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nov 18 2017

cittadino attento! 17 11 2017

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CITTADINO ATTENTO! Il dottor Pivantonio, georgofilo di valore, s’è appena scomodato per rivelarci dalle colonne della Provincia fin che c’è di Cremona, uno dei primi giornali d’Italia, di sua proprietà in pratica, che la scelta del “chilometro zero” è non solo sbagliatissima, addirittura dannosa per le nostre esportazioni. A ciascuno, con piena indipendenza di giudizio, metter sulla propria tavola ciò che meglio aggrada, anche contro pareri di “tale peso”…….. Questo invece il parere di Campagna Amica: —Fare la spesa a chilometri zero in filiere corte con l’acquisto di prodotti locali taglia del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali. È quanto emerge dallo studio Ispra sullo spreco alimentare: in Italia sta crescendo la sensibilità ambientale con 30 milioni di cittadini che fanno la spesa dal contadino almeno una volta al mese, in aumento nel 2017 dell’11%.
Lo spreco alimentare scende dal 40-60% per i sistemi alimentari di grande distribuzione alimentare ad appena il 15-25% per gli acquisti diretti dal produttore agricolo. Coloro che si approvvigionano esclusivamente tramite reti alimentari alternative sprecano meno perché i cibi in vendita sono più freschi e durano di più e perché non devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio.
È stato calcolato infatti che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica mentre l’anguria brasiliana, che viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.
L’Italia ha conquistato in pochi anni la leadership mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e Francia con la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con proprio marchio del mondo grazie alla Fondazione Campagna Amica. In pochi anni è nata e cresciuta in Italia una rete unica a livello internazionale per dimensioni e caratteristiche che ha esteso la sua presenza dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani.
Complessivamente la rete di Campagna Amica è composta da 7200 fattorie, 1250 mercati, e 2200 agriturismi, cui si aggiungono 550 ristoranti, 210 orti urbani e 30 punti di street food, dove arrivano prodotti coltivati su circa 200mila ettari di terreno. “Acquistare prodotti a chilometri zero è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita dei mercati contadini che in Italia che sono diventati non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.

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nov 16 2017

quando il volume può fare verità 15 11 2017

QUANDO IL VOLUME PUO’ FARE VERITA’
Non leggo d’abitudine la cronaca nera, quindi facile ch’io stia per mettere il piede in fallo, ma se i titoli dei maggiori media non fanno che scrivere ogni giorno di molestie sessuali, se ne ricorda, oggi! perfino la super ottantenne Milo Sandra, il sospetto che fatti ripetuti da millenni abbiano solo cambiato nome mi viene: se te lo chiede un Robert Redford dei tempi d’oro allarghi le gambe felice e contenta, se il solito produttore di mezza tacca, calvo puzzolente e con la pancia, è molestia!

Cremona 15 11 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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nov 08 2017

