di Piazza Fontana”. Salvini oggi in una intervista a Il manifesto rispondendo all’ultima domanda parla di ostacoli interni alla sua azione. “Sì, e dall’interno del mio mondo purtroppo. Se il Csm non mi avesse reso le indagini e la vita impossibili con la minaccia del trasferimento d’ufficio e con i procedimenti disciplinari, finiti nel nulla ma durati sei anni, non sarebbero andate perse quelle energie che servivano per raggiungere l’intera verità. Chi ha voluto quegli attacchi contro di me porta addosso una grande responsabilità”.

Oggi anche il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Poniz, che fa autocritica: “Parti delle istituzioni repubblicane hanno pervicacemente ostacolato l’accertamento della verità, quando non cospirato al suo occultamento e finanche alla costruzione artificiosa di una verità falsa” dice il magistrato parlando ad un convegno nell’aula magna del Tribunale di Milano sulla strage e sulle relative indagini e sui processi. Per Poniz, “anche il ruolo della magistratura si presta a una lettura critica”. Poniz ha parlato della strage di piazza Fontana come di una “ferita mai chiusa e ancora sanguinante”. Sul fronte del ruolo della magistratura, il presidente della Anm ha spiegato che ci sono state “decisioni che a molti apparivano criticabili già allora ed appaiono oggi sconcertanti: la vicenda del trasferimento del processo a Catanzaro” è, secondo Poniz, “una delle tante singolarità sul versante giudiziario che restituisce una idea, oggi largamente diffusa, di un atteggiamento tutt’altro che incalzante della magistratura milanese” all’epoca. Per Poniz, però, ben diverso fu “l’atteggiamento e l’impegno della magistratura milanese” negli anni ’90 quando le indagini ripresero con vigore “scontrandosi tuttavia con persistenti ostacoli e la difficoltà di una ricostruzione a ritroso“.

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Dic 12 2019

latteria soresina 12 12 2019

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LATTERIA SORESINA Coldiretti: giusta la scelta dei soci di Latteria Soresina. La capitalizzazione della cooperativa era necessaria anche per il bene dei soci. Si è svolta nel pomeriggio di ieri un’importante assemblea dei soci di Latteria Soresina, chiamati a decidere su un progetto di capitalizzazione della cooperativa con un significativo autofinanziamento da parte degli stessi soci-allevatori. L’assemblea ha approvato il progetto a larghissima maggioranza, dando un segnale di compattezza che alcune voci, circolate nelle ultime settimane, avevano tentato di mettere in dubbio. “La coesione dell’assemblea è stata un’importante prova di maturità – ha commentato Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Cremona e Lombardia – perché dimostra che i soci di Latteria Soresina hanno saputo mettere al primo posto l’interesse della cooperativa, evitando discussioni infinite su ciò che in passato si sarebbe potuto o dovuto fare. Quando arriva il momento di decidere bisogna essere concreti e guardare avanti, e così è stato in questo caso. Ora che è stata approvata questa decisione fondamentale, credo che il confronto con i soci debba proseguire anche sui temi strategici e gestionali che non era possibile approfondire in questa occasione.” La bassa patrimonializzazione è una caratteristica strutturale delle cooperative che, di conseguenza, vengono penalizzate nelle valutazioni e nei rating del mondo finanziario che usa parametri di giudizio costruiti per le società di capitali. “L’autofinanziamento dei soci di Latteria Soresina – afferma il direttore di Coldiretti Cremona Mauro Donda – oltre a rappresentare una importante leva finanziaria, testimonia la fiducia degli allevatori nella loro cooperativa ed è un bel segnale per le istituzioni, le banche, i fornitori ed i clienti.” “Coldiretti rappresenta gli interessi dell’agricoltura e dell’agroalimentare – conclude Paolo Voltini – ed anche laddove non veniamo coinvolti nella scelta degli amministratori delle cooperative, siamo sempre pronti a sostenere i progetti che si rendono necessari per il bene dei soci e del settore”.

