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Nov 29 2022

e’ il primo 29 11 2022

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E’ IL PRIMO
di una serie film girati a Cremona, ultimo Guadagnino, il primo e importante di un maestoso Tognazzi, raccontati da www.cremonasera.it che si impegna a parlare di tutti, e a cura di Fabrizio Loffi.
Francoforte 29 11 2022 flcozzaglio@gmail.com
—“Ciak si gira”. Cremona, terra di film. Inizia con un grande Tognazzi ne “La tragedia di un uomo ridicolo” la nuova rubrica sulle location cremonesi.
Cremona, terra di film. Ne sono stati girati negli anni una trentina. Alcuni hanno goduto di una certa fortuna, altri sono stati confinati tra i ricordi. Comune a tutti è lo sfondo in cui vengono ambientate le vicende, autenticamente padano. Notevole l’impiego di registi di prim’ordine, del calibro, fra gli altri, di Lattuada, Bertolucci, Olmi, Castellani, Garrone, Girard e, ultimo di ordine di tempo, Guadagnino. A questa vocazione cinematografica della nostra provincia abbiamo voluto dedicare una nuova rubrica, “Ciak si gira”, iniziando proprio da un film interpretato dal nostro grande concittadino Ugo Tognazzi, diretto da Bernardo Bertolucci. Il film è “La tragedia di un uomo ridicolo” con cui Tognazzi realizzava il sogno di girare nella propria terra, sfuggitogli qualche anno prima, nel 1964, quando fu costretto a modificare la location a causa del titolo della pellicola, “Il magnifico cornuto” di Pietrangeli, che avrebbe rappresentato un’onta per l’ipocrita e bigotta Cremona.
Il ruolo dell’industriale caseario Primo Spaggiari ne “La tragedia di un uomo ridicolo” diretto da Bernardo Bertolucci nel 1981, valse a Ugo Tognazzi il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes. Tognazzi era allora all’apice del suo successo, consacrato dalle trilogie di “Amici miei” e “Il vizietto”, ed il film segna il suo ritorno nella terra d’origine, dopo l’infruttuoso tentativo, quasi vent’anni prima, di portarvi il set de “Il magnifico cornuto” di Antonio Pietrangeli (leggi l’articolo). Ugo Tognazzi, avrebbe voluto ambientarlo interamente nella sua città. A lungo l’attore cremonese cullò questo sogno, ma dovette rinunciarvi proprio a causa dei suoi concittadini, che temettero di essere additati al pubblico ludibrio. Ed è il film in cui Tognazzi, in vero stato di grazia, fornisce una delle prove più alte del suo indiscutibile talento comico, unito ad una rara capacità di introspezione psicologica del personaggio che interpreta, l’industriale bresciano del cappello Andrea Artusi, affiancato da una splendida Claudia Cardinale. Nell’81, però, ci riprova con Bernardo Bertolucci e gira alcune scene de “La tragedia di un uomo ridicolo” nell’ex Latteria di Piadena, dove è ambientato il caseificio di Primo Spaggiari.
