Archive for the 'Pubblica Amm.ne' Category

Feb 23 2020

i primi della classe 23 02 2020

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I PRIMI DELLA CLASSE O un poco più indietro; sul Dubbio i sospetti dell’Oms, cui risponde, petto in fuori, Conte Giuseppi bis: “più contagi? È solo perché abbiamo cercato meglio!” —Quello che preoccupa della situazione italiana» per il coronavirus «è che non tutti i casi registrati sembrano avere una chiara storia epidemiologica, cioè un legame con viaggi in Cina o contatti con altri casi già confermati. A dirlo è il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità in Europa, Hans Kluge, in un’intervista a Repubblica. Ora è molto importante capire come si sono svolti gli eventi, identificare e tracciare i contagi: occorre che le autorità sanitarie italiane si focalizzino su questo aspetto, ha avvertito. Kluge ha invitato tutti a documentarsi sul Covid-19 su canali informativi affidabili, quelli del Ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità, dell’Oms. Sicuramente non ci proteggerà dal contagio la discriminazione di chi ha un’origine diversa dalla nostra, è il tempo della solidarietà e della cooperazione, ha aggiunto. In Europa, l’Italia risulta essere il Paese con più contagiati, anche se il premier Conte ha spiegato che, probabilmente, la ragione sta nei moltissimi controlli effettuati: “Abbiamo adottato una linea di massima precauzione. Siamo il paese che ha disposto il blocco dei voli da e per la Cina, e rigorosi controlli. L’accuratezza di questi controlli ha svelato i contagi. Da qui il numero di contagi elevati, stiamo effettuando tamponi su tamponi”.

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Feb 23 2020

troppe pecorelle smarrite 23 02 2020

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TROPPE PECORELLE SMARRITE

alla Salvini che si ispirano a Hitler, confessa Papa Bergoglio a Repubblica

—A me fa paura quando ascolto qualche discorso di alcuni leader delle nuove forme di populismo: sento discorsi che seminavano paura e odio già nella decade degli anni trenta del secolo scorso.

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Feb 23 2020

pera per martin 23 02 2020

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I Sigilli di Campagna Amica – La biodiversità contadina

Pera Per Martin, quando l’abito non fa il monaco

Il frutto è piccolo e la buccia è prima verdastra e poi, dopo l’ammezzimento, diventa di colore marron cuoio. Ed ecco che direttamente dalle prealpi friulane il “Sigillo di Campagna Amica” afferma la sua bontà sotto ogni forma e preparazione

Leggi cosa sono “I Sigilli di Campagna Amica”

Una pera brutta, marrone, dalla polpa all’apparenza marcescente. Eppure dietro questo aspetto poco gradevole si nasconde una prelibatezza. Direttamente dalle prealpi friulane il “Sigillo di Campagna Amica”, la Pera Per Martin, afferma la sua bontà sotto ogni forma e preparazione. Buona da mangiare al naturale, viene anche utilizzata, secca o cotta, in dolci e, fermentata, può produrre un ottimo sidro. I “persecs”, dolci della tradizione friulana e i cjarsons i famosi ravioli dolci/salati allietano i pranzi tipici di quella regione. Gli alberi di Pêr Martìn sono presenti, di norma come piante singole o in filare, in un ampio territorio regionale, soprattutto in Carnia, ma anche nel Canale del Ferro, in Val Resia e Val Raccolana, in Val Canale e, in modo più sporadico, sulla montagna dell’Alto Pordenonese. La pianta è molto longeva e diviene produttiva dopo diversi anni. Sono piante molto grandi con diametri del tronco di diverse decine di centimetri. I fiori, molto belli, sono riuniti in corimbi ossia infiorescenze, con numerosi stami dotati di grosse antere di colore rosso vivo. Il frutto è piccolo e la buccia è prima verdastra e poi, dopo l’ammezzimento (processo di maturazione della frutta che provoca l’imbrunimento della polpa), di colore marron cuoio. Inizialmente la polpa è biancastra e poco appetibile in quanto astringente a causa dell’alto contenuto di tannini. Nel corso del tempo si annerisce restituendo una quantità di zuccheri davvero notevole che ne garantisce l’utilizzo variegato. L’epoca di raccolta va da fine ottobre a inizio novembre, a seconda dell’altitudine. È una varietà (o come vedremo più varietà) assai rustica che vegeta anche in vallate particolarmente fredde, interessante per i diversi usi tradizionali, tuttora in atto. Il nostro produttore Luigi Faleschini da cui prende il nome l’omonima azienda, chiamato anche Gigi Verdura, da qualche tempo ha iniziato a censire gli alberi della Valcanale in quanto desidera valorizzare al massimo questo prodotto straordinario. Non esclude anche di catalogare le diverse varietà su cui ancora oggi è in atto un lavoro scientifico per comprenderne l’origine genetica e la corretta tassonomia. Sembrerebbe infatti che sotto lo stesso nome comune si nascondano molte varietà la cui specie originale potrebbe essere Pyrus nivalis (pero alpino). Gigi rappresenta un esempio di passione e dedizione. Nei suoi occhi si legge la volontà ferrea di raccontare un territorio difficile attraverso i “sigilli” che la biodiversità offre.

