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Mar 31 2020

la legge del più forte-millecinquecentocinquantuno 31 03 2020

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – millecinquecentocinquantuno Bel pezzo di Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, con una domanda fondamentale e purtroppo tanto chiara da non aver speranza di ricevere risposta!

Manette per tutti tranne che per loro

Questo è il momento del fare e del dolore, non c’è dubbio, ma prima o poi verrà il giorno di tirare le somme di questo disastro. Che è sì un disastro sanitario, ma anche gestionale tra ritardi, errori ed omissioni che hanno sicuramente dilatato il numero dei contagi e quindi dei morti. Non ci pare vero che la magistratura se ne stia alla larga, ne siamo felici. Prendiamo però atto che ancora una volta i giudici, anche di fronte a emergenze e catastrofi naturali, intervengono sul livello politico o spariscono in base al colore del governo di turno. Matteo Salvini è a processo per avere chiuso i porti e secondo l’accusa messo a rischio la vita, la libertà e la dignità di un centinaio di immigrati bloccati per qualche ora a bordo di una nave in condizioni di massima sicurezza nel periodo dell’emergenza sbarchi.

Se il principio deciso dai pm, dal Pd e dai Cinque Stelle sul caso Salvini è quindi che le responsabilità politiche sono giudicabili penalmente, mi chiedo se lo stesso non dovrebbe valere oggi nei confronti di chi, pur conscio del rischio imminente di epidemia (sancito in un decreto del governo il 31 gennaio), non ha procurato per tempo mascherine, tamponi e apparecchiature salvavita, mandando così allo sbando prima e provocando la morte poi di decine di medici e infermieri e di migliaia di ignari italiani. Io auguro al ministro della Sanità Roberto Speranza di non mettere mai piede in un tribunale, ma almeno si faccia una domanda con onestà: perché ho votato per mandare alla sbarra il ministro Salvini (zero immigrati morti e feriti) e io (diecimila italiani morti e centomila feriti) dovrei farla franca? Mi auguro che la risposta per favore non sia la più vera: perché Salvini è leghista e lui di sinistra. E a proposito. Terremoto a L’Aquila, 2009, governo Berlusconi, Bertolaso capo della Protezione Civile, 306 morti. A processo finiscono tutti i membri della commissione Grandi rischi (che dipende da Palazzo Chigi), l’equivalente nelle catastrofi dell’Istituto superiore di sanità per il virus. La surreale accusa è di non aver previsto il terremoto. In primo grado furono tutti condannati a sei anni (prosciolti nel 2015 in Cassazione) per comportamenti «inefficaci in relazione ai doveri di previsione e prevenzione» e «rassicurazioni infondate». Nessun solerte magistrato oggi si permette di rivolgere la stessa accusa al premier Conte (e ai suoi collaboratori) che ancora il 30 gennaio rassicurava in tv: «Italiani, tranquilli, la situazione è sotto controllo, siamo pronti, non accadrà nulla di grave», inducendo così a comportamenti suicidi milioni di persone. Anche a Conte auguro ogni bene, ma si vergogni di aver venduto Salvini ai magistrati. E i magistrati si vergognino di quello che stanno facendo a Salvini e fecero ai tempi della berlusconiana emergenza a L’Aquila.

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Mar 31 2020

qui cremona-cinquecentottantotto 31 03 2020

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QUI CREMONA – cinquecentottantotto

I numeri del morbo sono all’incirca e lo scrive anche Welfare Cremona:

—Eclatante il caso di Albino, provincia del capoluogo orobico, il più colpito assieme a Brescia: “Lo scorso anno, dal 23 febbraio al 27 marzo erano morte 24 persone, quest’anno sono 145 – spiega il sindaco Fabio Terzi – tra i deceduti, quelli con coronavirus ‘certificati’ sono 30. E’ chiaro che i conti non tornano”. Restando in questa provincia, a San Pellegrino Terme, il primo cittadino Vittorio Milesi fa sapere che “dal primo marzo si sono contati 45 morti di cui 11 con coronavirus accertato da tampone. Lo scorso anno, erano mancate solo due persone”. “Da noi dall’inizio dell’emergenza abbiamo messo in fila 135 morti, l’anno passato era una novantina in meno – afferma Davide Casati, sindaco di Scanzorosciate, sempre provincia bergamasca – Quelli covid sono non più di 20, una minima parte, in linea con quello che sostiene Gori. Da tenere presente che di quei 135, 80 sono deceduti nella casa di riposo, di cui solo alcuni risultano residenti nel paese”. Marco Milesi, che guida il comune di San Giovanni Bianco, ancora Bergamo, ha assistito alla morte di 42 compaesani, “la quasi totalità sono morti certificati di Covid— 