Primo Spaggiari è un piccolo industriale caseario parmense. Di origine contadina e non andato oltre le elementari, si è fatto col suo lavoro. Sua moglie Barbara, invece, è una donna raffinata di origine francese. Un giorno il loro figlio Giovanni viene rapito e sequestrato da un gruppo di terroristi e Primo deve raggranellare un miliardo per il riscatto. Intanto il caseificio di cui è proprietario è colpito da una grave crisi economica. Nella vicenda intervengono una giovane operaia, Laura, fidanzata di Giovanni, e un prete operaio, Adelfo, che sanno molto sul rapimento. Da loro, l’industriale viene a sapere che suo figlio è morto. Primo però continua a raccogliere i soldi, aiutato in questo dalla moglie, per salvare la sua seconda creatura: il caseificio, sull’orlo del fallimento. Seguendo le indicazioni di una lettera falsa, scritta dalla fidanzata di Giovanni, la coppia deposita il miliardo nel luogo indicato. La ricomparsa improvvisa di Giovanni fa sì che il miliardo alla fine venga investito proprio nel caseificio, trasformato in società cooperativa, sotto il controllo degli operai.
L’industriale Primo Spaggiari vive con la moglie Barbara in una villa a Langhirano (PR), poco lontano dal Castello di Torrechiara. È proprio guardando al castello che la coppia avvista un elicottero che poco dopo sorvolerà la loro abitazione. Il giorno del suo compleanno, l’uomo ha assistito al rapimento del figlio dal tetto della sua fabbrica, l’ex Latteria Sociale di Piadena. Inizia così la corsa alla raccolta del miliardo di lire del riscatto. Dopo essere stato in banca per farsi valutare il caseificio, l’uomo si accorge di essere seguito da un’auto e si rifugia in vicolo del Vescovado a Parma a pochi passi da piazza Duomo. Ad inseguirlo è Adelfo, il prete-operaio suo dipendente e amico del figlio Giovanni. Questi gli dà appuntamento a casa sua, un complesso rurale a Moletolo, che in realtà in via Cavo a Lesignano de’ Bagni (PR). La raccolta del miliardo porta Primo in un altro palazzo in via Cardinal Ferrari, anche questo a pochi metri dalla centrale piazza Duomo. Più distante, in piazzale Alberto Rondani, all’altezza del ponte Caprazucca che attraversa il torrente Parma, si trova lo studio della chiromante convinta che il ragazzo rapito sia vivo.
Il caseificio di Primo Spaggiari, l’industriale al quale sarà rapito il figlio, non si trova nel parmense, dove è ambientato e girato tutto il resto del film ma si tratta dell’ex Latteria Sociale di Piadena, situata in Via Roma 44 a Piadena ed oggi divenuta una filiale della Latteria Soresina. Gli esterni del caseificio mostrano solo alcuni scorci oggi difficilmente identificabili, a causa delle modifiche apportate negli anni allo stabilimento. Ci viene in aiuto un’inquadratura effettuata nell’ufficio dello Spaggiari e nel quale viene ripresa da vicino la fotografia aerea dello stabilimento: nel riquadro rosso vediamo la parte demolita, oggi sostituita da un piazzale. L’unico esterno riconoscibile chiaramente ancora oggi è la torretta, sulla quale campeggiava la finta insegna del caseificio Spaggiari.
Le foto dell’ex Latteria di Piadena sono tratte dal sito: www.davinotti.it