RELAZIONI ESTERNE COLDIRETTI CREMONA

Via G. Verdi, 4 – 26100 Cremona – Telefono 0372 499819 – Cell. 334 6644736 – e-mail: marta.biondi@coldiretti.it

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Dic 12 2019

le persone scomparse 12 12 2019

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LE PERSONE SCOMPARSE Da www.cremonaoggi.it; la pantera nera di quest’estate no, ma con lo schieramento a sua disposizione il Prefetto di Cremona, non dico Ettore Majorana, ma almeno l’economista Federico Caffè, scomparso nel nulla nel 1987, riuscirà a trovarlo! —Oggi, giovedì 12 dicembre, in occasione della ‘Giornata dedicata agli Scomparsi’ il Prefetto di Cremona, Dott. Danilo Vito Gagliardi, ha riunito in Prefettura i Vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, i rappresentanti dell’A.T.S. –Val Padana di Cremona, dell’Azienda Sociosanitaria di Crema, nonché il Direttore –Responsabile del Servizio Emergenza –AREU 118 di Cremona. Presenti anche i presidenti della Croce Rossa Italiana, rispettivamente, di Cremona, di Crema, di Casalmaggiore e di Pizzighettone, dell’Associazione ‘Penelope Lombardia’ di Milano, dell’Associazione ‘Squadra Psicosociale per le Emergenze’ di Milano, dell’Associazione ‘La Tartaruga’, con sede sia in Comune di Cremona che in Comune di Crema, dell’Associazione ‘A.I.M.A.’ di Cremona e di Crema ed infine il Presidente dell’Associazione  ‘Telefono Azzurro’ di Cremona. Coinvolti i Vescovi delle Diocesi di Cremona e di Crema, allo scopo di coinvolgere su questo delicato e complesso argomento anche le Parrocchie del territorio.

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Dic 11 2019

la legge del più forte-millequattrocentoquarantuno 11 12 2019

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEQUATTROCENTOQUARANTUNO L’avvocato Guglielmo Gullotta spiega sul Dubbio alcuni principi che regolano la professione. —Quello che occorre far capire per far comprendere bene cosa faccia un avvocato è che le persone possono essere difese da innocenti o da colpevoli, il dramma nella vita “è che tutti hanno le loro ragioni”. Nel corso della mia carriera professionale ho raccolto una serie di principi che estraggo anche da alcune perspicue sentenze di legittimità, che dovrebbero guidare il processo e, dunque, l’attività del difensore: 1) Nessuno può difendersi da solo, anche se fosse il più bravo penalista del Paese ( d’altronde un adagio che gira tra gli avvocati anglosassoni recita: “Chi fa l’avvocato di sé stesso ha un imbecille per cliente!”); 2) Il difensore deve mediare tra ciò che l’assistito intende dichiarare, la plausibilità e la verosimiglianza della storia, i propri valori, il codice di procedura penale e il codice deontologico; 3) Si può difendere da innocente, per esempio sostenendo che non ha compiuto il fatto, o da colpevole, affermando che ha sì compiuto il fatto ma che questo può essere in vari modi spiegato e giustificato al fine di ottenere delle attenuanti o delle giustificazioni: è stato provocato, è incapace di intendere e volere, ha agito per legittima difesa, per stato di necessità; 4) Il sistema tollera che un colpevole sia in libertà ma non tollera che un innocente sia in carcere; 5) Per condannare ci vuole la certezza della colpevolezza dell’imputato, per assolvere non serve la certezza dell’innocenza ma basta la non certezza della colpevolezza; 6) Compito del difensore è di seminare dubbi ragionevoli sulla strada che il Giudice dovrà compiere per arrivare alla propria decisione di innocenza e di colpevolezza; 7) Il difensore deve essere obiettivo ( per quanto riguarda la valutazione dei fatti), ma non può essere neutrale (stante che ha un antagonista che tale non è).

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Dic 11 2019

gattuso il minimo 11 12 2019

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GATTUSO IL MINIMO

dichiara a Repubblica: “Facile dire sì al Napoli. Ancelotti come un padre: spero di fare il 10% di quello che ha fatto lui in carriera”

Se pensa davvero quel che ha detto, spero di fare il 10% etc, il significato è chiaro: il rendimento di Ancelotti al Napoli è stato sotto zero.

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Dic 11 2019

la solita stampa di destra 11 12 2019

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LA SOLITA STAMPA DI DESTRA Stavolta è il Giornale; come si fa a difendere chi uccide due ladri in fuga? — Il danno e pure la beffa: il gioielliere di Nicolosi che aveva ucciso due ladri che avevano assaltato il suo negozio minacciando di uccidere la moglie, è stato condannato a 13 anni di carcere dalla Corte d’assise di Catania. Il 18 febbraio del 2008 Guido Gianni, 57 anni, per difendere sua moglie e la sua attività, ha impugnato l’arma e ha fatto fuoco uccidendo due banditi e ferendone un terzo. Ebbene adesso per quella serata drammatica di 11 anni fa, il gioielliere ha subito una condanna a 13 anni. Il pm aveva chiesto una condanna a 17 anni mentre la difesa ha chiesto l’assoluzione per legittima difesa. I giudici oltre alla condanna hanno anche previsto un risarcimento alle parti civili, i familiari dei due ladri uccisi. Secondo l’accusa, il gioielliere avrebbe prima ingaggiato una colluttazione con i banditi ferendoli. Poi avrebbe esploso i colpi di pistola mentre i ladri erano in fuga colpendoli alle spalle. I legali del gioielliere hanno invano sostenuto il punto della legittima difesa affermando inoltre che in quel momento la mente di Gianni era “offuscata” proprio a causa dell’aggressione subita dalla moglie.