Massimiliano Salini dice a www.cremonaoggi.it l’ovvio, i soldi che lo Stato lascia ai sindaci non bastano:

—E’ quanto dichiara il coordinatore regionale di Forza Italia Massimiliano Salini, che questa mattina ha postato sulla sua pagina Facebook un video che raccoglie la testimonianza di tredici sindaci del movimento azzurro provenienti dalle province della Lombardia, la regione più colpita dal coronavirus. Di seguito il loro grido di allarme rivolto al governo per le famiglie in difficoltà. Tra le testimonianze dei sindaci lombardi raccolte da Salini, quella di Gabriele Gallina, sindaco di Soncino: “Se il governo avesse voluto fare un’operazione intelligente e di sostanza a sostegno dei Comuni, avrebbe dovuto semplicemente decidere di lasciare tutta l’Imu al Comune. I cittadini di Soncino pagano due milioni e 500mila euro di Imu, di cui 700mila euro vanno direttamente allo Stato e un milione e 800mila euro restano al Comune”—

Prevista dal 21 al 29 novembre la Festa del Torrone, sempre che le condizioni permettano di farla.

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Mar 31 2020

la lega non crolla mai 31 03 2020

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LA LEGA NON CROLLA MAI!

Da www.affaritaliani.it; c’è chi, speranzoso, la dava al 27, chi, solo per rompere la barriera picologica, al 29,9; ma non c’è niente da fare, il vento continuo dice sempre più 30%. Bene tutti gli altri, raccolti e compatti a distanze mitiche…..

—Lega in netto rialzo nell’ultimo sondaggio Swg. Il partito di Matteo Salvini sale in sette giorni dal 30,2 al 31% mentre il Partito Democratico in una settimana più di un punto percentuale e scivola dal 20,3% al 19,2. Balzo del M5S dal 13,8% del 23 marzo al 14,9 del 30 marzo. Fratelli d’Italia guadagna mezzo punto e passa dall’11,8% al 12,3. Forza Italia al 5,8% (era al 5,7). Sinistra-Mdp-Articolo 1 e Italia Viva al 3,3%.

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Mar 31 2020

un lercio vero 31 03 2020

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UN LERCIO VERO

Juventus, deciso il taglio degli stipendi anche agli arbitri.

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Mar 31 2020

chiedere l’elemosina 31 03 2020

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CHIEDERE L’ELEMOSINA

—Una lettera aperta da sindaci e governatori italiani, prevalentemente del centrosinistra ma non solo, inviata alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei più grandi quotidiani della Germania, per parlare direttamente agli “amici tedeschi”, invitandoli a schierarsi, davanti all’epidemia di Covid-19, con i “grandi Paesi dell’Ue” e non al seguito di “piccoli egoismi nazionali”. Eccetera eccetera, da AdnKronos— Quello che tanti politici importanti, per finire a noi cittadini comuni, non capiscono, è che le varie Germania del Nord non sono formate da ricchi banchieri che fumano sigari costosi e non s’ammalano mai, ma che i politici alla Merkel, decidono dopo aver ascoltato i ricchi banchieri, i soldi per la nostra elemosina li devono togliere al Mario Rossi tedesco, che lavora tutti i giorni dell’anno, non è troppo sindacalizzato e prende più o meno i nostri stipendi. La ricchezza si forma nelle Germania del Nord perché i politici alla Merkel prima di spendere, che so, per un reddito di cittadinanza, misurano bene a chi va e se se lo possono permettere, ho fatto un esempio tra i tantissimi possibili, e figuriamoci se le Germania del Nord amano dissipare i loro soldi regalandoli a chi la spesa pubblica la fa, come noi, con troppa allegria. Potrei citare molti esempi, per chi conosce i mille rivoli della spesa pubblica italiana, ma ne faccio uno solo, per chiudere ridendo. Malato di cuore da anni, sbaglio a contare le medicine per l’estate a Ceriana, vado dal medico di base per la ricetta che però, essendo io residente in Lombardia, costa 10 euro, con regolare ricevuta. Se voglio, tornato a Cremona, faccio la pratica di rimborso, che ritorna in Liguria, e alla fine i 10 euro tornano nelle mie tasche: dopo la ricetta del medico, la pratica mia, delle regioni Liguria e Lombardia, che, sommate, costano ben altro che 10 euro!