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Feb 23 2020

il titolo deve semplificare, 23 02 2020

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IL TITOLO DEVE SEMPLIFICARE,

ma senza eccessi, sembra suggerire al Corriere il Conte bis, cui vien messo in bocca, per fermare il coronavirus, un titolaccio: “Pronte ad intervenire le forze armate”

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Feb 22 2020

la legge del più forte-millecinquecentotredici 22 02 2020

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – millecinquecentotredici Poche idee, e confuse, di Ermini sul Dubbio: nell’ordine, gli ultimatum li pongono i giudici quando rifiutano l’incontro col ministro, se prima non toglie le sanzioni disciplinari ai colleghi che non rispettano i termini, come se gli avvocati non li avessero, non i partiti che, esasperata fin che si vuole, trattano la dialettica politica; la politica potrà riconquistare la primazia nella società, come è naturale sia, quando non si farà più dominare dai giudici; se il rito accusatorio oggi non va, è per un solo motivo: l’Accusa ha poteri superiori alla Difesa; l’udienza preliminare è già udienza filtro oggi, in teoria, se i giudici non fossero usi ad accettare ogni tesi dell’Accusa. —Ermini: «Basta veti e ultimatum, la Giustizia non sia terreno di scontro politico» L’intervento del vicepresidente del Csm. «Modificare la prescrizione? Un azzardo» «Ho sempre considerato un azzardo e un errore, nonché una lesione del principio della ragionevole durata, modificare la disciplina della prescrizione al di fuori e prima ancora di interventi organici e sistematici di riforma, come se la minaccia di un giudizio senza fine possa taumaturgicamente deflazionare e accelerare i processi». Ad affermarlo, dal palco dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dell’Unione delle Camere Penali, è stato il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini. La giustizia «non sia più terreno di scontro politico», ha ammonito, ricordando che «i cittadini devono poter contare su procedimenti brevi e giusti e sul rispetto dei loro diritti». Il vicepresidente dell’organo di autogoverno delle toghe ha poi ribadito l’invito ai «partiti ad abbandonare rivalse, veti, ricatti e ultimatum», perché «nella tutela della giurisdizione e dei valori costituzionali tutti devono stare dalla stessa parte. La politica – ha aggiunto – potrà riconquistare la primazia nella guida della società solo attraverso riforme armoniche e condivise – ha concluso – non inseguendo gli umori della piazza o legiferando con norme spot e di corto respiro». «La giustizia penale impone una riforma più complessiva», che «metta mano anche al codice sostanziale procedendo a un’ampia depenalizzazione. Abbiamo troppe norme penali e troppe norme spesso senza sanzioni realmente efficaci ed effettive», ha aggiunto Ermini, che ha invitato a «incentivare i riti alternativi. Una forte depenalizzazione, e credo che su ciò vi sia un larghissimo accordo tra i tecnici e gli operatori del diritto, potrebbe davvero sgravare procure e tribunali di un’infinità di ”microprocessi”- ha sottolineato – dando così modo di concentrarsi sui reati contro la persona e il patrimonio, sui reati economici e su altri reati gravi». «E poi – ha osservato – bisognerebbe riportare il rito accusatorio alla sua vera natura, puntando con più decisione e incentivando senza timidezza i riti alternativi; bisognerebbe razionalizzare e rendere più celeri le fasi pur senza intaccarne la struttura; bisognerebbe intervenire sull’udienza preliminare in modo da renderla effettivamente udienza-filtro. Soprattutto, anche se al riguardo va riconosciuto un maggior impegno rispetto al passato, bisognerebbe investire di più nella macchina della giustizia. Insomma – conclude Ermini – più depenalizzazione, più patteggiamenti, più strumenti e risorse per decongestionare il processo riportandolo sui binari di una giustizia celere e giusta». «La tutela dei diritti fondamentali è veramente il fine ultimo della giurisdizione, l’unica via della giustizia. Questa tutela implica una magistratura libera, autonoma e indipendente, poiché solo grazie all’indipendenza la funzione giurisdizionale può essere svolta in modo imparziale e da una posizione di terzietà ed equidistanza dai confliggenti interessi in giuoco. Ma implica allo stesso tempo una avvocatura altrettanto libera, indipendente e autonoma – ha aggiunto in un passaggio del suo intervento -. Ma se magistrati, avvocati e accademici sono i coprotagonisti e partecipano su un piano di parità alla funzione giurisdizionale, io ritengo che nella comune battaglia a difesa della giurisdizione quale fondamento del sistema democratico e di giustizia non vi possano essere divisioni tra le diverse categorie di operatori del diritto – ha ammonito Ermini – la cui reciproca legittimazione è presupposto indispensabile del contributo di ciascuna all’attuazione dei principi e delle garanzie stabilite dalla Costituzione».