la grande fiera…….. del sistema cremona 08 11 2017

LA GRANDE FIERA………. DEL SISTEMA CREMONA Torniamo ai numeri della Fiera di Cremona per confrontare la caratura internazionale rivendicata con Fiere Zootecniche e Mondo Musica rispetto ad altre Fiere utilizzando i dati 2016 di CFI – Comitato Fiere Industria di Confindustria.
FIERE ZOOTECNICHE Cremona – superficie utilizzata mq. 16.316 – espositori totali 314 di cui 251 nazionali e 63 esteri – visitatori n. 26.562 di cui 23.292 nazionali e 3.270 esteri (12,31%).
FIERA AGRICOLA Verona – superficie utilizzata mq. 54.572 – espositori totali 870 di cui 757 nazionali e 113 esteri – visitatori 131.137 di cui 111.126 nazionali e 20.011 esteri (15,26%).
La differenza è ben visibile – VeronaFiere impegna più del triplo della superficie, con quasi il triplo degli espositori e più del quintuplo dei visitatori rispetto a Cremona
MONDO MUSICA Cremona – superficie utilizzata mq. 3.326 – espositori totali 236 di cui 103 nazionali e 133 esteri – visitatori 9.023 di cui 7.703 nazionali e 1.320 esteri (14,63%).
Proviamo ora a confrontare i dati con altre tre Fiere dell’agroalimentare a livello internazionale:
VINITALY Verona – superficie utilizzata mq. 89.262 – espositori totali 4.120 di cui 3.992 nazionali e 128 esteri – visitatori 130.745 di cui 81.519 nazionali e 49.226 esteri (37%).
CIBUS Parma – superficie utilizzata mq. 54.821 – espositori totali 2.465 di cui 2.359 nazionali e 106 esteri – visitatori 64.568 di cui 54.957 nazionali e 9.611 esteri (14.89%).
EIMA Bologna – superficie utilizzata mq. 136.817 – espositori totali 1.932 di cui 1.276 nazionali e 656 esteri (34%) – visitatori 284.849 di cui 240.318 nazionali e 44.531 esteri (15,6%).
Non c’è veramente confronto con queste Fiere rispetto alle due maggiori Manifestazioni cremonesi. Bisogna essere obiettivi, è un altro livello. E’ inutile lamentare nella Relazione al Bilancio 2016 che queste Fiere sono maggiormente competitive sui prezzi e ricevono maggiori sostegni pubblici della Fiera di Cremona – è chiaro, tutto è rapportato al peso e al posizionamento di queste Fiere.
La situazione è stagnante, non si evidenziano picchi di crescita, salvo che nel 2010 e 2009 per maggior presenza di visitatori – espositori esteri.
Dai dati riportati è palese la regressione delle Fiere Zootecniche rispetto al 2006 – considerando gli anni migliori il 2013 e 2010. E’ spietato il paragone con la Fiera Agricola di Verona dai numeri citati, che la pongono veramente a livello internazionale. Basta guardare i dati di Vinitaly, Cibus e EIMA, rimanendo in ambito agro-alimentare, per capire la differenza di peso e di posizionamento, evitando di tirare in ballo la Fiera di Milano che sballerebbe ogni confronto. Idem per Cremona Musica. Pure in ambito regionale le cose non vanno meglio per la Fiera con il Bontà che nell’edizione 2016 ha registrato 133 espositori, 32 eventi e 33.257 visitatori – biglietto ingresso € 7.00 (fonte Relazione al Bilancio 2016), manifestazione che vuole assurgere ad evento nazionale.
Se confrontiamo i dati di GOLOSITALIA (Montichiari – BS) che nell’edizione 2016 ha registrato 600 espositori, 120 eventi – sei aree tematiche e 72.000 visitatori – biglietto ingresso € 7.00 – (fonte Sito GOLOSITALIA), surclassando ampiamente la manifestazione cremonese.
Nel caso della Fiera di Cremona la fotografia è nitida e non lascia scampo ad altre valutazioni – lo sforzo sin qui prodotto dalla Presidenza è stato mirato per inseguire la “grandezza di campanile”, nulla di più è stato fatto in termini di consolidamento e accrescimento della Fiera.
Le manifestazioni sono valide e quasi esclusive, vanno però coltivate e fatte crescere per competere con altre Fiere leader a livello nazionale.
Per ultimo, si ravvede la necessità di riportare quanto emerge dalla Relazione al Bilancio 2016 e gli aspetti preoccupanti che si citano di seguito:
- L’EBITDA sceso di € 893.000 (-17,15%) rispetto al 2015 (indice di profittabilità di un’azienda);
- il MOL (margine operativo lordo della gestione delle diverse Manifestazioni è sceso di € 502.000 rispetto al 2013 (-20%) – il calo del fatturato è progressivo da almeno un triennio;
- l’incremento dei prezzi di vendita degli spazi e dei servizi non hanno sortito effetti sulla gestione fieristica;
- il valore della produzione è diminuito del -8.79% rispetto al 2015 e -12% rispetto al 2014;
- elevato indebitamento V/Banche per € 5.100.000 e interessi passivi per € 200.000, con pieno utilizzo degli affidamenti concessi (da qui la necessità di ricapitalizzare la Fiera);
- rivalutazione immobili per € 1.800.000 operata nel 2008 che pone oggi i cespiti a un valore fuori mercato;
- indebitamento su perdite Soc. CRF USA per circa € 300.000;
- indebitamento per importanti contenziosi, tra i quali Soc. MV che ha portato a un esborso a febbraio 2017 di € 500.000 per evitare il precetto e ancora non è definito il ricorso in appello;
- perdita esercizio 2016 di € 130.000;
- perdita esercizio 2017 preventivata dal Consiglio di Amministrazione.
Per quanto esposto si ribadisce la necessità di predisporre un piano industriale di consolidamento e rilancio della Fiera, unitamente alle necessità finanziarie derivanti.
E’ divenuta oramai inderogabile la scelta di una rinnovata governance che dovrà portare fuori dalla crisi la Fiera, in netta discontinuità con il passato, che lavori a ricucire il rapporto tra i Soci e per sanare le divisioni in atto. Sinceramente, l’ultimo rinnovo della Presidenza nel 2015 si poteva evitare, considerato che gli ultimi tre anni hanno lasciato un segno indelebile sulla Fiera, in termini di mancata crescita e di possibili sinergie – aggregazioni, con una moderna mentalità gestionale capace di confrontarsi con tutte le Categorie rappresentate, evitando quella che è stata definita una Presidenza arrogante e padronale, oltre che di parte e fortemente divisiva.
Scusate l’indigestione dei numeri, ma solo i numeri riescono a fornire una situazione chiara e non lasciano scampo agli equivoci.
P.S. Si attendono gradite osservazioni dal Sen. Pizzetti.
Cremona, novembre 2017