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Mar 31 2020

poteri pienissimi 31 03 2020

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POTERI PIENISSIMI

Che il Parlamento ungherese, 153 voti contro 53, ha concesso a Orbàn per sfidare la botte piena e la moglie ubriaca: potrà governare attraverso decreti per tutto il tempo in cui resterà in vigore lo stato d’emergenza decretato l’11 marzo. Inoltre la legge introduce condanne fino a cinque anni di carcere per chiunque, giornalisti compresi, diffonda falsità sul virus o sulle misure per contrastarlo. In Ungheria, 10 milioni di abitanti, finora sono stati certificati soltanto 447 contagiati da coronavirus, mentre il numero delle vittime è fermo a 15. Piluccando dall’Avvenire……..

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Mar 31 2020

una cena nel ristorante preferito 31 03 2020

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UNA CENA NEL RISTORANTE PREFERITO

Se dopo la peste arrivasse davvero la solidarietà non avrei dubbi, i ristoranti sono le imprese che han perso più di tutti; d’altronde è difficile accettino un mio invito Elkann o Ferrero…

–Alla fine della quarantena. Quale sarà la prima cosa che farete una volta usciti di casa? Raccontateci tutto. E’ l’invito del Corriere della Sera, che prosegue: un amico da riabbracciare, una cena nel ristorante preferito, un nuovo progetto; scriveteci il vostro desiderio.

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Mar 31 2020

sussurrandom dilaga 31 03 2020

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SUSSURRANDOM DILAGA

un giorno sì e l’altro ancora, 10/15 puntate al giorno per ogni notizia che sappia di notizia. Strano che il Bencivenga, la Provincia in fin dei conti è citata! non salti in groppa alla Lucarelli, ben più famosa di lui, per conquistare se non una lucina piccina piccina, almeno una candela!

—La giornalista Selvaggia Lucarelli, via Twitter, lunedì scorso ha twittato una news dal quotidiano La Provincia dello scorso dicembre. Il contenuto del pezzo twittato? Le strane polmoniti riscontrate a Crema a fine 2019. Un attimo prima dell’ avvento tremendo del maledetto Covid-19.

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Mar 31 2020

adriano olivetti insegna 31 0 3 2020

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ADRIANO OLIVETTI INSEGNA

E Ferrero impara alla svelta; su Repubblica.

—Ferrero premia gli operai, i dipendenti della rete vendita e della logistica che hanno assicurato la loro opera tra il 16 marzo e il 24 aprile. La multinazionale della Nutella verserà a ciascuno 750 euro lordi, parametrati a seconda dell’effettiva presenza nei giorni dell’epidemia da coronavirus.
La decisione rientra nell’ambito delle misure organizzative adottate dall’azienda, “la mente rivolta all’emergenza presente – spiega – ma anche al futuro, quando l’Italia sarà chiamata a ripartire nell’interesse di tutti”. Attivato lo smart working fino a data da destinarsi per tutto il personale non direttamente coinvolto in attività produttive e di vendita, facendolo usufruire delle ferie tutti i venerdì fino al prossimo 17 aprile incluso, Ferrero ha ridotto del 50 per cento la forza lavoro sulle linee nello stabilimento di Alba, facendola usufruire per 50 per cento delle ferie e per 50 di permesso retribuito fino al 17 aprile incluso. Per il personale che continua a lavorare, ha attivato tutte le misure di sicurezza previste dalle disposizioni governative ed altre, specifiche, in aggiunta, tra cui il controllo della temperatura in entrata con termoscanner e la messa a disposizione di mascherine per tutti i dipendenti.

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Mar 31 2020

stop speculazioni sul latte 31 03 2020

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Coronavirus, stop speculazioni sul latte

Voltini: “Rispettare gli accordi presi”

“Nell’ultimo incontro del tavolo latte tutti i soggetti si sono impegnati a garantire uno sforzo comune per superare questo momento difficile. Ci aspettiamo quindi che gli impegni presi vengano mantenuti, rispettando i contratti e condannando ogni singola iniziativa speculativa”. Così Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia, fa seguito alle parole dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi che chiede anche per il mese di marzo il rispetto dei contratti pattuiti con gli allevatori per l’acquisto del latte, oltre che l’individuazione di un prezzo di riferimento verso il quale attenersi per garantire redditività a tutta la filiera. “Il mondo agricolo sta facendo la sua parte – continua il Presidente Paolo Voltini – ci aspettiamo che tutti facciano lo stesso. Non possiamo accettare che l’azione di alcuni metta a rischio la tenuta di un comparto fondamentale per l’agroalimentare lombardo e italiano”. Con più di 5 mila allevamenti – conclude la Coldiretti regionale – e con 500 mila vacche da latte, la Lombardia produce oltre il 40% del latte italiano.

Daniela Maggi comunicazione.lombardia@coldiretti.it 335.79.95.609

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