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Nov 29 2022

consorzio casalasco del pomodoro 29 11 2022

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CONSORZIO CASALASCO DEL POMODORO
GIORNALE
Novità dal mondo De Rica
I fagioli Cannellini De Rica, con il loro sapore delicato e leggero e la loro polpa tenera, sono un alimento equilibrato e ricco di proteine. I Cannellini sono pronti all’uso o ideali come ingrediente delizioso per zuppe, creme e insalate: scopri come abbinarli a deliziose ricette italiane.

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Nov 29 2022

erano anni difficili 29 11 2022

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ERANO ANNI DIFFICILI
Dal Giornale, che si accanisce….
Francoforte 29 11 2022 flcozzaglio@gmail.com
—“È vero, non abbiamo pagato..”. Ora la suocera di Soumahoro vuota il sacco.
Davanti all’ispettorato del Lavoro di Latina la donna avrebbe ammesso le proprie mancanze, ma giustificandosi. “Eravamo in difficoltà”. E ora il caso è tutt’altro che risolto.

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Nov 29 2022

le dimissioni 29 11 2022

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LE DIMISSIONI
Spiega e non Stefano Mauri sul Fronte del Blog di Edoardo Montolli.
Francoforte 29 11 2022 flcozzaglio@gmail.com

—L’ ex presidente della Juventus Andrea Agnelli, nella lettera scritta ai dipendenti della società bianconera per annunciare il suo addio, ha lasciato intendere che non c’era più unità all’interno del club e della famiglia Exor. Dalle prime ricostruzioni sembra che la spaccatura sia nata all’interno del Cda. Ecco la missiva  in versione integrale:
“Cari tutti, Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.
Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il J|Museum e tanto altro.
Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Ge?rgios Karaiskak?s, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.
Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita.
La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.
Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”. Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!
Fino alla fine… Andrea”.
Chi prenderà il posto di Andrea? L’anticipazione di Luciano Moggi: “Sono davvero sorpreso e non me l’aspettavo. Chi potrebbe essere il presidente? Non escludo che possa essere una donna. In tempi di dominio delle donne, non escludo che possa esserci questa rivoluzione anche alla Juventus”. Il riferimento è al membro del comitato esecutivo dell’UEFA Evelina Christillin. Pure le nomination Chiellini, Nasi e Del Piero restano valide.
Adesso aspettando gennaio e il nuovo Cda il direttore generale è Scanavino, uomo vicino alla galassia Elkann. Una nuova era sta per iniziare alla Juve.

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Nov 29 2022

uomo sfortunato 29 11 2022

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UOMO SFORTUNATO
Dal mio libretto di 70 cartelle….
Francoforte 29 11 2022 flcozzaglio@gmail.com
—La prima sfortuna di Maurizio Iori è l’esser capitato nell’era del femminicidio; vent’anni fa non avrebbero ordinato nemmeno l’autopsia, tanto il fatto e i contorni sono chiari, e, passata la moda, lo stesso succederà tra qualche anno. Poi Iori ci ha messo del suo. La mattina del 21 luglio 2011, scoperti i cadaveri, la madre di Claudia Ornesi urla alla Polizia: chiamate Iori, ieri era qui a cena. Lo convocano, gli spiegano cos’è successo e lui dà per scontato il suicidio, ma non vuol far sapere alla moglie, in vacanza, che era dall’amante, ex che fosse; pensa che tutto finisca lì, nega la cena, nega addirittura d’aver comprato le bombole; bugie dalle gambe cortissime, e l’incredibile è che lo capisce lui stesso, perché dopo quattro anni di frequenza sa che Claudia racconta tutto a madre e sorella, tant’è che quando si ferma a cena, è successo anche quattro giorni prima, è la madre di Claudia a preparare i piatti; ed ecco il patatrac: per investigatori prima e giudici poi, chi si permette di raccontar delle balle, a loro, figuriamoci!

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Nov 29 2022

ci pensano 29 11 2022

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CI PENSANO
i giudici a rivisitarlo e a renderlo completamente applicabile; sul Dubbio
Francoforte 29 11 2022 flcozzaglio@gmail.com
—Nicola Gratteri, ritiene inoltre l’abuso d’ufficio un «falso problema perché i processi per abuso di ufficio sono pochissimi ed è un reato quasi indimostrabile». «Quello che dicono i sindaci – afferma in un’intervista a La Stampa – forse è vero, ma è anche vero che il Comune non può diventare “cosa propria”. Forse la strada giusta è una rivisitazione della norma».

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Nov 29 2022

il mediatore 29 11 2022

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IL MEDIATORE
Non e’ credibile che si debba andare dal Papa, che non distingue tra aggressore e aggredito; articolo di Repubblica, anche se oggi parla di crudeltà….
Francoforte 29 11 2022 flcozzaglio@gmail.com
—Mentre al fronte si continua a combattere, le autorità e i tecnici sono impegnati nel difficile compito di ripristinare l’erogazione di energia elettrica ai tanti centri abitati ucraini rimasti a buio e al freddo dopo gli attacchi russi alle infrastrutture. Sul piano politico-diplomatico, papa Francesco ha confermato la sua disponibilità a svolgere un ruolo di mediazione e Mosca ha accolto “con favore tale volontà”, salvo parlare di “perversione della verità” rispetto alle parole del Pontefice sulla “crudeltà dei russi”.