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set 26 2017

repetita iuvant-due 26 09 2017

REPETITA IUVANT DUE Indiana Jones, secondo i punti di vista, è un chirurgo di precisione o un bieco carnefice che conosce e pratica ogni tipo di tortura; qui, in sintesi, dimostra che il dottor Pivantonio riesce a investire un capitale di un miliardo e mezzo al 2,8%; non suo naturalmente, degli iscritti all’Enpaia, che, se avvertissero Warren Buffet, quello in un attimo lo ruba a Confagricoltura per farne il suo direttore generale!
PIVA E L’ENPAIA OTTO
CONSIDERAZIONI SUI BILANCI ENPAIA 2014-2015-2016 (terza e ultima parte)
Dopo aver esaminato lo “squilibrio gestionale” di ENPAIA e l’andamento del “rendimento del patrimonio immobiliare” si procede con le ulteriori riflessioni necessarie a inquadrare correttamente le problematiche dell’Ente Previdenziale.
RENDIMENTO PATRIMONIO MOBILIARE
Il patrimonio finanziario di ENPAIA nel 2016 è stato valutato in € 1.455 miliardi (€ 1.399 mld nel 2015). Nel 2009 il SOLE 24 ORE valutò gli investimenti finanziari di ENPAIA affermando “troppi bond bancari nel portafoglio dell’Ente Previdenziale, emessi da Istituti di Credito Italiani e stranieri, pari al 70% del totale investito, definendolo sbilanciato su singole Banche, rispetto a Titoli di Stato pari al 9% del portafoglio”. Nel 2016, dopo sei anni, la situazione sarà migliorata, si spera. Però il Collegio Sindacale continua a rimarcare, senza quantificare, la presenza di investimenti a rischio. Le Autorità Vigilanti e la Commissione Parlamentare di controllo dovranno valutare attentamente tale delicato aspetto.
L’andamento dei proventi della gestione finanziaria negli ultimi quattro esercizi è il seguente (rendimenti netti) – fonte Relazione al Bilancio:
2013 2014 2015 2016
4,78% 3,29% 3% 2,8%
Nel 2017 è stata prevista una ulteriore riduzione dei rendimenti.
Anche in questo caso si evince chiaramente che la performance di gestione è medio-bassa in relazione anche ai rendimenti degli investimenti a rischio, oltre che in costante decrescita dal 2013 confermando il peggior risultato nel 2016. Qualcuno spieghi perché ENPAIA procede con investimenti a rischio a bassa remunerazione.
Nel frattempo è pronto lo schema di Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze ex art.14 comma 3 del DL 6/7/2011 n.98 che reca disposizioni in materia di “Investimenti delle risorse finanziarie degli Enti Previdenziali” e all’art.5 prevede che:
- “…. gli Enti operano secondo il principio della sana e prudente gestione e perseguono l’interesse collettivo degli iscritti …..”
- “in base al profilo di rischio deve essere assicurata la disponibilità di attività sufficienti a coprire eventuali passività ….”
- “…. sono da privilegiare strumenti finanziari con basso grado di rischio, anche facendo ricorso a titoli di debito emessi e garantiti da un Paese membro UE, da un Paese aderente all’OCSE e Organismi Internazionali di carattere pubblico ….”
- “…. perseguire l’ottimizzazione del portafoglio nel suo complesso con la comparazione redditività-rischio”
- “adeguata diversificazione del portafoglio finalizzata a contenere la concentrazione del rischio”
- “perseguire l’efficienza di gestione al fine di ottimizzare i risultati dotandosi di procedure e struttura organizzativa adeguata alla complessità del portafoglio ….”
Oltre a ciò l’art.9 comma 4 stabilisce che gli investimenti immobiliari non possono superare il limite del 20% del Patrimonio dell’Ente.
Da tale previsione è scaturita la necessità di alienazione degli immobili richiamata al punto precedente al fine di rientrare nei limiti innanzi richiamati, oltre che per riequilibrare il Bilancio di ENPAIA.
La legislazione è chiara, occorrerà rispettarla adeguandosi scrupolosamente e gli Organi di controllo dovranno vigilare sul rispetto dei termini indicati.
Rimanendo sull’argomento, per la perdita 2008 sui titoli LEHMAN BROTHERS di € 45 milioni (90 miliardi di lire) chi ne risponde ? Ad oggi nessuno – la perdita è stata assorbita dal Bilancio ENPAIA con il patrimonio degli iscritti. La Corte dei Conti ha attivato il giudizio ?
L’attuale riserva su perdite finanziarie di € 46 milioni richiamata dal Collegio Sindacale è adeguata al valore complessivo del portafoglio titoli di € 1,455 miliardi, tenuto conto che equivale a circa il 3% del patrimonio finanziario – copre i titoli a rischio ? Oltre a ciò, si richiama quanto riportato sugli accantonamenti al F/rischi in termini di incrementi/decrementi registrati negli ultimi cinque esercizi. A riprova, nel Bilancio 2016 è stata imputata tra i costi la “svalutazione di Titoli iscritti nell’attivo circolante” per € 1.167.000 e nel 2015 per € 1.315.000.
Bisogna, infine, chiarire che la presenza di “titoli a rischio” nel portafoglio ENPAIA, seppur diminuita, potrà calare secondo le scadenze di incasso delle cedole. La dismissione prima della scadenza porterebbe a pesanti perdite.
Occorre dare risposte certe agli iscritti ENPAIA che con i loro versamenti previdenziali rischiano in prima persona di vederli compromessi.