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Feb 22 2020

patate nell’orto 22 02 2020

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Il cibo giusto di Campagna Amica

Patate nell’orto, le cure di stagione

Febbraio è il momento giusto per far pregermogliare i tuberi da seminare a marzo

Le patate si possono seminare tra marzo e aprile (fino a maggio nei climi freddi), si possono interrare dopo averle sezionate lasciando alcuni “occhi” (punti di germinazione) per pezzo ed è anche possibile farle pre-germogliare a partire dalla seconda metà di febbraio.
Tralasciamo per un attimo la semina in piena terra. Ecco alcune regole per quanto riguarda l’utilizzo di patate da germinazione, per avere ottimi straordinari e tante buone patate da gustare sulle nostre tavole. Se vogliamo stare tranquilli e controllare il vigore delle patate che andremo a porre nel nostro orto, dobbiamo procedere alla pre-germinazione: le patate vanno fatte pre-germogliare alla luce per 15/20 giorni in cassette con un po’ di sabbia sul fondo e ad una temperatura di circa 15 gradi. Esse produrranno i loro germogli. A marzo le più piccole si metteranno intere, quelle più grandi si taglieranno in maniera da avere almeno due germogli per ogni pezzo. Evidentemente la pre-germinazione può anche essere saltata con il rischio però che non tutte le patate o i pezzi di patate interrate producano piantine. Le patate tagliate vanno spolverate con litotamnio (prodotto usato nel biologico) e messe ad asciugare per qualche tempo. Quando sarà tempo di interrarle (da metà marzo circa per i climi temperati), si prepara poi una proda baulata (ossia il tracciato rialzato tra i due solchi) di 70/80 cm. Nella proda si pratica un solco profondo circa 30 cm e nel solco si mette del letame molto maturo; poi si ricostruisce la proda, si bagna bene, si fanno due solchetti ai lati. A questo punto per rendere il tutto più ordinato possibile e per controllare la coltivazione, si distende su tutta la lunghezza un biotelo (in Materbi) che si fissa lungo i solchetti rincalzando la terra. Si buca il telo ogni 50 cm (se di forma circolare è meglio) e si infilano le patate nel buco premendole solo un po’ senza interrarle troppo. Saranno poi le piantine che andranno verso l’apertura.
Da quando le piantine saranno alte circa 10 cm, e poi ogni 15/20 giorni, bisogna fare delle spolverature con litotamnio, meglio al mattino perché c’è la rugiada. Ciò permette di poter contrastare efficacemente le malattie fungine e la dorifora. Il biotelo garantisce che l’umidità venga trattenuta a lungo all’interno del terreno. Quando la pianta sarà quasi secca, si toglie il telo e sarà più facile raccogliere le patate perché saranno cresciute piuttosto in superficie. Queste attenzioni assicurano un ottimo raccolto. Se si vuole coltivare la patata in vaso è utile prendere contenitori sufficientemente alti rispettando comunque le distanze tra le piante (50 cm) e innaffiando abbondantemente. La terra da utilizzare deve essere tendente al sabbioso (anche per l’orto in piena terra). Non vi resta che provare…