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Nov 29 2022

consumi da record 29 11 2022

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CONSUMI, CENSIMENTO DA RECORD CON 5.450 SPECIALITÀ. ITALIA È LEADER
Dall’Arrappata di San Chirico Raparo alla Slinzega, dalle Papacelle alla Porcaloca sono i tesori Made in Italy censiti
Dall’Arrappata di San Chirico Raparo alla Slinzega, dalle Papacelle alla Porcaloca, sono 5450 i tesori Made in Italy censiti che sono oggi messi a rischio dall’esplosione dei costi di produzione legata alla crisi energetica per la guerra in Ucraina. È quanto emerge dal nuovo censimento 2022 presentato dalla Coldiretti delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentata in occasione dell’inaugurazione del XX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa Miani a Roma.
Una mappa dei sapori, della tradizione e della cultura della tavola Made in Italy che per quanto le tipologie vede nei primi tre posti del podio la squadra di pane, paste e dolci (1616), quella di frutta, verdura e ortaggi (1577) e il gruppo delle specialità a base di carne (822), seguiti dai formaggi (524) e dai prodotti della gastronomia (320), ma non mancano bevande analcoliche, distillati, liquori e birre, i mieli, i prodotti della pesca e i condimenti dagli olii al burro, in un viaggio del gusto che tocca anche gli angoli più nascosti del Paese. Non è infatti un caso che nei piccoli borghi nasca il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo l’indagine Coldiretti/Symbola, una ricchezza conservata nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche. Un patrimonio che spinge a tavola 1/3 della spesa turistica alla scoperta di un Paese come l’Italia che è l’unico al mondo che può contare sui primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare.
La classifica dei prodotti a tavola vede la Campania al primo posto con ben 580 specialità davanti a Toscana (464) e Lazio (456), a seguire si posizionano l’Emilia-Romagna (398) e il Veneto (387), davanti al Piemonte con 342 specialità e alla Liguria che può contare su 300 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: la Puglia con 329 prodotti tipici censiti, la Calabria (269), la Lombardia (268), la Sicilia (269), la Sardegna (222), il Trentino Alto Adige (207), il Friuli-Venezia Giulia (181), il Molise (159), le Marche (154), l’Abruzzo (148), la Basilicata con 211, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 36.
Ricca e curiosa la lista delle specialità nazionali. In Basilicata nel piccolo borgo di San Chirico Raparo, in provincia di Potenza, dalle pieghe della cultura popolare e della tradizione gastronomica della tavola contadina si trova l’Arrappata, una zuppa di legumi e cereali, dai fagioli ai ceci, dal grano al farro, mentre nel Lazio si può trovare il tarlo dell’aglio rosso di Proceno, conservato sott’olio e ideale come sfiziosità per gli antipasti, in Toscana la cucina povera vede in primo piano i Pici, una pasta fresca, simile agli spaghetti, che si realizza con acqua, farina e sale, e, i friulani vanno fieri della Porcaloca, un’oca intera disossata farcita con filetto di maiale, cucita a mano, legata cotta e affumicata.
Ma specialità si trovano in ogni regione in Campania ci sono le Papaccelle, piccoli e coloratissimi peperoni più o meno piccanti che vengono per lo più utilizzati per le conserve sott’aceto, mentre in Emilia-Romagna è molto apprezzata l’anguilla marinata di Comacchio, pescata direttamente nella Valle del Delta del Po durante la stagione autunnale, frutto di una ricetta tradizionale. Il Veneto va fiero del Sangue morlacco antico liquore del 1830 a base di ciliegie marasche chiamato così dal poeta D’Annunzio per il suo tipico colore rosso cupo, mentre il Piemonte schiera il Salame nobile del Giarolo, chiamato così perché fatto con i ritagli della lavorazione di parti “nobili” come pancetta, coppa e prosciutto. In Liguria vanno fieri della marmellata e dello sciroppo di rose legata alla coltivazione tradizionale del fiore, i pugliesi hanno prodotti squisiti come i cardoncelli, una verdura selvatica dal gusto leggermente dolciastro. In Molise non si può rinunciare al tipico Fagiolo bianco mentre in Calabria tra i prodotti tradizionali più apprezzati ci sono l’Origano selvatico e la marmellata di Bergamotto. In Lombardia invece si degusta la Slinzega, salume stagionato e speziato di carne bovina, tipico della Valtellina. E se in Sardegna c’è la Sa Pompia un frutto simile al limone da cui si ricavano dolci e liquori, in Sicilia molto tradizionale è la lenticchia di Ustica, coltivata là dove i trattori non possono arrivare, tanto che tutte le operazioni vengono fatte a dorso di mulo. Nelle Marche è tipico della tradizione contadina il Vino di visciole, un vino aromatizzato composto da visciole e da vino preferibilmente rosso Sangiovese o la Roveja, un legume antichissimo simili a piccoli piselli colorati. In Abruzzo invece una specialità ricercata insieme alla famosa mortadella di Campotosto meglio nota, per la sua particolare forma, come Coglioni di mulo. Viene dal Trentino invece il Sedano rapa della Val di Gresta dal sapore delicato e dalla forma particolare, mentre giunge dalla Valle D’Aosta si preparano le flantse o flantson, pani di segale appiattiti, di solito a forma rotonda, a cui si aggiungono zucchero, burro, uvetta, mandorle e canditi. Infine, l’Umbria è orgogliosa della Fagiolina del Trasimeno, varietà rara e particolare di legume conosciuto fin dal tempo degli Etruschi o lo Zafferano di Cascia.
Alla base del successo del Made in Italy c’è un’agricoltura che è diventata la più green d’Europa con la leadership Ue nel biologico con 80mila operatori, il maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (319), 526 vini Dop/Igp e con Campagna Amica la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori. “L’Italia è il solo Paese al mondo che può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare.
“Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “la necessità di difendere questo patrimonio del Made in Italy dalla banalizzazione e dalle spinte all’omologazione e all’appiattimento verso il basso perché il buon cibo insieme al turismo e alla cultura rappresentano le leve strategiche determinanti per un modello produttivo unico che ha vinto puntando sui valori dell’identità, della biodiversità e del legame con i territori”.