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ago 13 2017

come non si fa destra 13 08 2017

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COME NON SI FA DESTRA Berlusconi dal suo Giornale; gli slogan: orribile il “più candidati di altissimo livello”; se noi di destra non siamo capaci di inventarne efficaci, copiamo la sinistra, che ci ha costruito sopra una fortuna: la solidarietà, la cultura, la Giustizia…… –”Io per la Sicilia ho un sogno – aggiunge Berlusconi -: che si componga un centrodestra coerente e inclusivo”, in grado di dar vita “non a una serie di slogan vuoti come fanno i grillini, ma a un progetto che in cinque anni trasformi il volto di questa terra bellissima e difficile. Le nostre probabilità di successo in Sicilia dipendono da questo”.
Poi il leader di Forza Italia affronta anche il nodo del nome per il candidato: “Abbiamo la possibilità di scegliere fra più candidati di altissimo livello. Sceglieremo alla fine chi ha più possibilità non solo di vincere ma di ben governare”.
Ceriana 13 08 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 14 2017

intercettare tutto, intercettare tutti 14 07 2017

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INTERCETTARE TUTTO, INTERCETTARE TUTTI La lectio magistralis di Davigo Piercamillo affascina tutti i 5 Stelle perbene: tutti colpevoli, gli altri, quindi via la prescrizione, quindi “spogliamo” tutti per punire tutti, essendo tutti colpevoli, gli altri. Sempre. Il blog di Grillo scrive da par suo; io mi permetto un suggerimento, per via del 3 della Costituzione tutti eguali di fronte alla legge tranne chi deve applicarla che è, ovviamente, un po’ diverso, e superiore: uomini e donne, il primo bottone della camicia, o in mancanza altro indumento, andrebbero bene anche le mutande, sia una “cimice”. –Le intercettazioni, che tutti i Governi di destra e di sinistra hanno combattuto sino ad oggi, sono un fondamentale strumento d’indagine e di ricerca della prova, soprattutto per reati difficili da scoprire come quelli di corruzione. Il loro utilizzo è disposto mediante precise garanzie costituzionali. Il quesito che vi sottoporremo riguarda sia la possibilità di regolare ed ampliare l’utilizzo delle videoriprese come strumento investigativo sia la possibilità di ampliare l’utilizzo delle intercettazioni estendendole anche ad altri reati, ed in particolare a quelli commessi contro la Pubblica Amministrazione e, dunque, ai danni della collettività.
Cremona 14 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 25 2017