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Feb 22 2020

zingaretti ha fretta 22 02 2020

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ZINGARETTI HA FRETTA

Salvini è inadeguato a governare il Paese, confessa a Repubblica, Valentina Cuppi, sindaco di Marzabotto e vicina alle sardine, ha invece il fisico di ruolo per fare il presidente del Partito democratico, cui s’è iscritta ieri.

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Feb 22 2020

maxigonna provocante 22 02 2020

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MAXIGONNA PROVOCANTE ben più di una mini inguinale, verrebbe da dire leggendo il pezzo di Sussurrandom su tastiera di Stefano Mauri: siamo sicuri che, mettendoli assieme, non finiscano per accordarsi alla Romolo e Remo, i pezzi da novanta già forzisti? —Pensierino della sera: l’Emilia Romagna resta al centrosinistra… E così, non contenti degli errori fatti a Crema e poi a Cremona, si è continuato a scegliere il candidato sbagliato! Sarà un caso (?), ma è possibile che nel centrodestra nessuno se ne sia accorto? Se… sbagliare è umano e perseverare diabolico, ripetere per 3 volte lo stesso errore cosa sarà mai? Da ultimo… Forza Italia in Emilia è scesa al 2%… Ma Tajani e Gelmini sono ancora lì? Così postava, post che deve far riflettere, tempo fa, sulla sua pagina Facebook, l’architetto (professionista coi fiocchi) Enzo Bettinelli, ex segretario, o coordinatore che dir si voglia, del circolo cittadino di Forza Italia. Ora ammesso e non concesso: non arrivano segnali importanti e squarcianti da tempo in tal senso, a Crema esista ancora una sezione, una cellula non dormiente del (fu?) partito, totalmente da rilanciare, fondato anni fa da Silvio Berlusconi, perché nel progetto non coinvolgere attivamente, oltre al poc’anzi menzionato Bettinelli, i pezzi da novanta “Forzisti” Antonio Agazzi, Zanibelli, Simone Beretta e il giovane Mauro Tenca? Piacciano o no, queste persone, diverse da loro, hanno contenuti densi da dare. E tanto hanno fatto in passato per Forza Italia e per la capitale del Granducato del Tortello…

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Feb 22 2020

se ci mettono una settimana 22 02 2020

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SE CI METTONO UNA SETTIMANA

al San Raffaele a sospettare un coronavirus, dio sa gli altri ospedali; dal Corriere.

—I casi di contagio di nuovo Coronavirus in Italia continuano ad aumentare e c’è un primo paziente positivo a Milano. Si tratta di un residente di Sesto San Giovanni ricoverato all’ospedale San Raffaele da una settimana. Allo studio le misure di emergenza da fare scattare nel capoluogo lombardo. Intanto vanno ricostruiti tutti i contatti che l’uomo ha avuto nella settimana trascorsa al San Raffaele tra cui medici, infermieri e pazienti.

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Feb 22 2020

una nuova facoltà 22 02 2020

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UNA NUOVA FACOLTA’

si aggiunge a quella di non rispondere; secondo il Fatto Quotidiano, alla domanda di Antonio Ingroia: “Berlusconi è il mandante delle stragi?” Giuseppe Graviano avrebbe risposto: “per il momento non ricordo”

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