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Nov 29 2022

cremonesita’-quattrocentosette 29 11 2022

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CREMONESITA’ – quattrocentosette
Loris Braga che scotta, da www.cremonasera.it con video.
—Una nuova puntata di Cremona all’Opera, alla scoperta di Traviata.
Loris Braga torna in video per portarci fra le quinte del Teatro “A. Ponchielli” di Cremona dove in queste ore si stanno allestendo le scene di Traviata, sul palco il 2 ed il 4 dicembre. Avremo anche la possibilità di “sbirciare” qualcosa della produzione di cui il teatro cremonese è capofila. Una storia che nasconde segreti e curiosità, dalla genesi dell’opera all’accoglienza dell’argomento all’epoca “scottante”. Naturalmente da non perdere questo nuovo interessante episodio di Cremona all’Opera!

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Nov 29 2022

spelacchio 29 11 2022

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SPELACCHIO
Chi era costui? Da Stefano Mauri per www.cremonasera.it
Francoforte 29 11 2022 flcozzaglio@gmail.com
—Antonio Agazzi in versione provocante… informatore, riceve e pubblica: “A Crema è arrivato Spelacchio?”
Ricevo e pubblico: “Spelacchio – il famoso albero di Natale di Roma, ai tempi di Virginia Raggi Sindaco – pare essere arrivato a Crema. Dalla webcam della Pro Loco si vede in tutto il suo ‘splendore’”….
Così postò via social Antonio Agazzi, libero pensatore del centrodestra cremasco e acuto, provocante informatore

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