in soccorso del perdente 25 05 2017

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IN SOCCORSO DEL PERDENTE Flaiano fustigava: gli italiani corrono in soccorso del vincitore. Non tutti. L’avvocato Ermete Aiello, sul”Inviato Quotidiano dei fratelli Salini, corre in soccorso della figlia Mimma estraendo una grande verità: c’è chi non ha il senso del ridicolo. Aggiungo io, tanto per fare il perfezionista, c’è anche chi, non avendolo, manco se ne accorge. –Ma dai! grillini, conclude Aiello, sarete anagraficamente giovani ma così facendo siete già vecchi dentro, e correte il rischio di perdervi davvero una bella stagione. Non fate sterile e vuota propaganda, crescerete meglio e più sereni. Ma come diceva Emil Ciolan, saggista e filosofo romeno, ”credono di pensare profondamente anche coloro che non hanno il senso del ridicolo”
Cremona 25 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 12 2017

cascina fortuna 12 05 2017

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CASCINA FORTUNA
Torre Picenardi, ieri sera, con amici; magari il sito www.agriturismocascinafortuna.it è eccessivo, spesso a voler dire tutto si perde per strada il lettore, però il ristorante è davvero buono, costa poco, e il maitre di sala è cordiale senza uscire dai limiti: un 3 a 0 con cui batterebbe molti altri posti.
Poi il fascino delle stradine di campagna per arrivarci…..

Cremona 12 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mar 22 2017

la legge del più forte-quattrocentosessantotto 22 03 2017

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – QUATTROCENTOSESSANTOTTO
Il Gip non si preoccupa d’andar giù per il sottile, tanto Maurizio Iori è un assassino; ecco come risolve il problema Xanax:
“Egli dopo l’acquisto del necessario deve aver preparato la mistura di pillole schiacciate con il mortaio che ha poi probabilmente diluito in qualche bevanda o nelle salse al pompelmo ed al mirtillo che verosimilmente ha portato con sé già pronte insieme al necessario per la cena etnica che egli stesso aveva preannunciato a Claudia per non insospettirla della presenza dei fornelletti.”
Un capolavoro di logica in cinque righe, carezzato dai probabilmente verosimilmente che il codice impone al giudice. Vediamo cos’ha in comune e non coi colleghi delle Corti d’Assise, il Gip. Tutti, Cassazione compresa, berranno che Claudia non si insospettisce dei fornelli perché con essi si cucina meglio il sushi, invece del gas di casa; e tutti dimenticano d’aver letto Paola che la sorella Claudia diceva che Maurizio Iori non sapesse nemmeno maneggiare una pentola; ubi maior, la condanna, minor cessat, tutto il resto.
Tutti dimenticano come la piccola Livia, due anni e mezzo, abbia preso lo Xanax, non certo in salse al pompelmo e al mirtillo che un bimbo rifiuta, e che l’autopsia non ha trovato nel suo stomaco.
Il diverso. Le Corti d’Assise dan per certo, per la divinazione che il codice permette ai giudici più meritevoli, che in realtà lo Xanax fosse in gocce, non in ingombranti e poco credibili pastiglie; perché sul tavolo ci fossero i blister invece dei boccettini, o non lo spiegano, o usano parecchio la fantasia.
Il Gip, confronto ai colleghi, si attiene più ai fatti; confronto ai colleghi, ripeto e sottolineo. Sul tavolo ci sono le pastiglie, dunque pastiglie! Ma siccome rifilarne 95 di nascosto è impossibile, anche per un giudice italiano, ecco il medico dottor Iori impadronirsi di un mortaio, schiacciarle bene bene fino a ridurle quasi gocce e poi spargerle in cibi e bevande non meglio indicati. Certo doveva essere un medico ben scadente, per non capire quanto fosse più semplice procurarsi subito le gocce……

Cremona 22 03 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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feb 25 2017

più magistrale del solito 25 02 2017

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PIU’ MAGISTRALE DEL SOLITO Non lo conosco di persona ma più lo leggo più gli voglio bene: Fabio Cammalleri, avvocato senza paura, al suo posto mette cuore e testa, spiega su La Voce di New York quello che i vassalli dell’ambiente vezzeggiano come “errore giudiziario” e non quale realmente è: posso voglio condanno! —Giudici quelli che hanno condannato Angelo Massaro; giudici quelli che lo hanno assolto dopo 21 anni. Finché non si smaschera e non si sconfessa questo accorgimento fariseo, ogni singolo caso rimarrà isolato, e non si verrà mai a capo di una condizione politica ed istituzionale che tiene sotto scacco le libertà democratiche in Italia.http://www.lavocedinewyork.com/news/primo-piano/2017/02/24/angelo-massaro-e-quellitalia-che-non-si-scuote-piu/
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