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Dic 11 2019

è proprio quel che vuole il padrone! 11 12 2019

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E’ PROPRIO QUEL VUOLE IL PADRONE!

Caso Ilva, Maurizio Landini, segretario generale Cgil: senza di noi non si va avanti!

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Dic 11 2019

una lezione coi fiocchi 11 12 2019

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UNA LEZIONE COI FIOCCHI al titolo della Provincia on line dell’8 dicembre, che faceva: “Eccellenze cremasche all’estero, 62 conquistano il mondo”; leggessero più Sussurrandom, blog cremasco di successo, imparerebbero, avessero la volontà, come si porgono le notizie. — L’orgoglio femminile nelle storie di tre cremasche di successo. Tante belle storie di donne. Donne che hanno saputo dimostrare quanto valgono. Non è, certamente il caso, cadendo nella retorica, di parlare di una “marcia in più” di cui sarebbe dotata l’altra metà del cielo, ma una cosa pare certa: una volta liberate dalle catene a cui erano legate per secoli e secoli, esse si stanno affermando in ogni ambito, anche in ruoli da sempre appannaggio dei maschi. Naturalmente, con le loro peculiarità. Quali? Così dichiara un’altra delle nostre ricercatrici di rango, la dott. Marta Scorsetti (direttore dell’Unità operativa di Radioterapia e Radiochirurgia dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano): “noi donne abbiamo qualcosa dentro che ci distingue ed è la nostra sensibilità ed attenzione”. Non è di sicuro opportuno generalizzare (è la stessa Scorsetti che lo precisa): anche gli uomini non mancano di sensibilità, ma “di frequente è più spiccata nella donna” (si veda il saggio di Greta Mariani in “Donne al lavoro”). Una qualità che abbiamo toccato con mano nel caso dell’imprenditrice Silvia Bolzoni: se ha ricevuto riconoscimenti di tutto rispetto, se è riuscita a creare il secondo miglior luogo di lavoro in Italia, è proprio grazie alla sua sensibilità di donna e alla sua attenzione alle persone. Una qualità che ritroviamo pure nella responsabile marketing della Pallacanestro di Crema, Lorenza Branchi: è stata la sua sensibilità a spingerla ad ideare il progetto, unico nel panorama sportivo, “nonviolenzacontro le donne”, con tanto di magliette rosa indossate da una squadra maschile il cui logo è un cuore graffiato “simbolo delle ferite che rimangono nell’anima”, un progetto che è stato premiato a Bruxelles con il “World fair play awards”. Sensibilità, attenzione, ma anche ordine. L’ha sottolineato l’imprenditrice Marina Zanotti al Festival sull’occupazione femminile: dove lavorano i maschi il disordine è sovrano; al contrario, dove operano le donne, regnano l’ordine e la pulizia. La stessa Marina Zanotti, inoltre, evidenzia un’altra peculiarità a suo dire tipica delle donne: il loro essere in grado, a differenza dei maschi, di svolgere contemporaneamente più operazioni. Tutte peculiarità rivendicate con forza dalle donne: sono proprio loro (o almeno quelle che si sono espresse sul tema durante il Festival) ad essere contrarie alle “quote rosa” (Michela Fauci, arpista di professione, confessa di sentire dell’allergia quando sente parlare di dette quote). Peculiarità femminili che individuiamo anche nella giovane imprenditrice agricola, Mara Inzoli: molto importante, secondo lei “il benessere animale che passa dalle cure profuse, dall’attenzione costante, dalle apparecchiature (ventilatori, docce, cuccette, ecc.) che, oltre ad assicurare una redditività, contribuisce a garantire un’esistenza migliore agli animali di allevamento, consentendo di garantire al consumatore una qualità del prodotto finale (carne, latte o formaggio) decisamente superiore” (si veda il saggio di Elena Benzi in “Donne al lavoro”). Peculiarità, quindi, che, oltre a generare un valore sociale, producono un bene economico. Piero Carelli.

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